"Solo nella comunità diventa dunque possibile la libertà personale" Marx-Engels

Impegno Italia da Letta a Renzi



di Eugenio Orso

Impegno Italia e Matteo Renzi <<Ci siamo posti sempre e solo al “servizio dell’Italia e dell’Europa”>>, ma ora che la ripresa è arrivata, perché così segnalano gli indicatori economici anche se i cittadini non la percepiscono, si rende necessaria <<una accelerazione radicale del cambiamento in corso, che renda stabile la ripresa>> e che la faccia percepire (ma solo vagamente “percepire”?) ai cittadini stessi – leggasi ai moltissimi che sono nella merda. Così si scrive nella premessa del cosiddetto Impegno Italia, documento governativo di pochi giorni addietro, datato 12 febbraio e disponibile nel sito www.governo.it. Evidente che Letta sperava di vivacchiare – nonostante Renzi e il Pd – ancora per un po’, almeno fino al 2015 o alla fine dell’anno in corso, esaurito il semestre italiano di “presidenza europea”. Illuso. Il ciclone Renzi ha spazzato via in men che non si dica l’esecutivo Letta-Napolitano. A questo punto l’enfant terrible di Firenze, camminando sulle spoglie di Enrico Letta, nipote di Gianni ed ex protetto di Napolitano, dovrebbe ereditarne oltre che la carica anche la maggioranza. Intanto fa suo, o almeno così ha affermato l’”atro nascente” del Pd, il documento del governo uscente (anzi, già uscito). Documento guida, parrebbe, assieme ai due delle “riforme” renziane Dop, cioè l’Italicum per il sistema elettorale di camera e senato, in combutta con Berlusconi, e l’americaneggiante JobsAct, che riguarda il mercato del lavoro. Iperattivismo renziano e tanta carne al fuoco per il nuovo esecutivo: quella di milioni di italiani.

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