
Originariamente Scritto da
Franco Marino
Una delle materie in cui andavo meglio a scuola era la matematica, che preferivo mille volte alle altre materie. La ragione è semplicissima: la matematica è una di quelle scienze che non ti consente voli pindarici ma anzi ti obbliga a dover rimanere sui fatti. Infatti 2+2 farà sempre 4. 4+4 farà sempre 8. E 8+8 farà sempre 16. Indipendentemente dal fatto che il 2, il 4, il 6 e l'8 siano berlusconiani.
Già in tenera età, ero infastidito dai temi in classe che vedevo come l'inutile recita di pensierini retorici e fini a se stessi, perdipiù votati positivamente in base a ciò che pensava la prof. Poi succedeva che anche nei temi riuscissi a farmi rispettare, solo perché avevo capito cosa voleva sentirsi dire la prof. e poi anche perché tornare a casa e beccarsi le sgridate della buonanima di mammà, alla lunga metteva alle corde anche uno spirito combattivo e anticonformista come il mio. Ma la matematica è sempre nel mio cuore, per quella sua spietatezza che non ti consente di esprimere opinioni se queste vanno contro l'evidenza delle sue leggi. Da cui il proverbio "La matematica non è un'opinione".
Ebbene, ieri abbiamo assistito ad uno stupro non punito dalla legge: lo stupro della matematica. E' accaduto che qualcuno abbia deciso che 2+2 debba fare 5 e che quindi si sia deciso apertamente di violare un articolo della Costituzione, l'articolo 25, che, al comma 2, stabilisce in maniera *cristallina* senza possibilità di equivoci strumentali, la seguente cosa "Nessuno può essere punito se non in forza di una legge che sia entrata in vigore prima del fatto commesso". Non importano le convinzioni personali, non importa se si sia berlusconiani o antiberlusconiani, non importa che Berlusconi abbia deluso (e le ha deluse) le aspettative di molti.
Il fatto è che si è deciso, con l'applicazione *INCOSTITUZIONALE* di una norma *INCOSTITUZIONALE* di espellere come un calcolo renale un leader politico che, piaccia o meno, riscuote ancora moltissimi consensi non tanto (e non solo) per la sua leadership, peraltro logoranda, quanto per l'universo fitto di elettori che vedono in lui la bandiera che si oppone ad uno stato ladro e prevaricatore.
In più si è data al Cavaliere un'ulteriore arma di vittimismo, con la quale farà il pieno di voti alle prossime elezioni.
Ciò che è avvenuto è forse persino più grave di quanto avvenuto con Tangentopoli.
Perché se è vero che guardandola con gli occhi di oggi, quell'inchiesta, sia pure condotta con metodi sbagliati, comunque metteva in luce la sistematicità del malcostume e del marciume tangentista e quindi si aveva l'idea di chi era il buono e di chi il cattivo, ieri pomeriggio quello di cui si è avuta la conferma è che siamo stati presi in giro. Che non esiste nessuno stato di diritto e che quindi siamo tutti in pericolo.
Io personalmente non ho mai avuto dubbi su cosa fosse davvero la sinistra italiana: per me che pure oggi sono lontano anni luce da Berlusconi e da qualsiasi sua formazione politica, quelli della sinistra sono sempre stati una congrega di cialtroni falsificatori e calunniatori. E specifico che mi riferisco alle dirigenze dei partiti e ai giornali e tv che sono in loro quota, perché conosco tanta gente della base di sinistra, onesta e in buonafede.
Ma fa male vedere che chi doveva rappresentare la legge, la legalità, l'onestà, ha commesso un vero e proprio colpo di stato. Perché violare la Costituzione significa fare un colpo di stato e questo è ciò che ha fatto la sinistra.
L'articolo 25 parla chiaro, la legge Severino viola la Costituzione.
L'onestà intellettuale imporrebbe che tutti, a destra, a centro, a sinistra, garantisti e giustizialisti, berlusconiani e antiberlusconiani ammettano la porcata e dicano "Va bene, è giusto essere antiberlusconiani ma bisogna esserlo rispettando le regole, soprattutto quando noi ci mettiamo sul piedistallo a parlare di onestà".
Ebbene, non si è avuto nulla di tutto questo.
Schiere e schiere di commentatori politici, di attivisti di piazza e di tastiera, esultano per una Costituzione che hanno strumentalmente difeso e che oggi che la strumentalità li conduce a violarla, non ha pertanto più alcun valore.
Dopo quello che è accaduto oggi, tutti noi dovremo rassegnarci a dire che 2+2 è uguale 5, se 2 è berlusconiano.
Dopo tutto ciò che è accaduto, la matematica e il diritto non hanno più senso.
Oggi l'Italia vive la pagina più nera della sua storia repubblicana. La verità, la legge, la democrazia, la credibilità. Tutto è stato distrutto. E questo, da qualsiasi parte si guardi la faccenda.
La democrazia in Italia è ufficialmente finita. D'ora in poi assisteremo ad una penosa e squallida via di mezzo tra la commedia e la farsa. Guardatevela pure, partecipate pure se volete.
Ma senza di me.