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    Predefinito I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Il coordinatore dell'Anpi veneto riconosce che molti perseguitati italiani non erano fascisti ma oppositori del nuovo regime comunista e illiberale





    [COLOR=#555555 !important]Fausto Biloslavo - Dom, 01/12/2013 - 08:46








    [/COLOR]




    da Padova
    Si scusa con gli esuli in fuga dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia per l'accoglienza in patria con sputi e minacce dei comunisti italiani.




    [COLOR=#444444 !important]


    Ammette gli errori della facile equazione profugo istriano uguale fascista e della simpatia per i partigiani jugoslavi che non fece vedere il vero volto dittatoriale di Tito. Riconosce all'esodo la dignità politica della ricerca di libertà. Maurizio Angelini, coordinatore dell'Associazione nazionale partigiani in Veneto, lo ha detto a chiare lettere venerdì a Padova, almeno per metà del suo intervento. Il resto riguarda le solite e note colpe del fascismo reo di aver provocato l'odio delle foibe. L'incontro pubblico è stato organizzato dall'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia con l'Anpi, che solo da poco sta rompendo il ghiaccio nel mondo degli esuli. Molti, da una parte e dall'altra, bollano il dialogo come «vergognoso».
    Angelini ha esordito nella sala del comune di Padova, di fronte a un pubblico di esuli, ammettendo che da parte dei partigiani «vi è stata per lunghissimi anni una forte simpatia per il movimento partigiano jugoslavo». Tutto veniva giustificato dalla lotta antifascista, compresa «l'eliminazione violenta di alcune centinaia di persone in Istria - le cosiddette foibe istriane del settembre 1943; l'uccisione di parecchie migliaia di persone nella primavera del 1945 - alcune giustiziate sommariamente e precipitate nelle foibe, soprattutto nel Carso triestino, altre - la maggioranza - morte di stenti e/o di morte violenta in alcuni campi di concentramento jugoslavi soprattutto della Slovenia». Angelini ammette, parlando dei veri disegni di Tito, che «abbiamo colpevolmente ignorato la natura autoritaria e illiberale della società che si intendeva edificare; abbiamo colpevolmente accettato l'equazione anticomunismo = fascismo e ascritto solo alla categoria della resa dei conti contro il fascismo ogni forma di violenza perpetrata contro chiunque si opponeva all'annessione di Trieste, di Fiume e dell'Istria alla Jugoslavia». Parole forti, forse le prime così nette per un erede dei partigiani, poco propensi al mea culpa. «Noi antifascisti di sinistra - sottolinea Angelini - non abbiamo per anni riconosciuto che fra le motivazioni dell'esodo di massa delle popolazioni di lingua italiana nelle aree istriane e giuliane ci fosse anche il rifiuto fondato di un regime illiberale, autoritario, di controlli polizieschi sulle opinioni religiose e politiche spinti alle prevaricazioni e alle persecuzioni».
    Il rappresentante dei partigiani ammette gli errori e sostiene che va fatto di più: «Dobbiamo riconoscere dignità politica all'esodo per quella componente di ricerca di libertà che in esso è stata indubbiamente presente». Gli esuli hanno sempre denunciato, a lungo inascoltati, la vergognosa accoglienza in Italia da parte di comunisti e partigiani con sputi e minacce. Per il coordinatore veneto dell'Anpi «questi ricordi a noi di sinistra fanno male: ma gli episodi ci sono stati e, per quello che ci compete, dobbiamo chiedere scusa per quella viltà e per quella volgarità».
    Fra il pubblico c'è anche «una mula di Parenzo» di 102 anni, che non voleva mancare. Il titolo dell'incontro non lascia dubbi: «Ci chiamavano fascisti, ci chiamavano comunisti, siamo italiani e crediamo nella Costituzione». Italia Giacca, presidente locale dell'Anvgd, l'ha fortemente voluto e aggiunge: «Ci guardavamo in cagnesco, poi abbiamo parlato e adesso ci stringiamo la mano». Adriana Ivanov, esule da Zara quando aveva un anno, sottolinea che gli opposti nazionalismi sono stati aizzati prima del fascismo, ai tempi dell'impero asburgico. Mario Grassi, vicepresidente dell'Anvgd, ricorda le foibe, ma nessuno osa parlare di pulizia etnica. Sergio Basilisco, esule da Pola iscritto all'Anpi, sembra colto dalla sindrome di Stoccolma quando si dilunga su una citazione di Boris Pahor, scrittore ultra nazionalista sloveno poco amato dagli esuli e sulle vessazioni vere o presunte subite dagli slavi. Con un comunicato inviato al Giornale, Renzo de' Vidovich, storico esponente degli esuli dalmati, esprime «perplessità di fronte alle “prove di dialogo” con l'Anpi» che farebbero parte di «un tentativo del Pd di Piero Fassino di inserire i partigiani nel Giorno del ricordo dell'esodo». L'ex generale, Luciano Mania, esule fiumano, è il primo fra il pubblico di Padova a intervenire. E ricorda come «solo due anni fa a un convegno dell'Anpi sono stato insultato per un quarto d'ora perché avevo osato proporre l'intitolazione di una piazza a Norma Cossetto», una martire delle foibe.
    In sala tutti sembrano apprezzare «il disgelo» con i partigiani, ma la strada da percorrere è ancora lunga e insidiosa.

