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    Predefinito Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Quando sono presente su questo forum non faccio altro che polemizzare con la destra. Pol è strapieno di utenti di destra, anzi, di destrissima. Controrivoluzionari, fascisti, reazionari, libertari pro-mercato, monarchici... Ma appena uno svolta su altri forum, politici e non, un'opinione di destra che non sia una difesa un po' patetica di Berlusconi e la facile ironia sulla sinistra praticamente scompare. Esistono partiti di centrodestra ma un pensiero di centrodestra non c'è. Molta gente che viene qui mi chiede spesso cosa sia il conservatorismo e chi siano i conservatori, come se si avesse davanti una specie di UFO. Ebbene, molto semplicemente, il conservatorismo dovrebbe essere la forma mentale e il contenuto culturale del centrodestra, così come il progressismo per il centrosinistra. Dovrebbe essere semplice, ma non lo è. Vediamo perché.

    Nell'Italia di oggi si vorrebbe il centrodestra occupato da liberali e da cattolici. Ma il liberalismo, a destra, si riduce più che altro a teoria economica, mentre il cattolicesimo a valori morali che si ritengono non negoziabili. Ma se il contenuto della sinistra è il progressismo si vede bene che questo non può essere controbilanciato da chi è speculare piuttosto al socialismo (liberali) o al laicismo (cattolici). Il progressismo può essere socialista ma anche liberale, laico ma anche cattolico. La verità è che è una cosa diversa perché interessa principalmente la cultura ed una visione complessiva dell'essere umano. Il progressista è uno che ha fatto del progresso un'ideologia sulla base della quale si esercita una costante azione polemica, quando non una decostruzione, del nostro passato. Per l'uomo di sinistra il passato è il luogo dell'errore e della follia. Oggi che una visione del futuro langue, si guarda al passato attraverso le lenti ironiche del postmoderno. Lo si porta alla luce per sbeffeggiarlo o addirittura per prendersi una rivincita contro di esso. Esemplari in tal caso i film di Tarantino contro i nazisti (Bastardi senza gloria) o contro gli americani schiavisti (Django).

    Come si è detto, mancando di una visione conservatrice, liberali e cattolici non hanno alcun mezzo per contrapporre al pensiero progressista dominante una sorta di contromodello. Ai liberali non interessa per nulla farlo, ai cattolici piacerebbe ma si trovano ghettizzati dal fatto che il loro universo si sostanzia fondamentalmente di religione e la religione dalla cultura è stata bandita in Europa da almeno duecento anni! Per trovare qualche riferimento religioso in una tv, Don Matteo a parte, bisogna spulciare tra qualche fiction americana dedicata al mercato televisivo e a sfondo familiare. Ma la letteratura, la filosofia, il cinema, i fumetti non parlano di religione e quando ne parlano ne parlano ovviamente male. Perché la religione, coi suoi precetti, i suoi peccati, le sue gerarchie, i suoi intrallazzi con la politica e con l'economia, è vista ormai da una larga maggioranza di persone come una struttura segnata dall'ipocrisia e dall'autoritarismo.

    Il conservatorismo avrebbe potuto aiutare i cattolici nella misura in cui essi uscissero dal loro ghetto culturale o non abbracciassero diversamente l'ideologia progressista. Ma ciò non è possibile in virtù del fatto che già nell'Ottocento il nazionalismo aveva spostato i liberali a destra e i cattolici al centro. Successivamente il fascismo alimentandosi di miti neopagani e sensibilità futuriste ha alimentato questa spaccatura col mondo cattolico, il quale è finito sempre più attirato dalla visione socialista.

    Tuttavia in Europa la defascistizzazione operata dagli angloamericani dopo la Seconda Guerra Mondiale ha portato in certi casi ad un riavvicinamento tra conservatori e cattolici, in altri casi all'incontro tra liberali e conservatori. In Italia invece la destra si sostanzia in un arcipelago di ghetti culturali totalmente delegittimati per il loro estremismo che li pone ai margini della società. E quando riesce a mostrarsi, attraverso un berlusconismo di natura fondamentalmente liberale, questa è culturalmente muta quando non impresentabile per la sua volgarità.

    Ciò spiega perché in ogni ambito culturale un pensiero di destra, quando non è la destra becera degli ultrà razzisti anti-immigrati e anti-gay, è completamente assente.

