Come da titolo...checchè ne dica Civati, che mi pare sempre più lanciato a rappresentare la sinistra movimentista interna vicina a SeL e simpatizzante spesso e volentieri con Grillo ( cosa legittima, per carità...) il vero Partito dell'Ulivo può essere il PD di Renzi.
Un partito ambizioso, interclassista, competitivo in tutte le aree geografiche e sociali e capace di guardare al futuro e non solo al passato. Distinto dalla storia della sinistra tradizionale ma strettamente imparentato, capace di accettare veramente il pluralismo culturale che Prodi vedeva per il suo Ulivo.
Il partito degli amministratori, figlio dell'esperienza dei cento sindaci e della storia di buona amministrazione locale del centrosinistra italiano, quella storia che è sempre stata il nostro vanto ( anche perchè nel locale vinciamo) e che può essere anche il nostro modello di apertura, dialogo e concretezza.
Il partito dei territori, da cui bisogna ripartire, e il partito della società italiana che bisogna avere l'ambizione di rappresentare nel suo complesso, non solo per singole fette. Il partito dell'innovazione e dell'Europa e un partito finalmente e compiutamente di governo.
Dato il fatto che l'Ulivo dovrebbe essere patrimonio di tutti ( anche di quella larghissima fetta di sinistra dalemiana e tradizionalista che lo vede come un'esperienza subalterna al liberismo e fondamentalmente da superare) io credo che con Renzi l'eredità di un partito ulivista sarebbe molto più tutelata che con la sinistra movimentista chic di Civati o con la sinistra di impostazione dalemiana, tradionale e socialista di Cuperlo che storicamente al progetto ulivista si è sempre più o meno opposta.
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