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Un mostro di cemento e asfalto lungo oltre 400 km: è la nuova autostrada Mestre-Orte-Civitavecchia,la cosiddetta Romea Commerciale. Di fatto corre in parallelo all’attuale Romea e, a partire da Ravenna, il nuovo tracciato segue esattamente l’autostrada A13 Bologna-Padova.
Si dice che la Romea Commerciale non costerà nulla ai contribuenti italiani ma – sul costo stimato di 10 miliardi di euro - 1,4 miliardi saranno pubblici. Soldi che vengono così sottratti alla priorità inderogabile di messa in sicurezza della strada più insanguinata d’Italia, l’attuale tracciato della Romea-killer per il quale, invece, non è previsto un centesimo. Più conveniente per le tasche di qualcuno costruire una nuova autostrada invece di potenziale con la terza corsia la A13, che potrebbe così diventare via obbligata per il traffico pesante togliendo dall’attuale Romea i pericolosi tir e sfruttando appieno il circuito dell’A4 servito dal nuovo Passante di Mestre.
Sarebbe sufficiente completare il collegamento autostradale tra Ferrara sud e Ravenna per avere accesso al porto merci di Ravenna. Questo percorso Ferrara, Ravenna, Padova sarebbe ottimale per ottimizzare gli interporti dal futuro snodo logistico di Rovigo a quello di Padova sfruttando e potenziando il sistema acqua-ferrovia, come d’altra parte prevede il Piano generale dei trasporti e della logistica, che punta a ridurre i trasporti su gomma.
Invece da noi i politici che fanno? Cemento, cemento, cemento e traffici su gomma.
Questi sono i numeri del progetto della Romea Commerciale che taglia in due le campagne venete:
-147 sovrappassi
-268 sottovie
-oltre 52 km di viadotti
-17 km in galleria
-17 nuovi svincoli di cui 5 in Veneto fra cui una barriera autostradale.
-costo: 10 miliardi di euro in finanza di progetto con un contributo pubblico di 1,4 miliardi
-Il proponente: GEFIP Holding S.A. (con sede in Belgio) dell’europarlamentare PdL Vito Bonsignore (plurindagato e condannato in via definitiva a 2 anni di carcere per corruzione).
Solo in Veneto il tracciato è lungo 125 km e prevede un consumo di suolo superiore a 331 ettari (86,7% terreni agricoli). Nella sua strada incontra 11.00 ettari di Siti di Interesse Comunitario Interesse Comunitario (SIC), 5.800 ettari di Zone a Protezione Speciale (ZPS) e 8.300 ettari di parchi regionali e zone di grande pregio naturalistico quali la quali la laguna di Venezia, la zona archeologica della Riviera sud, le valli di Comacchio e il Parco del Delta del Po.
Vogliamo fermare questo scempio?
Michela Furin
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