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  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    Come si puo' trattare i propri elettori da deficienti totali, affermando che non c'e' lottizzazione?
    .

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    Come si puo' trattare i propri elettori da deficienti totali, affermando che non c'e' lottizzazione?
    fossero i soli a fare così.......

  3. #3
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    Predefinito Rif: Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    C'è un modo molto semplice di ovviare alla questione: SMETTI DI PAGARE IL FOTTUTO CANONE. E DI GUARDARE LA TELEVISIONE. Ecco che Il Ministero della Propaganda che si chiama RAI non avrà più alcuna influenza su di te e sul tuo giudizio, nè sulla tua tasca dato che ti terrai i soldi.

    Se poi non puoi fare a meno della tv puoi sempre piazzarti un decoder abusivamente oppure una parabola SKY.

    Le soluzioni esistono per chi sa vederle. Soltanto che sono INDIVIDUALI e non collettive come la mentalità del beota comune vorrebbe imporre.

    W L'EVASIONE FISCALE!

  4. #4
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Rif: Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    Per sapere chi saranno i nuovi capi di Rai Tre bisogna aspettare le primarie


    All’interno delle riserve indiane tradizione vuole che ogni nuovo leader ottenga il titolo di Grande Capo solo dopo aver superato una serie di prove ed essere stato sottoposto a riti di iniziazione ben precisi. All’interno di Rai Tre, la riserva da sempre lasciata alla sinistra dalla tv pubblica italiana, valgono più o meno le stesse regole. O almeno valevano, prima dello scoppio del bubbone nato con il varo del Partito Democratico.

    Il rimescolamento tra ex Ds ed ex Dl, in mancanza di valori comuni e soprattutto di una guida forte e carismatica, aggiunto all’eterna e stucchevole lotta fratricida tra dalemiani e veltroniani, ha prodotto l’impasse sulle nomine dei direttori della rete e del Tg. E così, nonostante le inevitabili smentite, sembra proprio che i nuovi capi saranno scelti in base al responso che daranno le primarie del Pd del 25 ottobre.

    Si tratta di pura lottizzazione, così come impone rigidamente il protocollo di Viale Mazzini, e quindi non c’è molto di nuovo di cui stupirsi. Certo, però, si tratta di una forma di lottizzazione più intollerabile del solito perché legata a un evento lontano due mesi, perché attuata da quella parte politica, l’opposizione, che libera da responsabilità di governo avrebbe agio e convenienza a mostrarsi come un’alternativa credibile e pulita per il futuro, e perché interamente svolta addirittura all’interno di un solo partito, con buona pace delle altre forze estranee alla maggioranza. Le quali, del resto, in pace non stanno.

    Gli strali di Di Pietro ancora echeggiano nella sede del Pd: “Dopo le nomine dei controllori della Commissione di Vigilanza, dopo la spartizione del Cda, dopo l'occupazione delle dirigenze, rinnovate a prescindere dalla meritocrazia e dall'operato degli uscenti, stiamo assistendo all'ultimo scandaloso show sul ritardo nelle nomine di Tg3 e Rai Tre”. Un punto di vista anche condivisibile. Peccato che lo stesso Di Pietro dimentichi come l’anno scorso, di questi tempi, la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai non riuscisse a formarsi solo perché il lotto del presidente era stato appaltato da Veltroni, allora leader del Pd, proprio all’Italia dei Valori, arroccata per mesi e mesi sul solo nome di Leoluca Orlando, del tutto indigesto alla maggioranza di centrodestra.

    (repapelle:repapelle:repapelle

    No, il problema non è l’urlo di scandalo delle false vergini. È semmai la calcificazione e il consolidamento di prassi deteriori, e in altri paesi del tutto sconosciute, regolarmente deplorate pubblicamente e regolarmente reiterate.

    Una simbiosi così assoluta tra le polverose gerarchie di Viale Mazzini e la giungla di poltrone dei palazzi del potere che nessuno ha trovato il modo di dire stop. Oltre alla generale sopravvalutazione strategica del ruolo di un capostruttura o anche di un direttore di testata Rai nelle dinamiche della pubblica fruizione mediatica e della loro ipotetica ricaduta in termini politici ed elettorali.

    Questo nuovo autogol per il Pd potrebbe essere evitato in extremis trovando nomi nuovi (si fa per dire) e altisonanti, comunque sganciati dalle gang dei veltroniani e dei dalemiani: si parla di Giovanni Minoli alla rete ed Enrico Mentana al Tg. Si vedrà.

    Per non abdicare al proprio ruolo, intanto, Rai Tre, nella trasmissione mattutina “Cominciamo bene”, ha ospitato ieri nei suoi studi Ignazio Marino, terzo incomodo tra Bersani e Franceschini nella corsa alla leadership del Pd, fino a poche settimane fa illustre sconosciuto nell’agone politico e praticamente alla sua prima performance televisiva. Un modo come un altro per dimostrare che, nonostante i ritardi nelle nomine dei nuovi grandi capi, il popolo della riserva è vivo e lotta insieme a noi.

