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Discussione: Italia 1936 - propaganda elettorale

  1. #1
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    Predefinito Italia 1936 - propaganda elettorale

    In occasione delle imminenti elezioni politiche l'EIAR organizza una serie di "tavole rotonde" dei rappresentanti dei vari partiti. La conduzione della trasmissione è affidata al giovane giornalista, nonché convalescente dal fronte etiopico, Indro Montanelli.

    Sono previste cinque domande uguali per tutti i partiti.

    1) come dovrebbe agire il futuro Governo nell'attuale conflitto con l'Etiopia?
    2) la salvaguardia dell'indipendenza austriaca resta un baluardo della politica estera italiana?
    3) in campo economico si dovrebbe procedere ad una privatizzazione delle imprese sotto il controllo pubblico?
    4) dovrebbe essere introdotto il voto femminile, e se la risposta è positiva, con quali ricadute sulla società italiana?
    5) il reato di vilipendio e tutti glia ltri cosidetti reati d'opinione devono essere mantenuti, oppure il codice penale va riformato?

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  2. #2
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    Per il Movimento della Rivoluzione Perpetua si concede all'intervista il fondatore, Berto Ricci.

    Saluto il camerata e caro amico Indo e procedo nel rispondere:

    1) Come ben sapete le nostre opinioni sulla guerra d'Abissinia le abbiamo già manifestate sulla carta e io stesso, come molti altri compagni, appena iniziata la guerra siamo partiti volontari al fronte.
    La nostra idea è quella imperiale. L'Italia rivoluzionaria deve assumersi la responsabilità della sua missione civilizzatrice e portare L'Idea imperiale di Roma ai popoli barbari. Il nostro obiettivo concreto, fissato da ora e valido per il futuro, sarà quello del controllo del mare nostrum. Il nuovo impero romano, fascista e socialista, dovrà riunire tutti i popoli e le terre che si affacciano sul mar mediterraneo. La realizzazione di questo progetto porterà all'Italia prosperità e ricchezza. Il sud della nostra penisola, dimenticato dal processo risorgimentale, tornerà agli splendori e all'importanza di un tempo.
    Per quanto riguarda l'Etiopia, noi pensiamo quindi che la guerra debba essere portata a compimento come primo tassello per la nascita dell'Impero. E soprattutto, questa guerra ci da la dimostrazione della nostra forza civilizzatrice e della nostra potenza bellica: e su questo argomento, già abbiamo chiesto al Re e al Presidente dell'IRI di adoperarsi per lo sviluppo dei nostri mezzi militari e dell'educazione delle nostre truppe. Soprattutto notiamo che gli ambienti ufficiali sono rimasti ad una concezione dell'esercito borghese e ottocentesca, e ciò pensiamo debba celermente essere cambiato.

    2) Ovviamente sì. L'Austria è una nazione giovane e soprattutto è una nazione amica all'Italia. Noi due anni fa eravamo sul Brennero a minacciare i tedeschi che volevano invadere la regione austriaca. Ci saremo senz'altro ancora in futuro per difendere l'Austria e i confini italiani.

    3) Su questo punto bisogna fare prima una premessa di carattere ideologico. Noi riteniamo che il diritto alla proprietà (badate che ho detto "alla" proprietà e non "di" proprietà) sia un diritto del lavoratore italiano. L'iniziativa privata pertanto è anch'esso un diritto del lavoratore fintanto che rientri nel limite che intercorre tra l'espressione "al" all'espressione "di". Tutte le piccole proprietà rientrano nella categoria del diritto alla proprietà e pertanto tutti i piccoli proprietari hanno ance diritto alla piccola iniziativa privata. Quando però parliamo di grandi proprietà e di grandi interessi privati, lo Stato del Lavoro deve assolutamente vigilare affinché il diritto alla proprietà e il diritto all'iniziativa privata riconosciuto anche ai grandi proprietari non si trasformino in diritto di proprietà e in diritto di iniziativa. Soprattutto riteniamo che le grandi proprietà abbiamo un obbligo maggiore nei confronti della Nazione e del popolo lavoratore rispetto alla piccola proprietà. Pertanto, lo Stato del Lavoro ha anch'esso il sacrosanto diritto di usufruire dei mezzi che la grande proprietà ha a disposizione, per il benessere della Nazione. In questo senso va la nostra proposta di nazionalizzare le grandi aziende private, come la FIAT di Torino, anche per un periodo determinato, affinché si possa provvedere al miglioramento dei mezzi e delle strutture militari.

