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  1. #1
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racket

    Notizia già postata da Jack's nel thread che gli compete ("Immigrati criminali") vista la provenienza dei soggetti e che merita anche un thread tutto suo.

    Argomento: le casi popolari costruite con i quattrini dei milanesi in quella che nel frattempo è diventata Malano.

    Una terrona abusiva gestisce il racket degli alloggi per tutti gli inquilini abusivi, in testa tutte famiglie di terroni pregiudicati e poi la consueta valanga di extraterrestri.

    Da Zingonia a Malano, ognuno ha i suoi zoo. E la disinfestazione?


    Alloggi popolari agli abusivi:
    filmata la signora «trovacasa»


    Smascherata da un video dell'associazione «Sos racket e usura»

    Insieme a figlia e genero controlla la borsa delle occupazioni. Chiede tra i 1.500 e i 3.000 euro


    Alloggi popolari agli abusivi: filmata la signora «trovacasa» - Milano

    MILANO — Il racket delle ca*se popolari di Milano ha il vol*to segnato dal tempo e il corpo abbondante della signora Gio*vanna. La chiamano la Gabetti, perché lei, Giovanna Pesco, 57 anni, una casa l’ha sempre tro*vata per tutti. Siamo a due pas*si dall'eccellenza dell’ospedale Niguarda, in un dedalo di stra*de nella periferia Nord di Mila*no. Lei abita, vive, gestisce le case popolari del Comune di via Padre Luigi Monti. Alloggi da anni occupati dagli abusivi. La Gabetti per una casa chiede dai 1.500 ai 3 mila euro. Gli stranieri pa*gano di più. An*che lei è abusi*va. Insieme alla figlia e al gene*ro, controlla la borsa delle occu*pazioni. Avvolta in un vestito ne*ro, con le brac*cia scoperte e i capelli giallo pa*glierino, chiac*chiera seduta al tavolo di una lat*teria. Non sa che il suo inter*locutore, un uo*mo sulla cin*quantina che l’ha contattata con una lettera anonima lascia*ta nelle mani di un ragazzino, ha in tasca un registratore. Dal*la strada, poi, un altro uomo fil*ma l’incontro. Sono entrambi dell’associazione «Sos racket e usura» (vai al sito dell'associazione), che qui ci sono finiti do*po le segnalazioni dei pochi abi*tanti regolari. Degrado e abban*dono, abusivismo e piccola cri*minalità. Negli anni scorsi il Co*mune aveva garantito un piano d’intervento. Nei palazzi non è cambiato niente.

    Arriva con dieci minuti di ri*tardo. «È lei che sta aspettando la signora Giovanna?». Poi chie*de informazioni: «Chi le ha in*dicato me?». La risposta la tran*quillizza: «Ho chiesto in giro, a dei marocchini. Sa, mi hanno sfrattato. La mia compagna è incinta». La conversazione va subito al sodo: «Io onestamen*te le posso dire solo una cosa: se ha pazienza deve aspettare un mese e mezzo». L’abitazio*ne buona, spiega la donna, è quella di un’anziana, un biloca*le al quinto piano, che ora se ne andrà per problemi di salu*te: «Mi lascerà le chiavi». Ma la signora Gabetti , è quasi ram*maricata: «Se tu venivi un po’ prima, sai quanti ne ho fatti in settimana? Ne ho fatti 4 o 5, pri*ma a tre marocchini, uno a un egiziano» . La donna spiega anche come avviene l’affare: «Prima salivo io sui balconi, ma adesso ho problemi. Così la gestiamo io e mia figlia e mio genero, è lui che sfonda le porte».

