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    Predefinito posizione canonica FSSPX

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Permettimi Giò, ma io capisco che uno vedendo la miseria umana sia tentato di costruirsi una sua chiesa fuori dalla Chiesa. Questo lo fanno i protestanti, ma è anche dei tradizionalisti che preferiscono la Messa in latino non in comunione rispetto quella Novus Ordo. La tentazione di stare con i perfetti, la ghettizzazione stile neocataro c'è...ecco quello che dice il Papa a proposito, che condivido in pieno:
    ?La Chiesa di soli puri è un?eresia, essa è fatta di peccatori - Vatican Insider
    Io a Candido direi una cosa: io sto nella Chiesa per stare con Gesù, per fare un Cammino con i fratelli di Fede tempo e nello spazio (catholicos)...Come diceva O Wilde: la Chiesa cattolica è per i Santi e per i peccatori, per le persone per bene è sufficiente quella Anglicana
    A quali tradizionalisti fai riferimento?
    Ai sedevacantisti?
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

  2. #2
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    A quali tradizionalisti fai riferimento?
    Ai sedevacantisti?
    Non mi risulta che la FSSPX sia in Comunione, quindi anche ai cosiddetti lefevbriani.

  3. #3
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Non mi risulta che la FSSPX sia in Comunione, quindi anche ai cosiddetti lefevbriani.
    I lefebvriani celebrano "una cum", i sedevacantisti no.
    La FSSPX non ha una posizione canonica regolare nella Chiesa, ma non c'è alcun provvedimento censorio (scomunica per apostasia, eresia e scisma) contro coloro che, da cattolici, ne condividono le "tesi" teologiche o assistono alle Messe celebrate dai sacerdoti della FSSPX, che sono sospesi a divinis ma amministrano validamente i sacramenti nella Chiesa.
    Metterli sul medesimo piano coi protestanti non solo è moralmente inaccettabile (se la FSSPX oggi è formalmente "non in piena comunione" con Roma è perché purtroppo dal Vaticano II i Pontefici hanno preso una sbandata notevole e chi s'è sacrosantamente opposto è stato perseguitato ingiustamente dalle stesse autorità ecclesiastiche) ma è anche dottrinalmente e canonicamente scorretto.
    Tra l'altro, introdurre questa polemica in un 3d di confronto con chi fa professione di protestantesimo è stucchevole.
    Ultima modifica di Giò; 02-12-13 alle 17:07
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  4. #4
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    I lefebvriani celebrano "una cum", i sedevacantisti no.
    La FSSPX non ha una posizione canonica regolare nella Chiesa, ma non c'è alcun provvedimento censorio (scomunica per apostasia, eresia e scisma) contro coloro che, da cattolici, ne condividono le "tesi" teologiche o assistono alle Messe celebrate dai sacerdoti della FSSPX, che sono sospesi a divinis ma amministrano validamente i sacramenti nella Chiesa.
    Metterli sul medesimo piano coi protestanti non solo è moralmente inaccettabile (se la FSSPX oggi è formalmente "non in piena comunione" con Roma è perché purtroppo dal Vaticano II i Pontefici hanno preso una sbandata notevole e chi s'è sacrosantamente opposto è stato perseguitato ingiustamente dalle stesse autorità ecclesiastiche) ma è anche dottrinalmente e canonicamente scorretto.
    Tra l'altro, introdurre questa polemica in un 3d di confronto con chi fa professione di protestantesimo è stucchevole.
    Non faccio di tutta l'erba un fascio, ma faccio mie le parole del Card. Hoyos riguardo la Fraternità Sacerdtale S Pio X"La Messa che celebrano è senza dubbio valida, ma non lecita e, quindi, la partecipazione non è consigliata, a meno che nella Domenica non ci siano altre possibilità” ma “né i sacerdoti, né i fedeli sono scomunicati”.
    L'OSSERVATORE ROMANO
    Insomma se c'è possiblità (e in Italia c'è sempre) bisogna andare ad un'altra Messa, un pò la stessa cosa vale all'estero, se non si trovano Chiese cattoliche, si può validamente assistere alla Messa ortodossa (anche loro non sono scomunicati) non in Comunione. vedi can 844
    Per quanto riguarda il trattare insieme con l'atteggiamento protestante queste vicende, tale vicinanza viene confermata dalle parole in neretto.
    Insomma sono i Pontefici da dopo il CVII che non sono in piena Comunione con Roma? No perchè se la pensi così allora si capisce che i veri cattolici diventano quelli della FSSPX, come per i protestanti loro sono i veri cristiani. In ambedue c'è la mancanza di umiltà nell'accettare un'autorità centrale e si segue la propria (per i protestanti la Bibbia, per la FSSPX la Tradizione fino però al 1962), anche a fronte delle vistosissime differenze.