    4) Per noi le donne hanno pari diritti agli uomini maggiorenni, perciò non possiamo essere contrari al diritto di voto per le donne, come non siamo contrari all'ingresso delle donne negli ambienti statali, operai, industriali e militari. Anzi, riteniamo che questi ultimi diritti elencati siamo molto più importanti del diritto di voto in una tornata elettorale.

    5) Mi permetto di modificare la domanda iniziale e di rispondere a quella che ora mi pongo: E' giusto mantenere ancora le strutture e le leggi che il regime si è dato oppure è il caso di riformare lo Stato e allentare il giogo sulla libertà dei singoli individui?
    Allora, anche qui c'è da fare una premessa. Per noi, lo Stato Totalitario, non è un qualcosa di immobile ma deve per forza essere un qualcosa in continuo divenire. Finora siamo stati favorevoli e abbiamo sostenuto l'assetto autoritario che il Duce ha voluto dare allo Stato Fascista, ma riteniamo anche che esso non possa durare a lungo. Gli antichi romani, uomini di così grande intelligenza politica e senso pratico, avevano previsto che ci potessero essere dei periodi, certamente brevi, in cui le strutture Repubblicane avessero bisogno di riforme particolari che fosse necessario nominare un Dictator il quale concentrasse nelle sue mani tutto il potere. Allo stesso modo abbiamo pensato dello Stato Fascista, dalle leggi fascistissime in poi.
    Allora, nostro obiettivo è quello di creare una nuova civiltà che abbia come fulcro ideologico il Lavoro e che sia dominata dalla figura dell'Operaio e non più da quella del borghese, il quale ha fallito la sua missione. La forma dell'Operaio si darà la forma di governo più appropriata. Lo Stato stesso deve mettersi al servizio dell'Operaio e diventare Stato del Lavoro. Obiettivo ultimo sarà la nascita della Democrazia del Lavoro.
    Comunque, fintanto che la forma dell'Operaio non prenderà coscienza di sé e non inizierà a dominare il mondo attraverso la tecnica, riteniamo che sia il caso di mantenere la struttura autoritaria dello Stato e casomai riconoscere gradualmente i diritti di libertà individuali, compreso quello di opinione. Se questo processo non avverrà in maniera moderata e graduale, tutto il lavoro rivoluzionario fin qui fatto sarà stato inutile e la borghesia potrebbe approfittarne per tornare ad opprimere il lavoratore, come ha fatto fino a prima dell'avvento del Fascismo.
    Comunque, già il Re ha deciso di indire le elezioni. Ciò vuol dire che la libertà di associazione in partito è stata ripristinata. Il processo di riforma statale è già iniziato, sarebbe stupido tornare indietro. Cercheremo quindi di assecondarlo, moderatamente, e in questo senso siamo favorevoli a legalizzare il Partito Comunista d'Italia.

    Spero sia tutto chiaro. Caro Indro, se hai altro da chiedere sono a disposizione...
    von Dekken, Gianky, Gianky and 1 others like this.
    “Senza dualità dei sessi, niente matrimoni, senza matrimoni niente famiglie, senza famiglie nessuna società, l’individualismo puro è tirannia”.

    Pierre Joseph Proudhon

  3. #3
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    (perdonate gli errori di battitura, non posso più cambiarli)
    “Senza dualità dei sessi, niente matrimoni, senza matrimoni niente famiglie, senza famiglie nessuna società, l’individualismo puro è tirannia”.

    Pierre Joseph Proudhon

  4. #4
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    1) come dovrebbe agire il futuro Governo nell'attuale conflitto con l'Etiopia?