    I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe - IlGiornale.it

    e così, dopo settanta anni di MENZOGNE IPOCRITE , I COMUNISTI DELL'ANPI SI SVEGLIANO?

    ROBA DA SPUTAR LORO ADDOSSO.

    PER TUTTO QUESTO TEMPO HANNO NEGATO LA REALTA', CI HANNO MARCIATO SOPRA, SI SONO FATTI BELLI DELLE LORO MENZOGNE ED ORA HANNO LA FACCIA DI CHIEDERE SCUSA DOPO SETTANTA ANNI?


    MA CHE SI VERGOGNINO!

    p.s adesso vorrei sentire cosa hanno da dire quegli sfigati del forum che hanno sempre esaltato i partigiani comunisti.





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  2. #2
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio

    e così, dopo settanta anni di MENZOGNE IPOCRITE , I COMUNISTI DELL'ANPI SI SVEGLIANO?
    ROBA DA SPUTAR LORO ADDOSSO.
    ... se negano la realtà non va bene
    ... se prendono atto della realtà nemmeno ...

    lì a destra siete difficilini da accontentare ...

    noi (progressisti) siamo diversi ... il giorno che vorrete prendere contatto con la realtà, sarete accolti a braccia aperte
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  3. #3
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Il coordinatore dell'Anpi veneto riconosce che molti perseguitati italiani non erano fascisti ma oppositori del nuovo regime comunista e illiberale





    [COLOR=#555555 !important]Fausto Biloslavo - Dom, 01/12/2013 - 08:46








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    da Padova
    Si scusa con gli esuli in fuga dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia per l'accoglienza in patria con sputi e minacce dei comunisti italiani.




    [COLOR=#444444 !important]


