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Discussione: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

  1. #1
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    Predefinito Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose - Tgcom24

    Magno greci che esportano la loro cultura ai barbari del nodde.



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  2. #2
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    mi sento molto in sintonia con questo pensiero...

    Maroni, Saviano, il cancro Mafia e le metastasi

    Il caso dello scioglimento del primo comune lombardo per mafia (Sedriano) conferma che la Palma nasce a sud e va a nord.
    Aveva ragione Maroni, non Saviano:...........

    Maroni, Saviano, il cancro Mafia e le metastasi « Il Blog de "Il Cittadino X"



  3. #3
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Commissione Antimafia, salta l'accordo nella maggioranza
    ...
    La divisione tra i montiani appare piuttosto marcata, a sentire le dichiarazioni dei diretti interessati. Vecchio attacca: “Io mi sono proposto per l’Antimafia perché la mia storia è nota. Ma le logiche della politica politicante – ha detto a proposito di Dellai – tentano di scacciare la mia esperienza e la mia storia per favorire un politicante che viene da Trento. Bisogna capirne di queste cose, bisogna capire di antimafia”.
    ...
    Chiaro no?
    Per guidare la Commissione Antimafia nello Sctato della Mafia non si può essere di Trento, seppur politico, ma occorre conoscere MOLTO BENE la Mafia.
    Grasso e i predecessori insegnano: la mafia è "quasi" stata sconfitta.

    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  4. #4
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Citazione Originariamente Scritto da Quayag Visualizza Messaggio
    mi sento molto in sintonia con questo pensiero...

    Maroni, Saviano, il cancro Mafia e le metastasi

    Il caso dello scioglimento del primo comune lombardo per mafia (Sedriano) conferma che la Palma nasce a sud e va a nord.
    Aveva ragione Maroni, non Saviano:...........

    Maroni, Saviano, il cancro Mafia e le metastasi « Il Blog de "Il Cittadino X"
    Invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia. La mafia esiste anche in Lombardia. Importata o no. Maroni non poteva dire che la mafia al nord non esisteva. Comunque adesso Lombardia, Piemonte, Veneto sono governate dalla lega Nord . Vediamo se si risolve qualcosa. O invece dobbiamo sentire il Ministro Lorenzin (Salute) Affermare che le regioni più virtuose in materia sono la :Sicilia , la Campania , la Calabria . Le più costose :Lombardia Veneto Piemonte. E nessuno dei Governatori delle regioni del nord telefonare alla trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa per smentire i dati portati in trasmissione dalla Lorenzin. Stiamo diventando omertosi?

  5. #5
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Citazione Originariamente Scritto da sentenza53 Visualizza Messaggio
    Invertendo l'ordine dei fattori il risultato non cambia. La mafia esiste anche in Lombardia. Importata o no. Maroni non poteva dire che la mafia al nord non esisteva. Comunque adesso Lombardia, Piemonte, Veneto sono governate dalla lega Nord . Vediamo se si risolve qualcosa. O invece dobbiamo sentire il Ministro Lorenzin (Salute) Affermare che le regioni più virtuose in materia sono la :Sicilia , la Campania , la Calabria . Le più costose :Lombardia Veneto Piemonte. E nessuno dei Governatori delle regioni del nord telefonare alla trasmissione Porta a Porta di Bruno Vespa per smentire i dati portati in trasmissione dalla Lorenzin. Stiamo diventando omertosi?
    La mafia è un prodotto allogeno, roba vostra, importata e usata dai proprietari dello stato italia.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
    Tacito, Agricola, 30/32.

  6. #6
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Lasa perde Eri!
    I taru su questi argomenti sono maestri e ci vanno a nozze.
    E vogliono pure aver ragione.
    Ridicoli.
    Non scendere al loro infimo livello rispondendo.
    Tutt'al più si può dire: LN=MAFIA.
    Rivolgersi al piano di sotto, vi sentirete a casa.
    Ultima modifica di ventunsettembre; 18-10-13 alle 14:49
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  7. #7
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    ROMA - "Come ministro e ancora di più come leghista mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Roberto Saviano, animate da un evidente pregiudizio contro la Lega". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, commentando il monologo in cui ieri sera nel programma Vieni via con me lo scrittore ha affermato che "al Nord la 'ndrangheta interloquisce con la Lega". "Ho chiesto al Cda della Rai il diritto di replica", ha aggiunto Maroni. "Vorrei un faccia a faccia con lui per vedere se ha il coraggio di dire quelle cose guardandomi negli occhi". Diritto di replica negato dal responsabile del programma Loris Mazzetti invita il ministro a rivolgersi alla magistratura. Pronta la controreplica di Maroni, che a questo punto si appella alle massime cariche dello Stato: "Giro al presidente della Repubblica e ai presidenti di Camera e Senato la questione, se la Rai deciderà di negarmi il diritto di replica a Saviano". Mentre lo scrittore campano si dice "stupito e allarmato" dalle parole di Maroni, e diversi esponenti politici parlano di "intimidazione" da parte del ministro.

