Il nazionalismo di sinistra è l'insieme delle posizioni ideologiche – sviluppatesi generalmente nel XX secolo nell'ambito delle lotte contro il colonialismo e l'imperialismo – che associano la causa dell'indipendenza nazionale alle istanze rivoluzionarie socialiste. Tale orientamento ideologico contravviene ai modelli predominanti nella cultura politica occidentale, per cui i concetti di nazionalismo e sinistra sarebbero in posizioni antitetiche in quanto, secondo l'internazionalismo proletario propugnato dal marxismo, i lavoratori «non hanno patria» e la costruzione dello Stato nazionale è opera della borghesia[1].
I movimenti di sinistra del XX secolo generalmente attribuivano al termine nazionalismo un'intrinseca connotazione negativa, associandolo strettamente al nazionalismo borghese da essi avversato. Di conseguenza, per definire il proprio legame con la nazione preferivano tendenzialmente parlare di patriottismo proletario, contrapponendolo al nazionalismo borghese e presentandolo come compatibile o complementare rispetto all'internazionalismo proletario[2]. Tuttavia, in sede scientifica il termine nazionalismo è utilizzato per designare ogni orientamento politico incentrato sull'identità nazionale, intercambiabilmente con patriottismo e senza connotazioni valutative, non sussistendo un chiaro confine tra i due concetti
https://it.m.wikipedia.org/wiki/Nazi...mo_di_sinistra
La svolta per salvare la sinistra italiana potrebbe essere un'iniezione di nazionalismo oltre all'abbandono del progressismo tossico?




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