    Ammette gli errori della facile equazione profugo istriano uguale fascista e della simpatia per i partigiani jugoslavi che non fece vedere il vero volto dittatoriale di Tito. Riconosce all'esodo la dignità politica della ricerca di libertà. Maurizio Angelini, coordinatore dell'Associazione nazionale partigiani in Veneto, lo ha detto a chiare lettere venerdì a Padova, almeno per metà del suo intervento. Il resto riguarda le solite e note colpe del fascismo reo di aver provocato l'odio delle foibe. L'incontro pubblico è stato organizzato dall'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia con l'Anpi, che solo da poco sta rompendo il ghiaccio nel mondo degli esuli. Molti, da una parte e dall'altra, bollano il dialogo come «vergognoso».
    Angelini ha esordito nella sala del comune di Padova, di fronte a un pubblico di esuli, ammettendo che da parte dei partigiani «vi è stata per lunghissimi anni una forte simpatia per il movimento partigiano jugoslavo». Tutto veniva giustificato dalla lotta antifascista, compresa «l'eliminazione violenta di alcune centinaia di persone in Istria - le cosiddette foibe istriane del settembre 1943; l'uccisione di parecchie migliaia di persone nella primavera del 1945 - alcune giustiziate sommariamente e precipitate nelle foibe, soprattutto nel Carso triestino, altre - la maggioranza - morte di stenti e/o di morte violenta in alcuni campi di concentramento jugoslavi soprattutto della Slovenia». Angelini ammette, parlando dei veri disegni di Tito, che «abbiamo colpevolmente ignorato la natura autoritaria e illiberale della società che si intendeva edificare; abbiamo colpevolmente accettato l'equazione anticomunismo = fascismo e ascritto solo alla categoria della resa dei conti contro il fascismo ogni forma di violenza perpetrata contro chiunque si opponeva all'annessione di Trieste, di Fiume e dell'Istria alla Jugoslavia». Parole forti, forse le prime così nette per un erede dei partigiani, poco propensi al mea culpa. «Noi antifascisti di sinistra - sottolinea Angelini - non abbiamo per anni riconosciuto che fra le motivazioni dell'esodo di massa delle popolazioni di lingua italiana nelle aree istriane e giuliane ci fosse anche il rifiuto fondato di un regime illiberale, autoritario, di controlli polizieschi sulle opinioni religiose e politiche spinti alle prevaricazioni e alle persecuzioni».
    Il rappresentante dei partigiani ammette gli errori e sostiene che va fatto di più: «Dobbiamo riconoscere dignità politica all'esodo per quella componente di ricerca di libertà che in esso è stata indubbiamente presente». Gli esuli hanno sempre denunciato, a lungo inascoltati, la vergognosa accoglienza in Italia da parte di comunisti e partigiani con sputi e minacce. Per il coordinatore veneto dell'Anpi «questi ricordi a noi di sinistra fanno male: ma gli episodi ci sono stati e, per quello che ci compete, dobbiamo chiedere scusa per quella viltà e per quella volgarità».
    Fra il pubblico c'è anche «una mula di Parenzo» di 102 anni, che non voleva mancare. Il titolo dell'incontro non lascia dubbi: «Ci chiamavano fascisti, ci chiamavano comunisti, siamo italiani e crediamo nella Costituzione». Italia Giacca, presidente locale dell'Anvgd, l'ha fortemente voluto e aggiunge: «Ci guardavamo in cagnesco, poi abbiamo parlato e adesso ci stringiamo la mano». Adriana Ivanov, esule da Zara quando aveva un anno, sottolinea che gli opposti nazionalismi sono stati aizzati prima del fascismo, ai tempi dell'impero asburgico. Mario Grassi, vicepresidente dell'Anvgd, ricorda le foibe, ma nessuno osa parlare di pulizia etnica. Sergio Basilisco, esule da Pola iscritto all'Anpi, sembra colto dalla sindrome di Stoccolma quando si dilunga su una citazione di Boris Pahor, scrittore ultra nazionalista sloveno poco amato dagli esuli e sulle vessazioni vere o presunte subite dagli slavi. Con un comunicato inviato al Giornale, Renzo de' Vidovich, storico esponente degli esuli dalmati, esprime «perplessità di fronte alle “prove di dialogo” con l'Anpi» che farebbero parte di «un tentativo del Pd di Piero Fassino di inserire i partigiani nel Giorno del ricordo dell'esodo». L'ex generale, Luciano Mania, esule fiumano, è il primo fra il pubblico di Padova a intervenire. E ricorda come «solo due anni fa a un convegno dell'Anpi sono stato insultato per un quarto d'ora perché avevo osato proporre l'intitolazione di una piazza a Norma Cossetto», una martire delle foibe.
    In sala tutti sembrano apprezzare «il disgelo» con i partigiani, ma la strada da percorrere è ancora lunga e insidiosa.