    La protesta di Maroni. "Chiedo risposta - ha spiegato il ministro - anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse così infamanti che devono essere smentite". Maroni ha scritto al presidente della commissione vigilanza Sergio Zavoli, ai presidenti del Senato Renato Schifani e della Camera Gianfranco Fini e all'intero Cda della Rai e al direttore di Rai3 Paolo Ruffini. "Chiunque ha diritto di replicare - ha detto Maroni - altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta". Nella lettera inviata dopo il diniego di Mazzetti alla replica, Maroni ha scritto: "Come ministro dell'Interno che combatte quotidianamente ogni forma di criminalità organizzata con assoluta determinazione, mi sento profondamente offeso da queste parole e chiedo, pertanto, di poter esercitare il diritto di replica per contestare tali falsità nel corso della prossima puntata del programma".

    Le posizioni in Rai. La prima replica arriva da Loris Mazzetti, capostruttura di RaiTre e responsabile del programma: nessun invito per Maroni. "'Vieni via con me' non è intenzionata ad ospitare il ministro dell'Interno", ha detto Mazzetti. "Se noi abbiamo detto cose non vere, cose smentibili, se lo abbiamo ingiuriato o offeso, che si rivolga direttamente alla magistratura", ha concluso. E sull'ipotesi di ospitare altri politici nel programma dopo Fini e Bersani, sollecitata da più parti, Mazzetti ha affermato: "Non lo sappiamo ancora: ci stiamo ragionando". Poi, in serata, è arrivata la presa di posizione del direttore di Rai3 Paolo Ruffini: se il ministro vuole, la trasmissione potrà ospitare un video o uno scritto del responsabile del Viminale. D'accordo con le accuse di Maroni il consigliere di maggioranza Antonio Verro secondo il quale il caso sarà sicuramente argomento di discussione domani in Cda: "Compito del servizio pubblico è garantire il contraddittorio e la completezza dell'informazione. Per questo mi auguro l'azienda accolga la sua richiesta".

    La replica dello scrittore a Maroni. "Sono stupito e allarmato dalle parole del ministro Maroni - ha replicato Saviano in una nota - Non capisco di quali infamie parli. Temo che abbia visto un'altra trasmissione. Lo invito a rivederla e riascoltarla: io ho parlato solo di fatti, frutto di un'inchiesta giudiziaria dell'Antimafia di Milano e Reggio Calabria sul nuovo assetto della 'ndrangheta e sulla sua presenza culturale, politica ed economica in Lombardia. Fatti che dovrebbero preoccupare il ministro dell'Interno invece di spingerlo ad accusare chi li denuncia".

    Le reazioni del mondo politico. Davide Caparini, parlamentare del Carroccio, ha fatto sapere che per le accuse di Saviano alla Lega è pronto il ricorso all'Agcom. Angelo Ciocca, consigliere regionale della Lega Nord al Pirellone, si è detto "offeso" dalle parole dello scrittore e ha poi aggiunto: "Sto valutando con i miei legali se sporgere querela nei confronti di Roberto Saviano. Ho chiesto di poter visionare il filmato della trasmissione, ma già il consiglio regionale lombardo sta valutando una querela".

    A Maroni ha risposto l'Idv: "Nessuno tocchi Saviano - ha detto Leoluca Orlando - Dal ministro arriva un'intollerabile intimidazione ad uno scrittore che vive sotto scorta per la sua denuncia coraggiosa di tutte le mafie. Il ministro dell'Interno, invece di reagire in maniera scomposta, faccia pulizia all'interno del suo partito e cacci i disonesti. Per la carica che ricopre avrebbe l'obbligo morale di elogiare chi predica l'onestà e lotta contro la criminalità". Per Massimo Donadi, presidente del gruppo Idv alla Camera, le accuse di Maroni sono un favore alle cosche: "Un ministro dell'Interno non può permettersi di legittimare, con le sue parole, il clima di omertà sugli affari delle mafie al Nord e sulle collusioni tra criminalità e politica".

