Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno
Scontro sul gas tra Ucraina e Russia Putin: "A rischio le forniture all'Ue" - Nel Mondo - L'Unione Sarda
Il leader del Cremlino accusa Kiev di "genocidio" per la decisione di tagliare il gas nelle province filorusse. E avverte: "Se Kiev non pagher Gazprom potranno esserci problemi di approvvigionamento all'Ue".
La tensione tra Russia e Ucraina torna a minacciare le forniture di gas all'Unione Europea. A lanciare l'allarme stato oggi il presidente del Cremlino, Vladimir Putin, commentando durante una visita a Cipro la decisione del governo ucraino di tagliare il gas alle zone occupate dai separatisti filorussi. Un provvedimento, ha detto il numero uno di Mosca, che "puzza un po' di genocidio". "So - ha aggiunto Putin - che in quella zona vivono circa quattro milioni di persone: potete immaginare che tutta questa gente rester senza forniture di gas durante la stagione invernale?". Il leader del Cremlino ha poi dichiarato che nel Donbass (l'Ucraina orientale) "c' gi la fame" e che l'Osce ha gi constatato che c' una catastrofe umanitaria. "Se si tagliano anche le forniture di gas, di cosa si pu parlare, se non di genocidio?". Ma Putin ha anche parlato dei debiti contratti da Kiev con il colosso russo Gazprom. La cifra "pagata in anticipo dalla parte ucraina baster per le forniture di gas per 3-4 giorni" e se non arriveranno altri pagamenti "Gazprom sospender le forniture" ha spiegato il leader russo. Precisando che " chiaro che questo pu rappresentare una minaccia al transito del metano russo verso l'Europa". Putin ha comunque espresso la speranza che "non si arriver a tali misure estreme e che le forniture di metano non saranno interrotte". Questo per, ha concluso il presidente, "non dipende solo da noi ma anche dall'Ucraina". Ieri l'ad di Gazprom, Alexiei Miller, ha affermato che a Kiev "restano solo 219 milioni di metri cubi di gas prepagato".
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Mercoled 25 febbraio 2015 15:18
Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno
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Poroshenko, accordi per armi da Paesi Ue | tiscali.notizie
(ANSA) - MOSCA, 14 MAR - Kiev ha "firmato contratti per importazioni di armi, anche letali, con 11 Paesi". Lo ha annunciato ieri sera il presidente ucraino Petro Poroshenko in un'intervista alla tv 1+1 ripresa dall'agenzia Interfax senza tuttavia nominare questi Paesi, n specificare con quali ci sono accordi per l'eventuale invio di armi cosiddette "letali". Se ci sar "una nuova fase di aggressione contro l'Ucraina posso affermare che riceveremo immediatamente sia armi letali che sanzioni", ha detto. (ANSA)
14 marzo 2015
Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno
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Ucraina: militari britannici iniziano addestrare truppe Kiev - Nel Mondo - L'Unione Sarda
Un gruppo di 35 militari britannici ha iniziato ad addestrare soldati ucraini nella citt di Mikolaiv, in Ucraina meridionale. Lo riferisce la Bbc precisando che gli istruttori per circa due mesi insegneranno alle truppe di Kiev tattiche difensive e metodi di soccorso. Nelle prossime settimane dovrebbero arrivare in Ucraina altri istruttori e, sempre secondo la Bbc, la prima volta che un Paese occidentale conduce un programma di addestramento di lungo termine in Ucraina dall'inizio del conflitto circa un anno fa.
Gioved 19 marzo 2015 08:39
Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno
28.01.2015 Lviv (Leopoli)
Manifestazione di Pravy Sektor (nazionalisti ucraini)
https://fbcdn-sphotos-h-a.akamaihd.n...0c99c3e0b83d5c
Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno
Le infiltrazioni jihadiste in Ucraina che l?Occidente non vede
http://www.lintellettualedissidente....ne-705x150.jpgLe infiltrazioni jihadiste in Ucraina che l’Occidente non vede
Nell'est dell'Ucraina a combattere con il governo di Kiev contro i ribelli filorussi ci sarebbero anche gruppi di jihadisti provenienti dalla Siria e dalla Cecenia. Una situazione allarmante che mette ulteriormente a rischio la sicurezza dell'Europa.
