Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 11

Discussione: Parola di piddino

  1. #1
    Forumista per hobby
    Data Registrazione
    04 Dec 2012
    Messaggi
    23,203
     Likes dati
    342
     Like avuti
    12,297
    Mentioned
    137 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Parola di piddino

    Così l’ex braccio destro di Veltroni ricostruisce gli affari delle coop

    Ci sono soldi, tanti e in contanti nell’affare del Cara di Mineo, ma c’è anche lo scambio dei voti, il ribaltamento del quadro elettorale a favore di Ncd, nei comuni del catanese.
    Luca Odevaine viene interrogato a Roma dai pm l’11 luglio e ricostruisce tutta la storia di quello che definisce «il centro migliore d’Europa» per gli immigrati.
    Agli arresti da dicembre con l’accusa di corruzione per Mafia capitale, l’ex vicecapo di gabinetto di Veltroni, poi diventato esperto di protezione civile e della gestione dei rifugiati, dice di voler collaborare ma più volte i magistrati devono inchiodarlo a responsabilità che cerca di minimizzare, correggere le sue dichiarazioni citando le intercettazioni, incalzarlo per fargli fare delle chiare ammissioni. E il quadro che traccia è di affari che s’intersecano alla politica.
    «I nove comuni che componevano il consorzio – afferma Odevaine – erano sostanzialmente tutti più o meno di centrosinistra, alcuni con liste civiche, uno più vicino a Rifondazione che infatti poi non partecipa al consorzio. …Improvvisamente invece diventano, tranne uno, quasi tutti di centrodestra». Meglio, del Nuovo centrodestra. «Nelle ultime elezioni a livello nazionale – aggiunge, nelle dichiarazioni messe a verbale – credo che l’Ncd ha preso, non so, il 4,90-3,90, il 4 per cento e in quella zona ha preso più del 40 per cento, in quei comuni». Parla delle europee del 2014, quando il partito di Angelino Alfano era già nel governo di Matteo Renzi.



    Il centro di Mineo, al quale Odevaine è stato inviato dal prefetto Gabrielli come consulente del consorzio di 9 comuni che lo gestisce, diventa così strumento di una grande operazione politica in Sicilia.
    Dal 2011 le tre gare, con appalto pilotato disegnato su misura per far vincere il gruppo di coop legato a Comunione e Liberazione e poi la trattativa privata con l’imprenditore proprietario dell’area Pizzarotti, hanno al centro il sottosegretario alfaniano Castiglione. Lui, dichiara Odevaine, ha gestito «l’operazione politica», di cui è stato «regista» Paolo Ragusa, sindaco-ombra di Mineo e presidente di Sol. Calatino, una delle imprese e poi dello stesso consorzio Ati che le riuniva tutte.
    «Nel frattempo – dice Odevaine – ci sono state le elezioni e un cambio di partito del presidente Castiglione, che è il fatto più rilevante di questa vicenda, perché hanno cambiato partito quasi tutti i sindaci della zona». E spiega: «Sostanzialmente possiamo parlare, diciamo così, di uno scambio di voti». Che si fondava su una spartizione delle assunzioni tra i comuni a fini clientelari.
    «I rapporti tra Castiglione e La Cascina (coop di Cl, ndr ) – si legge ancora nel verbale – sono continuati perchè nel frattempo è mutata la situazione politica e quindi si è creata una sinergia che non riguardava più solo Mineo, nel senso che Castiglione diventa nel territorio siciliano il braccio elettorale, diciamo, del ministro Alfano». Titolare dell’Interno, «e quindi anche da lui dipende il centro di Mineo». Secondo Odevaine La Cascina ha «finanziato» la nascita di Ncd, staccatasi da Fi. Ricorda lo «strettissimo legame fra il ministro Lupi (ex, ndr ) e Cl», per spiegare che quella era «l’area politica» della coop.



    «Ha fatto un accordo economico con La Cascina, Domus Caritatis, con i soggetti che hanno partecipato alla gara, per favorire la loro vittoria o no?», chiede il pm Giuseppe Cascini. «Sì», ammette Odevaine . «Quest’accordo prevedeva una somma di 10mila euro mensili». Li prendeva da La Cascina, mentre doveva prenderli dal consorzio per cui lavorava, dice. «Mi sono lasciato corrompere».
    Era stato lui, Odevaine, a proporre quel nome per la gestione dei 1.500 pasti nel centro, come di Domus Caritatis, che a Roma rappresenta uno dei due cartelli di servizi in questo settore, quello legato al Vicariato. L’altro era legato alle coop di sinistra, ma in questo caso, dice Odevaine, «il gruppo Buzzi non mi sembrava in grado di gestire una cosa del genere fuori Roma».
    Le due prime gare d’appalto vengono vinte dalle coop cattoliche, con l’escamotage di introdurre un punteggio aggiuntivo per concorrenti legati al territorio locale, come la coop Sisifo. La terza gara è «finta», perché si deve raggiungere un accordo con Pizzarotti, che arriverà solo a trattativa privata. L’imprenditore prima rifiuta un’«offerta troppo bassa» per l’area, dei 4 milioni indicati dal demanio invece dei 6-8 che voleva, poi si convince quando entra in Ati per la manutenzione del centro, con altri profitti.