    Un Governo Azionista richiamerebbe sul trono etiope il Negus Hailé Selassié non inimicandosi così parte della popolazione abissina e anziché ridurre l'Etiopia a colonia la eleverebbe a protettorato economico e militare, contribuendo alla stabilità della popolazione italiana nel Corno d'Africa.


    2) la salvaguardia dell'indipendenza austriaca resta un baluardo della politica estera italiana?

    Nonostante l'austrofascismo di Dollfuss l'Austria va preservata dalle mire espansionistiche del Terzo Reich. Anche perché una volta che l'Austria sia inglobata dalla Germania toccherà alle nazioni immediatamente confinanti a pagarne le conseguenze.

    3) in campo economico si dovrebbe procedere ad una privatizzazione delle imprese sotto il controllo pubblico?

    Il Partito d'Azione è favorevole ad una socializzazione parziale dei mezzi di produzione e democratizzazione del sistema produttivo, anche alla nazionalizzazione dei complessi industriali sotto controllo pubblico.

    4) dovrebbe essere introdotto il voto femminile, e se la risposta è positiva, con quali ricadute sulla società italiana?

    Gli Azionisti sostengono con grande approvazione il suffragio universale per tutti i maschi e le femmine maggiorenni. Una secolarizzazione e una partecipazione di una componente della nazione che finora non è mai riuscita ad influire sulla politica essendo relegata per retaggi culturali religiosi e maschilisti è importante per il progresso di una nazione civile.


    5) il reato di vilipendio e tutti glia altri cosiddetti reati d'opinione devono essere mantenuti, oppure il codice penale va riformato?

    Il reato di vilipendio va mantenuto nei casi di non rispetto nei confronti delle istituzioni, specie se tali atti sono compiuti da chi vuole soffocare nuovamente una possibile rinascente democrazia italiana. Il codice penale va riformato, esteso, modificato indubbiamente. Gli Azionisti lottano per l'abolizione della pena di morte, ma una forte componente del partito è favorevole ai lavori forzati in centri di detenzione nelle colonie africane.
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  5. #5
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    Citazione Originariamente Scritto da Massimo Piacere Visualizza Messaggio
    Per il Movimento della Rivoluzione Perpetua si concede all'intervista il fondatore, Berto Ricci.

    Saluto il camerata e caro amico Indo e procedo nel rispondere:

    1) Come ben sapete le nostre opinioni sulla guerra d'Abissinia le abbiamo già manifestate sulla carta e io stesso, come molti altri compagni, appena iniziata la guerra siamo partiti volontari al fronte.
    La nostra idea è quella imperiale. L'Italia rivoluzionaria deve assumersi la responsabilità della sua missione civilizzatrice e portare L'Idea imperiale di Roma ai popoli barbari. Il nostro obiettivo concreto, fissato da ora e valido per il futuro, sarà quello del controllo del mare nostrum. Il nuovo impero romano, fascista e socialista, dovrà riunire tutti i popoli e le terre che si affacciano sul mar mediterraneo. La realizzazione di questo progetto porterà all'Italia prosperità e ricchezza. Il sud della nostra penisola, dimenticato dal processo risorgimentale, tornerà agli splendori e all'importanza di un tempo.
    Per quanto riguarda l'Etiopia, noi pensiamo quindi che la guerra debba essere portata a compimento come primo tassello per la nascita dell'Impero. E soprattutto, questa guerra ci da la dimostrazione della nostra forza civilizzatrice e della nostra potenza bellica: e su questo argomento, già abbiamo chiesto al Re e al Presidente dell'IRI di adoperarsi per lo sviluppo dei nostri mezzi militari e dell'educazione delle nostre truppe. Soprattutto notiamo che gli ambienti ufficiali sono rimasti ad una concezione dell'esercito borghese e ottocentesca, e ciò pensiamo debba celermente essere cambiato.

