
Originariamente Scritto da
giopizzetto
questo posto lo ho scritto due mesi fà su pol-ipbfree e credo meriti, come argomento di discussione non ncome autocelebrazione, di essere ripreso e argomentato da tanti di noi...
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bhè allora,
vorrei affrontare l' argomento, tanto battuto a fasi alterne nella dottrina storica, sia da autori di ispirazione politica che economica che antropologica che culturale.
il"brigantaggio", così lo chiama la dottrina dominante in maniera falsa e ghetizzante, cioè quella che fu secondo me la vera guerra civile della penisola italica, altro che il periodo 1943/1945 come scrive altra dottrina asservita a meccanismi dominanti, è un periodo cominciato subito dopo lo sbarco dei mille, si si i primi episodi di ribellione riduttivamente indicati come brigantaggio si ebbero proprio contro i garibaldini in sicilia, visto che il popolo rurale pensava ad una liberazione dall'oppressione del feudalesimo, in sicilia abrogato definitivamente solo nel 1840 non nel 1806, e invece videro solo un avvicendarsi di padroni, infatti fu proprio bixio a massacrare a bronte i contadini che lottavano per la sopravvivenza, facendo un favore ai nipoti di nelson.
fu quindi una lotta, una contrapposizione, lo sclerotizzarsi di uno scontro secolare fra strati della popolazione, fra una cultura, fra angoli diversi di una visione del mondo, tra un concetto di stato ed un altro, inframmezato da tante sfaccettature che bisognerebbe comporre ed armonizzare tra loro...
cominciando dalla politica statuale, quella di ferdinando II, che nei suoi 29 anni fu sempre dalla parte del popolo rurale che protesse e incentivò in tanti modi, ad esempio le suppliche al re del 1848 della basilicata(ASN), contrapponendolo alla borghesia CITTADINA E LATIFONDISTA oltre che alla nobiltà ex-feudale, cioè i principali avversari del regno delle due sicilie quelli che amavano chiamarsi liberali e che per anni animati in fondo da spirito di vendetta tramarono contro il regno, contro la loro terra, contro loro stessi senza saperlo, e cercarono di rovesciare il governo; oggi li chiameremmo terroristi ed eversori dell'ordine democratico, ieri li chiamarono liberatori e risorgimentali, ma risorgere da che? da chi? da una situazione che nel 1860 con l'arrivo dei garibaldesi peggiorava a vista d'occhio? con nuove tasse nuove imposizioni e impoverimenti nuove costrizioni e nuova e ulteriore miseria?
con un soldato invasore che non parlava nemmeno la stessa lingua, italiano se andava bene sennò francese, e che nel dubbio non capiva e sparava? con leggi che di giudirico non avevano nulla? con lo stato di assedio firmato per una terra che non voleva essere asssediata? e che durò per anni sia chiaro,e per incisco chiamare brigante e criminale un contadino che và per i boschi con un coltello da caccia in tasca era follia, chi ha vissuto in una comunità rurale o nè ha delle notizie sa bene che questa era follia, oppure il portar con sè un pezzo di pane e formaggio ed esser dichiarato manutengolo e beccarsi 5,7,10 ANNI DI CARCERE?
questo era il clima che sto descrivendo solo per sprazzi , clima di una frattura tra visioni del mondo, di una frattura di modi di vita, di una frattura fra religione e imposizione, di uno sfruttamento intensivo di uno stato di cose per fini meramente economico-espansionistici senza cognizione alcuna della multilateralità del problema, della sua difficoltà, della lotta per sopravivere ad una situazione difficile che era improvvisamente peggiorata che non aveva sbocchi se non l'andar per boschi il diventar brigante.
risposta anche ad un altro problema, la coscrizione obbligatoria che nel sud non aveva precedente alcuno, in una società arretrata dove militari erano o i volontari o quelli che scontavano una pena alternativa al carcere, I TRUGLIATI, in un ambiente dove i rurali erano analfabeti e non sapevano del proclama di coscrizione e venivano ammazzati come renitenti alla leva non sapendo di esserlo o non volendo diventà soldati di un re invasore che aveva ammazzato e distrutto tutta la loro struttura sociale, la loro vita.......
questo è solo un tentativo di dare uno sguardo di insieme di un problema, quello del brigantaggio, che se studiato seriamente con metodo dovrebbe portare a tante strane conclusioni, di una multilateralità del problema, di una sua origine lontana che io individuo come picco in 50 anni prima, ma che giustamente era di origine feudale cioè secolare, intendendo il feudo come sistema politco-giuridico-sociale ed economico, mi riferisco al problema della demanializzazione delle terre allodiali e al problema delle quotizzazioni e dell'abolizione della feudalità, che da parte della dottrina più attenta è ritenuto elemento di sostrato per originare il fenomeno della questione meridionale che altro non è che l'altra faccia della medaglia-brigantaggio.
il problema è talmente vasto che più scrivo e più tendo ad allargare e a perdermi, ma è un fatto che se il fenomeno ERA CONTENUTO MA PRESENTE da secoli e se ne hanno poche notizie visto che erano crimini comuni e quindi gestiti dai governatori prima del 1809 e dalle gran corti provinciali dopo.
ma se era tutto sommato buono lo stato delle cose sino al 1859 lo si doveva a due persone che amavano veramente la loro terra in un modo forse residualmente feudale che identificava terra e popolo come cose loro, parlo di gioacchino murat e di ferdinando II, e non sono solo io a dirlo ma molta dottrina, invece all'arrivo dei savojardi tutti i 50 anni di politica a favore delle masse rurali furono spazzati via e si creò la frattura che era di sistema e che non poteva portare che alla guerriglia.
basti pensare a un famoso passo di gramsci sui contadini del sud, o gli studi di molfese o all'attività di fortunato, latifondista e liberale ma amante della sua terra, o alle commissioni parlamentari del 1875, o a decine e decine di studiosi del fenomeno, che so sereni rossi-doria manna alianello villani macry etc etc etc il problema era noto ma non esprimibile da una classe politica che ne era la mano armata...
mi fermo sennò è troppo lungo, ma io ritengo e posso documentare che il brigantaggio fu tante cose assieme, per cui fu anche delinquenza brutale ma fu pure scontro tra civiltà e metodi di vita e qui si spiega il fenomeno guerriglia, cioè di politico aveva poco era pre-politico era il difendere un sistema di vita una struttura quasi millenaria che con il re si era aggiustata e sincronizzata al meglio possibile per essere lentamente traghettata nel mondo moderno e che invece fu spazzata via nel 1860, logico e naturale prima ancora che politico, era schierarsi col re per difendere tutto quel che si aveva e si era, prima ancora di avere una coscienza politica si aveva una coscienza di popolo di struttura di visione del mondo, un visione quindi di tipo antropologico-sistemico....
azzz sembra nu trattato 'e filosofia....
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riprendendo questo argomento per creà banca dati quì, spero di creare un po' di discussione sull'argomento che è in fase di forte rivalutazione critica in questi anni e che apre a una marea di argomentazioni collegate per cercare di capire un fenomeno, quello del brigantaggio, che da decenni appassiona la dottrina non solo i legittimisti......
GIOPIZZETTO
P.S. se vi và posso scrivere un post sul contratto testa per testa.....