    A questo punto Odevaine, cui era stato promesso il ruolo di direttore generale, concorda con La Cascina un aumento del suo compenso.«Alla richiesta di 20 mila euro al mese loro hanno detto di sì». Ma il problema, aggiunge Cascini, «era come darglieli». «Menolascina (manager di La Cascina, ndr ) mi disse: Guarda, come se tu partecipassi all’Ati, questi soldi te li veicoliamo in un altro modo. Loro insistevano molto sui contanti, io non ero d’accordo… C’era per me un problema serio di far entrare i contanti poi all’interno dei bilanci delle cooperative». I pm chiedono quanti ne ha avuti. Odeavaine è vago: «Sicuramente 10mila in un’occasione. Io non c’ero, passò il mio autista, il ragazzo che lavorava con me, a prendere una busta a La Cascina, che gli consegnò Carmine Parabita. E invece, in un’altra occasione, sempre Parabita venne a casa mia e mi consegnò una cifra. Io ricordo, in questo momento, 25 mila euro». È Cascini a dimostrargli che quei soldi li versava in Venezuela e in tranche di 5mila euro in varie banche, per «frazionarli» ed evitare le segnalazioni. Lui, non teneva il conto.
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  2. #2
    email non funzionante
    Data Registrazione
    04 Apr 2009
    Messaggi
    79,499
     Likes dati
    7
     Like avuti
    23,349
    Mentioned
    1413 Post(s)
    Tagged
    12 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    se pretendi risposte dai servi piddini, aspetti un pezzo.loro in mafia capitale ci sguazzano

  3. #3
    Sospeso/a
    Data Registrazione
    29 Jan 2009
    Località
    Giornalia
    Messaggi
    63,072
     Likes dati
    9,153
     Like avuti
    19,380
    Mentioned
    1211 Post(s)
    Tagged
    21 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    dov'è finito l'80enne del renzibooooom????

  4. #4
    Forumista per hobby
    Data Registrazione
    04 Dec 2012
    Messaggi
    23,203
     Likes dati
    342
     Like avuti
    12,297
    Mentioned
    137 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    se pretendi risposte dai servi piddini, aspetti un pezzo.loro in mafia capitale ci sguazzano
    se leggi la mia firma t'accorgi che non sono graditi
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  5. #5
    Forumista per hobby
    Data Registrazione
    04 Dec 2012
    Messaggi
    23,203
     Likes dati
    342
     Like avuti
    12,297
    Mentioned
    137 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Blondet e mafia-capitale, spunti di riflessione

    Perché non s’indaga sulle altre “Mafie Capitale”?

    Maurizio Blondet 1 settembre 2015
    La valorosa Procura ha scelto il “processo con rito immediato” contro Carminati, Buzzi ed altri 33 del processo Mafia Capitale. Oddio, quando si dice “immediato”, significa sempre la rapidità dei giudici: sarà il 15 novembre. “Immediato” significa solo che, così, il pm salta la fase preliminare: tanto, ha prove “schiaccianti”. Centinaia di intercettazioni, generosamente fornite ai giornali, con preferenza per l’organo ufficioso della (valorosa) magistratura d’accusa: il Fatto Manettaro. La dicitura scelta è “Mafia Capitale”: serve allo scopo mediatico, fa’ effetto sapere che a Roma c’è la Mafia – e non una semplice, banale storia di appalti ottenuti pagando mazzette ai politici. “Mafia” implica, dicono i critici, che le mazzette siano strappate con l’intimidazione e la violenza? Ma ecco, Carminati aveva una katana giapponese in casa…un suo guardaspalle aveva il tirapugni…e poi, erano tutti dei pregiudicati, quelli della “Cooperativa 29 giugno” che ha fatto affari ottenendo gli appalti. Infatti è nata così: come cooperativa di ex carcerati, da redimere, e solo a questo titolo poteva ottenere dal Comune e dallo Stato. Se fosse nata come “cooperativa di incensurati ed onesti”(ammesso che ne esistano) gli appalti se li sognava. Solo dei disonesti possono curare i giardini e occuparsi dei centri d’accoglienza, è la norma.Buonista.

