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  1. #1
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    Predefinito Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro


    La destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro perchè essa si pone nell'ottica di una destra e di una sinistra che hanno già perso.
    La destra di Sarkozy si legittimò agli occhi del popolo francese promettendo una severa e rigida regolamentazione dell'immigrazione. La destra di Sarkozy venne apprezzata dal popolo francese perchè chiamava senza remore i negri delle banlieus 'racaille' - feccia per chi non sapesse il francese - e dichiarava una lotta senza sosta al lassismo sessantottino in ogni campo, a cominciare da quello dell'immigrazione.
    Grazie a queste premesse la destra di Sarkozy riuscì a strappare moltissimi voti che altrimenti sarebbero andati al Front National di Jean Marie Le Pen.
    E a vincere.
    Ad oggi però di questa rimane ben poco: le 'idee-forza' che hanno portato Sarkozy all'Eliseo hanno trovato ben poco riscontro nella patria di Santa Giovanna d'Arco.
    L'immigrazione persiste e rimane il problema di una società multirazziale dove i figli degli immigrati non riescono ad integrarsi nonostante tutti gli sforzi possibili.
    Il problema delle banlieus parigine è stato tutt'altro che risolto. La destra post-gollista, il cui slogan 'La Francia a chi la ama' ha svelato il suo vero volto filo-immigrazionista e pro-società multirazziale, dovrà nuovamente fare i conti con una destra radicale identitaria sempre sul piede di guerra se non riuscirà a mantenere le promesse fatte.

    Ad oggi, vediamo un'ascesa fortissima del British National Party in Gran Bretagna: il BNP è un partito le cui radici sono nel 'white nationalism' e nel 'neo-fascismo' britannico, ma che oggi si presenta come un "country party" deciso a preservare l'identità inglese dalla contaminazione delle culture extraeuropee portate sul suolo britannico dai numerosissimi immigrati presenti nel Regno Unito.
    Il BNP ha più volte messo in guardia l'opinione pubblica dal pericolo costituito dall'Islam in Europa, tanto che nella questione balcanica appoggia la Serbia ed è contraria all'indipendenza del Kosovo.
    Alle elezioni comunali di Londra, ha ottenuto un buon successo (2,84% è stata la percentuale di voti ottenuta dal suo candidato-sindaco) in una competizione elettorale polarizzata dallo scontro fra conservatori e laburisti tenuta in una città da sempre governata dalla sinistra.
    Ad ogni elezione amministrativa il BNP ottiene consensi sempre più alti: come riporta questo articolo http://www.campoantimperialista.it/i...-cat&Itemid=20 il BNP addirittura ha ottenuto in alcune contee percentuali che superano il 40%, facendo parlare i mass media di 'fascistizzazione' del proletariato inglese.

    In Germania, la NPD - considerato da tutti un partito neonazista - alle elezioni in Sassonia del 2004 ha ottenuto il 9,2% (prima aveva l'1,4%). Nella Saarland ha superato il 4% (l'ultima volta che s'era presentata la NPD in questo land - negli anni '80 - aveva ottenuto un misero 0,7%).
    Nel 2006 nel Baden-Württemberg è passata dallo 0,2 allo 0,7%.
    A Berlino dallo 0,9 al 2,6%. Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha visto la NPD passare dallo 0,8% al 7,3%.
    La Renania dallo 0,5% all'1,2%.
    Di poco o tanto, la NPD non arretra mai i propri voti e - al contrario - li aumenta costantemente nonostante l'ostracismo e le antipatie dei media per un partito nazionalista legato al passato in camicia bruna ma che oggi si propone come l'unica difesa possibile al multiculturalismo e alla società multirazziale. Nelle elezioni del 2005 ha ottenuto il suo risultato più significativo dal 1969 (1,6%).
    E stiamo parlando della Germania, una nazione in cui un qualsiasi legame - anche minimo - col nazismo è un vero e proprio tabù.

    In Danimarca il Dansk Folkeparti, partito nazionalista conservatore assolutamente anti-islamico e contrario all'immigrazione, nel '98 ha ottenuto il 7,4%, nel 2001 il 12% e nel 2005 il 13,2%.

    Nelle Fiandre, il Vlaams Belang, nato sulle ceneri del disciolto Vlaams Blok, ha ottenuto alle elezioni legislative del 2007 il 21% (12% a livello nazionale).

