Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    Aghori
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    9,732
     Likes dati
    2,070
     Like avuti
    870
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Intervista a Diego Fusaro su Giovanni Gentile

    Intervista su Giovanni Gentile
    (I Parte)

    1. Diego Fusaro, ricercatore presso l'Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, la ringraziamo molto per averci concesso questa intervista. Come è nato il suo interesse verso la filosofia di Giovanni Gentile?

    È nato all’Università, quand’ero studente: più precisamente, quando nel corso di storia della filosofia contemporanea, la docente ci disse di studiare tutto il manuale saltando esclusivamente la parte dedicata al pensiero di Giovanni Gentile. Questo fatto mi incuriosì e mi indusse a chiedermi: “perché mai bisognerebbe studiare tutti i filosofi fuorché questo?”. E da lì iniziai a interessarmi a questo autore, scoprendo ben presto il motivo della damnatio memoriae a cui era (ed è) ubiquitariamente condannato. Lo spirito del tempo mette a tacere tutti quegli autori scomodi, che dicono ciò che esso non vuole sentirsi dire e che, per ciò stesso, rivelano una feconda inattualità in senso nietzscheano. Da quel momento, presi a leggere e a studiare Gentile, scoprendovi il più grande filosofo italiano del Novecento: quello a partire dal quale si spiega tutta la filosofia italiana del 900, a partire dallo stesso Gramsci, gentiliano al cento per cento. E da quel momento ho sempre sospettato delle mode in filosofia. Gli autori che vanno di moda sono sempre quelli che assecondano il tempo in cui viviamo, l’epoca della compiuta peccaminosità, secondo la splendida formula di Fichte.

    2. In Italia e in Francia, nei primi decenni del Novecento, nacque presso gli ambienti del sindacalismo e del socialismo l’esigenza di «revisionare» il pensiero di Karl Marx. La revisione antimaterialista del marxismo in Francia, ad opera di Georges Sorel, ebbe risonanza in Italia nelle pagine di “Avanguardia socialista” di Arturo Labriola e negli ambienti del sindacalismo nazionale (Olivetti, Panunzio, Michels). Ci può tracciare un quadro esauriente sui caratteri di questa revisione antimaterialista di Marx?

    La revisione, più che Marx, riguardava l’immagine positivistica che di lui veniva propalata dal marxismo codificato congiuntamente da Engels e da Kautsky. Me ne sono ampiamente occupato nel mio lavoroBentornato Marx! Rinascita di un pensiero rivoluzionario (2009) e mi limito qui ad accennare la questione: Marx non ha mai creato un sistema, e pertanto ogni interprete ha il sacrosanto diritto di leggere Marx in modo non dogmatico, facendo valere un fecondo pluslavoro ermeneutico. L’aspetto interessante di quell’esigenza diffusa di “revisionare” l’immagine stereotipata di Marx sta nel fatto che portò a far emergere, a tratti, un Marx non materialista, filosofo dell’azione vicino a Fichte e a Hegel più che a Comte o a Darwin. Il materialismo è la negazione dell’azione, perché si regge sull’assunzione della realtà comedatum sottratto all’agire umano e tale da dover essere solo rispecchiato passivamente, secondo un’adaequatio che è conoscitiva e, a un tempo, politica. Le undici Tesi su Feuerbach sono il luogo in cui meglio emerge l’idealismo della prassi di Marx.

    3. Giovanni Gentile non fu da meno. Ne “La filosofia della prassi” pubblicato alla sola età di 24 anni, egli criticò il materialismo storico dialettico e cercò di fornire una interpretazione in chiave idealistica di Marx. Gentile sosteneva che l'interpretazione positivista era dovuta in gran parte ad Engels e non rappresentava necessariamente il pensiero di Marx. Vuole spiegarci in maniera più approfondita il pensiero di Gentile sul marxismo?