    2) Ovviamente sì. L'Austria è una nazione giovane e soprattutto è una nazione amica all'Italia. Noi due anni fa eravamo sul Brennero a minacciare i tedeschi che volevano invadere la regione austriaca. Ci saremo senz'altro ancora in futuro per difendere l'Austria e i confini italiani.

    3) Su questo punto bisogna fare prima una premessa di carattere ideologico. Noi riteniamo che il diritto alla proprietà (badate che ho detto "alla" proprietà e non "di" proprietà) sia un diritto del lavoratore italiano. L'iniziativa privata pertanto è anch'esso un diritto del lavoratore fintanto che rientri nel limite che intercorre tra l'espressione "al" all'espressione "di". Tutte le piccole proprietà rientrano nella categoria del diritto alla proprietà e pertanto tutti i piccoli proprietari hanno ance diritto alla piccola iniziativa privata. Quando però parliamo di grandi proprietà e di grandi interessi privati, lo Stato del Lavoro deve assolutamente vigilare affinché il diritto alla proprietà e il diritto all'iniziativa privata riconosciuto anche ai grandi proprietari non si trasformino in diritto di proprietà e in diritto di iniziativa. Soprattutto riteniamo che le grandi proprietà abbiamo un obbligo maggiore nei confronti della Nazione e del popolo lavoratore rispetto alla piccola proprietà. Pertanto, lo Stato del Lavoro ha anch'esso il sacrosanto diritto di usufruire dei mezzi che la grande proprietà ha a disposizione, per il benessere della Nazione. In questo senso va la nostra proposta di nazionalizzare le grandi aziende private, come la FIAT di Torino, anche per un periodo determinato, affinché si possa provvedere al miglioramento dei mezzi e delle strutture militari.

    4) Per noi le donne hanno pari diritti agli uomini maggiorenni, perciò non possiamo essere contrari al diritto di voto per le donne, come non siamo contrari all'ingresso delle donne negli ambienti statali, operai, industriali e militari. Anzi, riteniamo che questi ultimi diritti elencati siamo molto più importanti del diritto di voto in una tornata elettorale.

    5) Mi permetto di modificare la domanda iniziale e di rispondere a quella che ora mi pongo: E' giusto mantenere ancora le strutture e le leggi che il regime si è dato oppure è il caso di riformare lo Stato e allentare il giogo sulla libertà dei singoli individui?
    Allora, anche qui c'è da fare una premessa. Per noi, lo Stato Totalitario, non è un qualcosa di immobile ma deve per forza essere un qualcosa in continuo divenire. Finora siamo stati favorevoli e abbiamo sostenuto l'assetto autoritario che il Duce ha voluto dare allo Stato Fascista, ma riteniamo anche che esso non possa durare a lungo. Gli antichi romani, uomini di così grande intelligenza politica e senso pratico, avevano previsto che ci potessero essere dei periodi, certamente brevi, in cui le strutture Repubblicane avessero bisogno di riforme particolari che fosse necessario nominare un Dictator il quale concentrasse nelle sue mani tutto il potere. Allo stesso modo abbiamo pensato dello Stato Fascista, dalle leggi fascistissime in poi.
    Allora, nostro obiettivo è quello di creare una nuova civiltà che abbia come fulcro ideologico il Lavoro e che sia dominata dalla figura dell'Operaio e non più da quella del borghese, il quale ha fallito la sua missione. La forma dell'Operaio si darà la forma di governo più appropriata. Lo Stato stesso deve mettersi al servizio dell'Operaio e diventare Stato del Lavoro. Obiettivo ultimo sarà la nascita della Democrazia del Lavoro.
    Comunque, fintanto che la forma dell'Operaio non prenderà coscienza di sé e non inizierà a dominare il mondo attraverso la tecnica, riteniamo che sia il caso di mantenere la struttura autoritaria dello Stato e casomai riconoscere gradualmente i diritti di libertà individuali, compreso quello di opinione. Se questo processo non avverrà in maniera moderata e graduale, tutto il lavoro rivoluzionario fin qui fatto sarà stato inutile e la borghesia potrebbe approfittarne per tornare ad opprimere il lavoratore, come ha fatto fino a prima dell'avvento del Fascismo.
    Comunque, già il Re ha deciso di indire le elezioni. Ciò vuol dire che la libertà di associazione in partito è stata ripristinata. Il processo di riforma statale è già iniziato, sarebbe stupido tornare indietro. Cercheremo quindi di assecondarlo, moderatamente, e in questo senso siamo favorevoli a legalizzare il Partito Comunista d'Italia.