    Il Partito del Progresso norvegese, altro partito anti-immigrazionista, nazionalista e populista, ha ottenuto il 22,1% alle elezioni del 2005, con un incremento del 7,5%.

    In Austria, alle elezioni del 2008, il partito nazionalista FPO ha ottenuto il 17,5% e i liberal-nazionali di Haider (BZO) il 10,7%.
    In totale, la destra identitaria austriaca ha ottenuto il 28,2%, tenendo conto che alle elezioni precedenti le due formazioni avevano ottenuto rispettivamente l'11,2% e il 4,2%, per un totale del 15,4%.
    Si segnala il plebisicito recente in Carinzia a favore del BZO.

    In Italia le formazioni di destra contrari all'immigrazione e alla società multirazziale così com'è, come la Lega Nord, La Destra-Fiamma Tricolore e Forza Nuova hanno ottenuto rispettivamente l'8,3%, il 2,4% e lo 0,3% per un totale dell'11%.

    Questo è il vento che tira in Europa. E' una tendenza che dura da più di un decennio, ad un'ottenta osservazione.

    Come si può dire che la destra di Fini è il futuro?
    La destra di Fini - per le sue posizioni - è una 'sinistra in ritardo', per usare l'espressione usata da Marcello Veneziani.
    Non è nè conservatrice nè populista, nè identitaria nè reazionaria, nè tradizionale nè elitaria, nè cattolica nè pagana, nè guelfa nè ghibellina, nè nazionalista nè europeista, nè patriottarda nè localista o regionalista.
    Non è una destra, in sostanza.

    E' molto più di destra, paradossalmente, quel parvenu della politica italiana di Silvio Berlusconi con il suo 'tele-populismo' liberal-patriottardo, anti-comunista e anti-progressista ad ogni costo.

    Fini non ha capito, a mio avviso, dove vanno il mondo e l'Europa.
    Siamo in un periodo in cui la modernità è - obiettivamente - in crisi.
    La risposta a questa crisi non sta nè nel progressismo nè nel multiculturalismo nè nell'assimilazionismo più omologante nè nel politicamente corretto nè nel laicismo.
    Come ha capito l'ex socialista Giulio Tremonti la risposta a questa crisi la si trova solo ed esclusivamente nella Bibbia e nella nostra identità di Europei ed Italiani.
    La risposta a questa crisi e alla paura si trova nelle radici profonde della civiltà europea, nella sua religione, nelle sue comunità fondate sul sangue e sul suolo, nel primato della politica sull'economia e nella difesa delle differenze culturali ed etniche dei popoli.

    Le destre europee sia estreme che moderate hanno capito questo ed agiscono nella scena politica dei propri paesi di conseguenza.
    Ed ottengono successi notevoli: come il PDL in Italia o 're Boris' a Londra - vincente grazie alle sue posizioni contrarie ad un'immigrazione selvaggia e ad un modello di società multirazziale non più sostenibile - (tanto per citare dei casi di destra 'moderata') o il Vlaams Belang in Belgio e la NPD in Germania (per citare il caso di partiti di destra radicale).

    Le destre che glorificano la società multirazziale - come la destra repubblicana USA - sono destinate a perdere perchè non possono battere la sinistra sul suo stesso terreno se non diventando esse stesse 'sinistra', snaturandosi completamente.

    Questi sono dati di fatto.
    Ognuno scelga quali sono le proprie priorità.
    Purchè lo faccia con chiarezza.

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Concordo con la bellissima analisi dell'amici Giò91

  3. #3
    Stalinismo Berlusconiano
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Inutile dire che condivido pienamente l'analisi di Giò.
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Ottima analisi, complimenti
    «Non ti fidar di me se il cuor ti manca».

    Identità; Comunità; Partecipazione.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Il titolo è fuorviante... "la destra di Fini" è una contraddizione in essere.

  6. #6
    Stalinismo Berlusconiano
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Citazione Originariamente Scritto da merello Visualizza Messaggio
    Il titolo è fuorviante... "la destra di Fini" è una contraddizione in essere.