    Alcuni critici ritengono che la dizione “Mafia Capitale” sia esagerata, e che quella che si aprirà con rito immediato e col consueto ritardo sia una semplice faccenda di tangenti, tanto che magari in secondo grado il Carminati sarà perfino assolto… ma per intanto l’hanno cacciato a Bad e’Carros come un pluriomicida.
    Noi, valorosi procuratori, ci dissociamo apertamente. E approviamo incondizionatamente la nuova fattispecie di reato: “Mafia-Capitale”. Anzi, esortiamo la valida procura ad esercitare la massima sorveglianza: il reato può essere applicato ad una quantità di situazioni. Una rapida lettura di giornali ci ha rivelato infatti, valorosi accusatori, che di Mafia Capitale non ce n’è una: ce ne sono tante. Ci pregiamo segnalarle alla Procura validissima.
    I Casamonica. Per esempio.

    Un “Re di Roma”: e gli altri 6?Il fastoso funerale del caporione, con musica del Padrino ed elicottero lancia-petali in violazione dello spazio aereo, è stato molto discusso: come è potuto succedere? La questione è mal posta. La vera domanda, valorosissimi, è: perché i Casamonica a Roma “esistono”?Sono zingari che vengono da non so quale Abruzzo; come mai si sono impiantati con tanta arroganza e tracotanza? Inamovibili? Spadroneggiando in giro per l’Urbe?
    Sono per caso la stessa genia di zingari che sé impadronita della stazione Tiburtina e devasta sistematicamente i wc, tanto che quella stazione non ha altro che un cesso chimico a pagamento posto sulle scale? Vi siete mai domandati, valorosissimi procuratori, perché in Roma (come del resto in tutta la penisola) gli zingari sono tracotanti, sapendosi impuniti?

    la minoranza discriminataSicuramente sapete dare la risposta: perché sono una minoranza discriminata. Tanto perseguitata, tanto sofferente. Sicché quando uno dei loro ladri o delle loro ladresse vengono fermati da qualche agente (inesperto), la valorosa magistratura rilascia la ladressa, e quello che passa i guai è l’agente: ha perseguitato una povera fanciulla discriminata. La quale per giunta accusa, tracotante: |”Mi ha messo le mani addosso, mi ha palpata!”. Il valoroso magistrato, davanti all’evidenza, non ha dubbi: per lui la parola della zingara, ancorché magari recidiva, e del poliziotto, sono sullo stesso piano, L’una vale l’altra. Anzi la prima vale di più perché minoranza discriminata- Sicché rilascia la ladressa(mandata dallla cosca a rubare proprio in quanto minorenne, così non punibile) e denuncia il poliziotto per pedofilia. La cosa è così sistematica, che (come ci è stato confidato da uno del mestiere) che sono gli stessi superiori a consigliare discretamente, se vedono un borseggio compiuto da una zingarella, di voltare la testa altrove.
    Ora, noi domandiamo: sarà per questo, valorosi procuratori, che i Casamonica sono “i re di Roma”, tracotanti e impuniti da minacciare fisicamente i giornalisti che seguivano le meste cerimonie funeralizie?
    Perché la cosca Casamonica non è stata mai oggetto di una così approfondita indagine come quella contro Carminati? Perché mai non sappiamo niente di loro, e i giornali ne hanno scoperto l’esistenza per il funerale del Padrino?
    Perché non ci sono intercettazioni dei Casamonica e famigli? Si dice che facciano i soldi con controllo dello spaccio: quando potremo leggere sulFatto Quotidiano le frasi che i Casamonica da Novanta sussurrano i loro picciotti?Per telefono o nelle intercettazioni ambientali?

    Segnaliamo ai valorosi magistrati quest’altra Mafia-Capitale: anche se forse li renderebbe meno popolari, perché li esporrebbe all’accusa di prendersela con una minoranza -come tutti sanno – da millenni perseguitata.
    ATER