DI GIOVANNI GIACALONE - 21 MARZO 2015
Nell’ultimo anno si molto parlato dei cosidetti “ribelli siriani moderati” appoggiati dall’Occidente e del fatto che molti degli armamenti e degli equipaggiamenti a loro destinati sono finiti nelle mani di gruppi radicali come Jabhat al-Nusra e ISIS; gruppi che hanno tra l’altro beneficiato di un flusso di massa da parte di “volontari” che sono andati a rafforzare le loro fila, a discapito di quell’”Esercito Siriano Libero” che appare ormai soltanto un lontano ricordo. C’ per un’altra crisi ben pi vicina a noi che rischia di proporre scenari potenzialmente simili e cio la guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea appoggiano palesemente il governo di Kiev e a inizio marzo il capo di Stato maggiore della Difesa statunitense, il generale Martin Dempsey, per la prima volta ha dichiarato che giunta l’ora di fornire armi alle truppe ucraine affinch riescano a difendersi dai separatisti filo-russi. L’opzione di armare Kiev ormai da mesi sul tavolo del presidente Barack Obama che ha gi avuto il via libera del Congresso a maggioranza repubblicana. Dalla Russia per iniziano a emergere elementi abbastanza allarmanti sulla collusione tra Kiev e ambienti jihadisti quanto meno torbidi, presenti su territorio ucraino in appoggio alle truppe anti-Mosca. Nelle ultime settimane sono emerse alcune testimonianze che non possono non preoccupare una coalizione che afferma di voler combattere il terrorismo.In primis vale la pena sottolineare che secondo alcuni siti russi specializzati nel monitoraggio del terrorismo islamico, sarebbero circa 300 i miliziani passati per le armi in Siria nelle file dei jihadisti e che si troverebbero attualmente in Ucraina a combattere a fianco del governo di Kiev; tre i battaglioni citati: il “Krym”, il “Dzokhar Dudaev” e il “Sheikh Mansur”. Lo scorso anno il giornalista francese Thierry Meyssan aveva recuperato alcune informazioni del dicembre 2013 secondo cui miliziani islamisti, tra cui alcuni tatari di Crimea, sarebbero transitati per la Turchia dalla Siria e avrebbero raggiunto l’Ucraina per prendere parte al conflitto contro i filo-russi. 1 La Kavkazpress ha recentemente pubblicato la testimonianza di un militante islamista di nome “Rizvan”, ceceno, che si troverebbe in Ucraina a combattere e a sua volta collegato a un certo “Halid”, esponente dell’ISIS che opererebbe da Istanbul. 2 Rizvan pare abbia partecipato alla prima guerra di Cecenia e sia poi transitato in Azerbaijan, dove fu arrestato nel 2004 per sospetti legami con al-Qaeda. Una volta rilasciato si diede alla “macchia”, verosimilmente nel Caucaso, per poi transitare verso l’Ucraina dove sarebbe entrato in contatto con diversi capi milizia tra cui Isa Munaev, ex comandante del battaglione “Dzokhar Dudaev”, ucciso lo scorso febbraio nella battaglia di Debaltsevo. Munaev era ricercato in Russia e Cecenia per aver organizzato attentati terroristici e nel 2006 aveva trovato asilo in Danimarca, dove aveva fondato il movimento “Caucaso Libero”.Rizvan ha dichiarato che la presenza di islamisti ceceni in Ucraina ha tre obiettivi: 1- combattere il comune nemico russo; 2- ricambiare il favore a quei fratelli ucraini che durante la guerra cecena combatterono al loro fianco; 3- gestire traffici di armi con il Caucaso. 3 Un altro personaggio che pare avesse stretti legami con ambienti jihadisti Oleksandar Muzychko, leader del gruppo paramilitare di estrema destra “Pravy Sektor”, assassinato in circostanze ancora poco chiare il 24 marzo 2014 a Rivne, nell’Ucraina occidentale. 