    Sono loro ( i finiani) che si sono messi in testa di essere di destra.
    Dimitri Oblomov per un PDL colbertista, socialista e fascista

  7. #7
    Vi tengo d'occhio
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Citazione Originariamente Scritto da Giò91 Visualizza Messaggio
    Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro


    La destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro perchè essa si pone nell'ottica di una destra e di una sinistra che hanno già perso.
    La destra di Sarkozy si legittimò agli occhi del popolo francese promettendo una severa e rigida regolamentazione dell'immigrazione. La destra di Sarkozy venne apprezzata dal popolo francese perchè chiamava senza remore i negri delle banlieus 'racaille' - feccia per chi non sapesse il francese - e dichiarava una lotta senza sosta al lassismo sessantottino in ogni campo, a cominciare da quello dell'immigrazione.
    Grazie a queste premesse la destra di Sarkozy riuscì a strappare moltissimi voti che altrimenti sarebbero andati al Front National di Jean Marie Le Pen.
    E a vincere.
    Ad oggi però di questa rimane ben poco: le 'idee-forza' che hanno portato Sarkozy all'Eliseo hanno trovato ben poco riscontro nella patria di Santa Giovanna d'Arco.
    L'immigrazione persiste e rimane il problema di una società multirazziale dove i figli degli immigrati non riescono ad integrarsi nonostante tutti gli sforzi possibili.
    Il problema delle banlieus parigine è stato tutt'altro che risolto. La destra post-gollista, il cui slogan 'La Francia a chi la ama' ha svelato il suo vero volto filo-immigrazionista e pro-società multirazziale, dovrà nuovamente fare i conti con una destra radicale identitaria sempre sul piede di guerra se non riuscirà a mantenere le promesse fatte.

    Ad oggi, vediamo un'ascesa fortissima del British National Party in Gran Bretagna: il BNP è un partito le cui radici sono nel 'white nationalism' e nel 'neo-fascismo' britannico, ma che oggi si presenta come un "country party" deciso a preservare l'identità inglese dalla contaminazione delle culture extraeuropee portate sul suolo britannico dai numerosissimi immigrati presenti nel Regno Unito.
    Il BNP ha più volte messo in guardia l'opinione pubblica dal pericolo costituito dall'Islam in Europa, tanto che nella questione balcanica appoggia la Serbia ed è contraria all'indipendenza del Kosovo.
    Alle elezioni comunali di Londra, ha ottenuto un buon successo (2,84% è stata la percentuale di voti ottenuta dal suo candidato-sindaco) in una competizione elettorale polarizzata dallo scontro fra conservatori e laburisti tenuta in una città da sempre governata dalla sinistra.
    Ad ogni elezione amministrativa il BNP ottiene consensi sempre più alti: come riporta questo articolo http://www.campoantimperialista.it/i...-cat&Itemid=20 il BNP addirittura ha ottenuto in alcune contee percentuali che superano il 40%, facendo parlare i mass media di 'fascistizzazione' del proletariato inglese.

    In Germania, la NPD - considerato da tutti un partito neonazista - alle elezioni in Sassonia del 2004 ha ottenuto il 9,2% (prima aveva l'1,4%). Nella Saarland ha superato il 4% (l'ultima volta che s'era presentata la NPD in questo land - negli anni '80 - aveva ottenuto un misero 0,7%).
    Nel 2006 nel Baden-Württemberg è passata dallo 0,2 allo 0,7%.
    A Berlino dallo 0,9 al 2,6%. Il Meclemburgo-Pomerania Anteriore ha visto la NPD passare dallo 0,8% al 7,3%.
    La Renania dallo 0,5% all'1,2%.
    Di poco o tanto, la NPD non arretra mai i propri voti e - al contrario - li aumenta costantemente nonostante l'ostracismo e le antipatie dei media per un partito nazionalista legato al passato in camicia bruna ma che oggi si propone come l'unica difesa possibile al multiculturalismo e alla società multirazziale. Nelle elezioni del 2005 ha ottenuto il suo risultato più significativo dal 1969 (1,6%).
    E stiamo parlando della Germania, una nazione in cui un qualsiasi legame - anche minimo - col nazismo è un vero e proprio tabù.

    In Danimarca il Dansk Folkeparti, partito nazionalista conservatore assolutamente anti-islamico e contrario all'immigrazione, nel '98 ha ottenuto il 7,4%, nel 2001 il 12% e nel 2005 il 13,2%.

    Nelle Fiandre, il Vlaams Belang, nato sulle ceneri del disciolto Vlaams Blok, ha ottenuto alle elezioni legislative del 2007 il 21% (12% a livello nazionale).

    Il Partito del Progresso norvegese, altro partito anti-immigrazionista, nazionalista e populista, ha ottenuto il 22,1% alle elezioni del 2005, con un incremento del 7,5%.