    E’ l’ente che a Roma gestisce ed assegna le case popolari. Lo segnaliamo ai valorosi come un altro nucleo di Mafia Capitale. Con la possibilità di collegare il futuro processo a quello dei mafiosi-zingari Casamonica.
    Abbiamo infatti saputo – dai giornali – che a membri della famiglia Casamonica sono assegnate case popolari a Spinaceto, sottratte a cittadini poveri. Una sola persona, Angelina Casamonica (oggi defunta) ha avuto la casa dall’ATER. Al canone di 7,65 euro mensili. Ebbene: né lei né i suoi successori, che continuano ad abitare i locali, hanno mai pagato il modestissimo affitto.
    L’ATER reclama da loro, per arretrati, un totale di 32.272 euro più 0,7 centesimi. Ma non li caccia da quella casa, come spetta a morosi da così lunga data, che per di più dimostrano (dalle grosse cilindrate parcheggiate sotto) di non essere affatto bisognosi.
    Non sarà che elementi della cosca Casamonica intimidiscono l’ATER, i suoi impiegati e i suoi esattori quando si presentano a riscuotere? (se si presentano, cosa ci dicono rarissima a Spinaceto). E onde venga appurato che i dipendenti dell’ATER non subiscono intimidazioni ma collaborano d loro volontà a dare gli appartamenti ai Casamonica & Picciotti, non sarà il caso di incriminarli per “associazione a delinquere di stampo mafioso”? Aspettiamo a piè fermo le vostre immancabili azioni repressive, coraggiosi e validissimi procuratori.
    La ben nota ATAC

    E’ la notoria azienda trasporti. La cui natura di associazione a delinquere di stampo mafioso è più che comprovata dal fatto che i suoi dirigenti stampavano milioni di biglietti falsi, che poi non venivano contabilizzati, e con cui hanno “prodotto 70 milioni di euro l’anno da spartirsi e per finanziare i partiti” (dai giornali).
    Ora, perché, valorosi magistrati, lasciate esistere l’ATAC? Lasciate occupare a questa associazione delinquenziale i mezzi pubblici romani, di cui questi farabutti fanno quel che vogliono, tenendo in ostaggio i passeggeri? Perché non la smantellate e sbattete in galera tutti i suoi funzionari, senza dimenticare i tranvieri che stanno conducendo “la loro lotta” per evitare di timbrare il cartellino (come fanno nel resto del mondo i veri tranvieri) a suon di scioperi bianchi in cui tengono sotto sequestro i passeggeri?
    Ve lo ricordiamo, valorosi procuratori, perché giusto ieri abbiamo saputo che dieci di questi dirigenti, che il sindaco Marino voleva licenziare, restano al loro posto per questo motivo: il Comune non ha i soldi per pagare le liquidazioni d’oro cui, si fa’ per dire, “hanno maturato il diritto”.
    Pensioni d’oro!? Solo voi, validi procuratori, potere risolvere la questione con uno dei vostri metodi più efficaci : la loro carcerazione preventiva, magari a Bad e Carros, così sarà più macchinoso per i loro avvocati difenderli. Insomma, fate per questi quel che avete fatto per Carminati. Come mai non agite, o valorosi?
    Avrete certo la collaborazione del nuovo assessore alla Mobilità, Stefano Esposito. , il quale ha recentemente detto (a chiacchiere) quanto segue, senza bisogno di intercettazioni, in un dibattito pubblico: L’Atac è il simbolo del sistema clientelare romano”…: “Ci sono più probabilità che si vinca al superenalotto che un controllore salga su un autobus“…”Lo sciopero è un diritto sacrosanto, ma l’utilizzo dello sciopero solo per una battaglia politica è inaccettabile” . Ecco una persona informata sui fatti, che potreste convocare come testimone, valorosissimi pm.
    Tanto più che, se davvero ha intenzione di fare pulizia in Atac-Mafia-Capitale, questo neo-assessore avrà bisogno del vostro aiuto. Esposito ha infatti detto: “Metterò in campo tutti gli strumenti che la legge mi mette a disposizione perché la dove ci fossero sabotaggi, scioperi bianchi che non vengono dichiarati farò tutto quello che posso fare”.
    Ora, quel che può fare – anche se lo volesse – è penosamente limitato dalle leggi. Infatti abbiamo saputo quanto segue: che sui licenziamenti nelle municipalizzate, i sindacati hanno potere di veto. Legalmente. Per una legge approvata a suo tempo da Berlusconi.
    Il coinvolgimento dei sindacati nell’associazione a delinquere si impone, ci pare. A meno che non preferiate, valorosi, stralciare la posizione e avviare un’indagine (con intercettazioni a strascico) sui sindacati come autonoma “Associazione a delinquere di stampo mafioso”: una inchiesta che, possiamo assicurarlo senza ambagi, sarebbe piena di succose sorprese e paradossali sviluppi, coinvolgenti quel che si dice “il mondo politico”.
    Il Servizio Studi del Parlamento