  5. #5
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Non faccio di tutta l'erba un fascio, ma faccio mie le parole del Card. Hoyos riguardo la Fraternità Sacerdtale S Pio X"La Messa che celebrano è senza dubbio valida, ma non lecita e, quindi, la partecipazione non è consigliata, a meno che nella Domenica non ci siano altre possibilità” ma “né i sacerdoti, né i fedeli sono scomunicati”.
    L'OSSERVATORE ROMANO
    Insomma se c'è possiblità (e in Italia c'è sempre) bisogna andare ad un'altra Messa, un pò la stessa cosa vale all'estero, se non si trovano Chiese cattoliche, si può validamente assistere alla Messa ortodossa (anche loro non sono scomunicati) non in Comunione. vedi can 844
    Per quanto riguarda il trattare insieme con l'atteggiamento protestante queste vicende, tale vicinanza viene confermata dalle parole in neretto.
    Insomma sono i Pontefici da dopo il CVII che non sono in piena Comunione con Roma? No perchè se la pensi così allora si capisce che i veri cattolici diventano quelli della FSSPX, come per i protestanti loro sono i veri cristiani. In ambedue c'è la mancanza di umiltà nell'accettare un'autorità centrale e si segue la propria (per i protestanti la Bibbia, per la FSSPX la Tradizione fino però al 1962), anche a fronte delle vistosissime differenze.
    Stando alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei (gennaio 2003), la partecipazione ad una Messa celebrata validamente da un sacerdote "lefebvriano", pur non essendo raccomandata, soddisfa, in senso stretto, il precetto domenicale e, se l'intenzione "è semplicemente quella di partecipare ad una Messa secondo il Messale del 1962 per motivi di devozione", senza manifestare il "desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice e di coloro che sono in comunione con lui", allora non è affatto peccato. La domanda quindi è: quelli che comunemente e volgarmente vengono detti "lefebvriani", partecipando a tali celebrazioni, vogliono effettivamente separarsi dalla comunione col Romano Pontefice? Chi celebra lo fa con quell'intenzione? Già il fatto che nelle Messe celebrate da sacerdoti della FSSPX si preghi per il Papa e si celebri esplicitamente "una cum" la dovrebbe dire lunga sulle basse e false insinuazione che, noto, si continuano a fare. Inutile poi ignorare che in moltissime realtà la FSSPX diviene il "canale" più sicuro (o forse, nei casi più sciagurati, l'unico) attraverso cui un cattolico può rimanere cattolico, tra Messe Novus Ordo celebrate in maniera pagliaccesca (non uso questo aggettivo a caso: Il prete che celebra la messa con il naso da pagliaccio - Giornalettismo), ostacoli sempre più forti opposti all'applicazione integrale del Motu proprio Summorum Pontificum cura sull'uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970 di Papa Benedetto XVI e posizioni esplicitamente eterodosse propagate senza freni ai fedeli (lo dicono [solo] i lefebvriani? No: Austria, la Chiesa a un passo dallo scisma - Vatican Insider).
    La beffa che si aggiunge al danno è accusare di protestantesimo i pochi che protestanti non sono davvero rimasti, a prescindere dalle intenzioni.
    Come se fosse possibile conciliare Nostra Aetate con il plurimillenario insegnamento della Chiesa sul giudaismo, che, con l'ausilio delle Sacre Scritture e dell'unanime interpretazione dei Santi Padri della Chiesa, condanna il giudaismo post-cristico e riconosce negli ebrei la colpa dell'uccisione di Cristo in Croce.
    Come se fosse possibile conciliare le condanne infallibilmente espresse in "Quanta Cura" e nel "Sillabo" e reiterate successivamente (vedasi, in proposito, il discorso di Pio XII ai giuristi cattolici italiani) con quanto espresso in materia di libertà religiosa per i culti acattolici da "Dignitatis Humanae".
    Come se fosse pienamente ortodossa l'ecclesiologia di "Unitatis Redintegratio" e "Lumen Gentium".
    Ma ovviamente chi fa notare queste cose è un "cripto-protestante", che oserebbe "separarsi dalla comunione con Roma".
    E magari invece i neocatecumenali sono pienamente in comunione con Roma anche se poi celebrano in una maniera invereconda e al loro interno sono diffusi errori dottrinali di ogni tipo.
    Si osa pure dire che il Papa sarebbe superiore addirittura alla stessa Fede che dovrebbe custodire, alla stessa Tradizione che dovrebbe contribuire a portare avanti.
    Come se la Tradizione dal 1962 in poi fosse cambiata (no, non è cambiata...a meno che tu non consideri le novità del CVII "Tradizione")!
    Magari qualcuno un giorno arriverà pure a dire che San Paolo ha avuto un atteggiamento da protestante quando rimproverò San Pietro per la questione dei "giudeo-cristiani"....