    In Austria, alle elezioni del 2008, il partito nazionalista FPO ha ottenuto il 17,5% e i liberal-nazionali di Haider (BZO) il 10,7%.
    In totale, la destra identitaria austriaca ha ottenuto il 28,2%, tenendo conto che alle elezioni precedenti le due formazioni avevano ottenuto rispettivamente l'11,2% e il 4,2%, per un totale del 15,4%.
    Si segnala il plebisicito recente in Carinzia a favore del BZO.

    In Italia le formazioni di destra contrari all'immigrazione e alla società multirazziale così com'è, come la Lega Nord, La Destra-Fiamma Tricolore e Forza Nuova hanno ottenuto rispettivamente l'8,3%, il 2,4% e lo 0,3% per un totale dell'11%.

    Questo è il vento che tira in Europa. E' una tendenza che dura da più di un decennio, ad un'ottenta osservazione.

    Come si può dire che la destra di Fini è il futuro?
    La destra di Fini - per le sue posizioni - è una 'sinistra in ritardo', per usare l'espressione usata da Marcello Veneziani.
    Non è nè conservatrice nè populista, nè identitaria nè reazionaria, nè tradizionale nè elitaria, nè cattolica nè pagana, nè guelfa nè ghibellina, nè nazionalista nè europeista, nè patriottarda nè localista o regionalista.
    Non è una destra, in sostanza.

    E' molto più di destra, paradossalmente, quel parvenu della politica italiana di Silvio Berlusconi con il suo 'tele-populismo' liberal-patriottardo, anti-comunista e anti-progressista ad ogni costo.

    Fini non ha capito, a mio avviso, dove vanno il mondo e l'Europa.
    Siamo in un periodo in cui la modernità è - obiettivamente - in crisi.
    La risposta a questa crisi non sta nè nel progressismo nè nel multiculturalismo nè nell'assimilazionismo più omologante nè nel politicamente corretto nè nel laicismo.
    Come ha capito l'ex socialista Giulio Tremonti la risposta a questa crisi la si trova solo ed esclusivamente nella Bibbia e nella nostra identità di Europei ed Italiani.
    La risposta a questa crisi e alla paura si trova nelle radici profonde della civiltà europea, nella sua religione, nelle sue comunità fondate sul sangue e sul suolo, nel primato della politica sull'economia e nella difesa delle differenze culturali ed etniche dei popoli.

    Le destre europee sia estreme che moderate hanno capito questo ed agiscono nella scena politica dei propri paesi di conseguenza.
    Ed ottengono successi notevoli: come il PDL in Italia o 're Boris' a Londra - vincente grazie alle sue posizioni contrarie ad un'immigrazione selvaggia e ad un modello di società multirazziale non più sostenibile - (tanto per citare dei casi di destra 'moderata') o il Vlaams Belang in Belgio e la NPD in Germania (per citare il caso di partiti di destra radicale).

    Le destre che glorificano la società multirazziale - come la destra repubblicana USA - sono destinate a perdere perchè non possono battere la sinistra sul suo stesso terreno se non diventando esse stesse 'sinistra', snaturandosi completamente.

    Questi sono dati di fatto.
    Ognuno scelga quali sono le proprie priorità.
    Purchè lo faccia con chiarezza.
    Un'analisi, la tua, spietatamente perfetta. Quella di Fini, effettivamente, non è più destra non da oggi. Il suo percorso è stato caratterizzato da un pragmatismo spesso esasperato e da un narcisismo politico che lo ha sempre contraddistinto: un percorso fatto di tagli con il passato, anche quando non specificatamente richiesti, funzionali ad un progetto ambizioso che lo vorrebbe a capo di un "qualcosa" di veramente importante.Fatta questa premessa, diventa doveroso, comunque, analizzare anche ciò che c'è stato di buono,poco, nel nuovo corso Finiano. Alcune battaglie sui diritti individuali,eutanasia,procreazione etc. sono tematiche che non dovrebbero avere una connotazione politica ma soggettiva ed il becero bigottismo, che serpeggia sia a destra che a sinistra, sta prevaricando il pensiero di tante persone che,trasversalmente, non si vogliono riconoscere nei dogmi della chiesa. In buona sostanza,le ingerenze del clero nella sfera personale dei singoli individui sono quanto di più odioso da sopportare, almeno per me. Poi, se vogliamo per forza dare del Finiano, del progressista o altri titoli vari a chi, anche se di destra da sempre, riconosce che almeno alcune delle cose dette da Fini siano condivisibili, è un non problema, visto che Finiano non lo è mai stato.Comunque è mio stile riconoscere positivamente quando una persona riesce ad argomentare e ad esporre il proprio pensiero,i propri ideali, i propri principi come hai fatto tu.
    Ribadisco che la tua analisi è veramente notevole e ben articolata in ogni sua estensione.
    NON VOTO NEL REALE,NON VOTO NEL VIRTUALE....GRAZIE!

