La Milano multietnica si scopre invece provincialotta. La notizia che sta circolando tra i corridoi di Palazzo Marino, sede del Consiglio Comunale lombardo, per quanto grottesca trova conferma da più parti: sembra proprio che nella seduta consiliare di questa mattina sia stata approvata a maggioranza la proposta avanzata dal gruppo della Lega Nord (sotto specifica richiesta dell’ASSL – Associazione per la salvaguardia della specie lombarda), che prevede una sanzione pecuniaria per coloro i quali verranno sorpresi comunicare attraverso il dialetto d’origine.
Dall’ordinanza viene escluso il dialetti piemontese così come quello friulano, veneto, emiliano, romagnolo, toscano, valdostano. In pratica, se provieni da Roma in giù non puoi parlare in dialetto. Ma perchè questa discriminazione? La motivazione è presto fornita: secondo l’ultimo censimento, Milano è composta per il 90% da cittadini con origini del centro-sud Italia e ciò giustifica la singolare percezione di trovarsi al meridione che si avverte proprio nella città della madunina. Inoltre, secondo una ricerca fornita sempre dall’ASSL, coloro i quali sono originari di regioni settentrionali tendono a parlare solo la lingua italiana ed, in numerosi casi, acquisiscono la cadenza lombarda in maniera del tutto naturale.
Che fine faranno i vari “Ahò”, “Uè uè”, “Ajò”, “Ou”, “A tia”, etc. che tanto colorano la grigia Milano?!? Siamo sicuri che la città ne sentirà la mancanza.
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