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Franceschini, “Governo porrà fiducia” su Manovra.*Il ministro per i Rapporti con il parlamento Dario Franceschini: “Sulla Legge di Stabilità porremo la questione di fiducia Il ministro aggiunge: “rispetteremo totalmente il lavoro del Parlamento ponendola sul testo che la Commissione bilancio sta ultimando. La fiducia è però necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto piu importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare”.
Il calendario dei lavori *-*Alla Conferenza dei capigruppo di oggi pomeriggio è affidata la stesura della nuova calendarizzazione dei lavori. Mentre si avvicina sempre più vicina la data del 27 Novembre: data del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. Proprio la scadenza col rischio di coincidenza temporale del voto sulla decadenza (almeno in termini politici) potrebbe aver portato il Governo alla scelta del voto di fiducia.
Incognita seconda rata Imu -*In virtù della decisione di porre la fiducia slitta il Consiglio dei Ministri previsto domani. Una decisione che rimanda ancora il tema della copertura della seconda rata dell’Imu, già rimandato la scorsa settimana; nel decreto ad hoc sul tavolo dell’esecutivo, ancora da approvare, c’è anche la rivalutazione delle quote di Bankitalia detenute dagli istituti di credito.*Tornando alla Manovra, al centro delle ultime discussioni in Commissione ci sono ancora temi importanti come l’emendamento sulla tassazione della casa o questioni di grande impatto che riguardano le concessioni demaniali, con le spiagge incluse, le vecchie cartelle esattoriali di Equitalia e le norme sulle strutture legate agli stadi.
Franceschini il 12 Novembre 2013 “non servirà fiducia sulla manovra” – Solo lo scorso 12 Novembre il ministro per i rapporti con il Parlamento ha dichiarato che sulla legge di stabilità “non serve mettere la fiducia”. Lo stesso Franceschini nel corso della trasmissione “Otto e mezzo” si è detto convinto che i 3 mila emendamenti “caleranno” assicurando, rispetto alla decadenza di Berlusconi, che il Governo “sarebbe andato comunque avanti”.
(G.S.)
Scritto da: Redazione
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