    Comunque, se tutta questa discussione è stata tirata fuori in un 3d in cui non c'entrava nulla a causa della 'mia persona', posso dirti che io partecipo abitualmente a Messe celebrate secondo il Novus Ordo Missae, ma non modifico di una virgola le mie critiche al CVII, al Magistero postconciliare degli ultimi Papi e alla riforma liturgica del 1970.
    Ultima modifica di Giò; 03-12-13 alle 00:34
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Stando alla Pontificia Commissione Ecclesia Dei (gennaio 2003), la partecipazione ad una Messa celebrata validamente da un sacerdote "lefebvriano", pur non essendo raccomandata, soddisfa, in senso stretto, il precetto domenicale e, se l'intenzione "è semplicemente quella di partecipare ad una Messa secondo il Messale del 1962 per motivi di devozione", senza manifestare il "desiderio di separarsi dalla comunione con il Romano Pontefice e di coloro che sono in comunione con lui", allora non è affatto peccato. La domanda quindi è: quelli che comunemente e volgarmente vengono detti "lefebvriani", partecipando a tali celebrazioni, vogliono effettivamente separarsi dalla comunione col Romano Pontefice? Chi celebra lo fa con quell'intenzione? Già il fatto che nelle Messe celebrate da sacerdoti della FSSPX si preghi per il Papa e si celebri esplicitamente "una cum" la dovrebbe dire lunga sulle basse e false insinuazione che, noto, si continuano a fare. Inutile poi ignorare che in moltissime realtà la FSSPX diviene il "canale" più sicuro (o forse, nei casi più sciagurati, l'unico) attraverso cui un cattolico può rimanere cattolico, tra Messe Novus Ordo celebrate in maniera pagliaccesca (non uso questo aggettivo a caso: Il prete che celebra la messa con il naso da pagliaccio - Giornalettismo), ostacoli sempre più forti opposti all'applicazione integrale del Motu proprio Summorum Pontificum cura sull'uso della liturgia romana anteriore alla riforma del 1970 di Papa Benedetto XVI e posizioni esplicitamente eterodosse propagate senza freni ai fedeli (lo dicono [solo] i lefebvriani? No: Austria, la Chiesa a un passo dallo scisma - Vatican Insider).
    La beffa che si aggiunge al danno è accusare di protestantesimo i pochi che protestanti non sono davvero rimasti, a prescindere dalle intenzioni.
    Come se fosse possibile conciliare Nostra Aetate con il plurimillenario insegnamento della Chiesa sul giudaismo, che, con l'ausilio delle Sacre Scritture e dell'unanime interpretazione dei Santi Padri della Chiesa, condanna il giudaismo post-cristico e riconosce negli ebrei la colpa dell'uccisione di Cristo in Croce.
    Come se fosse possibile conciliare le condanne infallibilmente espresse in "Quanta Cura" e nel "Sillabo" e reiterate successivamente (vedasi, in proposito, il discorso di Pio XII ai giuristi cattolici italiani) con quanto espresso in materia di libertà religiosa per i culti acattolici da "Dignitatis Humanae".
    Come se fosse pienamente ortodossa l'ecclesiologia di "Unitatis Redintegratio" e "Lumen Gentium".
    Ma ovviamente chi fa notare queste cose è un "cripto-protestante", che oserebbe "separarsi dalla comunione con Roma".
    E magari invece i neocatecumenali sono pienamente in comunione con Roma anche se poi celebrano in una maniera invereconda e al loro interno sono diffusi errori dottrinali di ogni tipo.
    Si osa pure dire che il Papa sarebbe superiore addirittura alla stessa Fede che dovrebbe custodire, alla stessa Tradizione che dovrebbe contribuire a portare avanti.
    Come se la Tradizione dal 1962 in poi fosse cambiata (no, non è cambiata...a meno che tu non consideri le novità del CVII "Tradizione")!
    Magari qualcuno un giorno arriverà pure a dire che San Paolo ha avuto un atteggiamento da protestante quando rimproverò San Pietro per la questione dei "giudeo-cristiani"....