    Per sapere chi saranno i nuovi capi di Rai Tre bisogna aspettare le primarie | l'Occidentale
    .

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  5. #5
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    Predefinito Pdl all'attacco di RaiTre spuntano Minoli e Mentana



    ROMA - All'attacco di Raitre. Con l'obiettivo di ammorbidire l'unica rete Rai sgradita a Palazzo Chigi e mettere da parte Fabio Fazio, Luciana Litizzetto, Milena Gabanelli e Serena Dandini. Un disegno che prevede il cambio del direttore di Raitre Paolo Ruffini con Giovanni Minoli. Sembra questo l'obiettivo di Berlusconi e del direttore generale di Viale Mazzini Mauro Masi. Ed è ai "colpi di mano" che il Partito Democratico prova a trovare un argine.

    Lo scontro al settimo piano di Viale Mazzini è aspro. Masi annuncia che le "nomine devono restare slegate dal congresso Pd", adombrando l'ipotesi che i "frenatori" al cambio dei vertici di Tg3 e RaiTre siano proprio i consiglieri di opposizione in Cda. Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten rigettano al mittente le accuse.

    La quiete sulla Rai è durata il tempo di un temporale estivo. Nemmeno due settimane di tregua. E ora si ritorna a parlare di nomine in vista del prossimo Cda del 9 settembre. Obiettivi puntati sulla terza rete. Diretta da Paolo Ruffini dal 2002, aspramente criticata da Silvio Berlusconi nelle sue ultime uscite oggetto, pare, di un tentativo di "normalizzazione". Che il direttore generale proverebbe ad attuare portando in Cda un nome solo: Giovanni Minoli. Su di lui puntano Berlusconi e Masi. Ma il direttore di Rai Educational e Rai Storia, storico volto tv, ha una controindicazione di carattere anagrafico: è a otto mesi dalla pensione, visto che nel maggio del 2010 compie 65 anni. I più maliziosi, poi, ricordano le telefonate intercettate un anno fa ad Agostino Saccà che, da direttore di Rai Fiction, vicinissimo al Cavaliere, cercava di tessere una tela per portare Minoli alla direzione generale.

    Potrebbe passare dall'inventore di Mixer il ridimensionamento di "Report", "Che tempo che fa", "Parla con me"? Rizzo Nervo si guarda bene dal commentare quelli che definisce "nomi d'agosto". Però conferma: "Prima di qualsiasi cambio Masi ci deve dire esplicitamente che non ha intenzione di toccare né la satira né l'inchiesta di RaiTre. Se non ci dà questa garanzia ogni nome che propone diventa discutibile". Senza trascurare il fatto che, da sempre, le nomine per la Terza Rete, per consuetudine assegnate al centrosinistra, sono sempre state concordate.

    La quadratura del cerchio, per il Pd, sarebbe mantenere Ruffini alla Rete e promuovere Bianca Berlinguer alla direzione del Tg3. Trovando una collocazione adeguata (probabilmente all'estero) per l'attuale direttore Antonio Di Bella. Proposte che il Pd afferma di aver avanzato al dg già prima della pausa estiva, per fugare i dubbi di voler attendere il congresso e i nuovi equilibri interni ai democratici. Masi, però, avrebbe detto di no, puntando ad un cambio di Ruffini e proponendo per l'attuale direttore di Rete una ricollocazione al Gr Parlamento. Una proposta definita dal Pd "indecente".

    Il totonomine impazza e vedrebbe alla direzione del Tg3 anche Enrico Mentana o Barbara Palombelli. Il primo "epurato" da Canale 5 dopo aver denunciato che Mediaset era diventata "un comitato d'affari". La seconda è giornalista e scrittrice. La destra attacca parlando di "lottizzazione". Vincenzo Vita, Pd, membro della Commissione di Vigilanza risponde: "C'era una volta la lottizzazione. Ora, invece, c'è la berlusconizzazione della Rai". Con Di Pietro che accusa: "Ormai il servizio pubblico è una costola di Mediaset. Chiamiamola Raiset".

    http://www.repubblica.it/2009/08/sez...pdl-rai3-.html
    Fra tutti il ministero dell'amore era quello che incuteva un autentico terrore... [...]

    1984 George Orwell
    http://www.youtube.com/watch?v=krYkuiRtO7M

  6. #6
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    Predefinito Rif: Pdl all'attacco di RaiTre spuntano Minoli e Mentana

    Se io fossi Berlusconi non toccherei raitre, tanto la guardano solo gli aficionados, alla stessa maniera di fede.

