Lacommemorazione delle reliquie
Primadella riforma liturgica voluta dal Concilio Ecumenico Vaticano II, era previstasia nel Rito
romanoche in quello certosino una celebrazione, che nel nostro ordine e ricorreva ilgiorno 8
novembre,ottava della Solennità di tutti i Santi e veniva considerata solennità.Attualmente nel
Ritualecertosino è rimasta solo la commemorazione, da farsi in Capitolo o nella lorocappella, il
primonovembre.
Confrontandoi testi che venivano utilizzati per queste celebrazioni, si nota subito lamaggior
sobrietàdelle orazioni certosine, che si riferiscono direttamente ai "Santi le cuireliquie riposano in
questaChiesa."
Colletta
Propitiare, quaesumus, Domine nobis famulis tuis per Sanctorum tuorum, quorumreliquiae in
hac praesenti requiescunt Ecclesia, merita gloriosa ut eorum piaintercessione ab omnibus semper
protegamur adversis.
Secreta.
Suscipiat clementia tua, Domine quaesumus, de manibus nostris munus oblatumet per horum
orationes Sanctorum tuorum, quorum reliquiae in hac praesenti requiescuntEcclesia, ab omnibus
nos emundes peccatis.
Anostro giudizio il tenore di queste orazioni, tratte dal Messale certosino,farebbe pensare più ai
corpisepolti (requiescunt) nella Chiesa, come si usava anticamente, che nonalle reliquie concepite
secondol'uso moderno.
Nelleorazioni del rito Romano è da notare la Colletta (redatta nel XIX sec.) che cidona in
sintesiuna interessante spiegazione spirituale del significato delle reliquie chesecondo questo testo,
sonopegno di gloria immortale.
Auge in nobis, Domine, resurrectionis fidem, qui in Sanctorum tuorummirabilia operaris: et fac
nos immortalis gloriae participes; cuius in eorum cineribus pignoraveneramur. (Accresci in noi,
Signore,che operi nei tuoi santi cose mirabili, la fede nella risurrezione e rendicipartecipi della
gloriaimmortale i cui pegni veneriamo nelle loro ceneri.
Nelledue orazioni che seguono invece si nota immediatamente come la venerazione siarivolta
direttamentealle reliquie.
Secreta
Imploramus, Domine, clementiam tuam: ut Sanctorum tuorum, quorum reliquiasveneramur,
suffragantibus meritis, ostia, quam offerimus, nostrorum sit expiatiodelictorum.
Postcommunio
Moltiplica super nos, quaesumus, Domine, per haec sancta, quae sumpsimus,misericordiam
tuam: ut, sicut in tuorum solemnitate Sanctorum, quorum reliquias colimus,pia devotione
laetamur; ita eorum perpetua societate, te largente, fruamur.
Le reliquie neirecenti documenti del Magistero
IlConcilio Ecumenico Vaticano II, nella Costituzione “Sacrosanctum Concilium”sulla Liturgia,
(1961)al n. 111 afferma:
“LaChiesa, secondo la sua tradizione, venera i santi e tiene in onore le lororeliquie autentiche e
leloro immagini. Le feste dei santi infatti proclamano le meraviglie di Cristonei suoi servi e
propongonoai fedeli opportuni esempi da imitare”.
IlCodice di diritto canonico, pubblicato nel 1984, nel “Libro IV, Titolo IV: Ilculto dei santi,
delleimmagini sacre e delle reliquie”, ha solo un canone riguardante il nostro tema,il canone 1190,
cheproibisce la vendita e regola il trasferimento delle reliquie. Nel commentarloL. Chiappetta
scrive:“Le sacre reliquie hanno un valore religioso maggiore delle immagini, poichésono i resti
mortalidi Martiri e Santi, il cui corpo è stato sulla terra il tempio vivo delloSpirito Santo e lo
strumentodi virtù eroiche, riconosciute ufficialmente dalla Chiesa […]. Il can. 1255 delCodice
precedenteprecisava che il culto religioso prestato alle reliquie e alle immagini deiSanti e dei
Martirinon è assoluto, ma relativo, in quanto si riferisce non alla reliquia o allaimmagine in sé, ma
allapersona del Santo o del Martire, che esse richiamano” (Codice di dirittocanonico, Commento: 454)
Seil Concilio parla di reliquie ed immagini, se il Codice nel titolo mette primale immagini sacre
epoi le reliquie, (il commento di Chiappetta non è ufficiale), il Catechismodella Chiesa Cattolica,
(1992)colloca le reliquie non più accanto alle immagini, ma accanto alle varie formedi pietà
popolare,alcune delle quali (pellegrinaggi, processioni, santuari, hanno spesso comeoggetto le
immaginidei santi). Al n. 1674 dice: “Oltre che della Liturgia dei sacramenti e deisacramentali, la
catechesideve tener conto delle forme della pietà dei fedeli e della religiositàpopolare. Il senso
religiosodel popolo cristiano, in ogni tempo, ha trovato la sua espressione nelle varieforme di pietà
checircondano la vita sacramentale della Chiesa, quali la venerazione dellereliquie, le visite ai
santuari,i pellegrinaggi, le processioni, la “via crucis”, le danze religiose, ilrosario, le medaglie,
ecc.”
http://www.smomge.org/LE%20RELIQUIE%...EL%20CULTO.pdf




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