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Discussione: La morte di Maria Antonietta

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    Predefinito La morte di Maria Antonietta



    La morte di Maria Antonietta


    Fu ghigliottinata oggi, 220 anni fa e divenne famosa per una frase che non disse mai (quella con le brioche)




    Il 16 ottobre 1793, la vedova del re di Francia Luigi XVI venne portata su un carro scoperto per le vie di Parigi. Era malata e magra, perché da settimane rifiutava di mangiare. La notte prima le avevano tagliato i capelli e quel giorno al posto dei vestiti sgargianti per cui era famosa in tutta Europa, indossava una cuffia bianca e una semplice veste grigia. Dopo aver sfilato in mezzo alla folla che le gridava ingiurie, venne fatta scendere a Place de la Révolution, oggi Place de la Conocorde, e intorno a mezzogiorno venne ghigliottinata.

    Maria Antonietta

    L’ultima regina di Francia prima della rivoluzione divenne presto una delle figure storiche più popolari, tanto da arrivare a competere con quella di suo marito, Luigi XVI. Moltissimi libri, dipinti e più di recente diversi film (tra cui l’ultimo del 2006 con Kirsten Dunst e diretto da Sofia Coppola) le sono stati dedicati. Questa attenzione si deve alla sua vita romanzesca, alla sua morte drammatica e a una frase molto azzeccata che però lei non pronunciò mai.
    La sua vita da romanzo d’appendice cominciò quando nel maggio del 1770 venne promessa al figlio del re di Francia e, pochi giorni dopo, lo sposò a Versailles. Maria Antonietta aveva all’epoca 15 anni ed era la figlia dell’Imperatore del Sacro Romano Impero Francesco I. Quasi tutte le cronache dell’epoca, anche quelle che non avevano motivo di esserle favorevoli, la descrivono come una ragazza molto bella, con capelli biondi, occhi blu e carnagione molto chiara (che nel ’700 era una caratteristica fondamentale per l’aristocrazia).
    Nonostante la vita nelle diverse corti europee, che fossero a Vienna o Parigi, fosse piuttosto simile, Maria Antonietta era percepita come una straniera e una rappresentante di una potenza vicina e non sempre amichevole, l’Austria. Dopo un primo entusiasmo per il suo arrivo, queste distanze si fecero sempre più profonde e l’atmosfera nella corte di Francia sempre più ostile. Maria Antonietta veniva chiamata “l’austriaca”, la “donna austriaca” o addirittura “l’autruchienne”, un gioco di parole traducibile con “ostricagna”. L’ostilità era accresciuta dal fatto che suo marito non sembrava provare una particolare attrazione per lei. Raramente dormivano insieme e, a quanto si diceva all’epoca, il matrimonio non venne consumato molto a lungo (dopo il 1777 le cose si sistemarono e i due ebbero quattro figli).
    Nel 1775, alla morte di Luigi XV, il figlio Luigi Augusto divenne re di Francia con il nome di Luigi XVI e Maria Antonietta divenne regina. All’epoca il regno di Francia si trovava in una situazione finanziaria piuttosto precaria. Durante la guerra dei Sette anni, combattuta tra il 1756 e il 1763, il regno si era pesantemente indebitato e nel 1776 Luigi XVI decise di partecipare a un’altra costosa guerra, quella iniziata dai coloni americani contro il Regno Unito.
    Le finanze del regno ne uscirono ancora più compromesse e buona parte del biasimo, più che sulla politica estera di suo marito, ricadde su Maria Antonietta. Le venne affibbiato un nuovo soprannome, Madame Deficit, perché si riteneva che le sue eccentriche spese (spesso inventate, come ad esempio foderare di diamanti e d’oro i corridoi di Versailles) avessero ridotto il regno sul lastrico.
    Risale probabilmente a questi anni la frase più famosa di Maria Antonietta, del tutto apocrifa. Secondo questo aneddoto, quando uno dei suoi ministri arrivò ad avvertirla che il popolo di Parigi manifestava contro la scarsità del pane lei avrebbe risposto: «Che mangino brioche».
    La situazione economica della monarchia però, più che scontentare il popolo (per il quale il re non spendeva molto nemmeno quando la situazione era florida), fece capire alla nobiltà che forse era giunto il momento per riconquistare alcuni dei privilegi perduti con l’affermarsi della monarchia assoluta. Gli aristocratici compilarono un elenco di lamentale, chiamato il Cahiers de doléances, e chiesero la convocazione degli Stati Generali, l’assemblea del popolo francese che non veniva più richiamata dal 1614. Questo innescò il processo che portò alla Rivoluzione Francese.

