Saturno è la prima e l’ultima porta, ove tutto è destinato a riunirsi.
Ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, ebr. 194, c. 67a


Saturno è la prima e l’ultima porta, ove tutto è destinato a riunirsi.
Ms. Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, ebr. 194, c. 67a


Arturo Reghini, firmato Pietro Negri, ci spiega il simbolismo e l'etimologia di Saturno;
"Queste etimologie moderne non sono molto soddisfacenti, e ci permettiamo di proporne un'altra.
La simiglianza con l'etrusco Satre rende già plausibile il cercare l'etimologia di Saturno fuori dal
latino; tanto più che conviene tenere anche conto della simiglianza con l'anglo-sassone Saeter. Ora,
come è noto, porta il nome di Saturno anche il pianeta per gli Antichi più lontano dalla terra. Per la
sua lontananza spaziale Saturno è il primo pianeta, seguito da Giove, come il regno di Saturno era
il più antico nel tempo e precedeva il dominio di Giove. L'antico tedesco chiamava Satjâr il pianeta
Saturno; e quando sul finire della repubblica si introdusse l'uso della settimana, i giorni della
settimana furono denominati in corrispondenza ai pianeti ed alle loro divinità. Consimili
denominazioni ricevettero i nomi della settimana anglo-sassone, e dal confronto risulta come
l'anglo-sassone Saeter venne considerato come una divinità equivalente a Saturno, cui era dedicato
il pianeta Saturno (Saturni stella; Virgilio, Georg. I, 336 e II, 406) ed il Sabato, il Saturni dies di
Tibullo (I, 3, 18).
Se contiamo i giorni della settimana di due in due, procedendo coi numeri dispari, essi si
presentano nel medesimo ordine del sistema planetario degli antichi: Lunedì, Mercoledì, Venerdì,
Domenica, Martedì, Giovedì, Sabato. Al Lunae-dies corrisponde il Moon-day inglese, al Mercuri-14
dies il Wednes-day, il giorno di Woden (Wotan) Odino; al Veneris-dies il Friday a. s. Frigedaege
dalla divinità Freya; al Domini-dies il Sun-day, il giorno del Sole; al Martis-dies il Tues-day,
giorno di Tyr (gen. Tys), etimologicamente affine al div di diovis; al Jovis-dies il Thursday o
thorsday, ted. Donners-tag, giorno del Dio Thor, giorno di (Giove) tonante (ingl. thunder = ted.
Donner = tuono); ed al Sabato (voce ebraica), il Saturni-dies, corrisponde il Satur-day, antico a. s.
saeter-tag. La corrispondenza, se non perfetta, è sempre tale da identificare il latino Sate urnus ed
il tedesco saeter e da indicare una comune derivazione.
Ora noi abbiamo veduto che le quattro età dell'antichità greco-latina corrispondono ai quattro
yuga degli Indù. È dunque possibile una corrispondenza analoga anche nel nome Saturno. La
corrispondenza non vi è per il nome del pianeta che in sanscrito è shani che significa basso ed
indica il pianeta più basso, più lontano; ma esiste una corrispondenza, per noi molto più
importante, con la denominazione sanscrita dell'età dell'oro. Il primo dei quattro yuga ha infatti due
denominazioni, entrambe interessanti per la nostra questione. Sono krta-yuga e satya-yuga. Krtayuga è l'età perfetta (per-fectum), dalla radice kra = fare, compiere, da cui secondo il Curtius deriva
anche il nome greco Cronos di Saturno; satya-yuga è l'età buona, la vera età. L'aggettivo satya,
vero, è connesso a sat, l'essere, e quindi il reale, il vero. Satya-yuga è l'età di Sat, l'età
dell'«Essere».
L'affinità tra satya ed il tedesco Satyar è evidente; saeter-tag è il giorno del dio vero, come
Donnerstag è il giorno del dio tonante. Il latino sate-urnus, il tedesco saeter, l'etrusco satre
indicherebbero tutti il dio vero, reale per eccellenza. Le derivazioni di questi tre nomi dal sat di
satya-yuga, e quelle del greco Cronos dal kr del Krta-yuga, si corrispondono e si comprovano
reciprocamente. E come il suffisso sanscrito ya unito a Sat dà il nome dell'età aurea, cosi il suffisso
latino urnus unito a Sat dà il nome dell'aureo Saturno, il re dell'età aurea.
Con questa etimologia la dottrina di Saturno viene ad essere la vera dottrina, la dottrina di sat, la
dottrina dell'«essere». Troviamo così un'altra conferma della connessione tra questa arcaica
tradizione latina e la tradizione primordiale; ossia sin dall'inizio di questa nostra difficile indagine
troviamo i titoli della «ortodossia spirituale» della tradizione romana.
La presenza nel latino e nelle antiche lingue italiche di questa voce arcaica indo-europea sat
potrà forse sembrare a taluno un fatto strano ed isolato. Ma non è cosi. Un altro esempio è dato
dalla voce Acca, il nome di Acca Larentia, la nutrice di Romolo e Remo, e la madre dei primi
dodici fratelli Arvali, la quale in sanscrito (okkâ), come nota il Preller (Les Dieux de l'ancienne
Rome, Paris, 1865, p. 291), significa madre. Un altro esempio, questo non ancora riconosciuto, è
dato dalla voce anna (radice ad, latino edo), in sanscrito nutrimento, che ricompare tale e quale in
anna perenna, il mitico romano cibo d'immortalità, equivalente all'ambrosia dei Greci. "
http://lamelagrana.net/wp-content/up...ccidentale.pdf
Segni particolari: "macchina da espansione razziale euro-siberiana" (Giò91)


Saturnia Tellus.
"Il Messia siede alle Porte di Roma" (Talmud, Sanhedrin98a).