Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 13
  1. #1
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Morto il socialismo, il liberalismo si è riposizionato a sinistra. Dov'è sempre stato




    Socialisti e comunisti non sono più tra noi, spazzati via dalla storia con le loro utopiche certezze. La caduta dell'Unione Sovietica ha infatti certificato la fine della sinistra rivoluzionaria ed il trionfo in Occidente dell’ideologia liberale. La quale, però, nel momento stesso in cui ha affossato la sinistra, l’ha nei fatti surrogata, lasciando di buon grado il lato destro dello spettro politico al suo nemico storico: il conservatorismo.

    La politica occidentale, superato il Novecento con i suoi scontri ideologici – tra autoritarismo e democrazia prima, e tra borghesia e proletariato poi – non è riuscita a procedere avanti, dando per qualche tempo ragione ai profeti della "fine della Storia" come Francis Fukuyama. Il paradosso è che, non potendo andare avanti, è addirittura tornata indietro di un secolo: all’Ottocento, quando lo scontro ideologico tra destra e sinistra vedeva opposti da un lato i conservatori e dall’altro i liberali.
    In un’ottica internazionale è molto facile distinguere gli uni dagli altri: a guidare il fronte del progresso liberale è l’Occidente democratico, intenzionato a permeare di sè il resto del globo; a difesa invece delle istituzioni e culture nazionali ci sono l’Islam, le restanti dittature del Terzo Mondo, l'estrema destra europea, la Russia ancora in parte autocratica e i paleoconservatori americani. Non è però questa una “reazione” coesa sul piano politico e tantomeno su quello filosofico. Il che rende oggi impensabile il formarsi di un’internazionale conservatrice come potè realizzarsi al tempo della Restaurazione. Siamo dinanzi, piuttosto, ad un’opposizione d’inerzia al processo rivoluzionario in corso: un processo iniziatosi in Europa per mano della sinistra radicale e che oggi una presunta "destra" di matrice liberale porta avanti con particolare solerzia, magari non per ideale ma per interesse. Peccato che gli sconvolgimenti sul piano internazionale siano, però, gli stessi.

    Più difficile è individuare oggi i conservatori all'interno dell’Occidente liberaldemocratico. Di sovente, infatti, vengono indicati come tali quel particolare tipo di liberali che sono posizionati appena più a destra dei liberali progressisti, ma che sul piano filosofico non sono in alcun modo passibili di conservatorismo. Tant’è vero che il loro pantheon di riferimento è composto unicamente di intellettuali liberali: Locke, Acton, Mill, Aron, Popper. Al meglio è la vecchia destra orleanista, al peggio un riformismo socialista scacciato a destra dall’arrembante accorrere a sinistra dei postcomunisti.

    In realtà, distinguere un conservatore da un liberale di destra dovrebbe essere molto semplice, non fosse altro in ragione del motivo che vede il destro-liberale sempre pronto a riconoscere come propria nemesi la destra "reazionaria", mentre ai progressisti autocollocatisi alla sua sinistra è riservato soltanto qualche amorevole buffetto. La ragione di questo comportamento è che i liberali, di destra come di sinistra, sono parte integrante di quel mondo moderno che si è lasciato alle spalle quello "antico" con la Rivoluzione francese. Data storica che non a caso viene magnificata dalla destra “moderata” non meno che dalla sinistra "rivoluzionaria”, in quanto entrambe sono nate a sinistra.

    Conservatorismo contro liberalismo, dunque. E ce ne accorgiamo giorno per giorno, quando ad infiammare le politiche occidentali non sono più le vecchie tematiche economiche legate alla redistribuzione del reddito, ma quelle che interessano i diritti dell’uomo, della Natura, di Dio. Si è tornati a parlare di un’etica “laica”, di stato “aconfessionale”, di “anticlericalismo”, una terminologia che negli anni settanta era appannaggio solo di una minima parte della sinistra, quella di estrazione radicale.