    "Roberto Saviano ha raccontato a milioni di persone come la grande criminalità abbia messo radici a Nord, come lì cerchi complicità e legami con la politica - ha rilevato Walter Veltroni (Pd) - Le sue parole sono confermate dalle indagini che hanno portato a decine di arresti in Lombardia, come io stesso ho più volte denunciato in questi mesi. La reazione di Maroni è assurda e grave, colpisce una voce libera, un italiano minacciato dalle mafie e costretto a vivere, per quello che dice e che scrive, sotto scorta. A Saviano va la mia solidarietà e l'apprezzamento per le sue parole di denuncia".

    Il capogruppo democratico alla Camera, Dario Franceschini, ha commentato la vicenda dicendo che "da oggi Saviano è un simbolo non solo della lotta alla camorra ma anche della libertà di informazione. Noi non lo lasceremo mai solo".

    Per Maroni la mafia non esiste? chiedono i Verdi. "Il ministro dell'Interno Maroni rischia di accodarsi a quella lunga lista di persone che dicevano che la mafia non esiste mentre le organizzazioni criminali uccidevano ed investivano fior di miliardi al Nord e a Milano", ha dichiarato il Presidente nazionale Angelo Bonelli.

    Dall'Udc il deputato Roberto Rao ha definito pretestuose le polemiche della Lega contro Saviano: "Lo scrittore ha denunciato una realtà già emersa da molte indagini e operazioni condotte in queste ore: la crescente ramificazione delle organizzazioni malavitose nel nord del paese. Il ministro dell'Interno sta facendo un ottimo lavoro nel contrasto alla criminalità organizzata, ma non può pretendere di nascondere una parte di realtà italiana solo perché scomoda per i suoi elettori".

    Con Maroni si schierano diversi esponenti del Pdl, dal coordinatore Fabrizio Cicchitto al ministro della Difesa Ignazio La Russa secondo il quale la trasmissione di ieri sera "fa capire che la campagna elettorale è iniziata e che Raitre è schierata". Per il presidente del gruppo Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, "Saviano ha confuso la sua Italia da romanzo con quella che ogni giorno segna veri i trionfi contro la criminalità organizzata". (16 novembre 2010)