    Quali sono i prodotti culturali che qualificano la destra? Ovvero quali sono i libri, quali i film, quali le riviste, quali i dischi, quali i fumetti che contraddistinguono un uomo di destra? Nessuno lo sa. Le scelte della sinistra sono chiare perché rispondono ad una sostanziale visione del mondo. Quelle di destra non lo sono, perché una visione del mondo di destra non pare esistere almeno in Italia. Dove l'uomo di destra ancora è segnato dallo stereotipo del militante rozzo e violento, del maschilista ottuso o del bigotto tridentino. Un uomo di destra in Italia pare ancora a molti, specie tra i giovani, una contraddizione di termini.

    Si dice che la destra non legge, che vada a cinema solo per i Vanzina e in quanto ad ascolti musicali oscilli tra il metal più estremo e la disco music. Fino ancora agli anni settanta eppure si aveva ben altra considerazione di una destra ancora non additata a claque berlusconiana o a teppaglia nazista. L'uomo di destra aveva uno stile e un gusto e questo perché non era un liberale o un cattolico, tanto meno un berlusconiano o un nazista, ma più semplicemente un conservatore.

    Prima del 68 le donne erano in massa conservatrici. Dopo il femminismo non lo sono state più. Anche i ragazzi sono diventati massa di manovra per la sinistra con gli anni settanta. E la cultura pop a loro indirizzata si è orientata di conseguenza.

    E questo perché gli stessi conservatori di trent'anni fa si sono mummificati e il loro immobilismo li ha fatti uscire fuori dalla circolazione. Scomparsi loro la destra vive di ghetti e di rimasticature insincere del pensiero progressista.

    Se la destra ignora la cultura è costretta all'emarginazione. Ma se volta definitivamente le spalle al passato consegna le sue armi al progressismo. La cui tensione verso una libertà ed un'uguaglianza illimitate è una costante minaccia all'ordine e alla stabilità. Il conservatorismo esiste per ricordarci che l'economia non è tutto nella vita di un uomo e che se abbiamo un debito verso i nostri figli abbiamo anche riconoscenza per i nostri padri. Che i conservatori sono necessari perché rappresentano la continuità storica e dunque l'evoluzione.

    L'Italia non ha più conservatori. Per questo è in crisi.
    Ultima modifica di Florian; 25-10-13 alle 21:25

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  2. #2
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    prova un po' con la parte conservatrice(ovvero quasi tutti) di coloro che si occupano di questione maschile:
    Questione Maschile | La Questione Maschile in Italia e nel mondo
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  3. #3
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    prova un po' con la parte conservatrice(ovvero quasi tutti) di coloro che si occupano di questione maschile:
    Questione Maschile | La Questione Maschile in Italia e nel mondo
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    Vedi, involontariamente mi hai citato un altro ghetto. Io non voglio cambiare il mondo, ho preso atto dei cambiamenti che sono intervenuti nel corso del Novecento. Si tratta di gestire il presente e di riempirlo di contenuti culturali, laddove il pensiero di sinistra non è mai sazio di novità ed è rivolto per sua intrinseca necessità al futuro.
    Ultima modifica di Florian; 25-10-13 alle 22:06

  4. #4
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Vedi, involontariamente mi hai citato un altro ghetto. Io non voglio cambiare il mondo, ho preso atto dei cambiamenti che sono intervenuti nel corso del Novecento. Si tratta di gestire il presente e di riempirlo di contenuti culturali, laddove il pensiero di sinistra non è mai sazio di novità ed è rivolto per sua intrinseca necessità al futuro.

    anche volerlo riempire di contenuti culturali è voler cambiare il mondo
    Ultima modifica di MaIn; 25-10-13 alle 22:16

  5. #5
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    anche volerlo riempire di contenuti culturali è voler cambiare il mondo

    Intendevo dire rappresentare una cultura del presente, fissare un punto fermo laddove questo nell'interpretazione mutevole che ne dà la sinistra sembra sempre anelare ad un superamento.

  6. #6
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio

    Se la destra ignora la cultura è costretta all'emarginazione.
    Sono d'accordo, ma te cosa intendi per cultura? che autori dovrebbero essere di riferimento?
    Sognando Copenaghen...