    I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe - IlGiornale.it

    e così, dopo settanta anni di MENZOGNE IPOCRITE , I COMUNISTI DELL'ANPI SI SVEGLIANO?

    ROBA DA SPUTAR LORO ADDOSSO.

    PER TUTTO QUESTO TEMPO HANNO NEGATO LA REALTA', CI HANNO MARCIATO SOPRA, SI SONO FATTI BELLI DELLE LORO MENZOGNE ED ORA HANNO LA FACCIA DI CHIEDERE SCUSA DOPO SETTANTA ANNI?


    MA CHE SI VERGOGNINO!

    p.s adesso vorrei sentire cosa hanno da dire quegli sfigati del forum che hanno sempre esaltato i partigiani comunisti.





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    PER TUTTO QUESTO TEMPO HANNO NEGATO LA REALTA', CI HANNO MARCIATO SOPRA, SI SONO FATTI BELLI DELLE LORO MENZOGNE ED ORA HANNO LA FACCIA DI CHIEDERE SCUSA DOPO SETTANTA ANNI?
    Tu pensa che ancora c'è chi sostiene che Mussolini è un grande statista.
    "We intend to destroy all dogmatic verbal systems."
    William S. Burroughs

  4. #4
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    ... se negano la realtà non va bene
    ... se prendono atto della realtà nemmeno ...

    lì a destra siete difficilini da accontentare ...

    noi (progressisti) siamo diversi ... il giorno che vorrete prendere contatto con la realtà, sarete accolti a braccia aperte
    certo, siete DIVERSI, SENZA OMBRA DI DUBBIO.

    NELLA MENZOGNA SPUDORATA, SOSTENUTA OLTRE OGNI LIMITE DI DECENZA, PER decenni.

    AVETE ESALTATO I PARTIGIANI COMUNISTI CHE SPUTAVANO SUGLI ESULI DICENDO CHE ERANO FASCISTI. AVETE OSANNATO TITO CHE HA INFOIBATO, E ASASSSINATO IN CAMPI DI CONCENTRAMENTO MIGLIIAIA DI INNOCENTI.
    ED ADESSO, DOPO SETTANTA ANNI DI MENZOGNE, CHIEDETE SCUSA?

    siamo noi che dobbiamo prendere contatto con la realtà?
    voi che avete negato per settata anni la realtà perchè era scomoda , perchè sputtanava gli eroici pertigiani comunisti'

    fai una cosa, piccolo soldatino piddino.
    prova a vergognarti, se hai un briciolo di dignità.

    e quando ti bevi tutte le menzogne che ti hanno propinato sui liobri, in sezione, all'anpi, vedi per una volta di cercare la Verità non preconfezionata, ma STUDIANDO, con spirito libero.

    prova , se ti riesce.

    p.s. le tue battute idiote di fronte a questo scempio, a questi assassini di innocenti sono la spia del tuolivello culturale: da povero soldatino piddino ex comunista.

  5. #5
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da Artico Visualizza Messaggio
    Tu pensa che ancora c'è chi sostiene che Mussolini è un grande statista.
    e dopo la battutina , ti riesce di esprimere qualcosa nel merito?

  6. #6
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Il coordinatore dell'Anpi veneto riconosce che molti perseguitati italiani non erano fascisti ma oppositori del nuovo regime comunista e illiberale





    [COLOR=#555555 !important]Fausto Biloslavo - Dom, 01/12/2013 - 08:46








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    da Padova
    Si scusa con gli esuli in fuga dall'Istria, da Fiume e dalla Dalmazia per l'accoglienza in patria con sputi e minacce dei comunisti italiani.