    Fonte: Maroni: "Infamie, intervenga Napolitano" Saviano: "Sono stupito e allarmato" - Repubblica.it
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Saviano descrive la penetrazione della ‘ndrangheta al nord, e spiega come l’organizzazione criminale cerchi sempre di coinvolgere e inquinare e condizionare la politica e il potere. Al Sud come al Nord. E lo fa in diretta televisiva nel corso della trasmissione “Vieni via con me” su rai3. E Saviano sa, come raccontano le recenti inchieste coordinate dalle procure di Milano e di Reggio Calabria, che la ‘ndrangheta stia cercando di “avvicinare” anche amministratori del Carroccio. Perché chi governa ha il controllo dei cordoni della borsa, ha il controllo degli appalti e degli affari. E questa è l’unica cosa che interessa la criminalità. Il denaro.
    Ma il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ben sa quale sia la situazione nelle regioni del Nord diventate qualcosa di più che una semplice colonia delle mafie, non ci stà all’accusa dello scrittore.
    Ecco la reazione del ministro. ”Mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Saviano – ha detto Maroni – animate da un evidente pregiudizio contro la Lega”. Il ministro poi ha confermato di aver chiesto al Cda della Rai il diritto di replica. ”Chiedo risposta – ha spiegato il ministro – anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse cosi’ infamanti che devono essere smentite”. Chiedere scusa solo per i leghisti? E gli altri abitanti delle regioni del Nord non contano? Sempre che si debba chiedere scusa di qualcosa.
    ”Non c’e’ neanche bisogno – ha proseguito Maroni – di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c’e’ qualcosa di vero e siccome non e’ cosi’ voglio poter replicare a quelle stupidaggini”. Lui, ha detto ancora il titolare del Viminale, ”mi ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi: e’ facile lanciare il sasso senza il contraddittorio”. Se l’invito della Rai non arriverà, ha sottolineato, ”sarà dimostrata a tutti che quella e’ una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo – ha aggiunto – che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta”.
    Fa male a Maroni che la questione dell’insediamento stabile della criminalità organizzata, in particolare in Lombardia e nel milanese, venga sdoganata e resa pubblica da Saviano. Anche se Saviano non ha scoperto nulla di nuovo. Lo scrittore infatti ha riportato solo le informazioni delle inchieste giudiziarie in corso e delle inchieste giornalistiche non di oggi ma di anni e anni. Perché della questione se ne parla, ma nel disinteresse (peloso) della televisione. Si sa della penetrazione dei clan negli appalti, nella ristorazione, nella distribuzione da anni. Si sa del controllo del traffico della cocaina e delle estorsioni. Tutto pubblico e conosciuto. Tutto documentato dalle forze dell’ordine, dalla magistratura e dalla Commissione Antimafia. Ma la mafie, o meglio le mafie, al Nord non devono esistere. Non bisogna parlarne. La mafia è roba da terroni. Il Popolo Padano è immune dal richiamo dei soldi.
    E quindi fa male che Saviano, con gli ascolti che ha, in prima serata sveli al Paese una realtà abilmente tenuta sotto la linea dell’attenzione. Non è la denuncia, ma la forza del media che preoccupa Maroni.
    Perché Maroni sa cosa sta avvenendo. Non può non sapere visto il ruolo che ricopre e le informazioni a cui può accedere. Perché i soldi non puzzano e sono arrivati, da decenni, nel Nord. Perché la ‘ndrangheta gestisce affari leciti e illeciti coinvolgendo e inquinando tutto ciò che incontra. Perché ci sono intere zone del Nord sotto scacco da parte della criminalità. Perché a furia di sottovalutare il fenomeno questo è diventato una realtà enorme e radicata.
    Faccia la persona seria, Maroni. La smetta di indignarsi e di fare propaganda. La criminalità organizzata nel nostro Paese e in Europa è diventata un potere di dimensioni incalcolabili a furia di nascondere la testa sotto la sabbia. A furia di indignarsi quando qualcuno ha abbastanza coraggio di dire chiaramente, a tutti e pubblicamente, come stanno le cose, le mafie sono prosperate quasi indisturbate. E con loro un metodo, rodato e efficace, di controllo delle amministrazioni e degli affari. La ‘ndrangheta al Nord c’è, inquina politici di ogni colore, anche della Lega, e gli affari del pezzo ricco di di questo Paese. Si rassegni e si metta a lavorare davvero. Perché una spiegazione quei milioni di leghisti, di cui Maroni si sente portavoce, prima o poi la chiederanno. E non solo loro.


    Fonte: Maroni non ci sta. Per lui la ?ndrangheta è roba solo da terroni
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
    Alle vittime basta il silenzio perchè ad esse apprtiene la verità!"