  7. #7
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da Florian Visualizza Messaggio
    Intendevo dire rappresentare una cultura del presente, fissare un punto fermo laddove questo nell'interpretazione mutevole che ne dà la sinistra sembra sempre anelare ad un superamento.

    nel momento che crei una cultura di questo presente, esso è già passato.
    e fai la stessa operazione dei nostalgici, reazionario e via dicendo.


    credo che tu faccia un errore nel valutare il rapporti tra i movimenti politici e il progressismo,
    nel senso che il "superamento continuo" è del progressismo ma i vari movimenti politici hanno un punto fermo (per usare una tua espressione) da raggiungere e raggiunto quello diventano conservatori se il mondo va avanti.
    esempio: una socialdemocrazia non sarà per il superamento di se stessa anche se la storia lo impone (lo stiamo vivendo) allo stesso modo di un regime "cattolico autoritario e reazionario" come il franchismo.


    se vuoi il mio parere: le proprie idee politiche sono espressione di quello che siamo noi in realtà. una persona si deve limitare ad esplicarle e in questo egli fa già un atto di vivere il presente.
    la somma dei vari individui che esprimono la propria opinione nel mondo che hanno ereditato farà la società e le istituzioni.
    chi parla di un superamento continuo è come se fosse nel caos del samsara (per dirla alla buddhista) e dovrebbe prima rasserenarsi, guardare in se stesso e capire cosa si è e cosa si vuole dire.
    così come chi è influenzato dalle opinioni altrui a seguire le mode e deve essere sempre moralmente superiori(devono esserlo quelli di sinistra ma anche i fasci e i cattolici... persino il cattivismo tanto di moda sul web, specie tra gli anarcocapitalisti ne è una variante )

    ma questo non c'entra con la dialettica tra i vari sentire politici.
    sono patologie presenti a destra come a sinistra.

    uno si sceglie quella dottrina che sente più sua, la elabora a suo modo (se è in grado se la inventa) o fa sincretismo e segue quella.

    non c'entra il "progresso per il progresso".

  8. #8
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da MaIn Visualizza Messaggio
    nel momento che crei una cultura di questo presente, esso è già passato.
    e fai la stessa operazione dei nostalgici, reazionario e via dicendo.


    credo che tu faccia un errore nel valutare il rapporti tra i movimenti politici e il progressismo,
    nel senso che il "superamento continuo" è del progressismo ma i vari movimenti politici hanno un punto fermo (per usare una tua espressione) da raggiungere e raggiunto quello diventano conservatori se il mondo va avanti.
    esempio: una socialdemocrazia non sarà per il superamento di se stessa anche se la storia lo impone (lo stiamo vivendo) allo stesso modo di un regime "cattolico autoritario e reazionario" come il franchismo.


    se vuoi il mio parere: le proprie idee politiche sono espressione di quello che siamo noi in realtà. una persona si deve limitare ad esplicarle e in questo egli fa già un atto di vivere il presente.
    la somma dei vari individui che esprimono la propria opinione nel mondo che hanno ereditato farà la società e le istituzioni.
    chi parla di un superamento continuo è come se fosse nel caos del samsara (per dirla alla buddhista) e dovrebbe prima rasserenarsi, guardare in se stesso e capire cosa si è e cosa si vuole dire.
    così come chi è influenzato dalle opinioni altrui a seguire le mode e deve essere sempre moralmente superiori(devono esserlo quelli di sinistra ma anche i fasci e i cattolici... persino il cattivismo tanto di moda sul web, specie tra gli anarcocapitalisti ne è una variante )

    ma questo non c'entra con la dialettica tra i vari sentire politici.
    sono patologie presenti a destra come a sinistra.

    uno si sceglie quella dottrina che sente più sua, la elabora a suo modo (se è in grado se la inventa) o fa sincretismo e segue quella.

    non c'entra il "progresso per il progresso".
    Non ho capito bene cosa intendi dire. Sicuramente i partiti politici sono sempre più "conservatori", tra virgolette, dell'humus militante di riferimento. Tuttavia una differenza basilare tra conservatori e progressisti esiste, per quanto il conservatorismo non sia un antiprogressismo, ma faccia parte della stessa dialettica. Il mondo va avanti per tutti e si tira dietro con sé la destra e la sinistra. Ma non tutti vivono il presente allo stesso modo. Oltretutto, una fase conservatrice risponde anche ad un momento fisiologico del progresso stesso, perché è evidente che dopo una corsa ci si sente stanchi e con la necessità di rifiatare e di fermarsi. C'è sempre bisogno di un momento in cui rifiatare, ricapitolare il percorso fatto e incamerare le energie necessarie per andare avanti. In tal caso io distinguo il conservatorismo e il progressismo dalla destra e dalla sinistra economiche, l'una votata al miglioramento del benessere individuale, l'altra al benessere collettivo.

    Il conservatorismo si distingue dal liberalismo in quanto la sua visione è più ampia e non necessariamente convergente. Per un conservatore infatti l'individuo e l'economia non sono tutto. E' la società nel suo insieme a cui si guarda e la salvaguardia di essa avviene attraverso il riconoscimento che l'economia occupa solo uno spazio nella nostra vita e nemmeno quello più importante.

    I progressisti, intendendo con essi la sinistra culturale, nella loro ansia di superamento dello status quo vorrebbero non fermarsi mai. Ad esempio, riguardo ai gay sono passati dal rivendicare il matrimonio all'affido senza soluzioni di continuità. Perché questo sarebbe un diritto, dicono loro. I conservatori, diversamente dai cattolici, non si oppongono per principio a questo diritto, ma reputano che un organismo sociale abbia i suoi tempi per accettare i cambiamenti. E che un Paese ancora largamente razzista e omofobo quale è il nostro non possa svegliarsi da un giorno all'altro aperto e tollerante. Che la vita delle persone non può essere regolata da leggi e decreti.

    I conservatori perciò riconoscono che fermarsi e monetizzare quanto ottenuto sia egualmente e talvolta persino più importante che rilanciare continuamente la posta. Da questo punto di vista i momenti di stasi sono necessari e se vissuti consapevolmente e non sprecati sono addirittura propedeutici al cambiamento. Tutto ciò in un Paese normale, però, che non è l'Italia. Qui non si va avanti né indietro, ma si gira semplicemente a vuoto.

    La pseudodestra è un circo Barnum inguardabile e invotabile, così la pseudosinistra deve far sue entrambi le parti della commedia, mostrarsi un po' conservatrice e un po' progressista, con il rischio di cadere vittima della schizofrenia.

    Ad ogni modo le dottrine, per rispondere ad una tua sottolineatura, in politica non esistono più. Esistono programmi, non ideologie, anche se il berlusconismo col suo mix di carisma personale e no tasse potrebbe essere annoverato tra queste ultime. La deologizzazione della politica rappresenta al fondo una vittoria della mentalità conservatrice, da sempre nemica dell'astrattismo. Paradossalmente in questo momento storico il miglior amico del progressista è il liberale, in quanto l'azione creativa e distruttrice del mercato converge con quella altrettanto creatrice e distruttrice del progressismo culturale. Ecco perché per un conservatore a volte un governo di sinistra può anche far più comodo di un governo di destra.

  9. #9
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    ma mi spieghi che cosa deve fare l'Italia che è di centrodestra oltre a far vincere per 20 anni un simpaticone con tanti soldi e a mettere sotto schiaffo il partitone della sinistra?
    Vabbè, non esiste niente di destra o conservatore. Niente musica film fumetti, quello che ti pare. Ma la sinistra che tutte ste cose ce le ha che cosa ci ha fatto? Ma soprattutto cosa te ne frega adesso che sei vicino al pd e non più conservatore?

  10. #10
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    Predefinito Re: Mancano i conservatori, la sinistra spopola nei media

    Citazione Originariamente Scritto da paterfamilias Visualizza Messaggio
    ma mi spieghi che cosa deve fare l'Italia che è di centrodestra oltre a far vincere per 20 anni un simpaticone con tanti soldi e a mettere sotto schiaffo il partitone della sinistra?
    Se non ci arrivi, caro paterfamilias, non è un problema mio.

    Vabbè, non esiste niente di destra o conservatore. Niente musica film fumetti, quello che ti pare. Ma la sinistra che tutte ste cose ce le ha che cosa ci ha fatto?
    Idem come sopra.

    Ma soprattutto cosa te ne frega adesso che sei vicino al pd e non più conservatore?
    O non hai letto il mio post oppure identifichi il conservatorismo col centrodestra. E quel che è peggio col centrodestra italiano berlusconizzato. In tal caso tu credi di essere conservatore ma evidentemente sei solo un ultrà di Silvio...

 

 
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