    Comunque, se tutta questa discussione è stata tirata fuori in un 3d in cui non c'entrava nulla a causa della 'mia persona', posso dirti che io partecipo abitualmente a Messe celebrate secondo il Novus Ordo Missae, ma non modifico di una virgola le mie critiche al CVII, al Magistero postconciliare degli ultimi Papi e alla riforma liturgica del 1970.
    NO per carità non ti conosco e non lo so, però la discussione c'è e tanto vale continuare casomai si divide il thread.
    Esprimo dei dubbi che uno possa rimanere cattolico in una realtà non in comunione. Occhio a interpretare cosa dice la CED in senso "ecumenico" quando è vantaggio della "tradizione", dicendo che questo non è consigliato si richiama il canone 844, poi ci vuole grande acrobazia a frequentare una realtà non in comunione con lo spirito di comunione col Papa (ed infatti è un ipotesi che io ritengo remota e imprudente), la stessa cosa si potrebbe fare in astratto con gli ortodossi.
    Comunque ti informo che quella risposta del 2003, prima dell'applicazione del Summorum Pontificum, è ora diversa:

    Per il resto non ho generalizzato, ma tu la pensi esattamente così, la Chiesa dopo il 1970 non è più Chiesa (infallibile). Quì si va oltre le critiche, in un atteggiamento di sostanziale scissione con la Chiesa attuale (ma tu dirai che è questa che si scinde da te che sei nel giusto), come lo hanno anche molti progressisti che formalmente sono dentro la Chiesa, ma credono che prima del 190 la Chiesa fosse nello sbaglio...o sbaglio?

  7. #7
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Candido Visualizza Messaggio
    scomuniche? Tutte decisoni prese da uomini e spesso per motivi politici e di potere, come poteva fare un re per condannare una potenziale minaccia. O volete dire che il Papa è stato ispirato da Dio a scomunicare i protestanti o i lefevriani

    E voi andate dietro a questa roba su carta bollata? Ma è religione questa?
    Guarda che scomunicavano pure calvinisti protestanti ed anglicani vedi Giordano Bruno. Il problema è che loro sono legati a doppio filo ai regnanti (l'anglicanesimo ha come capo la regina d'Inghilterra x esempio) secondo il motto cuius regio eius religio.

  8. #8
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Giò Visualizza Messaggio
    Come se fosse possibile conciliare Nostra Aetate con il plurimillenario insegnamento della Chiesa sul giudaismo, che, con l'ausilio delle Sacre Scritture e dell'unanime interpretazione dei Santi Padri della Chiesa, condanna il giudaismo post-cristico e riconosce negli ebrei la colpa dell'uccisione di Cristo in Croce.
    Come se fosse possibile conciliare le condanne infallibilmente espresse in "Quanta Cura" e nel "Sillabo" e reiterate successivamente (vedasi, in proposito, il discorso di Pio XII ai giuristi cattolici italiani) con quanto espresso in materia di libertà religiosa per i culti acattolici da "Dignitatis Humanae".
    Come se fosse pienamente ortodossa l'ecclesiologia di "Unitatis Redintegratio" e "Lumen Gentium".
    Ma ovviamente chi fa notare queste cose è un "cripto-protestante", che oserebbe "separarsi dalla comunione con Roma".
    E magari invece i neocatecumenali sono pienamente in comunione con Roma anche se poi celebrano in una maniera invereconda e al loro interno sono diffusi errori dottrinali di ogni tipo.
    Si osa pure dire che il Papa sarebbe superiore addirittura alla stessa Fede che dovrebbe custodire, alla stessa Tradizione che dovrebbe contribuire a portare avanti.
    Come se la Tradizione dal 1962 in poi fosse cambiata (no, non è cambiata...a meno che tu non consideri le novità del CVII "Tradizione")!
    Magari qualcuno un giorno arriverà pure a dire che San Paolo ha avuto un atteggiamento da protestante quando rimproverò San Pietro per la questione dei "giudeo-cristiani"....
    Per quello che ti posso dire con una risposta veloce (non potrò essere molto presente più alla discussione) è un consiglio sul metodo. La Chiesa ci dice di applicare quello della riforma nella continuità. Credo quindi sia importante vedere i principi del Magistero e non fermarsi sulle contraddizioni superficiali. Per esempio tra Quanta Cura e DH che secondo me è l'aspetto capitale e merita sempre un approfondimento nella Verità, ma anche nella Carità bisogna tenere fermi i due principi della Libertà e della Verità che vanno insieme. C'è un dovere nel cercare la seconda ed aderirvi, ma senza costrizione, parimenti non c'è diritto all'errore, ma "immunità da coercizione esterna". Nostra Aetate invece sviluppa la dottrina sui semina verbi personalmente un testo illuminante perchè fonda una giusta gerarchia delle varie credenze, sviluppando quanto di buono c'è in esse. Penso sia utile soprattutto per i fautori del tradizionalismo gnostico guenoniano.
    Saluti
    Ultima modifica di Parsifal Corda; 03-12-13 alle 12:22