  9. #9
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    Saviano descrive la penetrazione della ‘ndrangheta al nord, e spiega come l’organizzazione criminale cerchi sempre di coinvolgere e inquinare e condizionare la politica e il potere. Al Sud come al Nord. E lo fa in diretta televisiva nel corso della trasmissione “Vieni via con me” su rai3. E Saviano sa, come raccontano le recenti inchieste coordinate dalle procure di Milano e di Reggio Calabria, che la ‘ndrangheta stia cercando di “avvicinare” anche amministratori del Carroccio. Perché chi governa ha il controllo dei cordoni della borsa, ha il controllo degli appalti e degli affari. E questa è l’unica cosa che interessa la criminalità. Il denaro.
    Ma il ministro dell’Interno Roberto Maroni, che ben sa quale sia la situazione nelle regioni del Nord diventate qualcosa di più che una semplice colonia delle mafie, non ci stà all’accusa dello scrittore.
    Ecco la reazione del ministro. ”Mi sento offeso e indignato dalle parole infamanti di Saviano – ha detto Maroni – animate da un evidente pregiudizio contro la Lega”. Il ministro poi ha confermato di aver chiesto al Cda della Rai il diritto di replica. ”Chiedo risposta – ha spiegato il ministro – anche a nome dei milioni di leghisti che si sono sentiti indignati dalle insinuazioni gravissime di Saviano e quindi auspico che mi venga concesso lo stesso palcoscenico per replicare ad accuse cosi’ infamanti che devono essere smentite”. Chiedere scusa solo per i leghisti? E gli altri abitanti delle regioni del Nord non contano? Sempre che si debba chiedere scusa di qualcosa.
    ”Non c’e’ neanche bisogno – ha proseguito Maroni – di replicare ora nel merito, ma chi ha sentito ieri sera Saviano parlare senza contraddittorio potrebbe essere indotto a pensare che in quelle parole c’e’ qualcosa di vero e siccome non e’ cosi’ voglio poter replicare a quelle stupidaggini”. Lui, ha detto ancora il titolare del Viminale, ”mi ha definito uno tra i migliori ministri nella lotta alla mafia e ora vorrei che ripetesse le accuse di ieri guardandomi negli occhi: e’ facile lanciare il sasso senza il contraddittorio”. Se l’invito della Rai non arriverà, ha sottolineato, ”sarà dimostrata a tutti che quella e’ una trasmissione contro la Lega e che la democrazia è un optional. Chiunque ha diritto di replicare, altrimenti vuol dire che siamo tornati al tribunale della Santa Inquisizione. Non credo – ha aggiunto – che alla Rai si sia arrivati a questo punto, ma non mi stupirei di nulla. Attendo risposta”.
    Fa male a Maroni che la questione dell’insediamento stabile della criminalità organizzata, in particolare in Lombardia e nel milanese, venga sdoganata e resa pubblica da Saviano. Anche se Saviano non ha scoperto nulla di nuovo. Lo scrittore infatti ha riportato solo le informazioni delle inchieste giudiziarie in corso e delle inchieste giornalistiche non di oggi ma di anni e anni. Perché della questione se ne parla, ma nel disinteresse (peloso) della televisione. Si sa della penetrazione dei clan negli appalti, nella ristorazione, nella distribuzione da anni. Si sa del controllo del traffico della cocaina e delle estorsioni. Tutto pubblico e conosciuto. Tutto documentato dalle forze dell’ordine, dalla magistratura e dalla Commissione Antimafia. Ma la mafie, o meglio le mafie, al Nord non devono esistere. Non bisogna parlarne. La mafia è roba da terroni. Il Popolo Padano è immune dal richiamo dei soldi.
    E quindi fa male che Saviano, con gli ascolti che ha, in prima serata sveli al Paese una realtà abilmente tenuta sotto la linea dell’attenzione. Non è la denuncia, ma la forza del media che preoccupa Maroni.
    Perché Maroni sa cosa sta avvenendo. Non può non sapere visto il ruolo che ricopre e le informazioni a cui può accedere. Perché i soldi non puzzano e sono arrivati, da decenni, nel Nord. Perché la ‘ndrangheta gestisce affari leciti e illeciti coinvolgendo e inquinando tutto ciò che incontra. Perché ci sono intere zone del Nord sotto scacco da parte della criminalità. Perché a furia di sottovalutare il fenomeno questo è diventato una realtà enorme e radicata.
    Faccia la persona seria, Maroni. La smetta di indignarsi e di fare propaganda. La criminalità organizzata nel nostro Paese e in Europa è diventata un potere di dimensioni incalcolabili a furia di nascondere la testa sotto la sabbia. A furia di indignarsi quando qualcuno ha abbastanza coraggio di dire chiaramente, a tutti e pubblicamente, come stanno le cose, le mafie sono prosperate quasi indisturbate. E con loro un metodo, rodato e efficace, di controllo delle amministrazioni e degli affari. La ‘ndrangheta al Nord c’è, inquina politici di ogni colore, anche della Lega, e gli affari del pezzo ricco di di questo Paese. Si rassegni e si metta a lavorare davvero. Perché una spiegazione quei milioni di leghisti, di cui Maroni si sente portavoce, prima o poi la chiederanno. E non solo loro.


    Fonte: Maroni non ci sta. Per lui la ?ndrangheta è roba solo da terroni
    "I carnefici hanno bisogno di urlare per imporre le proprie menzogne!
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  10. #10
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    Predefinito Re: Sedriano, il primo comune lombardo sciolto per infiltrazioni mafiose.

    dove arrivate voi arriva la mafia, inutile sviare, bisogna fare un muro che ci divida.



 

 
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