    La rivoluzione francese

    Dopo la riunione degli Stati Generali gli avvenimenti si susseguirono in fretta. Il Terzo Stato che rappresentava la borghesia, cioè mercanti, imprenditori e professionisti, si separò dal resto degli Stati Generali, clero e aristocrazia, e inaugurò l’Assemblea Nazionale Costituente. Il 14 luglio 1789 – che rimane a oggi la festa nazionale francese – la folla di Parigi assaltò la Bastiglia, una delle prigioni cittadine. Il re, spaventato dai moti popolari, promise che avrebbe lavorato insieme all’Assemblea per dare una nuova costituzione alla Francia.
    Nel giugno del 1791, il re e Maria Antonietta tentarono di fuggire da Parigi – la fuga di Varennes, come venne soprannominato l’episodio – ma vennero intercettati e riportati a Parigi. Poco dopo la nuova costituzione fu approvata e Luigi venne costretto a giurare come “Re dei francesi” e non più “Re di Francia”.
    In tutti questi mesi l’ostilità contro Maria Antonietta era cresciuta. I numerosi libelli e pamphlet che in quei mesi circolavano per Parigi la accusavano di tutto: di aver avuto incesti con suo figlio, di avere avuto rapporti con altre donne e di manipolare il re per assecondare gli scopi dell’Austria. Quest’odio aumentò ancora di più con la fuga di Varennes, di cui lei fu accusata di essere l’ideatrice, e poi quando scoppiò la guerra con l’Austria, nel 1792. Maria Antonietta venne accusata di aver chiesto l’aiuto delle monarchie europee per stroncare la rivoluzione. Mentre alla guerra si univa anche il regno di Prussia, nell’estate del 1792, il palazzo reale venne assaltato e il re e la regina furono costretti a rifugiarsi nella sede dell’Assemblea Legislativa.
    A settembre, mentre gli eserciti austriaci e prussiani entravano nel territorio francese, il panico si diffuse a Parigi e ci furono una serie di massacri indiscriminati di prigionieri accusati di atti “contro-rivoluzionari”. Vennero uccise circa 1.400 persone, tra cui alcune amiche e confidenti di Maria Antonietta. Nella prima riunione del nuovo parlamento appena eletto, la Convenzione Nazionale, venne decretata la fine della monarchia e la nascita della prima Repubblica. Poche settimane dopo Luigi XVI venne messo sotto processo per tradimento.

    La morte dei re di Francia

    Luigi XVI venne ghigliottinato il 21 gennaio del 1793. Le sue ultime parole furono: “Muoio innocente di tutti i crimini di cui mi accusano; perdono coloro che hanno causato la mia morte e spero che il mio sangue non debba mai ricadere sulla Francia”. Prima del processo erano state trovate prove che Luigi XVI aveva effettivamente chiesto all’Austria di intervenire e questo aveva costretto anche i più moderati membri della Convenzione ad avviare il processo. Non esistevano prove contro Maria Antonietta, che di fatto era rimasta piuttosto estranea agli affari politici, ma nei mesi successivi all’esecuzione di Luigi XVI l’ala più estremista della Convenzione conquistò il potere.
    I cosiddetti Giacobini eliminarono prima l’opposizione dei moderati Girondini, facendoli arrestare e giustiziandone molti. Fu l’inizio del cosiddetto periodo del “Terrore”, un regime repressivo giustificato con lo stato di emergenza, imposto sulla Convenzione da un nuovo organo, il Comitato di Salute Pubblica, guidato da Maximilien de Robespierre; iniziò una lunghissima serie di processi politici contro tutti quelli che venivano considerati “nemici della rivoluzione” o più semplicemente “controrivoluzionari”.
    Maria Antonietta, in quanto ultimo simbolo della monarchia a disposizione dei Giacobini – gli altri membri della famiglia reale erano già fuggiti all’estero – fu tra i processati. Il 14 settembre 1793 venne iniziato contro di lei un processo con accuse che andavano dal tradimento all’incesto. Due giorni dopo venne emanata la condanna. Le sue ultime parole furono poco solenni e rivolte ad Henri Sanson, il suo boia, a cui aveva pestato un piede per sbaglio: “Perdonatemi signore, non l’ho fatto apposta”. Pochi istanti dopo, intorno a mezzogiorno ed un quarto, Sanson azionò la ghigliottina e Maria Antonietta venne decapitata.


    La morte di Maria Antonietta | Il Post#
    Ultima modifica di Florian; 30-10-13 alle 11:46
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta




    Maria Antonietta protagonista di "Lady Oscar", il manga e anime di Riyoko Ikeda che al suo Autore è valso in Francia la Legion d'Onore.