    La sinistra odierna continua infatti a riverire il comunista Berlinguer, ma parla ormai il linguaggio libertario di Pannella. Il progressista liberale moderno si scopre borghese, non proletario, e ha superato il rozzo ateismo rosso con un più raffinato spiritualismo buddista. Il progressista liberale moderno si rispecchia nell'immagine androgina della femminista impegnata piuttosto che in quella rude e becera del maschio da osteria. Il progressista liberale moderno è pronto a difendere il capitalismo "da se stesso", invece che attaccarne filosoficamente le basi. Per questi ed altri motivi la differenza tra un liberale di sinistra e il suo alter ego di destra si presenta oggi alquanto sfumata. E’ una differenza quantitativa e non qualitativa e ricalca il vecchio discrimine tra riformismo e massimalismo. Anche l'attuale scontro sui valori cattolici produce più scintille che fiamme, in quanto il cattolicesimo contemporaneo, anche quello del “conservatore” Ratzinger, è pienamente inserito nella cornice liberale della nostra modernità. Diversamente dal cattolicesimo preconciliare, infatti, quello di Benedetto XVI è un raffinato cattolicesimo progressista, che ha il solo problema di essere pressato alla sua sinistra da correnti filosofiche e politiche ancor più radicali. Nonostante ciò per il Vaticano i maggiori timori sembrano provenire soprattutto da destra: dal fondamentalismo politico protestante, dall’ebraismo ortodosso “guerrafondaio”, dal risorgente nazionalismo antimondialista, come dal populismo antimmigrazionista.

    Bisogna non dimenticare che il cattolicesimo è stato il battistrada del liberalismo filosofico ancor prima di veicolare il suo messaggio “sociale”. Molti cattolici si sono ritrovati loro malgrado “a destra” solo quando il Papa sottostava di fatto all’autorità del Re o dell’Imperatore. Ma appena questa è venuta meno, la natura liberale che albergava nel cattolicesimo si è potuta svelare politicamente. Per il cattolico liberale lo Stato è un potenziale nemico in quanto l’autorità viene solo da Dio e gli umili son da preferirsi ai potenti. C’è da meravigliarsi che Marx non abbia colto al balzo la mano tesa che gli veniva porta. Fu infatti il materialismo dei socialisti a far sì che i cattolici si posizionassero al centro invece che a sinistra.

    In quanto “siamo tutti figli di Dio” per la Chiesa non hanno motivo di esistere le nazioni, che la Cristianità ha sempre combattuto, come qualsiasi altro discrimine di natura etnica, culturale ed economica. L’unica barriera riconosciuta tra i cattolici è stata, per secoli, quella determinata dall'accettazione della Parola di Dio, che si riteneva conservata nella sua Verità soltanto nella Chiesa cattolica. Ma anche questa barriera, di per sè piuttosto flebile, è col tempo venuta progressivamente meno, al punto che oggi i cattolici sono diventati addirittura più ecumenici dei protestanti stessi.

    E allora, visto che da sinistra a destra sono oggi tutti liberali, la destra autentica, quella di estrazione conservatrice, dove sta? La si può trovare in parte mimetizzata, ma non omologata al fronte "moderato"; dispersa nella vasta area del non voto; oppure attiva suo malgrado nell'estremismo di destra. Propriamente i conservatori sarebbero oggi coloro che intendono difendere dalla globalizzazione "mondialista" le culture autoctone. Sono quelli che accettano il cambiamento quando è prodotto dalla Storia e non dai ragionamenti astratti della filosofia. Coloro per i quali le differenze e le disparità tra gli esseri umani vanno accettate in quanto prodotte dalla Natura, che è giusta pur non essendo morale. Coloro per i quali lo Stato gerarchico risponde ad un ordinamento divino, immutabile ed eterno e la Storia è la stessa da sempre in un fatale ripetersi.

    In Europa sono ormai davvero pochi coloro che ragionano ancora in questi termini. I liberali nella loro complementare differenziazione (moderati, riformisti, liberalsocialisti, cattolici liberali, libertari, radicali, anarchici) sono da sempre uniti nel negare l’autorità che si fonda sulla Natura e sulla Storia. Innalzato il vessillo dell’uguaglianza e della fraternità, il liberale ha di fatto costretto il conservatore all’eterno ruolo di minoranza passiva seppur mai doma (la Reazione in agguato). A differenza degli USA, che rimangono ancora in parte una nazione pre-moderna, il che permette alle forze "reazionarie" di essere ancora attive, nel Vecchio Continente il conservatore ha praticamente smesso di essere una persona fisica, diventando soltanto uno spauracchio di cui si serve la sinistra liberale per tenere a bada i competitors (liberali) alla propria destra. Per questo motivo il termine "conservatore" è considerato nel gergo politico europeo alla stregua di un insulto, che mette in soggezione i moderati non meno dei riformisti. "Conservatore" in luogo di "reazionario" e "assolutista". Diciamo pure la destra ottocentesca: il vero orrore di tutti i liberalismi.