  7. #7
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Rif: Pdl all'attacco di RaiTre spuntano Minoli e Mentana

    la solita ammuina di repubblica (ma con tendenza dalemiana). ostridicolo:ostridicolo:ostridicolo:




    Per sapere chi saranno i nuovi capi di Rai Tre bisogna aspettare le primarie


    All’interno delle riserve indiane tradizione vuole che ogni nuovo leader ottenga il titolo di Grande Capo solo dopo aver superato una serie di prove ed essere stato sottoposto a riti di iniziazione ben precisi. All’interno di Rai Tre, la riserva da sempre lasciata alla sinistra dalla tv pubblica italiana, valgono più o meno le stesse regole. O almeno valevano, prima dello scoppio del bubbone nato con il varo del Partito Democratico.

    Il rimescolamento tra ex Ds ed ex Dl, in mancanza di valori comuni e soprattutto di una guida forte e carismatica, aggiunto all’eterna e stucchevole lotta fratricida tra dalemiani e veltroniani, ha prodotto l’impasse sulle nomine dei direttori della rete e del Tg. E così, nonostante le inevitabili smentite, sembra proprio che i nuovi capi saranno scelti in base al responso che daranno le primarie del Pd del 25 ottobre.

    Si tratta di pura lottizzazione, così come impone rigidamente il protocollo di Viale Mazzini, e quindi non c’è molto di nuovo di cui stupirsi. Certo, però, si tratta di una forma di lottizzazione più intollerabile del solito perché legata a un evento lontano due mesi, perché attuata da quella parte politica, l’opposizione, che libera da responsabilità di governo avrebbe agio e convenienza a mostrarsi come un’alternativa credibile e pulita per il futuro, e perché interamente svolta addirittura all’interno di un solo partito, con buona pace delle altre forze estranee alla maggioranza. Le quali, del resto, in pace non stanno.

    Gli strali di Di Pietro ancora echeggiano nella sede del Pd: “Dopo le nomine dei controllori della Commissione di Vigilanza, dopo la spartizione del Cda, dopo l'occupazione delle dirigenze, rinnovate a prescindere dalla meritocrazia e dall'operato degli uscenti, stiamo assistendo all'ultimo scandaloso show sul ritardo nelle nomine di Tg3 e Rai Tre”. Un punto di vista anche condivisibile. Peccato che lo stesso Di Pietro dimentichi come l’anno scorso, di questi tempi, la Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai non riuscisse a formarsi solo perché il lotto del presidente era stato appaltato da Veltroni, allora leader del Pd, proprio all’Italia dei Valori, arroccata per mesi e mesi sul solo nome di Leoluca Orlando, del tutto indigesto alla maggioranza di centrodestra.

    No, il problema non è l’urlo di scandalo delle false vergini. È semmai la calcificazione e il consolidamento di prassi deteriori, e in altri paesi del tutto sconosciute, regolarmente deplorate pubblicamente e regolarmente reiterate.

    Una simbiosi così assoluta tra le polverose gerarchie di Viale Mazzini e la giungla di poltrone dei palazzi del potere che nessuno ha trovato il modo di dire stop. Oltre alla generale sopravvalutazione strategica del ruolo di un capostruttura o anche di un direttore di testata Rai nelle dinamiche della pubblica fruizione mediatica e della loro ipotetica ricaduta in termini politici ed elettorali.

    Questo nuovo autogol per il Pd potrebbe essere evitato in extremis trovando nomi nuovi (si fa per dire) e altisonanti, comunque sganciati dalle gang dei veltroniani e dei dalemiani: si parla di Giovanni Minoli alla rete ed Enrico Mentana al Tg. Si vedrà.

    Per non abdicare al proprio ruolo, intanto, Rai Tre, nella trasmissione mattutina “Cominciamo bene”, ha ospitato ieri nei suoi studi Ignazio Marino, terzo incomodo tra Bersani e Franceschini nella corsa alla leadership del Pd, fino a poche settimane fa illustre sconosciuto nell’agone politico e praticamente alla sua prima performance televisiva. Un modo come un altro per dimostrare che, nonostante i ritardi nelle nomine dei nuovi grandi capi, il popolo della riserva è vivo e lotta insieme a noi.

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  8. #8
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    Predefinito Rif: Pdl all'attacco di RaiTre spuntano Minoli e Mentana

    Minoli e Mentana. Noti destrorsi. Uno addiritura mandato via da mediaset perchè troppo Berlusconiano!" ostridicolo:


    Tra l'altro sono tra i più bravi giornalisti della rete. Altro che la Bianca Berlinguer. rai Tre ne avrebbe da guadagnare.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  9. #9
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    Predefinito Rif: Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    Come diceva la Ferrilli nel 2001: "aho', questi so' valori".

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Rif: Scommettiamo che le nomine RAI3 non avverranno prima del congresso?

    a parte ortodossia che riporta una velina del comando supremo del PD, non c'e' traccia di altri piddini.

    o sono stati trasportati a Genova per riempire la sala e per non sprecare le salamelle oppure l'argomento e' moooooolto imbarazzante.

    del resto, non avendo letto se non le smentite ridicole dei capi, non credo abbiano una opinione loro sull'argomento.

    inoltre dato che il topic non tratta di non avranno proprio nulla da dire.
    .

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