Questi ultimi giorni, visto che manca meno di un mese al Natale della chiesa latina, ho pensato al significato degli auguri che ci si scambia per Pasqua e per Natale, ci si dice semplicemente "auguri" e molti non sanno più il significato profondo di questo scambiarsi gli auguri, tanto che anche gli atei li danno. Ho allora pensato alla maniera di darsi gli auguri per Pasqua nell'ortodossia dove uno dice "Cristo è risorto" e l'altro risponde "è veramente risorto". Solo tenendo presente che Cristo è risorto ha senso scambiarsi gli auguri, ma se uno non crede in Cristo e di conseguenza non crede neanche alla sua risurrezione dai morti, se dà gli auguri per Pasqua ci sarebbe da dire: "auguri perché se per te Cristo non è risorto ?". Ma forse è meglio che tenga per me queste considerazioni perché anche se questi auguri sono senza fondamento, è quello che resta a chi non è più credente di una fede che aveva da bambino, poi Dio scrive dritto anche sulle righe storte. Si capisce perciò perché il Natale è diventato la festa del panettone e la Pasqua quella della colomba! Personalmente io trovo migliore il modo di fare ortodosso e quando ai miei alunni do gli auguri per Pasqua, aggiungo alla tradizionale parola "auguri" anche "Christòs anésti" al che i miei studenti repplicano "eehh" in quanto non hanno mai fatto greco.