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    Ammette gli errori della facile equazione profugo istriano uguale fascista e della simpatia per i partigiani jugoslavi che non fece vedere il vero volto dittatoriale di Tito. Riconosce all'esodo la dignità politica della ricerca di libertà. Maurizio Angelini, coordinatore dell'Associazione nazionale partigiani in Veneto, lo ha detto a chiare lettere venerdì a Padova, almeno per metà del suo intervento. Il resto riguarda le solite e note colpe del fascismo reo di aver provocato l'odio delle foibe. L'incontro pubblico è stato organizzato dall'Associazione Venezia Giulia e Dalmazia con l'Anpi, che solo da poco sta rompendo il ghiaccio nel mondo degli esuli. Molti, da una parte e dall'altra, bollano il dialogo come «vergognoso».
    Angelini ha esordito nella sala del comune di Padova, di fronte a un pubblico di esuli, ammettendo che da parte dei partigiani «vi è stata per lunghissimi anni una forte simpatia per il movimento partigiano jugoslavo». Tutto veniva giustificato dalla lotta antifascista, compresa «l'eliminazione violenta di alcune centinaia di persone in Istria - le cosiddette foibe istriane del settembre 1943; l'uccisione di parecchie migliaia di persone nella primavera del 1945 - alcune giustiziate sommariamente e precipitate nelle foibe, soprattutto nel Carso triestino, altre - la maggioranza - morte di stenti e/o di morte violenta in alcuni campi di concentramento jugoslavi soprattutto della Slovenia». Angelini ammette, parlando dei veri disegni di Tito, che «abbiamo colpevolmente ignorato la natura autoritaria e illiberale della società che si intendeva edificare; abbiamo colpevolmente accettato l'equazione anticomunismo = fascismo e ascritto solo alla categoria della resa dei conti contro il fascismo ogni forma di violenza perpetrata contro chiunque si opponeva all'annessione di Trieste, di Fiume e dell'Istria alla Jugoslavia». Parole forti, forse le prime così nette per un erede dei partigiani, poco propensi al mea culpa. «Noi antifascisti di sinistra - sottolinea Angelini - non abbiamo per anni riconosciuto che fra le motivazioni dell'esodo di massa delle popolazioni di lingua italiana nelle aree istriane e giuliane ci fosse anche il rifiuto fondato di un regime illiberale, autoritario, di controlli polizieschi sulle opinioni religiose e politiche spinti alle prevaricazioni e alle persecuzioni».
    Il rappresentante dei partigiani ammette gli errori e sostiene che va fatto di più: «Dobbiamo riconoscere dignità politica all'esodo per quella componente di ricerca di libertà che in esso è stata indubbiamente presente». Gli esuli hanno sempre denunciato, a lungo inascoltati, la vergognosa accoglienza in Italia da parte di comunisti e partigiani con sputi e minacce. Per il coordinatore veneto dell'Anpi «questi ricordi a noi di sinistra fanno male: ma gli episodi ci sono stati e, per quello che ci compete, dobbiamo chiedere scusa per quella viltà e per quella volgarità».
    Fra il pubblico c'è anche «una mula di Parenzo» di 102 anni, che non voleva mancare. Il titolo dell'incontro non lascia dubbi: «Ci chiamavano fascisti, ci chiamavano comunisti, siamo italiani e crediamo nella Costituzione». Italia Giacca, presidente locale dell'Anvgd, l'ha fortemente voluto e aggiunge: «Ci guardavamo in cagnesco, poi abbiamo parlato e adesso ci stringiamo la mano». Adriana Ivanov, esule da Zara quando aveva un anno, sottolinea che gli opposti nazionalismi sono stati aizzati prima del fascismo, ai tempi dell'impero asburgico. Mario Grassi, vicepresidente dell'Anvgd, ricorda le foibe, ma nessuno osa parlare di pulizia etnica. Sergio Basilisco, esule da Pola iscritto all'Anpi, sembra colto dalla sindrome di Stoccolma quando si dilunga su una citazione di Boris Pahor, scrittore ultra nazionalista sloveno poco amato dagli esuli e sulle vessazioni vere o presunte subite dagli slavi. Con un comunicato inviato al Giornale, Renzo de' Vidovich, storico esponente degli esuli dalmati, esprime «perplessità di fronte alle “prove di dialogo” con l'Anpi» che farebbero parte di «un tentativo del Pd di Piero Fassino di inserire i partigiani nel Giorno del ricordo dell'esodo». L'ex generale, Luciano Mania, esule fiumano, è il primo fra il pubblico di Padova a intervenire. E ricorda come «solo due anni fa a un convegno dell'Anpi sono stato insultato per un quarto d'ora perché avevo osato proporre l'intitolazione di una piazza a Norma Cossetto», una martire delle foibe.
    In sala tutti sembrano apprezzare «il disgelo» con i partigiani, ma la strada da percorrere è ancora lunga e insidiosa.