    Mr. Right
    Ultima modifica di Giò; 25-08-09 alle 21:19
    SADNESS IS REBELLION

  2. #2
    Forumista junior
    Data Registrazione
    20 Apr 2009
    Messaggi
    98
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Ottimo. Concordo soprattutto con l'analisi della 'deriva' sempre più preoccupante della Chiesa, che non è accidentale ma uno svelare la sua vera natura (perciò 'deriva' è virgolettato; in realtà sarebbe molto più precisa l'espressione portare a definitivo compimento la sua essenza).

    Ma non credo sia utile parlarne su questo forum, che tranne poche (lodevoli) eccezioni, mostra a sua volta con chiarezza brutale l'essenza (confusionaria e ultraideologica) della destra radicale.

  3. #3
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Citazione Originariamente Scritto da Marco d'Efeso Visualizza Messaggio
    Ottimo. Concordo soprattutto con l'analisi della 'deriva' sempre più preoccupante della Chiesa, che non è accidentale ma uno svelare la sua vera natura (perciò 'deriva' è virgolettato; in realtà sarebbe molto più precisa l'espressione portare a definitivo compimento la sua essenza).

    Ma non credo sia utile parlarne su questo forum, che tranne poche (lodevoli) eccezioni, mostra a sua volta con chiarezza brutale l'essenza (confusionaria e ultraideologica) della destra radicale.
    Il 3d è presente anche su Conservatori, ma credo che possa interessare anche la cosiddetta Destra radicale.
    SADNESS IS REBELLION

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Apr 2009
    Località
    Augusta
    Messaggi
    3,097
     Likes dati
    0
     Like avuti
    3
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    comunismo, liberalismo son tutti giochini inventati dagli ebbri per farci litigare

  5. #5
    email non funzionante
    Data Registrazione
    17 May 2009
    Località
    ZOG
    Messaggi
    3,275
     Likes dati
    0
     Like avuti
    2
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    La ricetta è la stessa.
    Dividere lo schieramento in 20 fazioni sottrarre gli estremi fastidiosi aggiungere fazioni antinazionali e il tuttuo moltiplicarlo all'infinito.

    Cosi il potere legittima il suo dominio sul popolo.
    .

  6. #6
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,778
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,979
    Mentioned
    1505 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    L'articolo in sè è condivisibile anche se devo fare alcuni appunti:
    1)le 'reazioni' più consistenti le vediamo in Europa e non negli USA; si pensi al successo delle destre nazional-populiste, identitarie e radicali alle recenti elezioni europee e all'autocrazia putiniana;
    2)il Cattolicesimo non è assolutamente liberale. Dire che il liberalismo è la sua vera natura significa non aver compreso che cos'è il Cattolicesimo.
    Non voglio aprire l'ennesima discussione teologica, ma come sosteneva Donoso Cortes il socialismo è una 'teologia satanica' in quanto rovescia completamente il contenuto della Rivelazione cristiana cattolica usandone però gli stessi termini, sostituendo però l'unità del genere umano con l'uguaglianza assoluta di tutti gli esseri umani, mentre il liberalismo è solo un agnostico attendismo, fondato sulla tolleranza tipica dello scettico.
    Quindi, se proprio si vuole scadere nell'anti-cristianesimo 'ideologico' o 'filosofico', si cerchi una parentale piuttosto col socialismo (si veda lo spengleriano 'Bolscevismo dell'Antichità') che con il liberalismo, fermo restando che sarebbe comunque un'impostazione miope e fondamentalmente sbagliata. In sostanza, si tratterebbe di un cedimento al conciliarismo vaticanosecondista, modernista e giudaizzante, multiculturalista e multirazzialista;
    3)questo riposizionamento a sinistra del liberalismo credo sia dovuto ad una sorta di sincretismo ideologico fra il marxismo e il liberismo. Il cosiddetto 'mercatismo' di cui parla Tremonti è sostanzialmente questo. Il mondo liberale ha realmente e concretamente realizzato ciò che voleva Marx, semplicemente adattandosi - marxisticamente - alle contingenze e alle necessità imposte dalla storia e dall'economia.