  9. #9
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    NO per carità non ti conosco e non lo so, però la discussione c'è e tanto vale continuare casomai si divide il thread.
    Esprimo dei dubbi che uno possa rimanere cattolico in una realtà non in comunione. Occhio a interpretare cosa dice la CED in senso "ecumenico" quando è vantaggio della "tradizione", dicendo che questo non è consigliato si richiama il canone 844, poi ci vuole grande acrobazia a frequentare una realtà non in comunione con lo spirito di comunione col Papa (ed infatti è un ipotesi che io ritengo remota e imprudente), la stessa cosa si potrebbe fare in astratto con gli ortodossi.
    Comunque ti informo che quella risposta del 2003, prima dell'applicazione del Summorum Pontificum, è ora diversa:

    Per il resto non ho generalizzato, ma tu la pensi esattamente così, la Chiesa dopo il 1970 non è più Chiesa (infallibile). Quì si va oltre le critiche, in un atteggiamento di sostanziale scissione con la Chiesa attuale (ma tu dirai che è questa che si scinde da te che sei nel giusto), come lo hanno anche molti progressisti che formalmente sono dentro la Chiesa, ma credono che prima del 190 la Chiesa fosse nello sbaglio...o sbaglio?
    La FSSPX come società di vita sacerdotale non ha una posizione canonica regolare - in questo senso va inteso che non è in piena comunione con Roma -, ma questo non significa che i suoi membri siano individualmente al di fuori della comunione con Roma. Se così fosse, non solo i suoi sacerdoti sarebbero sospesi a divinis, ma anche scomunicati. E sarebbero scomunicati anche i fedeli che la frequentano abitualmente. La revoca delle scomuniche ai quattro vescovi ordinati da mons. Lefebvre non avrebbe avuto ragion d'essere. Qual è stato il motivo della revoca delle quattro scomuniche? "La scomunica colpisce persone, non istituzioni. Un’Ordinazione episcopale senza il mandato pontificio significa il pericolo di uno scisma, perché mette in questione l’unità del collegio episcopale con il Papa. Perciò la Chiesa deve reagire con la punizione più dura, la scomunica, al fine di richiamare le persone punite in questo modo al pentimento e al ritorno all’unità. A vent’anni dalle Ordinazioni, questo obiettivo purtroppo non è stato ancora raggiunto. La remissione della scomunica mira allo stesso scopo a cui serve la punizione: invitare i quattro Vescovi ancora una volta al ritorno. Questo gesto era possibile dopo che gli interessati avevano espresso il loro riconoscimento in linea di principio del Papa e della sua potestà di Pastore, anche se con delle riserve in materia di obbedienza alla sua autorità dottrinale e a quella del Concilio. Con ciò ritorno alla distinzione tra persona ed istituzione. La remissione della scomunica era un provvedimento nell’ambito della disciplina ecclesiastica: le persone venivano liberate dal peso di coscienza costituito dalla punizione ecclesiastica più grave. Occorre distinguere questo livello disciplinare dall’ambito dottrinale. Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l’istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa" (Benedetto XVI). La remissione delle scomuniche è stata quindi possibile in virtù del - cito testualmente - "riconoscimento in linea di principio del Papa e della sua potestà di Pastore", seppur con delle riserve sul Vaticano II e sui testi del Magistero post-conciliare che da questo prendono le mosse. Questo confuta il tuo argomento. Non regge il paragone con gli ortodossi, proprio per questo motivo: gli ortodossi non accettano l'autorità e il primato di Roma, mentre i lefebvriani sì. Gli ortodossi non solo sono scismatici ma negano anche dei dogmi e delle verità di Fede della religione cattolica. I cosiddetti "lefebvriani" no. Riguardo poi alla lettera del 2012, a parte il fatto che la risposta del 2003 venne confermata nel 2005, va precisato che si riferiva alla frequentazione di una specifica cappella, che non è della FSSPX né fa ufficialmente parte degli "amici della FSSPX".
    Per concludere: la FSSPX non ha mai affermato che la Chiesa dal 1970 non è più infallibile. Nemmeno il sottoscritto l'ha fatto. Quindi quello che hai scritto è una falsità, non dimostrata. Sono state fatte critiche precise e nette a determinati insegnamenti del Vaticano II e del Magistero successivo. Insegnamenti che però non fanno parte del Magistero - né straordinario né ordinario - infallibile.
    Ultima modifica di Giò; 03-12-13 alle 12:44
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    Predefinito Re: Matrimoni gay: come i cattolici perderanno questa battaglia in dieci passi