    Il testo di Gentile su Marx appena citato è il più grande testo su Marx apparso in Italia, e forse non solo in Italia. Da un lato, esso segna il dibattito in modo decisivo: se in Italia, per tutta la prima metà del Novecento, Marx è letto come filosofo e, di più, come filosofo della prassi, ciò è dovuto alla geniale interpretazione di Gentile. Lo stesso Marx di Gramsci è, in questo senso, un “Marx attualista” (la felice espressione è di André Tosel), totalmente gentiliano. Dall’altro lato, la lettura di Gentile identifica in Marx un “idealista nato” e un “metafisico”, cogliendo cioè il fatto che Marx è un grande esponente dell’idealismo tedesco, insieme con Fichte e con Hegel. Tesi oggi ampiamente ripresa da Costanzo Preve (cfr.Un’approssimazione al pensiero di Karl Marx, Il Prato 2007) e dal sottoscritto (cfr. Idealismo e prassi. Fichte, Marx e Gentile, Il Melangolo 2013). Gentile identifica nel concetto di praxis il segreto metafisico di Marx, ossia l’assunto per cui la realtà è sempre esito storico di un fare: è Gegenstand e non Objekt, come recita la prima delle tesi su Feuerbach (da Gentile tradotte per la prima volta in italiano). La realtà non è cioè materia data a prescindere dal soggetto, come se l’oggetto esistesse autonomamente: è, invece, esito di un porre, produzione, risultato pratico dell’agire sociale. Soggetto e oggetto, lungi dall’essere opposti e disgiunti, sono le due facce della stessa medaglia: si ha il soggetto se si guarda all’azione nel suo sviluppo, e si ha l’oggetto se si guarda l’azione nel suo risultato. L’oggetto è il soggetto stesso che si è oggettivato, ponendosi nel porsi come altro da sé. Marx chiama la propria filosofia della praxis “materialismo” perché la materia è la metafora per dire azione rivoluzionaria, attività rovesciante: ma si tratta, appunto, di una metafora. Confrontandosi con il prassismo di Marx, Gentile già pone le basi per il codice attualistico e per la riforma della dialettica hegeliana.

    4. Se Marx arrivò a definire gli individui « strumenti della produzione », per Gentile sono gli uomini a fare da sé la propria storia, in senso sostanziale (lo ripeterà in “Genesi e struttura della società” con la famosa locuzione latina “homo faber fortunae suae”). Lei concorda che in Gentile è lo spirito che vince la materia?

    In verità, io credo che Gentile abbia appreso da Marx a considerare l’uomo come faber fortunae suae: da un Marx – sia chiaro – letto in chiave prassistica e non positivistica, idealistica e non materialistica. È proprio ne La filosofia di Marx che, discutendo il pensiero marxiano, Gentile sostiene che fatum non datur e che la storia è l’esito mai definitivo del fare umano. Tesi già tutta racchiusa nell’idealismo trascendentale di Fichte e da Marx riproposta nelle undici Tesi su Feuerbach, che possono senza esagerazioni essere intese come una delle molteplici versioni di quell’opera proteiforme e mai definitiva che è la Dottrina della scienza fichtiana. L’incidenza di Marx sul pensiero di Gentile, peraltro, emerge non solo, come già dicevo, nella codificazione della dialettica attualistica, che potrebbe a giusto titolo essere intesa come una riforma prassistica dell’identità hegeliana di pensiero ed essere: affiora anche dal testamento spirituale di Gentile,Genesi e struttura della società, in cui l’incidenza di Marx si mostra limpidamente nell’umanesimo del lavoro.