  7. #7
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Sul termine "liberalismo" ritengo sia doveroso fare una puntualizzazione.

    Tanto la "Gloriosa Rivoluzione" britannica quanto la Rivoluzione americana vengono chiamate "liberali", tuttavia le loro basi risiedevano nel pensiero "Old Whig" che fu ben altra cosa rispetto al liberalismo continentale e a quel Liberal Party che in Inghilterrà si costituì grazie al fondamentale apporto dei "New Whigs", ovvero i radicali benthamiani (ricordo di sfuggita che il liberalconservatore Friedrich Hayek ha definito più volte Bentham come "il grande sovversivo").

    Per quanto Whigs e Tories non corrispondevano in alcun modo al concetto europeo di conservatorismo e liberalismo, è certo che entrambi propendessero più per il primo che per il secondo, essendo entrambi di sicura fede monarchica e di lignaggio aristocratico (il primo addirittura più del secondo!). Inoltre, il partito whig si divise proprio in merito alla Rivoluzione Francese con i Burkeani antirivoluzionari che andarono a formare insieme ai tories quella coalizione che più tardi prenderà il nome di Conservative Party.

    Non a caso il politico e storico conservatore inglese Hugh Cecil pose il 1789 quale data di nascita del conservatorismo politico in Europa.

    Ancora, la lettura liberale della nascita degli Stati Uniti come diretta conseguenza dell'Illuminismo francese è controversa e soggetta a critiche di parte conservatrice. I conservatori USA negano infatti questa filiazione e mettono piuttosto in relazione il pensiero dei "Whigs" rivoluzionari con le radici classiche e cristiane. E' da rimarcare inoltre come, pur con accenti diversi, questa lettura "revisionista" accomuni il paleocon Russell Kirk alla neocon Gertrude Himmelfarb.

    Infine, per essere chiari, quello che io intendo propriamente per "liberalismo" è il pensiero filosofico che ha promosso in definitiva la Rivoluzione francese. E considero "liberali" quei pensatori e quei partiti che in toto o in parte vi si sono nel tempo ricollegati. Ciò vale per tutti i "liberali" continentali (di destra come di sinistra), per i liberals anglosassoni, ma non per gli Old Whigs e tantomeno per gli autori americani del Federalist a cui si deve quella Costituzione conservatrice che "non fu fatta per essere esportata" (Robert Sirico) e che, a differenza della Dichiarazione d'Indipendenza (dovuta in gran parte alla penna del radicale Jefferson) faceva perno su questioni concrete e non su principi astratti universali.
    SADNESS IS REBELLION

  8. #8
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    L'articolo in sè è condivisibile anche se devo fare alcuni appunti:
    1)le 'reazioni' più consistenti le vediamo in Europa e non negli USA; si pensi al successo delle destre nazional-populiste, identitarie e radicali alle recenti elezioni europee e all'autocrazia putiniana;
    Le destre populiste in ascesa, a differenza di quelle propriamente neofasciste che non godono di particolare fortuna, sono in buona parte ispirate al movimento conservatore USA che dagli anni sessanta del secolo scorso è assunto a modello delle destre occidentali. Allo stesso modo di come Burke fu il modello di tutti controrivoluzionari continentali, in Francia (Rivarol, Chateaubriand, De Maistre) come in Germania (Gentz, Mueller).