    Di questa entità misteriosa si sa pochissimo. Il suo metodo mafioso è accertato dall’ultimissimo inghippo messo in atto per impedire la riforma del Senato. Spieghiamo: nel progetto di riforma, suonava una frase che dice:«La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali nei quali sono stati eletti». Nel passaggio alla Camera, il testo è stato modificato come segue: “La durata del mandato dei senatori coincide con quella degli organi delle istituzioni territoriali dai quali sono stati eletti».
    Il “Nei” è stato cambiati in “Dai”. «È una modifica fatta intenzionalmente – ha accusato il sottosegretario alle Riforma, Luciano Pizzetti – È stato usato come un cavallo di Troia per cambiare le riforme». Siccome infatti la microscopica variazione comporta che il testo approvato al Senato è diverso da quello che deve essere approvato alla Camera, tutto ritorna alla casella di partenza.
    Di chi è la “Manina” che ha fatto il cambiamento? “E’ stata una richiesta del Servizio studi”, ha dichiarato nientemeno che Emanuele Fiano, relatore renziano: « Una correzione che risolveva un margine di ambiguità. Non potevamo dire di no». Da questa ammissione, esimii procuratori, sono evidenti alcune cose: che i parlamentari agiscono sotto schiaffo di una entità, annidata nella burocrazia del Parlamento (quella che si dà stipendi da 7 mila al mese come prima assunzione), a cui “non posson dire di no”. Come al Padrino, che faceva “offerte che non si possono rifiutare”?
    Ci sarebbe da intraprendere (con le dovute intercettazioni) una succosissima indagine sul come e qualmente i nostri eletti vengono manovrati, insufflati, condizionati – in una parola, manipolati – dagli apparati cosiddetti tecnici a cui – per forza, data la loro ignoranza dei grovigli legali in cui si sono essi stessi ingarbugliati – si devono affidare per la stesura delle loro leggi e leggine. Come questa cosca sia potente e strapagata, ed agisca sotto la protezione della “legalità”, non vi inganni: la legalità se la scrivono loro, a vantaggio proprio e degli amici politici che aumentano il suo potere e i suoi stipendi.
    Lo stampo mafioso è confermato dal cronista del Corriere, che ha cercato di interrogare la cosca: “Quanto al servizio studi, non è dato sapere di più: la discrezione dei funzionari è leggendaria, di interviste non se ne parla e nessuno si assume la paternità della richiesta”.
    Perché non mettere sotto controllo quei telefoni? Perché vi siete fermati a Buzzi e Carminati, o validissimi accusatori?
    Poi c’è quello che si fa’ chiamare “Il Papa”…

