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  1. #1
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    Predefinito La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civati.

    Scusate ma ogni tanto ho delle rianimazioni. Non solo nel senso che torno a scrivere una cosa -per ora nelle intenzioni, ma ho ormai imparato a dubitare delle mie intenzioni, isolata- due giorni dopo avere annunciato l'addio, ma anche nel senso che delle riflessioni intuitive mi cambiano il modo di leggere la politica e di vedere spazi diversi per rilanciare una progettualità progressista nazionale. Il risultato è un'apparente, e probabilmente non solo apparente, isteria e schizofrenia delle mie prese di posizioni. Ma bisogna imparare ad accettarsi e financo a mostrare apertamente, seppur virtualmente, questo lato debole esponendolo vitalisticamente al pubblico ludibrio. ()
    Veniamo allo svolgimento del titolo. Ovviamente la candidatura di Civati nasce, episodio più immediato, nella questione del tradimento dei 101. Il tradimento dei 101 che portò all'attuale governo delle larghe intese. Nasce nella ferma volontà di Civati stesso a non rompere l'unione della coalizione di centrosinistra, richiamandosi alla collegialità nelle scelte con SEL. In quei giorni, Romano Prodi, dopo aver saputo della scelta del PD di candidarlo, chiamò Monti. Come è stato ricostruito, Monti sarebbe stato disposto a votarlo, ad un patto, l'accettazione del governo delle larghe intese. Prodi rifiutò, rinunciando così alle ultime realistiche possibilità di andare al Quirinale. Ma perché? Il rifiuto potrebbe sembrare ostinato e sciocco. Ma questo non credo possa essere consono alla persona di Prodi. Non che Prodi sia infallibile, non possa e non abbia potuto sbagliare, ma le posizioni che assume -giuste o meno, non concordo con alcune sue posizioni sull'euro e l'Europa o sulla riforma presidenzialista della Costituzione- non sono mai superficiali. Il motivo è che le larghe intese sarebbero state la morte della Repubblica del Mattarellum, dei Progressisti, dell'Ulivo e dell'Unione, dell'unità di un grande campo del centrosinistra e della compresenza in esso di una sinistra plurale e composita. Quello stesso schema attaccato da subito da Rutelli e ucciso poi da Veltroni. Questo si manifesta emblematicamente nel rifiuto incredibile del Partito Democratico di far approvare la mozione per il ritorno al Mattarellum depositata da Giachetti. Prima doveva esserci la riforma della Costituzione a fianco di Quagliariello. Così parlò Franceschini. Ambè.
    La candidatura di Civati vuole restituire al Partito Democratico l'appoggio orgoglioso dell'opinione pubblica costituzionale e restituire all'opinione pubblica costituzionale il Partito Democratico. Vuole distruggere il grillismo, riportando la sua ala recuperabile ed originariamente progressista nel grande campo della ricostituenda alleanza ulivista di centrosinistra imperniata sul PD. Vuole riportare al centrosinistra i giovani, che mai come nelle ultime elezioni erano apparsi ad esso distanti e con esso incompatibili, con percentuali di voto minime, paradossali e inaccettabili per un grande partito progressista in ogni luogo e in ogni tempo, ad eccezione dell'Italia del febbraio 2013. La permanenza di questo governo a cosa serve? Quel che c'è da fare è tornare al Mattarellum. Non c'è da stravolgere la Costituzione, non c'è da approfondire insostenibili rotture con l'opinione pubblica progressista e giovanile che si è distaccata dal PD. Bisogna ricostruire una grande alleanza democratica ed inclusiva per l'applicazione della Costituzione, e in particolare dove parla di diritto al lavoro, e la proposta di un nuovo modello di sviluppo ecovirtuoso. Ci sarebbe da pensare anche alla situazione delle carceri, con tutti i provvedimenti necessari del caso senza che ci sia il sospetto certamente cretino ma inevitabile di voler salvare Berlusconi.
    Questo significa Pippo Civati Segretario del PD. Per questo, da oggi, lo sosterrò convintamente.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  2. #2
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Se non mi considerate un minimo ridò le dimissioni anche prima delle elezioni di Transatlantico.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  3. #3
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Dunque, al di là della tua schizofrenia ( ) come immagino sia ormai risaputo, il mio candidato non sarà Civati.


    -Anzitutto perchè penso nel mio piccolo che la candidatura di Civati non nasca dalla "carica dei 101", ma da molto più lontano....ovvero da un'ambizione personale che, pur legittima, si ammanta di un'aura di purezza e candore che sinceramente fatico a vedere. Intendiamoci, tra i civatiani ci sono tantissime persone di valore, che rispecchiano anche l'identikit della sincerità e dei valori al centro, ma è Civati che a mio parere sfrutta da mesi questo nuovo movimentismo democratico per la sua strategia, cosa che non lo pone "un gradino sopra gli altri" come a volte lui si presenta. Denuncia il tatticismo, ma lo seguo da anni e mi pare che sia lui il primo ad essere sempre molto tattico:

    - Non si candidò in regione al posto di Penati, con Formigoni era una partita persa
    - Non si candidò in regione contro Ambrosoli, anche se la sua candidatura era di valore...puntava già ad altro
    - Sostenne Bersani perchè fiutava la partita difficile per Renzi, ma rimase in sordina per non connotarsi troppo, pronto a tornare su posizioni critiche che sempre aveva avuto
    - Cavalcò da surfista esperto delle correnti di opinione e prostesta il movimento OccupyPD, intravendendo la possibilità di pompare una sua candidatura fino ad allora con troppe poche basi
    - Ha una posizione contro il governo di larghe intese che mi pare moooolto strumentale ai suoi vantaggi politici e poco pragmatica, una strategia del costante "+1"