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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta




    Maria Antonietta si prende una rivincita sulla storia e diventa icona del pop culture grazie all'interpretazione cinematografica di Kirsten Durnst. Il film di Sofia Coppola, ispirato alla recente e apprezzata biografia di Angela Fraser, ha alimentato un forte interesse tra le più giovani per la sfortunata sovrana di Francia.
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    E in Italia le hanno dedicato persino un'Associazione, l'Aimant. Quella che segue è un intervista di un anno fa che spiega il perché di questo rinnovato interesse anche nel nostro Paese per una figura storica ancor oggi controversa.



    A Imola una sfilata con l’associazione italiana Maria Antonietta


    Ottobre 2012



    Lunedì 8 ottobre, alle ore 21 e 15, a Imola, presso Young Line in via Gennevilliers 6, ci sarà una mostra fotografica e sfilata di moda per raccogliere fondi per la ricostruzione della Scuola materna di Mortizzuolo di Mirandola.
    In esposizione le foto del libro di Paolo Zauli Collocazione provvisoria… poi di nuovo il cielo, che ritraggono volti di persone colpite dal sisma, oltre alla sfilata, con abiti di oggi della H’om studio, e settecenteschi a cura dell’Associazione italiana Maria Antonietta, alla quale Il Nord ha fatto alcune domande generiche sulla sua attività.

    Come e quando siete nati come associazione?
    L’Aimant è nata nel settembre 2009, ma la sua fondazione non è stato un traguardo, bensì un nuovo inizio. Grazie al forum dedicato a Maria Antonietta, che dal 2006 a oggi conta più di 700 utenti, da tempo si era creato un attivissimo gruppo di giovani appassionati.
    Ufficializzare il gruppo attraverso l’associazione è stato un modo per indirizzare le nostre energie in un progetto serio e duraturo.

    Perché proprio Maria Antonietta?
    Ognuno di noi vede Maria Antonietta in maniera diversa ed estremamente soggettiva, ma ciò che accomuna la nostra passione è la storia di una donna che divenne regina suo malgrado e che dimostrò la propria forza negli attimi più difficili della sua vita. L’Aimant non pretende di difendere o accusare la condotta di Maria Antonietta ma, attraverso la discussione e il confronto, stimola ognuno a dare la propria personale lettura dei fatti.

    Secondo voi perché Maria Antonietta ha ancora tanto fascino oggi?
    Maria Antonietta si sposò a 14 anni e a 37 salì al patibolo. Nell’arco di 23 anni la sua vita cambiò radicalmente: dal lusso della corte di Versailles, che scandiva le giornate tra feste, balli, giochi d’azzardo e battute di caccia, Maria Antonietta venne imprigionata a Parigi, privata dell’affetto degli amici e, in seguito, del marito e dei figli, affidati a esponenti rivoluzionari. Umiliata nel corso di un processo-farsa il cui esito era già stato scritto, venne condotta alla ghigliottina quale capro espiatorio di una disastrosa politica che aveva messo a dura prova la Francia sin dai tempi del Re Sole.
    Ecco perché la vita intensa di Maria Antonietta affascina ancora tanto: la storia di una principessa che diventa moglie, regina, madre e infine imputata, appassiona e commuove chiunque legga la sua biografia.

    Cosa può insegnare la sua epoca e il suo personaggio oggi?
    Probabilmente ognuno di noi, immaginandosi nelle stesse circostanze in cui venne a trovarsi Maria Antonietta, si sarebbe comportato in maniera simile. O forse no. Gli errori commessi da Maria Antonietta come regina dimostrano ciò che non si dovrebbe fare in determinate circostanze, ma certamente discuterne aiuta a comprendere i suoi meriti e le sue vere colpe. Purtroppo oggi non si può dire che molto sia cambiato: la classe politica vanta ancora privilegi sconosciuti al ceto medio e chi sale al potere raramente ascolta la voce dei propri elettori. Come donna, Maria Antonietta è un esempio di forza e risolutezza, doti che sfortunatamente dimostrò troppo tardi di possedere, ma che la aiutarono a superare i momenti più difficili senza mai perdere la dignità.