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  6. #6
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    Citazione Originariamente Scritto da Massimo Piacere Visualizza Messaggio
    Per il Movimento della Rivoluzione Perpetua si concede all'intervista il fondatore, Berto Ricci.

    Saluto il camerata e caro amico Indo e procedo nel rispondere:

    1) Come ben sapete le nostre opinioni sulla guerra d'Abissinia le abbiamo già manifestate sulla carta e io stesso, come molti altri compagni, appena iniziata la guerra siamo partiti volontari al fronte.
    La nostra idea è quella imperiale. L'Italia rivoluzionaria deve assumersi la responsabilità della sua missione civilizzatrice e portare L'Idea imperiale di Roma ai popoli barbari. Il nostro obiettivo concreto, fissato da ora e valido per il futuro, sarà quello del controllo del mare nostrum. Il nuovo impero romano, fascista e socialista, dovrà riunire tutti i popoli e le terre che si affacciano sul mar mediterraneo. La realizzazione di questo progetto porterà all'Italia prosperità e ricchezza. Il sud della nostra penisola, dimenticato dal processo risorgimentale, tornerà agli splendori e all'importanza di un tempo.
    Per quanto riguarda l'Etiopia, noi pensiamo quindi che la guerra debba essere portata a compimento come primo tassello per la nascita dell'Impero. E soprattutto, questa guerra ci da la dimostrazione della nostra forza civilizzatrice e della nostra potenza bellica: e su questo argomento, già abbiamo chiesto al Re e al Presidente dell'IRI di adoperarsi per lo sviluppo dei nostri mezzi militari e dell'educazione delle nostre truppe. Soprattutto notiamo che gli ambienti ufficiali sono rimasti ad una concezione dell'esercito borghese e ottocentesca, e ciò pensiamo debba celermente essere cambiato.

    2) Ovviamente sì. L'Austria è una nazione giovane e soprattutto è una nazione amica all'Italia. Noi due anni fa eravamo sul Brennero a minacciare i tedeschi che volevano invadere la regione austriaca. Ci saremo senz'altro ancora in futuro per difendere l'Austria e i confini italiani.

    3) Su questo punto bisogna fare prima una premessa di carattere ideologico. Noi riteniamo che il diritto alla proprietà (badate che ho detto "alla" proprietà e non "di" proprietà) sia un diritto del lavoratore italiano. L'iniziativa privata pertanto è anch'esso un diritto del lavoratore fintanto che rientri nel limite che intercorre tra l'espressione "al" all'espressione "di". Tutte le piccole proprietà rientrano nella categoria del diritto alla proprietà e pertanto tutti i piccoli proprietari hanno ance diritto alla piccola iniziativa privata. Quando però parliamo di grandi proprietà e di grandi interessi privati, lo Stato del Lavoro deve assolutamente vigilare affinché il diritto alla proprietà e il diritto all'iniziativa privata riconosciuto anche ai grandi proprietari non si trasformino in diritto di proprietà e in diritto di iniziativa. Soprattutto riteniamo che le grandi proprietà abbiamo un obbligo maggiore nei confronti della Nazione e del popolo lavoratore rispetto alla piccola proprietà. Pertanto, lo Stato del Lavoro ha anch'esso il sacrosanto diritto di usufruire dei mezzi che la grande proprietà ha a disposizione, per il benessere della Nazione. In questo senso va la nostra proposta di nazionalizzare le grandi aziende private, come la FIAT di Torino, anche per un periodo determinato, affinché si possa provvedere al miglioramento dei mezzi e delle strutture militari.

