Che cosa è la Tap?
di Stefania Carboni - 05/12/2013 - Tutti i pro e i contro del gasdotto che partirà dall'Azerbaijan e arriverà in Italia approvato oggi alla Camera
Oggi è stato ratificato alla Camera dei Deputati l’accordo sulla Trans-Adriatic Pipeline (fatto ad Atene il 13 febbraio 2013). Il progetto è rintracciabile quie prevede un gasdotto che dall’’Azerbaijan porta gas in Italia (e in Europa). Come? Attraversando Grecia, Albania e il mare Adriatico.
IL PROGETTO TAP – Albania e Grecia hanno già ratificato l’accordo. Il Tap partirà dai dintorni di Salonicco per conettersi all’interno della rete di trasmissione greca già operativa. Lungo 870 km circa (547 in Grecia e 115 km offshore nel mar Adriatico) raggiungerà picchi di altitudine di mille e 800 metri nelle catene montuose albanesi. All’interno del progetto è previsto un deposito di stoccaggio in una caverna salina in Albania, per bilanciare offerta di gas in Italia ed Europa. Obiettivo primario della missione è quello di “diversificare gli approvvigionamenti energetici in modo economico e sostenibile”. Punto d’approdro San Foca. In terreno italiano si estenderà per nove chilometri vicino al comune di Melendugno, nel leccese. Le condotte (regolate da tre stazioni di compressione lungo il percorso) avranno un diametro di 90 centimetri. Qui è disponibile la valutazione Esia(Valutazione Impatto Ambientale e Sociale):
Secondo quanto previsto dalla normativa italiana, al Progetto si applica la procedura di Valutazione di Impatto Ambientale (di seguito VIA). TAP AG ha inoltre deciso di osservare i più rigorosi standard internazionali, ossia i requisiti definiti dalla Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo (EBRD) e dall’International Finance Corporation (IFC).L’inizio della fase principale di costruzione del TAP in Italia è prevista per il 2016 e durerà circa 3 anni (le attività in prossimità della costa saranno sospese durante il periodo estivo). La prima attività di costruzione sarà la realizzazione del PRT. La messa in esercizio del Progetto è prevista per l’inizio del 2019.
guarda la gallery:
(Credits grafici Trans Adriatic Pipeline)I PRO - Conviene? Sul Sole 24 Ore si riporta uno studio di Nomisma Energia che porterebbe non pochi soldini a Lecce e non solo:
La Puglia, che già vanta il primato in Italia per potenza installata da fonti rinnovabili, ha ora l’opportunità di diventare il ponte tra i paesi produttori di gas e i mercati italiani e internazionali. E non solo. Secondo uno studio di Nomisma Energia, Tap produrrà un giro d’affari di 290 milioni nella fase di costruzione fino al 2018, e di 380 milioni circa nei 50 anni di fase operativa. Senza contare i 2.170 posti di lavoro nella fase di costruzione e il maggior gettito fiscale. E non è l’unico investimento importante in arrivo in regione. «Sempre che – dice Domenico Favuzzi, neo presidente di Confindustria Puglia, alla guida di Exprivia – si riesca a operare con regole certe, progetti chiari e condivisi. Insomma, serve concertazione per superare gli ostacoli»Il gasdotto in azione avrà effetti sul Pil secondo Nomisma di 393 mila euro a Melendugno e posti di lavoro in più: l30 posti di lavoro all’anno in Regione, 129 in provincia. Senza finanziamenti pubblici gli azionisti che sostengono il progetto sono Bp, Socar, Statoil (al 20 per cento di azioni ognuna), Fluxys (al 16 per cento), Total (al 10), E.On (al 9) e Axpo (al 5 per cento). Puglia come “hub energetico nazionale”o no? Il Country manager di Tap Italia, Giampaolo Russo, ha assicurato sul Sole che «Tap si è fatto carico di un’enorme mole di lavoro per assicurare la costruzione di un progetto in tutta sicurezza, tecnicamente solido e rispettoso dell’ambiente». «Per tre anni – ha aggiunto – abbiamo studiato il territorio di Brindisi e quattro macro rotte, che non hanno offerto un punto di approdo tecnicamente adeguato e sicuro per l’ambiente. Gli approfonditi studi condotti, ci hanno permesso di individuare il percorso migliore, nel rispetto del territorio, e di identificare il punto di approdo più opportuno a Melendugno».
I CONTRO – A tenere banco dall’altra parte è un controrapporto redatto proprio dal comune che più di tutti subirà l’effetto Tap: Melendugno. Il sindaco, col contributo di tecnici, ingegneri, biologi, architetti e legali ha delineato alcune criticità del progetto:
Il progetto della SAIPEM chiarisce anche che sul fondo del mare, innanzi alla spiaggia di S. Foca, subito al largo del grande orifizio del micro tunnel, evidentemente per adeguati appoggi e per mitigazioni di fenomeni idrodinamici presumibili nel delicato punto dell’approdo in terraferma del gasdotto e di infilaggio di questo nel micro tunnel, sarà realizzato un grande terrapieno in calcestruzzo cementizio, del quale peraltro non sembra essere traccia nella Sintesi Non Tecnica del Rapporto di VIA, un terrapieno le cui implicazioni sulla prateria di Posidonia oceanica e sui banchi di coralli bianchi e in generale sulla gemorfologia e geoidrologia dei fondali non appaiono adeguatamente analizzate e ancor meno valutate.Il comitato No Tap punta il dito su report troppo grossolani. Il Via, secondo il controrapporto, è delimitato nelle aree vicino al gasdotto, in contrasto con una dovuta “attenzione ‘di sistema’”. Non solo, secondo il dossier il canale onshore è a pochi metri da numerose abitazioni diffuse nell’agro e solo a qualche centinaia di metri dalla foce di San Foca: «Il sito della centrale di depressurizzazione – attrezzatura a rischio di incidente rilevante – a pochi metri ancora una volta dalla periferia settentrionale dell’abitato di Melendugno». Lacune nelle autorizzazioni Via e dismissione dell’opera mal pensata sono i punti finali del dossier.
Che cosa è la Tap? - Giornalettismo









Rispondi Citando