    Citazione Originariamente Scritto da Parsifal Corda Visualizza Messaggio
    Per quello che ti posso dire con una risposta veloce (non potrò essere molto presente più alla discussione) è un consiglio sul metodo. La Chiesa ci dice di applicare quello della riforma nella continuità. Credo quindi sia importante vedere i principi del Magistero e non fermarsi sulle contraddizioni superficiali. Per esempio tra Quanta Cura e DH che secondo me è l'aspetto capitale e merita sempre un approfondimento nella Verità, ma anche nella Carità bisogna tenere fermi i due principi della Libertà e della Verità che vanno insieme. C'è un dovere nel cercare la seconda ed aderirvi, ma senza costrizione, parimenti non c'è diritto all'errore, ma "immunità da coercizione esterna". Nostra Aetate invece sviluppa la dottrina sui semina verbi personalmente un testo illuminante perchè fonda una giusta gerarchia delle varie credenze, sviluppando quanto di buono c'è in esse. Penso sia utile soprattutto per i fautori del tradizionalismo gnostico guenoniano.
    Saluti
    Primo errore: la Chiesa sull'interpretazione del Concilio Vaticano II non ha ufficialmente imposto alcuna ermeneutica "della riforma nella continuità". Utilizzando il verbo "imporre" mi riferisco sia alla voluntas definiendi che alla voluntas obligandi. Non è stata imposta, tramite l'uso del Magistero infallibile dei Sommi Pontefici di Santa Romana, un'interpretazione solenne e definitiva dei testi del Concilio Vaticano II alla luce della Tradizione Cattolica e del Magistero precedente ed infallibile. Il discorso alla Curia Romana di Benedetto XVI e precedenti discorsi analoghi di Giovanni Paolo II non solo si possono situare, perlopiù, nell'alveo del Magistero ordinario autentico, ma, addirittura, risultano effettivamente indimostrate e mere petizioni di principio.
    Le contraddizioni non sono superficiali, ma essenziali: un conto è dire che esiste un diritto inalienabile alla libertà religiosa in foro esterno per i soli credenti nella religione cattolica e che l'unica Fede che ha diritto insopprimibile ad essere tutelata dai pubblici poteri è il Cattolicesimo, un altro è dire che di questo diritto incoercibile godono anche coloro che professano culti estranei al Cattolicesimo. Un conto è dire che i culti acattolici possono essere tutt'al più tollerati dalla pubblica autorità, un conto è insegnare che invece non si tratta solamente di tolleranza per evitare un male minore ma di riconoscimento di specifici diritti.
    Un conto è sostenere che i giudei si siano collettivamente macchiati della colpa di aver fatto crocifiggere Nostro Signore, un conto è invece ritenere che "quanto è stato commesso durante la sua passione, non può essere imputato né indistintamente a tutti gli Ebrei allora viventi, né agli Ebrei del nostro tempo".
    Credere - Pregare - Obbedire - Vincere

    "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo" (Ger 17, 5).

 

 
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