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Re: Essere di sinistra
Sia chiaro che vi sono dei punti fermi su cui non è "cartesianamente" possibile fare avanti e indietro e devono essere coraggiosamente assunti con definitività.
La lotta senza quartiere alla società multirazziale e al comunismo occidentale come storicamente e concretamente dato quindi come movimento dei diritti, come "sinistra" (non conosciamo nessun altro comunismo occidentale diverso da quello e non siamo disposti ad inventarcelo conto terzi per far piacere a qualcuno).
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Re: Essere di sinistra
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
CP e FN fanno attivismo, la generazione ND è infangata nell'editoria bananiana, in poche parole è il vuoto.
Invece nel movimento okkupazione e alternativo ancora c'è possibilità di fare massa critica. In quei luoghi, quando arrivi a far passare un idea marxiana, significa non solo una notevole progressione teorica, ma anche una possibile traduzione in una pratica.
Voi invece? Stasera birra e legnate, come al solito.
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Ti do ragione, la sinistra radicale sta riuscendo a superare la fase di attivismo puro creando massa critica attorno a se dismettendo la simbologia comunista e il dichiararsi comunista (falce martello e che Guevara se ne vedono sempre meno) creando una fitta rete di associazioni e movimenti che va da sel ai centri sociali, dai gruppi di autoconsumo alle associazioni ambientaliste e ampliando la gamma delle tematiche dall'economia sostenibile alla salute, dai diritti civili alla decrescita felice, dalle occupazioni di spazi sociali liberi a tutti all'ecologia. Usate la strategia di marciare divisi per colpire insieme e intanto ampliate le sigle e le azioni in tematiche sopratutto micro sociali che meglio raccolgono il fermento popolare. Se non aveste delle idee bislacche in partenza che portano solo all'impoverimento fareste cappotto.
A destra invece certi movimenti ad ogni tematica tirano fuori la storia del gomplotto (due militanti di alba dorata vengono uccisi e sono stati CIA e Mossad, l'Europa del sud è in difficoltà perché lo vuole il BIELDMBERG , i froggi esistono perché voluti dalla massoneria, la crisi è voluta dal giudeo e avanti così all'infinito), come facevano gli antichi quando si susseguivano calamità naturali accusando i Dei di gomblotto perché non avevano altre tesi ad ora essi per mancanza di idee e per opportunità politica semplificano il tutto sui gomblotti. Inoltre mentre la sinistra come già detto fa rete tra essa nella parte avversaria siamo restati ai tempi dei feudi con i vari principi ducetti che invece di collaborare mirano a conquistare il castello degli altri mentre ai confini le popolazioni barbare avanzano.
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Re: Essere di sinistra
La sinistra usa la giusta strategia ma ha un retroterra ideologico e culturale fallimentare. La destra ha il giusto retroterra ideologico e culturale ma priva di strategie e invettive.
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Re: Essere di sinistra
Citazione:
Originariamente Scritto da
samuel cramer
La sinistra usa la giusta strategia ma ha un retroterra ideologico e culturale fallimentare. La destra ha il giusto retroterra ideologico e culturale ma priva di strategie e invettive.
le invettive non mancano
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Re: Essere di sinistra
Citazione:
Originariamente Scritto da
Troll
le invettive non mancano
Pratiche, comunicabili, capibili dall'uomo della strada che siano oltre al via il negro e sotto con la stampante stampa soldi.
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Re: Essere di sinistra
Citazione:
Originariamente Scritto da
amerigodumini
Tommaso, fondamentalmente la tua domanda consiste nel cercare di comprendere se la distruzione della proprietà privata,intesa quest'ultima come circoscrizione (...) ed espropriazione estrattiva da parte di una minoranza dei beni prodotti dal lavoro di tutti gli altri (...) di (in)securizzati (...) i mediatizzati (...) e i rappresentati (...).
Il processo di estirpazione e devitalizzazione del popolo nativo è dichiarato, manifesto, esplicitato, enfatizzato, giuspositivizzato.
Il privato ma più correttamente il neoprivatizzatore è il nuovo Monarca (l'alta finanza internazionale, che è dire tutto ma anche poco perchè oltre non si può precisare) che riprende la dottrina patrimoniale della cosa pubblica in funzione di una nuova dinastia planetaria davidica.
Quindi oggettivamente il "privato", la "proprietà privata", il "privatizzatore mondiale" vanno considerati il nemico principale, non perchè si faccia riferimento allo sgradevole individuo con due o tre fabbrichette, se ancora le hanno, o la villetta col giardino e la piscina in plastica ma perchè si intende molto più precisamente indicare con questo una sinarchia universale che espropria il biologico dal biologico, il mentale dal mentale, il materiale dal materiale, lo spirituale dallo spirituale, il culturale dal culturale ecc...
Tuttavia se attualmente la lotta al "privato" è un esigenza oggettiva della destra radicale, intendo la lotta anticolonialista sul piano personale/soggettivo e nazionale/popolare, ...
Vedi che la domanda circa la distruzione della proprietà mi sembra che non l'hai riproposta corretamente, comunque si capisce cosa intendi dire.
E intendi dire una cosa che mi risulta del tutto nuova, cioè questa del privato che va considerato come il nemico principale (de Benoist si era fermato al liberalismo, ma era prima dell'89), quando invece il fascismo storico è stato il ricorso delle borghesie europee proprio perché, di fronte al comunismo, non solo proponeva una narrazione nazionale (per dire: anti-classista), ma anche di fatto ha visto nella proprietà privata non concentrata dall'oligarchia un mezzo per contrare l'effetto dissolvente del capitalismo.