    2)il Cattolicesimo non è assolutamente liberale. Dire che il liberalismo è la sua vera natura significa non aver compreso che cos'è il Cattolicesimo.
    Non voglio aprire l'ennesima discussione teologica, ma come sosteneva Donoso Cortes il socialismo è una 'teologia satanica' in quanto rovescia completamente il contenuto della Rivelazione cristiana cattolica usandone però gli stessi termini, sostituendo però l'unità del genere umano con l'uguaglianza assoluta di tutti gli esseri umani, mentre il liberalismo è solo un agnostico attendismo, fondato sulla tolleranza tipica dello scettico.
    Quindi, se proprio si vuole scadere nell'anti-cristianesimo 'ideologico' o 'filosofico', si cerchi una parentale piuttosto col socialismo (si veda lo spengleriano 'Bolscevismo dell'Antichità') che con il liberalismo, fermo restando che sarebbe comunque un'impostazione miope e fondamentalmente sbagliata. In sostanza, si tratterebbe di un cedimento al conciliarismo vaticanosecondista, modernista e giudaizzante, multiculturalista e multirazzialista;
    Forse hai letto la prima stesura dell'articolo. Nella seconda, quella corretta, ho scritto che una parte del cattolicesimo esprimeva di fatto posizioni liberali che, una volta caduto l'Ancient Regime, hanno potuto dispiegarsi politicamente. Tuttavia è innegabile che la libertà politica dei rivoluzionari francesi sia stata anticipata dalla libertà religiosa proclamata in primis dai cristiani (Date a Cesare ciò che è di Cesare). Non a caso la Russia, in quanto bizantina, è stato il Paese dov'è mancata una rivoluzione liberale; e la stessa Inghilterra anglicana è riuscita a preservarsi a lungo dal liberalismo più sfrenato. Ricordo ancora che nella Germania nazista fu la Chiesa luterana a piegarsi all'esigenza di una Chiesa nazionale, mentre l'ostilità dei cattolici fu netta. Così come il Vaticano prese le distanze dal fascismo quando Mussolini si appropriò dell'educazione dei giovani.

    3)questo riposizionamento a sinistra del liberalismo credo sia dovuto ad una sorta di sincretismo ideologico fra il marxismo e il liberismo. Il cosiddetto 'mercatismo' di cui parla Tremonti è sostanzialmente questo. Il mondo liberale ha realmente e concretamente realizzato ciò che voleva Marx, semplicemente adattandosi - marxisticamente - alle contingenze e alle necessità imposte dalla storia e dall'economia.
    Come si evince dall'articolo il riposizionamento liberale da destra a sinistra è più illusorio che reale, in quanto di fatto il liberalismo nasce a sinistra e viene spostato al centro solo dal proliferare alla sua sinistra di nuove formazioni politiche: il radicalismo, poi il socialismo, il comunismo e infine l'anarchismo.
    Il "mercatismo" di cui parla Tremonti (liberalsocialista) ritengo sia l'estremo tentativo della dittatura comunista di salvarsi in quanto tale una volta venute meno le premesse economiche del marxismo. Per quanto concerne l'Occidente è errato parlare di mercatismo. La new economy contro cui si scaglia Tremonti da buon vecchio socialista europeo è la sterzata al centro compiuta dai democrats clintoniani che hanno negato lo statalismo del New Deal per un liberismo moderato accettabile anche da forze non di sinistra. Sul fatto poi che esista da sempre una liason tra liberalismo e marxismo questo è vero, ma non riguarda solo i "mercatisti" ma tutti i socialisti e Tremonti stesso.
    SADNESS IS REBELLION

  9. #9
    SMF
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Messaggi
    141,778
     Likes dati
    21,790
     Like avuti
    33,979
    Mentioned
    1505 Post(s)
    Tagged
    34 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    1)Quale modello?

    2)Non entro nel merito delle considerazioni che fai sul rapporto fra i Fascismi europei e la Chiesa Cattolica. Tendi a semplificare: in realtà ci fu spesso unità d'itenti fra Chiesa e regime fascista italiano. Un po' meno in effetti fra Chiesa e Terzo Reich, ma erano anche contesti diversi.
    Il clero tedesco appoggiò lo sforzo bellico del Reich con l'appoggio della stessa Santa Sede.
    Ma al di là di questo va semplicemente fatto notare che il 'Date a Cesare quel che è di Cesare' non c'entra assolutamente nulla con la libertà religiosa.
    Anzi, è un modello ancora più perentorio della precedente 'tolleranza' sincretista pagana.
    Il Cristianesimo si afferma come unica religione vera e dunque legittima. Pertanto il potere deriva direttamente da Dio e 'Cesare' è l'alter Vicarius Christi che deve far rispettare a livello civile la legge e i comandamenti di Dio.

