



Assolutamente d'accordo.
Il concetto di peccato viene ovviamente confuso con le cose che si possono fare e quelle che non si possono fare ; che col peccato ovviamente non ci azzeccano un beneamato tubo.
Ma tutto fa brodo per i credenti, o presunti tali, per fare delle affermazioni a pene di segugio. Si tende a comunicare, bambinescamente, che poichè l' ateo non crede nel peccato, allora si mangia la sua mamma al forno, ruba le offerte in chiesa e picchia i bambini senza alcun motivo, perchè è un cattivo e basta.
L'etica, come scrivi tu correttamente, è basata su concetti umani abbastanza condivisi, e quindi che prescindono dalla definizione di peccato della quale definizione gli atei se ne fottono alla stragrande.
Ma è un pensiero troppo complicato per ragazzetti di 12 anni.
Per mia scelta di vita non rispondo a persone idiote, in mala fede, ottuse o volgari, omminicchi e provocatori, presuntuosi e gente senza palle, bugiardi, millantatori, incapaci e psicolabili.


Vedi Mad......Uccidere ,rubare, non dire falsa testimonianza....sono sancite da tutti i codici penali di tutto il mondo. Anzi delle volte sono i credenti (alcuni e non tutti), ad aggiustarsi il peccato. Un esempio "non rubare".....un mio amico prete mi confidò che nessuno al confessionale , si era mai confessato poiché come evasore fiscale. Ma evadere le tasse è rubare al prossimo, è rubare i servizi pubblici (ospedali , scuole ecc...)













