" Vi dispiace forse che io abbia riportato l'esercito sano e salvo, senza che nessuna nave sia stata assolutamente perduta? Vi dispiace forse che io abbia sbaragliato la flotta dei nemici arrivando al primo assalto? Che abbia vinto due volte in due giorni in un combattimento di cavalleria? Che abbia allontanato dal porto e dalla baia duecento navi nemiche a pieno carico e li abbia ridotti al punto che non possono essere aiutati con i rifornimenti né per via terra né con le navi?

Voi, dopo aver ripudiato questa Fortuna e questi generali seguite il disonore di Corfinio, la fuga d'Italia, la resa della Spagna, presagi della guerra d'Africa! Io per me non volli altro titolo che quello di soldato di Cesare, ho scelto di essere chiamato soldato di Cesare, siete stati voi che mi chiamaste col nome di Generale.

Se vi pentite di cio', vi restituisco cio' che mi avete dato ma voi restituitemi il mio nome, affinche' non sembri che mi abbiate dato quell'onore per farmi un affronto. "


Cesare, Operativamente




" Cari sunt parentes, cari liberi, propinqui, familiares, sed omnes omnium caritates Patria una complexa est, pro qua quis bonus dubitet mortem oppetere, si ei sit profuturus?

Cari sono i genitori, cari i figli, e i parenti, e gli amici ma tutti gli affetti di tutti li abbraccia la sola Patria e per questa, quale persona onesta dubiterebbe di andare incontro alla morte, se potesse giovarle? "


Cicerone, De officiis


“ Commoda praeterea Patria, i prima putare, deinde parentum, tertia iam postremaque nostra

Mettere al primo posto il bene della Patria, poi quello dei genitori, infine per ultimo il nostro "


Lucilio ( 180-102 a.C. )



Il cittadino e la sua morale

L’anteporre l’interesse della Società a quello privato è un motivo che ricorre prepotentemente nella cultura Latina, come messaggio lasciato dagli antenati e che è necessario trasmettere alle generazioni future attraverso la famiglia, la sola depositaria di valori morali.

Si costituisce così un codice di comportamento, indicato con l’appellativo di Mos Maiorum (costume degli antenati), che raccoglie le virtutes (virtù) essenziali del cittadino, le sole che rendono civile la vita associata. Sempre Cicerone (Res publica, De officiis, De invenzione, Ad Brutum) sembra indicare, in vari passi, le virtù fondanti, quali pietas, iustitia, religio, constantia, aequabilitas, fides, veritas.

Interessante sottolineare come alcuni dei termini impiegati dalla lingua latina trovino una esatta corrispondenza concettuale nel lessico italiano dell’Etica; si pensi, ad esempio, ad una parola come Giustizia.

In altri casi, invece, la traduzione “letterale” è deviante: la pietas non ha niente a che fare con il sentimento di pietà ed indica piuttosto il senso del dovere verso gli Dei, i genitori, la Patria (come non ricordare il pius Aeneas?); la religio non può intendersi come religione ma piuttosto come scrupolo religioso; la Constantia è la fedeltà verso se stessi, il non mutare atteggiamento col variare delle circostanze e, infine, la Fides, lungi dal rappresentare il senso religioso della fede cristiana, assume il significato giuridico di impegno solenne, di lealtà alla parola data.





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