



eh ma guarda ti dico un pò di sfuggita come la vedo
raymondino è solo la caricatura estrema di una mentalità che permea tutta l'area e non a caso.
insomma non ti fare illusioni sulla natura effettiva dei pensatoi (e pensatori) vari della sinistra più o meno antagonista perchè l'esito coerente del marxismo non è la comunità previana ma l'atomismo autosufficiente del singolo individuo ridotto a mero meccanismo biologico.
preve e compagnia bella in realtà non richiamano il marxismo alla sua purezza (e va bene questo lo sappiamo e lo sanno in fondo pure loro) ma creano piuttosto tutto un sistema di riferimenti intermedi in fin dei conti autonomo rispetto al filone marxista (o ai vari filoni marxisti).
ma l'aggancio essenziale e corretto al marxismo lo hanno proprio quelli che sono lontani ormai millenni luce dall'operaio militarizzato, duro e fideisticamente proteso alla lotta di classe.
certo tu mi dici che parli del movimento operaio e te ne freghi del marxismo ma anche prendendo in considerazione il movimento operaio come soggetto assoluto andiamo fuori strada perchè hanno ragione paradossalmente proprio i fighetti antagonisti quando dicono che l'operaio è oggi biopolitico (cioè siamo tutti "operai", il relitto di fabbrica tanto quanto la badante o il padroncino che deve vedersela con il megasupermercato cinese o il disoccupato).
cioè la fabbrica è l'intera società e 24/7 perchè siamo in un sistema avanzato di consumi.
quindi alla fine le cose sono molto più ideologizzate, nel senso che in questo mainstream ci si schiera non per appartenenze e rivendicazioni di classe, sempre più piallate ed inesistenti se non in una generica forbice relativa al livello di benessere, ma per gusti e convinzioni astratte tipiche della società informatizzata e virtualizzata.
la parte sana che non voleva essere coinvolta in processi mondializzanti vuoi per questioni di consapevole scelta vuoi per istintiva avversione ha abbandonato da tempo le paludi della retorica militante da zainetto e bandiera arcobaleno.
non si è aggregata intorno a niente di serio ma è un altro discorso.
a sinistra, nella sinistra di cui parliamo, non è che ci sia il movimento operaio ingannato e sviato, ci sono tutte le migliaia di quelli che vogliono per scelta coreografica interpretare la parte dell'antifascismo cosmico.
società dei consumi, dei diritti umani, dei grandi capitali, dell'immigrazione sono concatenate e interdipendenti.
lo sa anche Rizzo.
per andare oltre la linea rossa bisognerebbe riprocessare tutto il comunismo, cioè in fondo l'antifascismo, novecentesco.
ma è come chiedere al tacchino di ravvedersi ed esultare per il giorno di natale.




Ricordo un intervento televisivo di Rizzo "contro" un allora ministro del governo Monti (si parlava di euro ma non ricordo che ministro ci fosse).
Diceva pure cose condivisibili, persino teatralmente dure (vabbè ampiamente mutuate all'improvviso dall'estrema destra e con un che di posticcio, di volutamente e artatamente eccessivo e accentuato) ma era tutto un ammiccare al ministro montiano con frasi del tipo "sai quanto ti apprezzo, conosco i tuoi valori, perdonami so bene che il tuo governo ha le migliori intenzioni, guarda non è che voglio mettere in discussione certi principi comuni...."
Insomma l'ala sinistra della destra progressista o il vorrei ma non posso.
Il trionfo del virtuale.


Queste sono tutte realtà che bisogna affrontare. Il problema è se esista o meno un partito o un movimento comunista pronto a smarcarsi dal democraticismo costituzionale (importante ma nulla di dogmatico), dall'antifascimo militante e dal politically correct. In caso contrario punterò su altri soggetti politico come "Per Il Bene Comune" che, per lo meno, combattono per la sovranità e la difesa dello stato sociale pur non richiamandosi all'ortodossia m-l.
Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -
Il sonno della ragione genera i liberali


...e' stare...![]()
Ultima modifica di Italiano; 10-11-13 alle 01:17
Bisogna adattarsi al presente, anche se ci pare meglio il passato.


Ragazzi, non ditemi che si sta ancora parlando di unire fascisti e comunisti
Questa ipotesi ovviamente non ha alcun senso. Io penso, abbastanza ragionevolmente credo, che invece se ci sarà una possibilità di creare un movimento di opposizione al sistema che ci opprime, questo non sarà di estrema destra né di estrema sinistra, semplicemente perché questi ambienti ormai hanno sulle spalle un secolo di storia tragica che è propagandato ovunque come il male, e il peggio è che costoro intendono rivendicarlo simbolicamente, in un'isteria che ha ben poco di "politico", nel senso dell'attenzione che bisogna avere per la strategia. Qui invece pare esserci un identitarismo, un settarismo fine a sé stesso, e una volontà di coesione attraverso appunto il reciproco riconoscimento "simbolico", la comunanza di "radici" ecc. Insomma, in gran parte dei casi siamo ancora al Duce/Hitler/Stalin/Guevara, cioè all'astrazione più totale.
Certo sono necessari dei presupposti, e secondo me se mai ci sarà qualcosa di antisistema, a meno che non sia una cosa di quattro gatti, dovrà essere inclusivo e non potrà puntare su razzismo e cose simili.
Diciamo che per come la vedo il Movimento 5 stelle, che pure è una merda, è o è stato il possibile germe di qualcosa di più complesso. Chi vivrà vedrà, ma certo il nostro destino non è nelle mani di Ferrando o di Fiore (per fortuna, forse).
Gli Arya seggono ancora al picco dell'avvoltoio.


Assolutamente no. Non è mai stato possibile unire chi sosteneva il corporativismo e chi la lotta di classe. Personalmente parlavo , da comunista, della necessità di fare tabula rasa di quella che comunemente viene chiamata sinistra. Ma pare quasi impossibile a causa di un identitarismo cieco e becero.
Lottiamo per una giustizia sociale che non sia un favore, ma un diritto - J. D. Perón -
Il sonno della ragione genera i liberali




Essere di sinistra oggi significa votare tutto ciò contro cui si mobilita la classe lavoratrice (per l'introduzione del precariato, per l'aumento dell'età pensionabile, delle spese militari, le regalie alle banche etc)
"Non c'è amore più grande di chi dona la vita per gli amici" (Gv 15,13)