    4) Per noi le donne hanno pari diritti agli uomini maggiorenni, perciò non possiamo essere contrari al diritto di voto per le donne, come non siamo contrari all'ingresso delle donne negli ambienti statali, operai, industriali e militari. Anzi, riteniamo che questi ultimi diritti elencati siamo molto più importanti del diritto di voto in una tornata elettorale.

    5) Mi permetto di modificare la domanda iniziale e di rispondere a quella che ora mi pongo: E' giusto mantenere ancora le strutture e le leggi che il regime si è dato oppure è il caso di riformare lo Stato e allentare il giogo sulla libertà dei singoli individui?
    Allora, anche qui c'è da fare una premessa. Per noi, lo Stato Totalitario, non è un qualcosa di immobile ma deve per forza essere un qualcosa in continuo divenire. Finora siamo stati favorevoli e abbiamo sostenuto l'assetto autoritario che il Duce ha voluto dare allo Stato Fascista, ma riteniamo anche che esso non possa durare a lungo. Gli antichi romani, uomini di così grande intelligenza politica e senso pratico, avevano previsto che ci potessero essere dei periodi, certamente brevi, in cui le strutture Repubblicane avessero bisogno di riforme particolari che fosse necessario nominare un Dictator il quale concentrasse nelle sue mani tutto il potere. Allo stesso modo abbiamo pensato dello Stato Fascista, dalle leggi fascistissime in poi.
    Allora, nostro obiettivo è quello di creare una nuova civiltà che abbia come fulcro ideologico il Lavoro e che sia dominata dalla figura dell'Operaio e non più da quella del borghese, il quale ha fallito la sua missione. La forma dell'Operaio si darà la forma di governo più appropriata. Lo Stato stesso deve mettersi al servizio dell'Operaio e diventare Stato del Lavoro. Obiettivo ultimo sarà la nascita della Democrazia del Lavoro.
    Comunque, fintanto che la forma dell'Operaio non prenderà coscienza di sé e non inizierà a dominare il mondo attraverso la tecnica, riteniamo che sia il caso di mantenere la struttura autoritaria dello Stato e casomai riconoscere gradualmente i diritti di libertà individuali, compreso quello di opinione. Se questo processo non avverrà in maniera moderata e graduale, tutto il lavoro rivoluzionario fin qui fatto sarà stato inutile e la borghesia potrebbe approfittarne per tornare ad opprimere il lavoratore, come ha fatto fino a prima dell'avvento del Fascismo.
    Comunque, già il Re ha deciso di indire le elezioni. Ciò vuol dire che la libertà di associazione in partito è stata ripristinata. Il processo di riforma statale è già iniziato, sarebbe stupido tornare indietro. Cercheremo quindi di assecondarlo, moderatamente, e in questo senso siamo favorevoli a legalizzare il Partito Comunista d'Italia.

    Spero sia tutto chiaro. Caro Indro, se hai altro da chiedere sono a disposizione...
    Bravo Massimo, ehm volevo dire bravo il compagno-camerata Ricci.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  7. #7
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    Citazione Originariamente Scritto da Gianky Visualizza Messaggio
    Bravo Massimo, ehm volevo dire bravo il compagno-camerata Ricci.
    Grazie.
    Comunque i termini camerata e compagno sono sinonimi, indicano la stessa cosa. Solo in Italia si fa differenza. Smettiamola.
    “Senza dualità dei sessi, niente matrimoni, senza matrimoni niente famiglie, senza famiglie nessuna società, l’individualismo puro è tirannia”.

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  8. #8
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    Citazione Originariamente Scritto da ULTIMA LEGIONE Visualizza Messaggio
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    o/
    “Senza dualità dei sessi, niente matrimoni, senza matrimoni niente famiglie, senza famiglie nessuna società, l’individualismo puro è tirannia”.

