Cuba: Un pianeta musicale
Il grande trombettista Dizzie Gillespie fu spesso un fedele visitatore di Cuba dove trovava atmosfere sonore e ritmiche particolari sulle quali sviluppare il suo jazz moderno.Dalla musica alle arti plastiche, dal balletto al cinema, dalla poesia alla letteratura, al teatro, Cuba ha sempre espresso alti e interessanti esempi di arte e spettacolo.![]()
Che la cultura cubana sia estremamente ricca è cosa nota e risaputa.
Ed è una cultura altrettanto varia ed estesa attraverso diverse arti e generi spesso altamente spettacolari.
Il jazz-latino, per esempio, è una variante della musica jazz nordamericana con caratteristiche tipicamente cubane.
Naturalmente Cuba è forte anche nelle espressioni della cultura popolare e folklorica profondamente radicate nella popolazione così variegata da diverse provenienze etniche.Straordinaria è la vitalità degli spettacoli che si nutrono della tradizione africana.
Nel Settecento gli schiavisti trasportarono a Cuba dall'Africa circa mezzo milione di neri impiegati nei lavori agricoli e domestici, e le tradizioni, i suoni, i costumi, le maschere di quella cultura dell'Africa hanno lasciato orme nitide e indelebili anche nella Cuba di oggi.
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Analoga tradizione hanno lasciato quattro secoli di colonizzazione spagnola con le arti plastiche, letterarie e musicali tipiche della cultura iberica.
Tracce di altre influenze, come la francese e la cinese, permangono. Naturalmente, su "questa impalcatura di basi estere", nel corso del tempo si sono sviluppate una tradizione e una cultura totalmente cubane la cui conservazione è tutt'oggi straordinaria, grazie anche alla vocazione colta e umanistica della Rivoluzione Cubana.
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E' nella musica, che con maggior forza si esprime la sintesi culturale che caratterizza l'identità cubana e il suo dinamico processo di formazione e sviluppo.
Gli elementi della ispanità del sud della penisola iberica che erano a loro volta influenzati in quella regione dalla presenza della civiltà araba si fusero alla cultura di origine africana portata dalla mano d'opera schiava utilizzata per sviluppare l'economia, nelle piantagioni di canna da zucchero.
Il processo, in effetti, è molto più complesso: l'africano e lo spagnolo non sono categorie omogenee; sono mediate da specificità etniche, da spazi migratori, da interessi sociali ed economici diversi.
Sebbene la congiunzione di musiche venute da fuori ha dato luogo all'espressione musicale cubana, nella quale sono ben riconoscibili elementi ispanici e africani come punti di partenza fondamentali, pure bisogna dar conto delle molteplici influenze europee, latinoamericane, caraibiche e asiatiche, di maggiore o minore importanza.
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Il Son è il complesso musicale cubano per eccellenza.Nacque nella regione orientale dell'isola ed ebbe un inizio a carattere rurale.
Nel Son si apprezza l'evoluzione di quello che è colto e di quello che è popolare nella musica cubana.
A Guantanamo ancora oggi esistono forme primitive del Son, come il Nengón e il Changuí, in cui si avverte comunque un trattamento ritmico difficile.
Il Son in seguito passò alle città e già in questo secolo ebbe un'enorme diffusione a partire dalla nascita della radiodiffusione e dell'industria discografica.
In questo modo conquistò tutto il paese.I nomi chiave durante gli anni '20 e '30 furono Miguel Matamoros, Ignacio Píneiro e il Sexteto Habanero.
Insieme al Son godeva di grande popolarità il Danzón, promosso da orchestre piccole che avevano origine da gruppi che animavano i saloni della "aristocracia azucarera y cafetalera", imitatori a loro volta di quello che succedeva nei saloni europei.Ma il risultato fu inconfondibilmente cubano: agli strumenti a vento degli inizi, seguiti da quelli a corda e dal pianoforte, si aggiunse una base ritmica di percussione.
Nel Danzón, la parte centrale era una frase presa molte volte dal repertorio classico europeo.
Tornando al Son, l'assimilazione del formato delle orchestre jazz-band trasformò verso gli anni '40 il concetto di questo complesso musicale.
Sono sorti gruppi come quello di Arsenio Rodriguez, il Conjunto Casino, la Riverside e altri che interpretarono la musica con nuovi suoni.A sua volta, una orchestra di Danzón iniziò a variare la parte finale e nacque cosi il Mambo.
Un altro ritmo che si è imposto fu il Cha cha cha, ma tutto ciò formò parte del complesso del Son.Da questa epoca in poi Cuba ha influito molto sulla musica nordamericana: la percussione cubana fu quella che originò il Bebop all'intemo del jazz.
La immigrazione di musicisti cubani verso il nordamerica, nelle prime decadi del secolo fu quella che fissò i modelli affinchè le espressioni del ballo trovassero spazio in questo paese.
Anni dopo, questo costituirà la base della Salsa.
La rivoluzione cubana trovò una buona espressione nella musica, ma è con la creazione del sistema di insegnamento artistico, che al giorno d'oggi è diffuso in tutta l'isola (includendo anche l'Isola della Gioventù), che la formazione accademica ha raggiunto livelli inediti.
Il livello eccezionale dei musicisti cubani è stato determinato dalla sua ampia cultura musicale.
Quasi tutti i musicisti che lavorano nelle orchestre cubane sono capaci di eseguire un Son o un Mambo, e allo stesso tempo interpretare Beethoven, Vivaldi o Liszt.
In seguito al blocco degli Usa contro Cuba, abbiamo assistito ad un periodo di isolamento dell'industria discografica cubana dai circuiti internazionali, dominati dalle multinazionali dei disco e dall'industria culturale in generale.
Malgrado queste difficoltà la musica cubana continua ad essere una presenza forte nel mondo di oggi.
Si è imposta per l'altissimo livello delle sue esecuzioni, le caratteristiche formali, la sua funzione ludica, i suoi profili sintetici e la sua apertura verso altre musiche del mondo e verso ogni tipo di sensibilità.Molte volte si apprezza superficialmente il valore della musica cubana, confondendola con una semplice immagine di congas, maracas e mulatte semivestite, quando non la si arriva a confondere con la musica di intrattenimento.
È certo che la musica cubana intrattiene, ed è questa una virtù, ma è un intrattenimento colto che esige conoscenza, intelligenza.
E di più, non c'è musica cubana contemporanea senza che gli elementi emozionali, sentimentali e intellettuali si fondano in una stessa espressione.
La tradizione trovadoresca si è spostata sempre dalla canzone d'amore a quella di compromesso sociale, di solidarietà e patriottismo.
Non è strano che Carlos Puebla, autore di molte guarachas (versione orientale dei Son) antologiche sia stato l'autore di "Hasta siempre, Comandante", la canzone dedicata a Che Guevara più conosciuta a livello internazionale.E non è strano che i giovani cubani apprezzino le canzoni d'amore, combattimento, speranza ma apprezzino pure le lucide passioni critiche di Pablo Milanés, Silvio Rodriguez, Sara Gonzáles e altri trovadores.
Cuba: Un pianeta musicale










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