    Si parla di soldi: «Mi dai 1.500 euro. Però non lo dire a nessuno perché di solito sono 2.500, 3.000 con i marocchini». E via con le rac*comandazioni: «Noi apriamo e scappiamo via, se viene la poli*zia devi resistere. Però se hai fi*gli piccoli o la moglie incinta, non ti possono cacciare». Anzi. «Il Comune qui non manda via nessuno. Se arriva la polizia scendiamo tutti, tutti gli abusi*vi » . Affare fatto. Poi la donna tor*na a casa, nei palazzi dove le fa*miglie siciliane Pesco, Cardina*le e Priolo (tutti parenti, tutti pregiudicati), controllano gli affari. Un mese fa qui era stato aggredito il custode, a calci e pugni. Stessa sorte toccata ad altri inquilini. «Abbiamo dimo*strato che il racket esiste — at*tacca Frediano Manzi (Sos Usu*ra) —. Perché le forze dell’ordi*ne non intervengono? La procu*ra apra un’inchiesta. Questa si*tuazione è intollerabile».

    Cesare Giuzzi

    28 agosto 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

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  2. #2
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    Scusate, ma le nostre forze dell'ordine non ne erano a conoscenza? Abbiamo più poliziotti degli Stati Uniti, così avevo letto. E l'Aler? Non lo sapevano? E non si fà niente? va bene che i dipendenti di tutti questi enti statali-semistatali sono di altre latitudini..E' tutto qui il problema

  3. #3
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    Ma questi qua i Lombardi (o quei pochi che sono rimasti) li vedono come invasori o no?

  4. #4
    Mé rèste ü bergamàsch
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    L'assessore Verga si impegna a chiarire la situazione denunciata da «Sos Racket e Usura»

    Racket case popolari, il Comune:
    «Già partiti i controlli, faremo denuncia»


    Acquisito dalla polizia il video che inchioda la «signora Gabetti» delle occupazioni abusive

    Racket case popolari, il Comune: «Già partiti i controlli, faremo denuncia» - Milano

    MILANO - «Ho dato immediate istruzioni agli uffici per verificare insieme all'Avvocatura del Comune se sussistano gli estremi per una denuncia». Così l'assessore alla Casa del Comune di Milano, Gianni Verga, commenta quanto riportato dal Corriere della Sera sull'esistenza di un'organizzazione che controllerebbe, al di fuori di ogni regola, numerosi appartamenti popolari in via Padre Luigi Monti, zona Niguarda. «Qualora venissero accertati gli estremi - ha proseguito Verga - saranno coinvolti gli organi competenti e porterò in Giunta un provvedimento di denuncia».

    IL VIDEO ALLA POLIZIA - Le irregolarità sono state riferite agli organi d'informazione dall'associazione «Sos Racket e Usura», che ha realizzato di nascosto un video e registrato la conversazione tra la signora Giovanna Pesco, 57 anni, soprannominata «La Gabetti», e un falso «acquirente» di un appartamento nelle case popolari, in realtà un membro dell'associazione. Dopo la pubblicazione sul Corriere e su altri organi d'informazione, la registrazione filmata e i nastri audio sono stati acquisiti dalla polizia. Lo segnala la stessa associazione spiegando che si tratta di «una risposta ufficiale e di un passo importante per debellare il fenomeno». «Siamo stati contattati dagli uomini del commissariato Greco-Turro di Milano - ha spiegato Frediano Manzi, presidente dell'associazione -. Ci hanno richiesto i nastri per acquisirli e per trasmettere una relazione alla Procura. Il tutto al fine di portare avanti eventuali indagini».

    DE CORATO: «250 SGOMBERI» -Anche il vicesindaco Riccardo De Corato, chiede che «ora si indaghi» sui fatti: «Ringraziamo l'associazione. Siamo certi che la magistratura farà ampie e capillari indagini», spiega in una nota. Che ci sia il racket dietro l'occupazione abusiva di case popolari, secondo De Corato, «non lo scopriamo ora, ma lo abbiamo a più riprese denunciato. Certo - prosegue - la specifica vicenda merita l'attenzione della Procura». Sulle occupazione abusive, spiega ancora il vicesindaco, «il Comune di Milano non è certo rimasto fermo». L'amministrazione comunale, infatti, ha eseguito «250 sgomberi e il numero degli alloggi occupati abusivamente è inferiore rispetto alle altre città europee».