    I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe - IlGiornale.it

    e così, dopo settanta anni di MENZOGNE IPOCRITE , I COMUNISTI DELL'ANPI SI SVEGLIANO?

    ROBA DA SPUTAR LORO ADDOSSO.

    PER TUTTO QUESTO TEMPO HANNO NEGATO LA REALTA', CI HANNO MARCIATO SOPRA, SI SONO FATTI BELLI DELLE LORO MENZOGNE ED ORA HANNO LA FACCIA DI CHIEDERE SCUSA DOPO SETTANTA ANNI?


    MA CHE SI VERGOGNINO!

    p.s adesso vorrei sentire cosa hanno da dire quegli sfigati del forum che hanno sempre esaltato i partigiani comunisti.





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    Meglio tardi che mai. Sarebbe stato meglio subito, magari dal ministro dell'ingiustizia d'allora palmiro togliatti.
    Ma come poteva quel tipo, leccaculo di stalin, boia di imre nagy, pentirsi
    già nel dopoguerra?
    Comunque i sinistri hanno un QI molto basso, le cose le capiscono ma ci vogliono secoli.
    Importante però é la buona volontà.
    La giustizia non é perfetta, poi coi giudici che ha che pretendereste?

  7. #7
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    siamo noi che dobbiamo prendere contatto con la realtà?
    non è che dobbiate, siamo in democrazia e ognuno fa quel che crede...

    ma se lo farete, noi progressisti eviteremo di rinfacciarvi i decenni di strunzate colossali che hanno preceduto l'atterraggio nella realtà.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  8. #8
    Super Troll
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    anche questo si è imborghesito... con tutti i disoccupati e sottoccupsati che abbiamo lui ha tempo per fare i revisionista..
    gli altri non riconoscono di aver fatto sbagli,,, i cosiddetti democratici invece dicono di aver fatto anche gli sbagli delgi altri...
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  9. #9
    de-elmettizzato.
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Citazione Originariamente Scritto da anton Visualizza Messaggio
    anche questo si è imborghesito... con tutti i disoccupati e sottoccupsati che abbiamo lui ha tempo per fare i revisionista..
    gli altri non riconoscono di aver fatto sbagli,,, i cosiddetti democratici invece dicono di aver fatto anche gli sbagli delgi altri...
    Boh , solo in Italia un associazione reducistica che non ha più reduci (anagraficamente parlando) si sente in dovere di dare indicazioni politiche.
    Se viceversa fa analisi storiche , è pienamente nella sua missio.
    Preferisco di no.

  10. #10
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    Predefinito Re: I partigiani ora ammettono la vergogna di esodo e foibe

    Sarà il caso che l'ANPI si levi dai coglioni certo ceto politico orientato esclusivamente al titolo di giornale e alla ricerca di poltrone e torni a fare storia e memoria della Resistenza.

    Gran parte dei partigiani italiani era orgogliosamente comunista e di conseguenza forsennatamente anti-liberale. Se al signor Angelini non va bene, si dimetta dalla carica che ricopre e vada a fondare l'ANPLI. Dare giudizi sulla Resistenza italiana in termini di adesione o meno al liberalismo capitalistico (o peggio, secondo logiche beceramente nazionalistiche...ci manca ancora che il partigiano italiano non dovesse aver simpatia per il suo omologo iugoslavo) è un totale non-senso storico.

    Ah, dimenticavo...W Tito!!
    Ultima modifica di So' greche!; 02-12-13 alle 16:33

 

 
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