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Mi fido dei dati che hai postato, facendo però notare una cosa: la galassia di movimenti neonazi in Germania ha da sempre un patrimonio di voti che oscilla tra il 5 ed il 10%. Il successo della NPD sta nel fatto che all'interno di questa fetta di consenso alcuni altri "partiti" (sarebbe meglio dire gruppi) negli ultimi dieci anni sono scomparsi, e per la prima volta c'è una polarizzazione su un gruppo solo. Che peraltro a quanto ne so sta per dividersi di nuovo (i neonazi dell'est premono per una confederazione di sigle e accusano gli wessi di voler controllare il movimento).

    Nel complesso devo dire che però questo vento oscurantista, promotore di paure ataviche e spesso del tutto infondate, c'è ed è inutile negarlo.
    E' interessante cercare di capire perchè, a livello europeo, si sta formando un'opinione diffusa di diffidenza verso le istituzioni ed al tempo stesso di paura verso il diverso. La prima cosa che mi viene in mente è che buona parte di questo fenomeno è dovuta alla morbosità (in negativo) ed alla capillarità (in positivo) del sistema informativo.
    Oggi sappiamo molto meglio di trent'anni fa che buona parte dei politici che ci governano sono dei farabutti, che i grandi imprenditori sono spesso criminali belli e buoni, che spesso chi delinque ha più successo di chi vorrebbe fare le cose per bene. Trent'anni fa era diverso? No, semplicemente nessuno ce lo ripeteva ogni giorno.
    Gli immigrati italiani in Germania, in Inghilterra o in Belgio erano visti dal ceto medio locale come animali puzzolenti esattamente come oggi dai loro figli vengono visti slavi, turchi e magrebini. Però questo non si rifletteva in un voto "contro" queste persone. Forse perchè nessuno ripeteva loro ogni giorno che la bella e bionda ragazza teutonica era stuprata dal branco di siciliani ogni due per tre.
    Logicamente mi sono fermato ad un aspetto del problema, ce ne sono altri altrettanto importanti, e magari cercherò di andare nel dettaglio in futuri post.
    A presto

  9. #9
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Semplicemente credo che, in proporzione, il fenomeno migratorio, fosse assolutamente più contenuto e assimilabile da quelli che sono comunque altri popoli europei.

  10. #10
    Forumista junior
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    Predefinito Riferimento: Perchè la destra di Fini non è adatta ad affrontare le sfide del futuro

    Insomma, più contenuto... senza andare all'estero, considera che ogni città del nord Italia ha visto perlomeno raddoppiare la sua popolazione nel ventennio 1950-1970. In gran parte di queste città si crearono quartieri-ghetto veri e propri, nei locali pubblici di molte zone del Veneto e del Piemonte era vietato l'ingresso ai meridionali, che tra l'altro, spesso delinquevano: il contrabbando di sigarette nelle mani dei calabresi era tristemente celebre a Torino almeno quanto il traffico di hashish dei marocchini lo è nell'ultimo ventennio.
    In Germania esistono ancora oggi i quartieri degli "Ittaker", gli italiani immigrati quarant'anni o cinquant'anni fa. Tra questi (scusami la generalizzazione che io odio ma che rende l'idea) c'è gente che in 50 anni ha avuto figli e nipoti che ancora oggi hanno problemi a parlare e scrivere in tedesco e che al tempo stesso non sono mai stati in grado di esprimersi in italiano. C'è gente che ancora oggi considera le ragazze tedesche "facili" in quanto tedesche, e ci sono quelli (in 4-5 anni in Germania ne ho conosciuti almeno una decina) che moglie e figli a casa non hanno vergogna a portarsi a letto la ragazzina 14enne conosciuta e fatta ubriacare in discoteca, vantandosi del loro fascino italiano...
    E, ti giuro, pur non essendo la maggioranza, non sono nemmeno una trascurabile minoranza...

 

 
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