Quindi mi viene da dire che la tua risposta porta acqua al mio mulino: quando ci si domanda qual'è la trama principale di questo mondo e il luogo della sua crisi mortale, il destro-radicale Dumini (ma dietro di lui, alle sue spalle, tanti altri camerati) comincia a parlare di privato nemico, di vampirismo del capitale, di colonialismo sul biologico - cioè parla come un marxiano, un bordighiano, ma con questa qualità che alcuni come me sanno apprezzare, che non è politicamente corretto.
Ma chi l'ha detto, poi, che il marxismo deve essere sinistra, politicamente corretto, multikulti, etc.
La verità cruda è questa: il fascismo non ha mai avuto una sua autonomia ideologica. Ecco perché nel suo interno c'è tutto e il contrario di tutto, dalla RSI ai regimi ultra-reazionari latino-americani, chi odia gli amerigani e chi invece per anti-comunismo si è prostituito al loro operato occidentalista, chi era cattolico e chi anti-cattolico in chiave nicciana neo-pagana, chi futurista e chi anti-progressista, chi vede nel Berlusconi il nuovo Duce, e chi invece il contrario di un Duce, etc.
Purtroppo ho questo timore che, per voi, l'uscita dallo stato di minoranza sociale non possa avvenire che per volere della classe proprietaria, che vedrà in voi non certo combattenti per l'eterno fascismo, ma una massa di mazzieri utile per contrare il movimento verso la loro distruzione in quanto classe, il movimento verso una società futura, dove l'Italia non è il nome di una bottega dove tutto ha un prezzo e niente un valore, ma di una comunità umana.
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Re: Essere di sinistra
Citazione:
Originariamente Scritto da
samuel cramer
La sinistra usa la giusta strategia ma ha un retroterra ideologico e culturale fallimentare. La destra ha il giusto retroterra ideologico e culturale ma priva di strategie e invettive.
Appunto la presente discussione sta a dimostrare che in quanto retroterra ideologico, la DR cerca e sta trovando uno nuovo: quello, appunto, che fa parlare di "impoverimento".
La questione dell'impoverimento è stata già affrontata più volte su questo forum, e non senza difficoltà visto che presto si giungeva con sicura faciloneria a parlare di miserabili boliviani.
Ma qui bisogna uscire dall'immaginario moderno occidentale, la ricchezza presente è solo accumulazione di miseria tecnologica, la ricchezza sotto forma di merce è l'altra faccia della totale perdita di sovranità sulle nostre vite, sulla nostra comunità.
Del resto è una cosa che nella DR si dovrebbe capire subito e a fondo: CONTRO L'AVERE, PER L'ESSERE.
Contro Londra, per Napoli.
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Re: Essere di sinistra
Samuel purtroppo erra di errore lontano (per usare uno slancio coranico).
occorre essere precisi e circostanziati.
La sinistra dismette apparati coreografici e si riorganizza attraverso reti e iniziative orizzontali ma è in crisi definitiva.
non lo dico io ma l'ideologo di riferimento dei movimenti che ammette di essere per la prima volta pessimista.
ripetono lo stesso errore operato in campo internazionale dal proliferare di ONG, che avrebbero dovuto rappresentare l'alterglobalismo possibile e che si sono rivelate perfettamente e puntualmente congeniali al sistema di potere durante le guerre di esportazione della democrazia in Iraq e Afghanistan.
Il raduno rituale per cercare di rompere le vetrine della cassa di risparmio è solo la superfice della sinistra militante più o meno equivalente all'invettiva curvaiola dei "neofascisti".
le reti, i centri e i movimenti della "nuova" sinistra hanno una causa sociale costante che è l'immigrazione.
E' il collo di bottiglia in cui si canalizzano tutti gli sforzi preparatori dei numeri e del'efficacia delle manifestrazioni.
prova a fare inchiesta su queste realtà antagoniste e vedrai che affianco ad un formale ossequio alle lotte autonome dei vecchi nuclei operai la loro attività organizzativa è quella di un sindacato dell'immigrazione.
il tutto con il rituale sfoggio di antifascismo.
La popolazione nativa è estranea a qualsiasi coinvolgimento, perchè non è e non può essere il suo impegno di liberazione nazionale.
La dedizione dei movimenti è completamente centrata ed incentrata sull'immigrazione e questa è una contraddizione profonda, perchè il sistema, a tutti i livelli di espressione del proprio potere istituzionale è per l'immigrazione.
Di nuovo riemerge la reductio di questi movimenti ad ordini mendicanti della Chiesa Finanziaria Mondiale, contraddizioni ben analizzate da chi pure li ha momentaneamente considerati funzionali a forzature rivoluzionarie.
Essi intendono -che ne siano consapevoli o meno- realizzare il volto umano del cosmopolitismo finanziario, la Metropoli Terrena e trionfante.
Il rifiuto di considerare la lotta anticoloniale contro i poteri sovranazionali è esplicitazione del rifiuto di immaginare una conflittualità radicale, cioè una completa alterità rispetto alle potenze nevralgiche del sistema dispositivo.
E'un neobolscevismo mainstream e totalizzante che può essere riassunto in una sorta di trotzkismo del consumismo (che implica diritti universali per tutti, che essi debbano essere sollecitati o rivendicati è solo un gioco di immagine, perchè nel dna del capitalismo transnazionale e del progressismo la sequenza è la medesima).
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Re: Essere di sinistra
"rosicate perché non potete permettervi il ristorante, ma ora vi racconteremo che l'importante è l'essere, come già fecero i nostri avi antimaterialisti (l'evoliana "concezione spirituale della vita" nello statuto MSI) così ve ne fate una ragione e non reclamate le decadenti comodità borghesi"
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Re: Essere di sinistra
Citazione:
Originariamente Scritto da
Tommaso
Contro Londra, per Napoli.
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