Su La Stampa di oggi, a pag. 4, appare un articolo lunghissimo di quasi una pagina che stranamente su internet viene ridotti alle prime, poche righe.
Titolo: "Leone ci promise giustizia, poi fece gli interessi dell'Enel".
L'articolo fa seguito alla visita della Jena a Longarone per l'anniversario della tragedia del Vajont.
Ad un certo punto si fa riferimento ai precedenti Presidenti del Consiglio accorsi su quei luoghi, Andreotti e Leone.
Di Leone si ricorda l'accaduto.
Incontrò il vicesindaco in lacrime,che aveva perso famiglia e genitori, che gli chiese di dare loro un aiuto.
Leone assicurò che l'avrebbero sicuramente avuto.
Il suo governo era, come si usava dire allora, un governino balneare, cadde e Leone si occupò, in veste di illustre avvocato napoletano, della difesa dell'Enel.
Trovò un cavillo che impedì a quei poveretti di essere risarciti e fece risparmiare all'Enel una montagnola di soldi.
Poi fu premiato, come tutti coloro che fanno qualcosa di eclatante pro Roma e contro il Nord, e fu eletto a 'o presidente de tutti gli itagliani.
Una vera stirpe di brava gente.




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