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  9. #9
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    Citazione Originariamente Scritto da Massimo Piacere Visualizza Messaggio
    Grazie.
    Comunque i termini camerata e compagno sono sinonimi, indicano la stessa cosa. Solo in Italia si fa differenza. Smettiamola.
    Infatti, in Francia, Germania e Russia si usa lo stesso termine. A questo punto ognuno di noi dica il termine che vuole, io, per ovvie ragioni di provenienza,vado avanti con il "compagno".
    Massimo Piacere likes this.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito Re: Italia 1936 - propaganda elettorale

    1) come dovrebbe agire il futuro Governo nell'attuale conflitto con l'Etiopia?

    Il partito Popolare esprime un giudizio nettamente negativo sulla politica che hanno portato al conflitto con l’Etiopia. L’Italia in questo momento ha bisogno di pace, lavoro e sviluppo, non di guerra né di tantomeno di uno sterile imperialismo che oltretutto ci ha condotti in una situazione di isolamento internazionale estremamente pericoloso.

    Visto che però la guerra è stata iniziata, appare chiaro che essa va condotta verso una conclusione conveniente per i nostri interessi in quell’area e confacente alla dignità internazionale d’Italia, oltre che rispettosa degli uomini che hanno combattuto.
    In questa prospettiva il PPI non giudica conveniente l’annessione dell’intera Etiopia ai nostri territori coloniali. In primo luogo perché stiamo parlando di un territorio poverissimo, privo di risorse naturali apprezzabili ed estremamente arretrato, il cui sfruttamento razionale ci imporrebbe oneri ingentissimi che supererebbero senz’altro i possibili ricavi e che potrebbero essere molto più utilmente impiegati in Patria per finanziare opere pubbliche e favorire lo sviluppo delle nostre aree depresse. In secondo luogo perché l’annessione aggraverebbe quello stato di isolamento internazionale appena menzionato, mentre il PPI è convinto che solo l’amicizia e la cooperazione con le maggiori potenze, in un quadro internazionale pacificato, possa favorire il nostro sviluppo e benessere.
    Pertanto noi auspichiamo una rapida conclusione del conflitto che salvaguardi l’indipendenza dell’Impero d’Etiopia, sancendo la vittoria italiana con l’annessione di territori strategicamente importanti come l’Ogaden, o in alternativa con la stipula di un trattato di protettorato che tuteli e favorisca i nostri interessi nella regione del Corno d’Africa.
    2) la salvaguardia dell'indipendenza austriaca resta un baluardo della politica estera italiana?

    Assolutamente sì. Un governo nel quale partecipassimo non potrebbe mai assecondare in alcun modo l’espansionismo tedesco, che giudichiamo deleterio per la pace in Europa, inoltre avere direttamente ai confini del Brennero un potente e sicuramente non pacifista, stato tedesco unificato, sarebbe una minaccia intollerabile alla nostra sicurezza.
    3) in campo economico si dovrebbe procedere ad una privatizzazione delle imprese sotto il controllo pubblico?

    Riteniamo di no. Il PPI è favorevole ad un ruolo dello stato nell’economia che, garantendo le libertà individuali e la proprietà privata, faccia da guida verso un più ampio orizzonte di giustizia sociale. In questa fase storica, un massiccio reingresso dei grandi capitali privati nelle maggiori imprese ora pubbliche, a nostro avviso porterebbe nella direzione contraria a quella da noi auspicata.
    4) dovrebbe essere introdotto il voto femminile, e se la risposta è positiva, con quali ricadute sulla società italiana?

    Il nostro partito è favorevole all’introduzione del suffragio femminile. Questo traguardo deve sancire l’altissima dignità della donna e del suo indispensabile ruolo quale pilastro della famiglia, perno della società.
    5) il reato di vilipendio e tutti gli altri cosidetti reati d'opinione devono essere mantenuti, oppure il codice penale va riformato?

    Il PPI è favorevole al mantenimento di quelle norme che tutelino il pubblico rispetto che deve essere dovuto alle massime Istituzioni dello Stato ed alla Religione dello Stato.
    Siamo invece contrari alla pena di morte di cui auspichiamo la rapida abolizione in quanto contraria alle tradizioni morali e giuridiche del popolo italiano.
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