    Ve la segnaliamo dopo quel che siamo venuti a sapere attorno a Mamadou Kamara, quell’ivoriano povero profugo bisognoso di tanto aiuto, che ha ammazzato i due coniugi di Palagonia per derubarli di: smartphhone, computer, tablet, macchine fotografiche. Agli inquirenti è apparso “sicuro, sfrontato, imperturbabile”, come un vero assassino professionale: quale probabilmente era nel suo paese, perché, nella dichiarazione che ha dovuto stilare all’arrivo (8 giugno), al ‘centro d’accoglienza” Cara di Mineo, ha scritto: “Non potevo più stare nel mio Paese, la Costa d’Avorio. Avevo paura per la mia vita, così sono fuggito e sono arrivato in Libia dove ho pagato per imbarcarmi. Sono venuto in Italia in cerca di fortuna».
    il povero profugoLa Costa d’Avorio non è in guerra. Se il giovinotto non ci poteva più stare, magari era perseguito dalle leggi del suo paese? E poi: “Sono venuto in Italia in cerca di fortuna” è giustificazione sufficiente o no, per escluderlo da ogni accettazione come profugo? Macché – al centro di Mineo, i buoni volontari (bella cosca anche loro) gli hanno fatto riempire la domanda d’asilo politico: complicità in omicidio per rapina? Non so, domando rispettosamente.
    Al medesimo centro d’accoglienza, si sono raccolte voci dei santi volontari che vogliono tanto bene ai profughi: “Arrivò il 9 giugno e due giorni dopo, l’11, si presentò per iscriversi al corso di fitness. Lui non è un ragazzo molto alto, diciamo un metro e settanta, ma è molto atletico, muscoloso. Però frequentò il corso solo per una settimana, poi lasciò. Allo stesso modo s’iscrisse subito anche alla scuola di lingua italiana, in aula però si presentò solo due volte. Mai si è affacciato neppure al job center o nei nostri tanti laboratori. Si faceva vedere solo a mensa e al bazar.
    Corso di fitness?
    Fitness Center di mineoScusate: oltre che di vitto e alloggio, schede SIM per chiamare le famiglie all’estero, diamo a questi negri giovani e muscolosi “il corso di fitness”?! A spese nostre? Noi, cittadini, il corso di fitness ce lo paghiamo. E ci sono vecchietti che avrebbero bisogno del corso di fitness e non se lo possono permettere, né l’ASL glielo passa perché c’è la spending review. Non parliamo poi dei malati da SLA che avrebbero bisogno di ben altra riabilitazione, e non possono averle che col contagocce perché mancano i soldi.
    Dunque: noi spendiamo denaro pubblico perché giovani negri già molto muscolosi, venuti per uccidere e rapinare si facciano ancor più muscoli?
    Ebbene: di questo odioso scandalo e ripugnante affare, o valorosi procuratori, siamo in grado di additare il possibile mandante.
    E’ un individuo dell’età del boss Casamonica. Vestito di bianco con un croce al collo – esattamente come appare nei manifesti del funerale il defunto boss della cosca zingara, Vittoriano Casamonica. Uno che i suoi chiamano “Il Papa” – come Casamonica – che è certamente un nome di battaglia (non l’abbiamo mai visto mai inginocchiato davanti al Santissimo, mai è stato fotografato mentre prende la Comunione), e in Argentina s’è affiliato ad una setta:
    “Il Papa” durante l’affiliazioneInoltre perseguita i cattolici praticanti, amando invece scompisciatamente radicali, protestanti, luterani e valdesi – nonché tutti quelli che vengono, a suo dire, dalle “periferie esistenziali” per “fare una vita migliore” qui da noi. Non i profughi che fuggono dalla guerra, no; l’individuo noto come “il Papa” vuole che accogliamo tutti, proprio tutti, anche quei muscolosi come Amadou, venuti per rapinare i tablet e gli smartphone, con abbastanza soldi da pagarsi il passaggio illegale. Altrimenti accusa noi italiani di “razzismo”.
    Allora lo chiamavano “Il Cardinale”Ora, abbiamo le prove che questo individuo non parla a nome della Chiesa quando pretende minacciosamente che l’Italia accolga tutti costoro senza distinzione né limiti.
    Grazie ad Antonio Socci, abbiamo saputo che la Chiesa africana – la Conferenza episcopale, con il suo segretario Nicolas Djomo – ha fatto un appello ai giovani africani, perché non emigrino: “Non fatevi ingannare dall’illusione di lasciare i vostri Paesi alla ricerca di impieghi inesistenti in Europa e in America”. Invece, “Utilizzate i vostri talenti e le altre risorse a vostra disposizione (perché i soldi, quelli ce li hanno, e i vescovi lo sanno,ndr.) per rinnovare e trasformare il nostro continente e per la promozione della giustizia, della pace e della riconciliazione durature in Africa. Voi siete il tesoro dell’Africa. La Chiesa conta su di voi, il vostro continente ha bisogno di voi”.
    Da Anna Bono, che è ricercatrice in Storia e istituzioni dell’Africa presso il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Torino ed ha studiato il problema, abbiamo saputo che ad emigrare in massa non sono gli affamati (che non si possono certo permettere un ‘passaggio’ da 3 mila euro almeno) bensì : “una netta prevalenza di giovani, maschi, istruiti, partiti da centri urbani dove avrebbero potuto continuare a vivere, così come fanno i loro coetanei rimasti a casa”. E “in gran parte la motivazione non è un pericolo di vita incombente né la miseria estrema. Gli emigranti dall’Africa per lo più non stavano morendo di fame, non vivevano sotto le bombe o nel terrore di un regime spietato. Difatti pochi ottengono lo status di rifugiato”.
    Quello che vogliono, quando vengono tra noi, è lo smartphone.
    In decine di migliaia,- questi intraprendenti istruiti , ciascuno dei quali caccia 3 mila euro almeno, depauperano l’Africa non solo delle loro persone, ma dei capitali con cui i paesi potrebbero svilupparsi. E’ un fenomeno negativo, come proclama la Chiesa africana. Qualunque cosa dica quello che si fa’ chiamare “Vescovo di Roma”, ma nel suo ambiente chiamano “Il Papa”.
    Che segnaliamo alle Signorie Vostre,validissimi pm, nel quadro di una possibile inchiesta su Mafia-Capitale bis.
    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  6. #6
    Viva l'Italia
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    140,908
     Likes dati
    1,997
     Like avuti
    11,493
    Mentioned
    1915 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Con 'mafia capitale' la magistratura ha fatto il suo scoop dell'anno. Ed ha guadagnato con potere politico e supervisione sui politici. Vedi Cantone da un lato e il nuovo magistrato assessore a Roma.
    Diventa triste vedere come la procura abbia distorto i fatti in funzione di una teoria che di certo non ha l'obiettivo di interrompere il malaffare ma, se mai, sfruttarlo per propri fini non del tutto chiari.