    5. Quali sono, secondo lei, i punti in comune tra la filosofia di Marx e la filosofia di Gentile?

    Alcuni li ho già sottolineati: la praxis come fondamento della realtà; ma poi anche l’attenzione per la storicità, ossia la concezione del reale non come dato extrastorico, ma come prodotto mai definitivo di un fare. A ciò si aggiunga un aspetto che, oggi più che mai, andrebbe valorizzato: l’opposizione ferma e incondizionata alle logiche individualistiche che frammentano la società in un aggregato amorfo di atomi sociali. Sia Marx, sia Gentile, sia pure in modi non sovrapponibili, sono pensatori della comunità: l’uomo esiste solo in forma comunitaria, secondo quella che Gentile chiama, con splendida formula, la “società trascendentale”. Per entrambi, poi, la filosofia non è puro rispecchiamento dell’esistente, né mera conoscenza del reale: per entrambi, citando la seconda delle Tesi su Feuerbach, la verità è una praktische Frage, una “questione pratica”, che va a investire l’uomo nella sua totalità e che, soprattutto, comporta una trasformazione attiva dell’esistente. “Il mondo sempre è quello che noi lo facciamo”, dice Gentile. Sia per Marx, sia per Gentile, il sapere è pratico-trasformativo. E si potrebbero aggiungere molti altri tratti comuni, che per ragioni di spazio devo qui omettere. La chiave per comprendere l’enigma del rapporto tra Gentile e Marx, tuttavia, credo stia in Gramsci, che costituisce il luogo di incontro e di fusione tra i due. IQuaderni del carcere – non sono certo io il primo a sostenerlo (cfr. Del Noce, Marramao, Natoli, ecc.) – sono uno stupefacente intreccio di istanze marxiane e gentiliane, dal quale emerge – questa la mia interpretazione – come lo sviluppo dell’idea di prassi si snodi tra Fichte, Marx,Gentile e Gramsci. Ora, finché si resta all’interno di vecchie dicotomie ormai logore, come quella destra-sinistra, non si potrà mai capire nulla, ma proprio nulla di questo intreccio concettuale fecondissimo.

    6. Fichte o Hegel, a quali due filosofi si rifà maggiormente l’attualismo di Gentile? A nostro avviso l'Io trascendentale di Gentile si innesta nel solco di Fichte, e molte furono le critiche di Gentile verso Hegel. Che ne pensa al riguardo?

    Concordo pienamente. Gentile è Fichte redivivus: questa la tesi del mio già citato Idealismo e prassi. Direi anzi che Gentile riforma Hegel innestandovi robuste dosi di un Fichte riletto tramite Marx: l’identità hegeliana di pensiero ed essere diventa, con Gentile, identità garantita dall’atto in atto del pensiero pensante, e dunque è dinamizzata. Ora, questa era già, in larga parte, la visione di Fichte, specialmente nella Dottrina della scienza nova methodo. Come ha suggerito Masullo, Gentile si confronta con tutti (da Kant a Hegel, da Rosmini a Marx, ecc.), ma non fa mai i conti con Fichte: perché, in fondo, era per molti versi il suo alter ego, ossia l’autore che più gli assomigliava. Solo così si spiega, io credo, il silenzio gentiliano su Fichte, il filosofo dell’azione per eccellenza.

    Intervista al prof. Diego Fusaro
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  2. #2
    Forumista
    Data Registrazione
    23 May 2009
    Località
    Gomorrah, Massachusetts, United States
    Messaggi
    418
     Likes dati
    1,135
     Like avuti
    103
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Intervista a Diego Fusaro su Giovanni Gentile

    Fusaro ha citato Pound... Sono venuto!

    https://www.youtube.com/watch?featur...5BzTJNi0#t=208

  3. #3
    Forumista
    Data Registrazione
    23 May 2009
    Località
    Gomorrah, Massachusetts, United States
    Messaggi
    418
     Likes dati
    1,135
     Like avuti
    103
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Intervista a Diego Fusaro su Giovanni Gentile

    minuto 3.38 circa "questo è un tradimento della Patria" sigail sigail sigail!!!

  4. #4
    Aghori
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Messaggi
    9,732
     Likes dati
    2,070
     Like avuti
    870
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Intervista a Diego Fusaro su Giovanni Gentile

    Fusaro nuovo Hitler
    Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.

  5. #5
    Forumista
    Data Registrazione
    23 May 2009
    Località
    Gomorrah, Massachusetts, United States
    Messaggi
    418
     Likes dati
    1,135
     Like avuti
    103
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Intervista a Diego Fusaro su Giovanni Gentile

    viste le basi da cui proviene direi Fusaro nuovo teorico del nazi-maoismo!

 

 

Discussioni Simili

  1. Diego Fusaro su Laura Boldrini
    Di LupoSciolto° nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 2
    Ultimo Messaggio: 05-02-14, 17:25
  2. Matteo Renzi: le riflessioni del filosofo Diego Fusaro
    Di POL nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 19-12-13, 19:10
  3. Diego Fusaro
    Di José Frasquelo nel forum Fondoscala
    Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 21-11-13, 00:58
  4. Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 02-05-13, 12:09
  5. Cosa è ideologia - Diego Fusaro
    Di Malaparte nel forum Destra Radicale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 15-06-12, 22:27

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito