Editori Riuniti Fausto Raciti, L?imbroglio della meritocrazia
lo devo avere assolutamente


Editori Riuniti Fausto Raciti, L?imbroglio della meritocrazia
lo devo avere assolutamente
Dannato Barone Rosso.


Al di là del fatto che Raciti è sempre Raciti e pare avere come missione quella di seguire le orme di Fassina (....) un filo interessante in quel ragionamento c'è secondo me.
Ovvero: la meritocrazia deve andare pari passo con l'uguaglianza delle opportunità, perchè se io ragazzo del Sud cresciuto in scuole di periferia mal attrezzate e in famiglia del reddito basso e te ragazzo del Nord di famiglia a reddito medio cresciuto in scuole di buon livello competiamo per un posto, tu potresti essere avvantaggiato anche nel caso in cui io avessi in potenza capacità superiori.
Raciti poi immagino estremizzi, condendo il tutto con il titolo provocatorio e con la solita manfrina pseudoideologica....
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


quindi la soluzione quale è segare le gambe a quello ricco?
Dannato Barone Rosso.


No, è tenere sempre presente questo problema quando si parla di meritocrazia, lavorando perchè tutti abbiano le stesse opportunità. Parlare di meritocrazia senza avere questa consapevolezza o questa determinazione nell'agire comporteebbe squilibri e disuguaglianze ingiuste.
C'è probabilmente chi parlerebbe di affirmative actions e discriminazioni positive come soluzioni, ma personalmente non sono tanto sicuro di questa via
Ultima modifica di Gdem88; 31-10-13 alle 15:36
«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]


no. quello di tenere presente che una selezione effettuata dagli uomini non è il verbo di Dio. Per questo è necessario concedere sempre almeno una seconda possibilità di ingresso e investire per l'abbattimento delle disuguaglianze di partenza.
ad esempio negli anni del dopoguerra una bella fetta di classe dirigente italiana non era figlia-di. E i progressi si sono visti.
Se ti incateni in processi di selezione autoreferenziale perdi di competitività.
Lascia perdere le quattro cazzatelle di moda tra i libbberisti italioti.
L'essere aperti è una questione soprattutto di efficienza, non di buonismo come credono le capre anacocapitaliste.
Ultima modifica di MaIn; 31-10-13 alle 14:25


il ragazzo formato in scuole migliori deve avere la possibilità di esprimere tutto il suo talento e gli si deve insegnare a condividere parte della ricchezza ottenuta dai suoi sforzi per migliorare le scuole peggiori, in un ottica di uguaglianza delle precondizioni di partenza (scuole).
Ultima modifica di Ted; 31-10-13 alle 15:40




Dall'introduzione Raciti sembra aver colto perfettamente il punto e aver compreso quale mostruosa ideologia si celi sotto la maschera della "meritocrazia",che non è altro che un modo per dire che non si può intervenire sul mercato e che il rispetto della proprietà deve essere assoluto e quindi negando qualunque forma di welfare e di azione politica e sociale in aiuto dei più disagiati sia materialmente che non.
Ideologia (quella della "meritocrazia") tra l'altro completamente insostenibile anche dal punto di vista filosofico, dato che per fondare una società sulla meritocrazia bisogna prima stabilire cosa sia meritevole e cosa no,ovvero avere una morale,darsi uno scopo.E in base a cosa il libero mercato senza interferenze statali dovrebbe essere il giudice del destino dell'uomo?
Provo un profondo terrore a pensare che questa merda si insinui anche nelle teste di chi dovrebbe combatterla con tutto sè stesso.
Ultima modifica di Nitens; 31-10-13 alle 18:29


Il che significa che dopo che hai avuto una buona istruzione se perdi il lavoro sono cazzi tuoi,vai alla caritas e non rompere le palle che il sussidio di disoccupazione te lo scordi (non voglio dire che è questo ciò che vuoi eh,ma è un esempio delle logiche conseguenze dell'idea per cui l'eguaglianza debba riguardare solo le "precondizioni di partenza")


«Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]