    3)Tremonti è un dirigista protezionista. Non propriamente un socialista.
    Culturalmente ha assunto una impostazione conservatrice.
    L'assunto secondo cui 'più libertà di mercato' sia 'destra' è discutibilissima per non dire errata.
    Ultima modifica di Giò; 25-08-09 alle 22:24

  10. #10
    + Gothic +
    Data Registrazione
    01 Apr 2009
    Località
    Napoli
    Messaggi
    17,936
     Likes dati
    655
     Like avuti
    1,152
    Mentioned
    115 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: Il nemico è a sinistra. Tra i liberali

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    1)Quale modello?
    Il Movimento Conservatore USA per le destre europee più o meno "tradizionaliste", dopo la II Guerra Mondiale.
    Edmund Burke per i controrivoluzionari continentali, a cavallo tra il Settecento e l'Ottocento.

    2)Non entro nel merito delle considerazioni che fai sul rapporto fra i Fascismi europei e la Chiesa Cattolica. Tendi a semplificare: in realtà ci fu spesso unità d'itenti fra Chiesa e regime fascista italiano. Un po' meno in effetti fra Chiesa e Terzo Reich, ma erano anche contesti diversi.
    Il clero tedesco appoggiò lo sforzo bellico del Reich con l'appoggio della stessa Santa Sede.
    Ma al di là di questo va semplicemente fatto notare che il 'Date a Cesare quel che è di Cesare' non c'entra assolutamente nulla con la libertà religiosa.
    Anzi, è un modello ancora più perentorio della precedente 'tolleranza' sincretista pagana.
    Il Cristianesimo si afferma come unica religione vera e dunque legittima. Pertanto il potere deriva direttamente da Dio e 'Cesare' è l'alter Vicarius Christi che deve far rispettare a livello civile la legge e i comandamenti di Dio.
    Nel volume "Inchiesta su Gesù" del cattolico liberale Socci è riportato come l'assunto "Date a Cesare ciò che è di Cesare (e a Dio ciò che è di Dio)" fosse stato la base delle successive rivendicazioni di libertà religiosa e di smarcamento del cattolicesimo dall'assolutismo.

    3)Tremonti è un dirigista protezionista. Non propriamente un socialista.
    Culturalmente ha assunto una impostazione conservatrice.
    Io ricordo soltanto l'incazzatura televisiva quando fu tacciato di conservatorismo...

    L'assunto secondo cui 'più libertà di mercato' sia 'destra' è discutibilissima per non dire errata.
    Non ho detto questo. La destra si è sempre posta a difesa della proprietà, una proprietà legata alla terra piuttosto che al commercio. E bisogna dire che Adam smith, il padre della teoria liberale, era un radicale e non un conservatore. Tuttavia, poichè il conservatorismo non si fonda su una teoria economica ma sulla Natura e la Storia, in seguito al prorompere delle forze proletarie e socialiste ha difeso i propri interessi di classe facendo proprie le tesi liberali del darwinismo sociale. Darwinismo sociale che, beninteso, interessò anche la destra più estrema, fascista e nazista.

    Sul fatto che in Italia e in Germania la destra abbia prediletto un'economia di Stato ciò fu dovuto all'influsso di correnti liberali e socialiste (in Germania ad esempio l'influsso dei "socialisti della Cattedra" fu determinante nelle scelte economiche di Hitler).

    Ad ogni modo a distinguere la destra dalla sinistra non è l'economia, quanto l'opposto modo di considerare l'autorità e la gerarchia.
    SADNESS IS REBELLION

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Il nemico è a sinistra. Tra i liberali
    Di Florian nel forum Conservatorismo
    Risposte: 12
    Ultimo Messaggio: 25-08-09, 22:25
  2. Ma i liberali di sinistra?
    Di Venom nel forum Centrosinistra Italiano
    Risposte: 21
    Ultimo Messaggio: 17-04-07, 18:32
  3. Liberali con un nemico......
    Di mustang nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-06-03, 21:04
  4. L’ex Nemico (della Sinistra)
    Di Gianfranco nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 04-05-03, 21:59

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito