Fiorella Mannoia su Twitter si augura testualmente che "Berlusconi muoia". Tale uscita fa il paio con quanto scrisse nei giorni immediatamente successivi alla statuetta tirata in faccia all'ex-premier, durante i quali la cantautrice esortò i suoi followers ad autotassarsi per pagare l'avvocato dell'attentatore, di fatto approvando il gesto.
Inutile dire che se la vittima fosse stato Grillo e qualcuno avesse fatto lo stesso, il popolo della Rete sarebbe insorto contro la Mannoia, scomunicandola, riempendola di insulti. D'altra parte, se Fiorello, per essersi permesso di sfottere Andrea Scanzi (talentuosissimo scrittore, giornalista e adesso anche anchor-man, ma non Dio sceso in terra e quindi criticabile e sfottibile come ogni comune mortale), si è ritrovato una marea di fan adoranti del giornalista aretino a riempirlo di insulti sotto molti suoi video, vuol dire che effettivamente siamo ad un livello per cui 2+2 fa 4 o 5 a seconda che il 2 sia berlusconiano o meno.
Ma non è questo il punto.
La Mannoia è l'ennesimo esempio di quel corto circuito di cui la sinistra è la massima fautrice, secondo cui si prende un cantastorie o un guitto e, basta che attacchi il nemico giusto, e subito diventa opinion leader, guru, esempio da seguire.
Ecco dunque che abbiamo avuto Battiato alla Regione Sicilia, imbarazzante come pochi nelle trasmissioni in cui veniva invitato a parlare di politica, tanto che un suo fan scalmanato di nome Franco Marino, si è chiesto più volte "Ma io davvero ho ascoltato per 30 anni un deficiente di tale razza?". Poi assistiamo puntualmente al caravan serraglio dei cantautori "de sinistra", che con l'aria ieratica dei pastori arcadici della montagna, non esitano a sparare cazzate che irritano anche chi come me se ne vede circondato ogni giorno e ormai si è arreso.
A partire da De Gregori che nella stessa intervista riuscì a contraddirsi nel giro di pochi minuti su Monti e su Grillo.
Penserete "Costui vuol censurare artisti e comici?". Non ci penso nemmeno. Né mi permetto di discutere lo spessore artistico di una persona solo perché non ne capisce di politica o la pensa diversamente da me. Non mi chiamo mica Gad Lerner che, dopo che De Gregori rilasciò un'intervista dove faceva a pezzi il PD, gettò fango su tutta la sua produzione artistica. Per me De Gregori rimane un grandissimo artista anche se non capisce nulla di politica e su di essa ha idee confuse.
Avere un'opinione è legittimo e doveroso. E non c'è bisogno di essere esperti in qualcosa per dire la propria.
Ma vedete, la differenza tra una persona seria ed intelligente e una persona che seria ed intelligente non è, e che magari è anche disonesta e in malafede, è nel *MODO* con cui vengono espresse le opinioni.
Molti oggi parlano di politica con sicumera, con arroganza, sapendo cosa farebbero loro al posto dei politici che tanto odiano.
Questa tendenza è molto comune negli italiani (non si spiegherebbe Grillo al potere, visto che è stato un abilissimo collettore di tutte le peggiori forme di demagogia del paese) ma diventa particolarmente irritante quando la si vede negli artisti.
Costoro infatti, sanno benissimo di avere una massa adorante di pecore che li seguono come Dio in terra. Hanno la capacità di diffondere buoni insegnamenti come di esortare a fare le peggiori cose. Penso ai tanti che pensano che drogarsi e bere sia da fighi solo perché l'hanno visto fare a questa o quella rockstar.
Quindi dovrebbero avere la responsabilità di pesare bene le parole che dicono, dato che purtroppo non si può sperare nel buonsenso delle masse di capire che gli artisti non è che solo perché artisti sono necessariamente esperti di politica.
E dico artisti come potrei dire scienziati, sportivi.
Margherita Hack è stata un vanto internazionale dell'astronomia italiana, dove effettivamente era la numero uno. Una vera e propria icona. Rita Levi Montalcini è stata una figura giustamente onorata e venerata della scienza mondiale.
Entrambe, tuttavia, dismessi telescopi e microscopi, erano di una banalità disarmante quando parlavano di politica, rivelando una totale mancanza di cultura sull'argomento che lascerebbe sbigottito chiunque non abbia coscienza del fatto che essere numeri uno di un campo non significa esserlo di tutti i campi e che quindi occorra fare le opportune distinzioni.
Ma mentre Rita Levi Montalcini era una persona umile e gradevole e quindi glielo si perdonava, Margherita Hack era semplicemente insopportabile perché all'ignoranza politica accoppiava un'arroganza irritante. Insultando i credenti, riusciva a farsi detestare persino da uno storico mangiapreti come me.
La politica in particolare è una cosa complicata. Parlarne è legittimo ma se non la si conosce, è *fondamentale* essere umili e moderati.
E questo vale per ogni argomento.
Soprattutto bisognerebbe mano mano che salgono la credibilità e la stima di cui godiamo presso l'interlocutore, ricordarsi di avvertire quest'ultimo che noi siamo solo l'ennesima voce in capitolo e che il nostro parere non è migliore di tanti altri.
Solo così, riusciamo a non fare del male a chi ci ascolta.
Luciano De Crescenzo dice di diffidare dei punti esclamativi e che i punti interrogativi sono sempre brave persone.
Ha ragione lui.




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