    Cosa consigliate come letture e visioni di film per capire meglio Maria Antonietta e il Settecento?
    La bibliografia dedicata a Maria Antonietta è vastissima e sarebbe impossibile citare tutti i saggi meritevoli di attenzione, soprattutto gli studi pubblicati in Francia. Ci limitiamo quindi a consigliare quelle che, a nostro avviso, sono tra le biografie tradotte in italiano: a partire da Stefan Zweig (ormai datata e purtroppo fuori commercio, ma tuttora affascinante), André Castelot (dettagliatissima) e, tra le più recenti, Antonia Fraser, capace di unire la ricerca storica a una narrazione scorrevole e avvincente.
    Molto seria e di piacevole lettura anche la biografia di Joan Haslip mentre, per avere una panoramica più approfondita e dettagliata degli anni rivoluzionari e delle scelte politiche di Maria Antonietta, consigliamo Cittadini di Simon Shama e gli scambi epistolari con Maria Teresa d’Austria pubblicati sotto il titolo di Il mestiere di regina. Lettere 1770-1780.
    Tra i film, il recente “Marie-Antoinette” diretto da Sofia Coppola, può aiutare a comprendere l’atmosfera e gli svaghi della corte di Versailles ma, essendo una libera interpretazione della regista, presenta molti errori di carattere storico. Più fedele ai fatti è invece La Rivoluzione Francese (1989) che vede Jane Seymour interpretare il ruolo della regina, e naturalmente L’Autrichienne di Pierre Garneier-Deferre (2004), una fedele ricostruzione del processo e dell’esecuzione di Maria Antonietta durante gli ultimi giorni di prigionia.

    Progetti e attività in corso e prossimi futuri?
    L’Aimant propone annualmente un ricco calendario di eventi che è possibile consultare alla pagina ufficiale:

    http://associazionemariaantonietta.blogspot.com

    Quest’anno, oltre a questa serata benefica, abbiamo tra le altre cose fatto una gita a Firenze alla scoperta del corridoio vasariano, che conserva un elegante autoritratto di Elisabeth Vigée Le Brun mentre dipinge il volto di Maria Antonietta, una gita sul Brenta alla scoperta delle Ville Venete e un viaggio a Vienna nei luoghi d’infanzia di Maria Antonietta.



    A Imola una sfilata con l'associazione italiana Maria Antonietta - Il Nord News - Giornale di notizie dal nord Italia - Il Nord News ? Giornale di notizie dal nord Italia
    Ultima modifica di Florian; 30-10-13 alle 12:14

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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    Durante il processo la accusarono dei peggiori crimini (tra cui quello di aver violentato il proprio figlioletto nel periodo della prigionia), ma persino il pubblico presente all'udienza espresse disapprovazione e disagio per l'ignobile accusa, con tutta evidenza falsa e strumentale:

    l deputato Jacques-René Hébertpresentò alla corte un'accusa di incesto contro Maria Antonietta, che le sarebbe stata intentata da suo figlio, che aveva allora appena otto anni.La regina rimase impassibile,sino a quando non le fu nuovamente chiesto di rispondere. Visibilmente agitata, alzandosi in piedi, esclamò:«Se non ho risposto, è perché la Natura stessa si rifiuta di rispondere ad una simile accusa lanciata contro una madre! Mi appello a tutte le madri che sono presenti!». La regina ebbe l'appoggio delle popolane presenti in sala e il processo si fermò per dieci minuti. Quando Maximilien de Robespierre seppe di questo episodio, maledisse Hebért, per aver concesso alla regina il suo "ultimo trionfo pubblico"
    Maria Antonietta d'Asburgo-Lorena - Wikipedia

    Certamente Maria Antonietta è entrata nei cuori di moltissime persone, anche dei contemporanei, per la fine orribile a cui la condussero i capi della Rivoluzione, facendo di lei una martire.
    Per aspera ad astra

  6. #6
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    C'è da festeggiare allora



    Chi dice che "nessuno è clandestino" implicitamente non riconosce i confini, così come non li riconoscono i liberisti. È evidente che entrambi stanno dalla stessa parte.

  7. #7
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    Citazione Originariamente Scritto da FalcoConservatore Visualizza Messaggio
    Certamente Maria Antonietta è entrata nei cuori di moltissime persone, anche dei contemporanei, per la fine orribile a cui la condussero i capi della Rivoluzione, facendo di lei una martire.
    Ma nei cuori di chi? Ma martire di che?
    "L'odio per la propria nazione è l'internazionalismo degli imbecilli"- Lenin
    "Solo i ricchi possono permettersi il lusso di non avere Patria."- Ledesma Ramos
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Ma nei cuori di chi? Ma martire di che?
    Immaginavo che tu avessi letto un po' di storia.

  9. #9
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    Citazione Originariamente Scritto da Traiano Visualizza Messaggio
    C'è da festeggiare allora
    Mi consola il fatto che Robespierre e molti suoi compari fecero la stessa, identica fine dei sovrani.
    Per aspera ad astra

  10. #10
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    Predefinito Re: La morte di Maria Antonietta

    Citazione Originariamente Scritto da Kavalerists Visualizza Messaggio
    Ma nei cuori di chi? Ma martire di che?
    Il grande interesse del pubblico per Maria Antonietta è testimoniato dall'innegabile successo di libri, film e persino cartoni animati incentrati sulla sua figura.
    Per aspera ad astra

 

 
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