    Ora che a Roma si debba pagare per avere appalti è una cosa nota anche alle formiche, nel caso in specie il capo del traffico credo proprio che sia Odevaine, l'unico che tirava tutti i fili e che aveva gli strumenti per coinvolgere o meno le cooperative interessate. Ma è contrario alla politica della magistratura il fatto che si sia obbligati a pagare, probabilmente perchè lo stesso avviene anche per i loro appalti. Quindi meglio che i responsabili siano i riczattati, non i ricattatori.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  7. #7
    Viva l'Italia
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    140,908
     Likes dati
    1,997
     Like avuti
    11,493
    Mentioned
    1915 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Ricordo a tutti che per legge gli enti locali debbono destinare il 5% del loro bilancio alla cooperazione sociale. Il 5%....crederete mica che nel restante 95 tutto sia corretto, vero? Come credete che funzioni per gli appalti della sanità ce sono quelli che occupano il maggior impegno economico? Se si fa questo col 5% figuratevi col resto.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

  8. #8
    Pro Feudalia Iura Factio
    Data Registrazione
    12 Jun 2014
    Località
    Aquisgrana
    Messaggi
    3,719
     Likes dati
    197
     Like avuti
    1,899
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Il piddino Buzzi ha fatto nuovamente richiesta di patteggiamento.

    3 anni e 9 mesi ovvero tre mesi in più rispetto al patteggiamento già richiesto a Giugno, subito cestinato dalla procura.

    Hanno una paura fottuta di arrivare al maxi processo di Novembre.

  9. #9
    Forumista per hobby
    Data Registrazione
    04 Dec 2012
    Messaggi
    23,203
     Likes dati
    342
     Like avuti
    12,297
    Mentioned
    137 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Parentopoli e soldi per le sagre: gli affari Ncd nel feudo di Mineo

    DA SCS STAFF · 02/09/2015
    ansa - campo di accoglienza di mineo - Controlli ai migranti giunti stamani, 24 marzo 2011, al " villaggio della solidarietà" di Mineo (Catania), partiti ieri sera da Lampedusa con la nave della Marina Militare Italiana San Marco. ANSA/ORIETTA SCARDINO



    Al Cara di Mineo, il più grande centro di accoglienza in Europa, ci sono più dipendenti che all’Ikea di Catania: sono stati assunti anche moglie e fratelli. Ci costa 50 milioni di euro l’anno. E ospita oltre 3mila immigrati

    Se l’Italia fosse Mineo, ridente cittadina nel catanese, Angelino Alfano sarebbe premier di un governo monocolore Ncd. Alle scorse Europee il suo partito lì ha preso il 39%, alle amministrative del 2013 ha spazzato via tutti conquistando a man bassa il Comune con il 45%.
    La chiave del successo, spiega ai pm l’ex responsabile profughi al Viminale Luca Odevaine, agli arresti per Mafia Capitale, va cercata nel Cara di Mineo, il più grande centro di accoglienza di immigrati in Europa, e anche una grande macchina di voti, posti di lavoro, affari. É sempre Odevaine a fornire un confronto: l’Ikea di Catania occupa 150 persone, il centro profughi di Mineo 400. É quella la più grande industria della zona. E intorno al Cara si sono sviluppati appetiti e consorterie, un sistema collaudato (finito nel mirino della Procura) tra assunzioni, scambi di favori con amministrazioni amiche e soldi, tanti soldi (circa 50 milioni l’anno per la gestione del Cara, con un indotto fra stipendi e forniture di 1 milione di euro al mese).