    COME SI OCCUPA - La donna è stata contattata con una lettera anonima lascia*ta nelle mani di un ragazzino. Per poter entrare in un appartamento occupato, «la Gabetti», pure lei abusiva, chiede dai 1.500 ai 3 mila euro; gli stranieri pa*gano di più. Nella registrazione, la donna spiega nei dettagli: «Prima salivo io sui balconi, ma adesso ho problemi. Così la gestiamo io e mia figlia e mio genero, è lui che sfonda le porte». Poi le raccomandazioni al nuovo «inquilino»: «Noi apriamo e scappiamo via, se viene la poli*zia devi resistere. Però se hai fi*gli piccoli o la moglie incinta, non ti possono cacciare. Il Comune qui non manda via nessuno. Se arriva la polizia scendiamo tutti, tutti gli abusi*vi». Le fa*miglie siciliane Pesco, Cardina*le e Priolo controllano il racket degli appartamenti occupati della zona. «Abbiamo dimo*strato che il racket esiste — ha commentato Frediano Manzi (Sos Usu*ra) —. Perché le forze dell’ordi*ne non intervengono? La procu*ra apra un’inchiesta. Questa si*tuazione è intollerabile».

    28 agosto 2009
    Dato che questa è una Magnum 44, cioè la pistola più precisa del mondo, che con un colpo ti spappolerebbe il cranio, devi decidere se è il caso. Dì, ne vale la pena? ("Dirty" Harry Callahan)

  5. #5
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    La colpa è dello stato che permette questa illegalità diffusa.
    Il 25 aprile è nata una puttana...

  6. #6
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    Citazione Originariamente Scritto da Nazionalistaeuropeo Visualizza Messaggio
    La colpa è dello stato che permette questa illegalità diffusa.
    Il 25 aprile è nata una puttana...
    E' vero la colpa è dello stato, infatti lo stato nei suoi gangli vitali è formato al 90% da italiani etnici e si vede.

    La verità è che questi parassiti ormai in Milano spadroneggiano ed hanno portato usi e costumi italiani in terra lombarda, usanze a noi completamente estranee.

    Avrebbero dovuto pensarci prima i milanesi (ora scomparsi) prima di vantarsi della "Milàn col coeur in man": la loro estinzione. Questo deve servire a monito alle altre parti ancora sane della Lombardia: non ripetere l'errore ed impedire la nostra disintegrazione etnica e culturale.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    Citazione Originariamente Scritto da Wolf Visualizza Messaggio
    E' vero la colpa è dello stato, infatti lo stato nei suoi gangli vitali è formato al 90% da italiani etnici e si vede.

    La verità è che questi parassiti ormai in Milano spadroneggiano ed hanno portato usi e costumi italiani in terra lombarda, usanze a noi completamente estranee.

    Avrebbero dovuto pensarci prima i milanesi (ora scomparsi) prima di vantarsi della "Milàn col coeur in man": la loro estinzione. Questo deve servire a monito alle altre parti ancora sane della Lombardia: non ripetere l'errore ed impedire la nostra disintegrazione etnica e culturale.
    Ammetterai però che questi problemi sono sorti
    dopo il risorgimento al sud,e dopo il fascismo con
    l'avvento della democrazia e della repubblichetta
    al nord,o no?

  8. #8
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    I problemi sono cominciati quando gli italiani (e parlo della mia nazione la Lombardia, dell'italia etnica non mi interessa) hanno cominciato a diventare la maggioranza esportando le loro migliori qualità, fino alla situazione simil bosniaca odierna.

