Il Pd ha presentato in commissione affari costituzionali del senato un ordine del giorno che propone un sistema elettorale a doppio turno con premio di maggioranza
8 NOVEMBRE 201Il Pd ieri ha rotto gli indugi e in commissione affari costituzionali del senato ha presentato un ordine del giorno – che è stato sottoscritto anche dagli esponenti di Scelta civica e Sel – che propone un sistema elettorale a doppio turno con premio di maggioranza. Si tratta sicuramente di una svolta, dopo l’impasse registratasi sul cosiddetto “pillolato”, la mediazione, cioè, alla quale stavano lavorando i relatori Doris Lo Moro (Pd) e Donato Bruno (Pdl).
La proposta – che è stata illustrata da Maurizio Migliavacca e che andrà in votazione in commissione martedì pomeriggio – prevede un premio di maggioranza per la lista o la coalizione di liste che ottenga la maggioranza assoluta o almeno il 40-45 per cento dei voti o dei seggi. Qualora nessuna lista o coalizione raggiunga il traguardo scatterebbe il doppio turno tra le due coalizioni che hanno ottenuto il miglior risultato.
Come è noto, il Pdl ha sempre visto come il fumo negli occhi il doppio turno, dunque martedì non seguirà i suoi alleati di governo. «Ci riserviamo di presentare un nostro ordine del giorno» ha detto Bruno, aggiungendo che «almeno così si uscirà dall’equivoco».
La proposta di Pd & company al momento non ha possibilità di riuscita, perché il Movimento 5 Stelle non sembra in grado di disattendere le indicazioni di Grillo pro-Porcellum. Quindi è probabile che la votazione finisca con 13 sì (se voterà anche Finocchiaro) e 15 no.
Un colpo di scena potrebbe verificarsi soltanto se i Cinquestelle, tornando all’antico (a quando, cioè, votarono la proposta di Giachetti per il ripristino del Mattarellum), aderissero all’ordine del giorno presentato da Roberto Calderoli. L’autore del Porcellum a sorpresa ieri ha presentato uno schema di un articolo e due commi per tornare alla legge precedente alla sua “porcata”. Al Mattarellum, appunto. Anche questa proposta, di per sé, non ha possibilità di passare. Ne avrebbe se, oltre alla Lega, la votassero Pd (nulla vieta di dire sì a due ordini del giorno) e M5S. Anche Sel potrebbe aderire, mentre non si aggiungerebbe Scelta civica.
Legge elettorale, il paradosso del senato: scontro tra ordini del giorno senza maggioranza | Europa Quotidiano




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