4 Muzychko aveva combattuto in Cecenia a fianco di Shamil Basaev, l’organizzatore della strage di Beslan e la magistratura russa lo aveva accusato di aver ucciso a sangue freddo almeno una ventina di soldati russi fatti prigionieri durante il primo conflitto ceceno. Soggetti inquietanti, legati al terrorismo, ricercati per crimini di guerra, che spariscono e ricompaiono in circostanze poco chiare e con un comune obiettivo, combattere contro il nemico russo. In questo torbido scenario non potevano mancare le ONG che da sempre si ritagliano un ruolo di primo piano negli scenari di conflitto; lo abbiamo visto durante le guerre dei Balcani e le ritroviamo oggi anche in Ucraina.Alcuni analisti russi hanno recentemente messo in evidenza il ruolo di un’organizzazione caritatevole islamista di nome “Arraid” che opera nell’est dell’Ucraina e in Crimea ed attiva nella costruzione di moschee e in ambito educazionale islamico. Secondo l’analista Vladimir Grigorianz, l’organizzazione legata alla WAMY (World Assembly of Muslim Youth), con base in Arabia Saudita e avrebbe contribuito pesantemente nella radicalizzazione dei ceceni alla fine degli anni ’90. 5 6 Dunque, se da una parte l’”Occidente” afferma di voler combattere l’estremismo di matrice islamica in ogni sua forma, dall’altro sembra non vedere segnali sempre pi evidenti di infiltrazioni importanti alle porte dell’Europa, esattamente come a suo tempo non si rese conto della deriva estremista all’interno della rivolta siriana, con tutte le relative conseguenze che sono oggi sotto gli occhi di tutti.1 http://www.voltairenet.org/article181380.html
2 http://kavkazpress.ru/archives/73945
3 http://www.vocativ.com/world/ukraine...islamic-jihad/
4 http://www.sott.net/article/293545-U...sts-in-Ukraine
5http://www.jamestown.org/fileadmin/R...ni-14Sep06.pdf
6 http://www.kr-eho.info/index.php?nam...tpage&sid=6325
Re: Il caso Ucraina, giorno per giorno
Citazione:
Originariamente Scritto da
Avanguardia
Le infiltrazioni jihadiste in Ucraina che l?Occidente non vede
http://www.lintellettualedissidente....ne-705x150.jpgLe infiltrazioni jihadiste in Ucraina che l’Occidente non vede
Nell'est dell'Ucraina a combattere con il governo di Kiev contro i ribelli filorussi ci sarebbero anche gruppi di jihadisti provenienti dalla Siria e dalla Cecenia. Una situazione allarmante che mette ulteriormente a rischio la sicurezza dell'Europa.
DI GIOVANNI GIACALONE - 21 MARZO 2015
Nell’ultimo anno si molto parlato dei cosidetti “ribelli siriani moderati” appoggiati dall’Occidente e del fatto che molti degli armamenti e degli equipaggiamenti a loro destinati sono finiti nelle mani di gruppi radicali come Jabhat al-Nusra e ISIS; gruppi che hanno tra l’altro beneficiato di un flusso di massa da parte di “volontari” che sono andati a rafforzare le loro fila, a discapito di quell’”Esercito Siriano Libero” che appare ormai soltanto un lontano ricordo. C’ per un’altra crisi ben pi vicina a noi che rischia di proporre scenari potenzialmente simili e cio la guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti e l’Unione Europea appoggiano palesemente il governo di Kiev e a inizio marzo il capo di Stato maggiore della Difesa statunitense, il generale Martin Dempsey, per la prima volta ha dichiarato che giunta l’ora di fornire armi alle truppe ucraine affinch riescano a difendersi dai separatisti filo-russi. L’opzione di armare Kiev ormai da mesi sul tavolo del presidente Barack Obama che ha gi avuto il via libera del Congresso a maggioranza repubblicana. Dalla Russia per iniziano a emergere elementi abbastanza allarmanti sulla collusione tra Kiev e ambienti jihadisti quanto meno torbidi, presenti su territorio ucraino in appoggio alle truppe anti-Mosca. Nelle ultime settimane sono emerse alcune testimonianze che non possono non preoccupare una coalizione che afferma di voler combattere il terrorismo.In primis vale la pena sottolineare che secondo alcuni siti russi specializzati nel monitoraggio del terrorismo islamico, sarebbero circa 300 i miliziani passati per le armi in Siria nelle file dei jihadisti e che si troverebbero attualmente in Ucraina a combattere a fianco del governo di Kiev; tre i battaglioni citati: il “Krym”, il “Dzokhar Dudaev” e il “Sheikh Mansur”. Lo scorso anno il giornalista francese Thierry Meyssan aveva recuperato alcune informazioni del dicembre 2013 secondo cui miliziani islamisti, tra cui alcuni tatari di Crimea, sarebbero transitati per la Turchia dalla Siria e avrebbero raggiunto l’Ucraina per prendere parte al conflitto contro i filo-russi. 