la «Bolla» degli Studenti americani e le Crisi dell'Economia del Debito
la «Bolla» degli Studenti americani e le Crisi dell'Economia del Debito


È il paradosso del sogno (un'istruzione adeguata) che soffoca la speranza (di poter realizzare un progetto, un'attività, cogliendo le opportunità che l'innovazione consente). Gli studenti americani producono per prima cosa debiti. Laureati, arrivano al mercato del lavoro con un «carico» di 40 mila dollari a testa, più eventuali prestiti personali, più gli aiuti ricevuti dalla famiglia.A marzo la Federal Reserve, la banca centrale Usa, aveva stimato in 966 miliardi l'ammontare totale dei crediti per lo studio. Di recente il garante dei consumatori è arrivato a un debito totale di 1.200 miliardi. Un gigantesco investimento collettivo sulla cultura, secondo solo a quello sulla casa. Perché con la cultura si mangia. E bene, come sa chi ha letto alcune stime secondo cui un laureato americano guadagna nella propria vita lavorativa circa 600 mila dollari più di un diplomato alle scuole superiori, un milione nei casi fortunati. Ma, nella Grande Crisi che ha ristretto opportunità e distrutto posti di lavoro, fatica a partire con 40 mila dollari di debiti. Nella media, secondo le statistiche. Perché già anni fa un futuro avvocato laureato ad Harvard di discreto successo arrivava al termine degli studi con debiti oltre 60 mila dollari. Un'esposizione che avrebbe ripagato soltanto a 42 anni. Soltanto un lustro prima di diventare presidente degli Stati Uniti d'America. Quell'avvocato, Barack Obama, ha ben presente cosa significa indebitarsi per studiare, ne ha fatto un tema delle campagne presidenziali, anche per il secondo mandato.A pochi mesi dalla rielezione, su quelle promesse la doccia fredda. All'inizio dell'estate il mancato accordo tra repubblicani e democratici ha di fatto provocato il raddoppio del tasso sui prestiti federali agli studenti. Dal 3,4 al 6,8%. Calcola il Congresso che per uno studente-tipo il costo aggiuntivo sarà di 2.600 dollari. E la stampa in questi giorni comincia a raccontare con nomi e cognomi ? lo ha fatto il Wall Street Journal ? storie di under 30 che hanno rimesso nel cassetto sogni e progetti. Per sgonfiare questa bolla, nelle stesse settimane in cui Ben Bernanke potrebbe cominciare a bucarne un'altra ben più grande, a Wall Street, l'America dovrà darsi da fare per anni.RIPRODUZIONE RISERVATA
Cinelli Carlo

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(19 agosto 2013) - Corriere della Sera