    Da Lombardo che ha avuto Civati come cons. regionale, considero Pippo una persona sveglia, anche non male sotto molti aspetti, ma anche molto furba e pronta a cavalcare il movimentismo. La sua candidatura è secondo me un po' troppo radical-chic e movimentista, poco avvezza alle difficoltà della gestione di un partito che deve essere di governo e deve toccare alte vette di consenso, non può essere un partito movimentista come i Verdi tedeschi.
    Ultima modifica di Gdem88; 21-10-13 alle 19:35
    «Riformista è uno che sa che a sbattere la testa contro il muro si rompe la testa, non il muro! Riformista...è uno che vuole cambiare il mondo per mezzo del buonsenso, senza tagliare teste a nessuno» [Baaria]

  4. #4
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Sì Gdem ma queste sono valutazioni personali nelle quali posso anche trovare elementi di concordia. Ma il discorso che ho fatto aveva l'ambizione di essere sistemico e magari anche inquadrato storicamente. E' chiaro che la candidatura di Civati significa innanzitutto una cosa: la fine certa della stagione delle larghe intese. E' di questo credo che dovremmo discutere, o magari ne discuterò col Monsieur di ieri e il Monsieur di domani e i loro punti di vista scorretti
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  5. #5
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Sì Gdem ma queste sono valutazioni personali nelle quali posso anche trovare elementi di concordia. Ma il discorso che ho fatto aveva l'ambizione di essere sistemico e magari anche inquadrato storicamente. E' chiaro che la candidatura di Civati significa innanzitutto una cosa: la fine certa della stagione delle larghe intese. E' di questo credo che dovremmo discutere, o magari ne discuterò col Monsieur di ieri e il Monsieur di domani e i loro punti di vista scorretti


    ............

    Beh, parlando sistematicamente, il mio punto di partenza è sempre questo :




    Ultima modifica di Gdem88; 21-10-13 alle 20:52
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Citazione Originariamente Scritto da Gdem88 Visualizza Messaggio


    ............

    Beh, parlando sistematicamente, il mio punto di partenza è sempre questo :




    1. La cartina non dimostra che le larghe intese servono, anche perché mi pare che prima delle ultime elezioni l'alleanza di governo fosse la stessa. Tra l'altro è abbastanza evidente che Bersani abbia condotto una pessima campagna elettorale e che sembrava quasi volere che il PD non sfondasse ma mantenesse solo le sue sacche di consenso.
    2. La cartina ci dovrebbe invece ricordare che il Movimento 5 Stelle ha ottenuto più del 25% dei voti. Mi pare chiaro che la persona e l'impostazione di Civati siano particolarmente in grado di far presa su una parte, certo non tutto, ma una parte sì, di quel corposo elettorato, cui hanno dato un contributo masse giovanili che magari molto vagamente ma si ritengono tendenzialmente di sinistra e che al PD hanno proprio rimproverato il suo moderatismo. Questo è piuttosto evidente, e su questo sono certo che concordino i Monsieur di tutti i tempi.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  7. #7
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Citazione Originariamente Scritto da Monsieur Visualizza Messaggio
    Sì Gdem ma queste sono valutazioni personali nelle quali posso anche trovare elementi di concordia. Ma il discorso che ho fatto aveva l'ambizione di essere sistemico e magari anche inquadrato storicamente. E' chiaro che la candidatura di Civati significa innanzitutto una cosa: la fine certa della stagione delle larghe intese. E' di questo credo che dovremmo discutere, o magari ne discuterò col Monsieur di ieri e il Monsieur di domani e i loro punti di vista scorretti
    Come una strategia del genere può prescindere dalla realtà?
    E se da nuove elezioni rivenisse fuori un tripolarismo, del resto possibilissimo con qualsiasi legge elettorale, e Grillo rimane inamovibile, cosa si fa per Civati? si vota per l'eternità come ai rigori ai mondiali?
    Against all odds

  8. #8
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Citazione Originariamente Scritto da Iannis Visualizza Messaggio
    Come una strategia del genere può prescindere dalla realtà?
    E se da nuove elezioni rivenisse fuori un tripolarismo, del resto possibilissimo con qualsiasi legge elettorale, e Grillo rimane inamovibile, cosa si fa per Civati? si vota per l'eternità come ai rigori ai mondiali?
    United Kingdom general election, February 1974 - Wikipedia, the free encyclopedia
    United Kingdom general election, October 1974 - Wikipedia, the free encyclopedia
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



  9. #9
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    In Italia il terzo non era al 18% di distanza ma al 4%, quindi è molto improbabile in pochi mesi abbia un crollo.
    Against all odds

  10. #10
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    Predefinito Re: La genesi, il progetto e le eventuali conseguenze della candidatura di Pippo Civa

    Col Mattarellum i risultati probabilmente sarebbero diversi.
    Perché l'unico tipo di rapporto che riusciva a concepire era di tipo feudale. Non aveva la minima idea di cosa fosse il cameratismo al quale anelava l'anima. (E. M. Forster)



 

 
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