1 La Kavkazpress ha recentemente pubblicato la testimonianza di un militante islamista di nome “Rizvan”, ceceno, che si troverebbe in Ucraina a combattere e a sua volta collegato a un certo “Halid”, esponente dell’ISIS che opererebbe da Istanbul. 2 Rizvan pare abbia partecipato alla prima guerra di Cecenia e sia poi transitato in Azerbaijan, dove fu arrestato nel 2004 per sospetti legami con al-Qaeda. Una volta rilasciato si diede alla “macchia”, verosimilmente nel Caucaso, per poi transitare verso l’Ucraina dove sarebbe entrato in contatto con diversi capi milizia tra cui Isa Munaev, ex comandante del battaglione “Dzokhar Dudaev”, ucciso lo scorso febbraio nella battaglia di Debaltsevo. Munaev era ricercato in Russia e Cecenia per aver organizzato attentati terroristici e nel 2006 aveva trovato asilo in Danimarca, dove aveva fondato il movimento “Caucaso Libero”.Rizvan ha dichiarato che la presenza di islamisti ceceni in Ucraina ha tre obiettivi: 1- combattere il comune nemico russo; 2- ricambiare il favore a quei fratelli ucraini che durante la guerra cecena combatterono al loro fianco; 3- gestire traffici di armi con il Caucaso. 3 Un altro personaggio che pare avesse stretti legami con ambienti jihadisti Oleksandar Muzychko, leader del gruppo paramilitare di estrema destra “Pravy Sektor”, assassinato in circostanze ancora poco chiare il 24 marzo 2014 a Rivne, nell’Ucraina occidentale. 4 Muzychko aveva combattuto in Cecenia a fianco di Shamil Basaev, l’organizzatore della strage di Beslan e la magistratura russa lo aveva accusato di aver ucciso a sangue freddo almeno una ventina di soldati russi fatti prigionieri durante il primo conflitto ceceno. Soggetti inquietanti, legati al terrorismo, ricercati per crimini di guerra, che spariscono e ricompaiono in circostanze poco chiare e con un comune obiettivo, combattere contro il nemico russo. In questo torbido scenario non potevano mancare le ONG che da sempre si ritagliano un ruolo di primo piano negli scenari di conflitto; lo abbiamo visto durante le guerre dei Balcani e le ritroviamo oggi anche in Ucraina.Alcuni analisti russi hanno recentemente messo in evidenza il ruolo di un’organizzazione caritatevole islamista di nome “Arraid” che opera nell’est dell’Ucraina e in Crimea ed attiva nella costruzione di moschee e in ambito educazionale islamico. Secondo l’analista Vladimir Grigorianz, l’organizzazione legata alla WAMY (World Assembly of Muslim Youth), con base in Arabia Saudita e avrebbe contribuito pesantemente nella radicalizzazione dei ceceni alla fine degli anni ’90. 5 6 Dunque, se da una parte l’”Occidente” afferma di voler combattere l’estremismo di matrice islamica in ogni sua forma, dall’altro sembra non vedere segnali sempre pi evidenti di infiltrazioni importanti alle porte dell’Europa, esattamente come a suo tempo non si rese conto della deriva estremista all’interno della rivolta siriana, con tutte le relative conseguenze che sono oggi sotto gli occhi di tutti.1 Jihadists in charge of crowd control in Kiev protests
2 http://kavkazpress.ru/archives/73945
3 Pro-Ukrainians Fall in Love With The Chechen Islamic "Jihad"
4 U.S. backed Jihadists in Ukraine -- Puppet Masters -- Sott.net
5http://www.jamestown.org/fileadmin/R...ni-14Sep06.pdf
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Sembra un articolo di quel coglione di Alessandro Lattanzio.
La "sicurezza dell'Europa". Ridicolo, come se i bolscevichi del Donbass e i loro padroni imperialisti russi non fossero un rischio per la "sicurezza dell'Europa".