    Se il fascismo fosse stato partecipe del processo storico (anni 50) ne avrebbe amplificato i danni sullo stile italianizzazione del Sudtirolo.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    Citazione Originariamente Scritto da Wolf Visualizza Messaggio
    I problemi sono cominciati quando gli italiani (e parlo della mia nazione la Lombardia, dell'italia etnica non mi interessa) hanno cominciato a diventare la maggioranza esportando le loro migliori qualità, fino alla situazione simil bosniaca odierna.

    Se il fascismo fosse stato partecipe del processo storico (anni 50) ne avrebbe amplificato i danni sullo stile italianizzazione del Sudtirolo.
    Divenuti maggioranza,in seguito a forzata
    migrazione dovuta alle disgraziate politiche
    economiche della repubblichetta.

  10. #10
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    Predefinito Rif: Le case popolari a Malano: terroni pregiudicati, extracomunitari abusivi e racke

    Blitz contro il racket delle case occupate
    Minacce e affitti in nero: tre in manette


    Blitz contro il racket delle case occupate Minacce e affitti in nero: tre in manette - Milano - ilGiornale.it del 12-11-2009

    Via Padre Luigi Monti, una strada milanese a due passi dal Niguarda, fino a poco tempo fa era zona franca. Ne sanno qualcosa gli investigatori del commissariato Greco-Turro che, ogniqualvolta, negli ultimi 2-3 anni, osavano contrastare il dominio della famiglia mafiosa Pesco - palermitani emigrati a Milano una quindicina di anni fa - controllando le abitazioni e chi ci viveva dentro (anche per frenare il forte degrado dell’area precipitata nei tentacoli dello spaccio), si trovavano a fare i conti addirittura con gli stessi residenti. Una sorta di sollevazione popolare contro la polizia, quindi? In un certo senso sì. Perché Giovanna Pesco, 57 anni, la figlia Anna Cardinale, 39enne e il compagno di quest’ultima, Omar Moreschi, 29 anni, gestivano l’occupazione abusiva di una ventina di appartamenti comunali dello stabile al civico 16 (alcune sono case Aler, ma non tutte) come fossero loro e creando una generale atmosfera di paura e intimidazione tra la gente del posto: con affitti variabili tra gli 800 e i 1500 euro al mese, la Pesco (soprannominata per questo «signora Gabetti» come la nota titolare dell’omonima agenzia immobiliare) affittava abitazioni a chi era in cerca di un tetto. Naturalmente «l’affitto» veniva pagato in nero.

    Ieri all’alba, con un blitz della polizia, Giovanna Pesco, la figlia e il genero (già tutti con precedenti di polizia) sono finiti in manette con l’accusa di associazione a delinquere finalizzata all’occupazione abusiva e, dopo una dozzina di perquisizioni sempre negli appartamenti di via Monti, altrettante persone sono state denunciate a piede libero.

    «Le indagini hanno preso il via ad agosto dopo la denuncia di Frediano Manzi, presidente dell’associazione Sos usura e sono andate avanti con difficoltà proprio per il clima di paura creatosi tra i residenti» spiega il dirigente della squadra mobile Alessandro Giuliano i cui investigatori, con i colleghi di Greco Turro guidati da Manfredi Fava, hanno portato a termine l’operazione di ieri. E aggiunge: «L’intervento dello Stato, però, si è rivelato possibile. Quindi, chi fosse a conoscenza di simili situazioni, ce lo faccia sapere».

    «La politica degli sgomberi è una priorità, ma è necessario definire un coordinamento degli interventi tra Procura, polizia municipale e forze dell'ordine - ha voluto sottolineare l’assessore regionale alla protezione civile e prevenzione Stefano Maullu -. È importante che la logica degli arresti domiciliari cambi. Ne ho discusso con il procuratore aggiunto Alberto Nobili chiedendo un suo intervento affinché i pregiudicati siano allontanati dai quartieri a rischio».

    Giovedì 12 novembre 2009
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