    Un intreccio che porta molto spesso a uomini di Ncd. Alla guida del Cara fino al 2013, quando lascia perché chiamato al governo come sottosegretario, c’è l’alfaniano Giuseppe Castiglione. A prenderne le redini, come presidente del consorzio «Calatino Terra d’Accoglienza», la cooperativa che gestisce il centro, arriva Anna Aloisi. Chi è? È l’attuale sindaco di Mineo, alfaniana doc nonché componente del coordinamento Ncd a Catania. Nei tre mesi precedenti alla sua vittoria (col 45%) alle amministrative 2013, il Consorzio Calatino Terra d’Accoglienza scopre di avere urgente bisogno di nuovo personale, e assume 24 persone, proprio nelle settimane prima del voto. Tante, e non scelte a caso. «La mappa delle assunzioni non è al di sopra di ogni sospetto – scrive La Sicilia – il vicesindaco Salvo Tamburello (Ncd) ha una sorella impiegata al consorzio. L’assessore Massimo Pulici, da anni dipendente del consorzio, avrebbe piazzato anche un nipote e un cognato. Fra i consiglieri comunali: Giuseppe Biazzo, capogruppo della maggioranza vicino a Ncd, è componente del Cda del consorzio Calatino, mentre la moglie lavora allo Sprar, una delle strutture satellite del Cara, ndr )». Poi ci sono altri tre consiglieri della maggioranza del sindaco Ncd: uno lavora direttamente al Cara, l’altro ha un figlio che lavora lì, e il terzo un fratello assunto al Consorzio, «mentre allo Sprar risulta assunta la moglie del vicepresidente del Consiglio, Mario Margarone», anche lui eletto con la lista del sindaco Aloisi. E gli intrecci continuano tra parenti di primo, secondo e terzo grado in altri comuni della zona. Tutti al Cara, appassionatamente.



    Ma l’enorme flusso di soldi pubblici che arriva al centro di accoglienza di Mineo permette anche di esercitare la fantasia. Con le sagre, ad esempio. Cosa c’entrano gli immigrati del centro di accoglienza con la «Festa del pecorino pepato di Castel di Iudica» o col «Presepe vivente di Vizzini»? C’entrano, c’entrano…. Nel 2014 il Consorzio ha distribuito quasi 200mila euro alle amministrazioni comunali amiche per finanziare eventi e feste di paese. Ufficialmente per «progetti d’integrazione» che prevedono la partecipazione dei migranti agli eventi. In realtà un altro tassello del sistema di potere e consenso grazie ai fondi per l’accoglienza, una grande torta dove affondare il coltello.
    Il sistema in questo funziona egregiamente, per il resto fa acqua da tutte le parti. Racconta Antonio Rapisarda in un reportage su Il Tempo che per controllare 3.168 immigrati ci sono solo una ventina di poliziotti di un unico commissariato. E infatti gli ospiti fanno quel che vogliono (da lì arriva il sospettato del duplice omicidio a Catania), hanno allestito persino un mercatino abusivo dove vendono sigarette, cibo, vestiti, oggetti di provenienza ignota. Il caos. Ma più redditizio dell’Ikea.








    sinistri, siete dei luridi da vomito, fatevene una ragione

  10. #10
    Viva l'Italia
    Data Registrazione
    31 Mar 2009
    Località
    Roma
    Messaggi
    140,908
     Likes dati
    1,997
     Like avuti
    11,493
    Mentioned
    1915 Post(s)
    Tagged
    13 Thread(s)

    Predefinito Re: Parola di piddino

    Citazione Originariamente Scritto da Alla Pugna Visualizza Messaggio
    Il piddino Buzzi ha fatto nuovamente richiesta di patteggiamento.

    3 anni e 9 mesi ovvero tre mesi in più rispetto al patteggiamento già richiesto a Giugno, subito cestinato dalla procura.

    Hanno una paura fottuta di arrivare al maxi processo di Novembre.
    Che non cambierà niente se non nella vita di costui, lo sai, vero? Attualmente i funzionari e dirigenti indagati sono ancora tutti al loro posto a continuare a 'lavorare'. Esclusi i pochissimi arrestati che per ovii motivi non possono essere al loro posto ma continuano a ricevere lo stipendio.
    La cosa vergognosa è che chi prende i soldi in Ityalia è meno responsabile di chi li dà. Non viene punito o molto poco. Eppure tutti sanno che non lavori se non paghi, tutti sanno che sono quelli che prendono i soldi a gestire il gioco.
    Ma cane non mangia cane.
    Il sonno della ragione genera mostri.


    Divergevano due strade in un bosco, ed io...io presi la meno battuta, e di qui tutta la differenza è venuta.

 

 
Pagina 1 di 2 12 UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Promesse da Piddino
    Di Leviathan nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 16
    Ultimo Messaggio: 01-09-13, 13:24
  2. Ma il bravo piddino doc Piras .....
    Di svicolone nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 26-08-13, 21:12
  3. vorrei qualche piddino qui
    Di atvar51 nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 08-05-13, 10:17
  4. "Meglio votare PDL che Grillo." Parola di deputato piddino
    Di Zefram_Cochrane nel forum Politica Nazionale
    Risposte: 11
    Ultimo Messaggio: 29-08-12, 18:13
  5. Risposte: 23
    Ultimo Messaggio: 23-08-12, 22:58

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito