il sigh. sigh. sigh. elnikko.
Questo e il suo partito:
Tutti gli uomini del Pd indagati, arrestati, imputati e condannati
8 marzo 2012 alle ore 21:06
La legge italiana prevede che «l'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva».
Evidentemente per il PD, la legge ha due pesi e due misure, e un indagato (non imputato!) della parte opposta è colpevole, mentre un loro indagato è innocente.
Nessuno ha memoria di un PD forcaiolo che ha chiesto le dimissioni e/o espulso Stefano Bonaccini, Agazio Loiero, Antonio Bassolino o Rosa Russo Jervolino ecc
Tanto vale rinfrescare la mente dei progressisti!
Legenda:
P patteggiamento o condannato
A arrestato
I indagato
R rinviato a giudizio o imputato
Piemonte 8
A P Bartolomeo Valentino ex assessore di Collegno (Torino): 2 anni per concussione.
P Antonio Tenace assessore della Provincia di Novara: 2 mesi e 20 giorni per violazione del segreto d’ufficio.
R Michele Cressano consigliere comunale a Vercelli: falso ideologico e abuso d’ufficio.
P Giusi La Ganga candidato alle ultime elezioni comunali del Pd: 20 mesi di reclusione e multa di 500 milioni di lire per finanziamento illecito ai partiti.
I Giuseppe Catizone sindaco di Nichelino: abuso edilizio.
R Andrea Oddone sindaco di Ovada: omicidio colposo.
I Franco De Amicis ex segretario Pd Basso Canavese: bancarotta fraudolenta.
Liguria 8
A Franco Pronzato ex consigliere di Claudio Burlando e Bersani: corruzione.
A Franco Bonanini presidente del Parco delle Cinque Terre e parlamentare europeo: truffa e associazione a delinquere.
A Roberto Drocchi funzionario, ex candidato di Savona: truffa continuata e falso in atti pubblici.
I Vito Vattuone consigliere regionale: associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
I Giancarlo Cassini assessore regionale all’Agricoltura: associazione a delinquere, corruzione e altri reati.
P Massimo Casagrande ex consigliere comunale di Genova: 1 anno e 6 mesi per corruzione.
P Claudio Fedrazzoni ex consigliere comunale di Genova: 1 anno e 6 mesi per turbativa d’asta.
P Stefano Francesca ex portavoce del sindaco di Genova: 1 anno e 4 mesi per corruzione.
Lombardia 2
I Filippo Penati ex presidente della Provincia di Milano: corruzione, concussione e finanziamento illecito.
A Tiziano Butturini ex sindaco di Trezzano sul Naviglio: 2 anni e 5 mesi per corruzione.
Emilia-Romagna 9
I Luigi Ralenti sindaco di Serramazzoni (Modena): corruzione e turbativa d’asta.
I Alberto Caldana ex assessore della Provincia di Modena: peculato.
P I Flavio Delbono ex sindaco di Bologna: 1 anno e 7 mesi per truffa aggravata, peculato, intralcio alla giustizia.
I Alberto Ravaioli sindaco di Rimini: abuso d’ufficio.
I Aldo Preda, ex senatore, Cinzia Ghirardelli, membro coordinamento provinciale, Cesare Marucci, ex consigliere comunale di Ravenna,Gianluca Dradi ex assessore di Ravenna: tutti per falso in bilancio.
I Nerio Marchesini attivista: trasferimento fraudolento di valori di una ‘ndrina calabrese.
Toscana 15
R Alberto Formigli ex capogruppo in comune a Firenze: associazione per delinquere, corruzione e altri reati.
R Salvatore Scino vicepresidente del consiglio comunale: falso ideologico.
I Andrea Vignini sindaco di Cortona (Arezzo): abuso d’ufficio.
I Graziano Cioni ex assessore di Firenze: corruzione e violenza privata.
I Gianni Biagi ex assessore all’Urbanistica di Firenze: corruzione.
I Gianluca Parrini consigliere regionale: abuso d’ufficio.
I Gian Piero Luchi ex sindaco di Barberino del Mugello: abuso d’ufficio.
I Alberto Lotti ex vicesindaco di Barberino del Mugello: corruzione e abuso d’ufficio.
I Paolo Cocchi ex assessore regionale: abuso d’ufficio.
I Daniele Giovannini ex assessore comunale di Barberino del Mugello: abuso d’ufficio.
I Giovanni Guerrisi consigliere comunale di Barberino del Mugello: falso ideologico.
I Marzio Flavio Morini sindaco di Scansano (Grosseto): corruzione.
I Fabrizio Agnorelli sindaco di Piancastagnaio (Siena): truffa aggravata e falso.
R Fabrizio Neri ex sindaco di Massa-Carrara: abuso d’ufficio.
I Antonella Chiavacci ex sindaco di Montespertoli: omissione di controllo.
Umbria 7
I Eros Brega presidente del consiglio regionale: peculato e concussione.
I Maria Rita Lorenzetti ex presidente della regione: abuso d’ufficio.
I Maurizio Rosi ex assessore regionale alla Sanità: abuso d’ufficio.
I Luca Barberini consigliere regionale: peculato.
I Nando Misnetti sindaco di Foligno: peculato.
I Sandra Santoni ex capo di gabinetto di Lorenzetti: peculato.
R Giacomo Porrazzini ex sindaco di Terni ed ex deputato europeo: disastro ambientale e truffa.
Marche 1
P Fabio Sturani ex sindaco di Ancona: 1 anno e 9 mesi e interdizione dai pubblici uffici per 5 anni per concussione.
Puglia 7
P Domenico Gatti sindaco di Modugno (Bari): falso ideologico.
I Alberto Tedesco senatore: associazione per delinquere, corruzione, concussione, turbativa d’asta, abuso d’ufficio e falso.
I Michele Mazzarano ex segretario organizzativo del partito: finanziamento illecito ai partiti.
R P Flavio Fasano ex sindaco di Gallipoli (Lecce) ed ex assessore provinciale ai Lavori pubblici: 2 anni per falso e rinviato a giudizio per turbativa d’asta.
A I Sandro Frisullo ex vicepresidente della regione: associazione a delinquere e turbativa d’asta.
I Antonio De Caro capogruppo al consiglio regionale ed ex assessore di Bari alla Mobilità e al traffico: tentativo d’abuso d’ufficio.
I Adolfo Schiraldi ex presidente consiglio comunale di Triggiano (Bari): concussione.
Calabria 4
R I Agazio Loiero ex governatore regionale: associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per abuso d’ufficio.
R Nicola Adamo ex vicepresidente della giunta regionale: associazione per delinquere, falso e abuso d’ufficio e imputato per associazione per delinquere, concussione, abuso d’ufficio.
A I Pietro Ruffolo assessore comunale di Cosenza: associazione per delinquere finalizzata alla truffa e al riciclaggio, e arrestato per detenzione abusiva d’armi.
P Giuseppe Mercurio ex capogruppo al Comune di Crotone, 4 anni per voto di scambio.
Veneto 2
P Statis Tsuroplis imprenditore iscritto al partito ed ex consigliere del sindaco di Venezia: 1 anno e 9 mesi per corruzione.
P Tullio Cambruzzi, tesserato pd e manager pubblico: corruzione, ha patteggiato 2 anni.
Lazio 5
Piero Marrazzo ex presidente della regione dimessosi dopo una vicenda di cocaina e trans.
R Francesco Paolo Posa ex sindaco di Frascati e consigliere provinciale: truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
I Guido Milana eurodeputato ed ex presidente del consiglio regionale: truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
I Ruggero Ruggeri consigliere provinciale: truffa, falso e indebita percezione di erogazioni pubbliche.
R Valdo Napoli ex assessore all’Ambiente di Montefiascone: corruzione.
Campania 13
R I Antonio Bassolino ex presidente della regione: epidemia colposa e omissione d’atti d’ufficio, sotto processo per truffa aggravata ai danni dello Stato e frodi in pubbliche forniture e per peculato.
I Rosa Russo Iervolino ex sindaco di Napoli: epidemia colposa e omissione in atti d’ufficio.
I Andrea Lettieri ex sindaco di Gricignano d’Aversa (Caserta): concorso esterno in associazione mafiosa.
I R Vincenzo De Luca ex senatore e sindaco di Salerno: abuso d’ufficio, concussione, associazione per delinquere finalizzata a truffa e falso.
P Corrado Gabriele consigliere regionale ed ex assessore regionale: 4 anni e 3 mesi per pedofilia.
A R Aniello Cimitile presidente della Provincia di Benevento: falso.
I Enrico Fabozzi sindaco Villa Literno: concorso esterno in associazione mafiosa
A I Fabio Solano componente direttivo cittadino pd di Benevento: truffa.
I Giuseppe Russo cons. regionale: truffa. Carlo Nastelli ex consigliere comunale di Castellammare: tentata estorsione.
R Carlo Nastelli, Nino Longobardi, Antonio Cinque ex consiglieri comunali di Castellammare di Stabia: truffa ai danni dello Stato e concorso in falso.
Sardegna 3
I Renato Soru, ex presidente regione, consigliere regionale e membro della segreteria nazionale: aggiotaggio, assolto in primo grado per abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
P Graziano Milia presidente Provincia di Cagliari: 1 anno e 4 mesi per abuso d’ufficio.
I Roberto Deriu, presidente Provincia di Nuoro: abuso d’ufficio.
Abruzzo 6
R Antonio Boschetti ex assessore regionale alle Attività produttive: associazione per delinquere, concussione e altri reati.
R Bernardo Mazzocca ex assessore regionale alla Sanità. associazione per delinquere, concussione e abuso d’ufficio.
R Camillo Cesarone ex capogruppo alla regione: associazione per delinquere, concussione e corruzione.
P Luciano D’Alfonso ex sindaco di Pescara: 4 mesi per abuso d’ufficio.
I Massimo Cialente sindaco dell’Aquila: rifiuto in atti d’ufficio.
I Fabio Ranieri consigliere comunale dell’Aquila: truffa.
Basilicata 4
I Franco Stella presidente Provincia Matera: indagato per abuso d’ufficio.
R Prospero De Franchi ex presidente del consiglio regionale: rinviato a giudizio per falso e truffa.
R Pasquale Robortella consigliere regionale e sindaco di San Martino d’Agri: rinviato a giudizio per truffa ai danni dell’Ue.
I Nicola Montesano consigliere comunale di Policoro (Matera): indagato per falso e turbativa d’asta.
Sicilia 7
A Gaspare Vitrano deputato regionale: concussione.
I Elio Galvagno consigliere regionale: falso in bilancio.
I Salvatore Termine consigliere regionale: falso in bilancio.
I Vladimiro Crisafulli senatore: falso in bilancio, rinviato a giudizio per abuso d’ufficio.
I Giuseppe Picciolo deputato regionale: calunnia.
P Vittorio Gambino funzionario: falso in atto pubblico.
P Giuseppe Palermo funzionario: falso in atto pubblico.
PS: l'articolo risale a luglio 2011 e mancano:
I Stefano Bonaccini segretario regionale Emilia Romagna e consigliere regionale: turbativa d'asta e abuso d'ufficio
I Luigi Lusi senatore: appropriazione indebita aggravata
A Lino Brentan tesserato PD e amministratore delegato autostrada Padova-Venezia: corruzzione.
Fonte Panorama
http://blog.panorama.it/italia/2011/07/29/tutti-gli-uomini-del-pd-indagati-arrestati-imputati-e-condannati/
31/03/2015 06:06
MANETTE ROSSE
Pd, il partito dalla parte della (tan) gente
Mazzette, mafia, rimborsi irregolari, primarie truccate Ecco tutti gli indagati della sinistra che si credeva onesta
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Antropologicamente superiori. Lo hanno spesso sostenuto, magari a mezza bocca, quelli della sinistra italiana, certi di potersi sedere un gradino sopra gli altri perché più «puliti» e meno avvezzi al malaffare. Non lo hanno mai nascosto quelli del Partito democratico, quando, nel corso degli anni, hanno puntato il dito contro gli avversari, ghignando per quell’inchiesta o quell’arresto che, nella loro mente, confermava la loro «purezza morale». E invece sulla loro presunta «diversità» è ormai calato il sipario. Non solo per l’arresto, ieri, del sindaco di Ischia, ma per un lunghissimo elenco di esponenti del Pd di tutta Italia che bazzica le procure e i tribunali. Premessa necessaria: si tratta di indagati e in quanto tali innocenti, ma il quadro che ne viene fuori scippa ai democrat la possibilità di ergersi a «giudicatori nazionali».
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SOTTOSEGRETARI
La lista degli esponenti del Pd alle prese con grane da tribunale non può che partire dai sottosegretari sotto inchiesta: Francesca Barracciu, innanzitutto, indagata per peculato nell’ambito delle inchieste sulle «spese pazze» in Sardegna; Vito De Filippo, sotto indagine per i rimborsi nella Regione Basilicata; Giuseppe Castiglione, indagato per abuso d’ufficio e turbativa d’asta per un appalto relativo al Centro immigrati di Mineo, in Sicilia. Restando sul panorama nazionale, spiccano anche in nomi di Davide Zoggia e Michele Mognato, deputati veneziani del Pd, sotto inchiesta per finanziamento illecito (la procura ha chiesto l’archiviazione).
LAZIO E ROMA INFELIX
Nel Lazio a finire nel mirino della procura di Rieti per le «spese pazze» in Regione, ci sono gli attuali senatori Bruno Astorre, Carlo Lucherini, Claudio Moscardelli, Francesco Scalia e Daniela Valentini, nonché il deputato Marco Di Stefano, coinvolto anche in un’indagine su una presunta tangente da 1,8 milioni di euro. È di pochi giorni fa la notizia dell’indagine per tentata turbativa d’asta a carico di Maurizio Venafro, capo Gabinetto del governatore Nicola Zingaretti. La musica rimane simile al Comune di Roma, dove sono indagati il vicesindaco Luigi Nieri e gli assessori Giovanna Marinelli e Alessandra Cattoi. Un mese fa, invece, l’ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, passato poi al Pd, è stato condannato a 8 anni di reclusione per appropriazione indebita. Nell’inchiesta Mafia Capitale sono coinvolti Luca Odevaine, ex vicecapo Gabinetto di Veltroni, insieme a Mirko Coratti, consigliere comunale indagato per corruzione, ed Eugenio Patanè, sotto inchiesta per turbativa d’asta e finanziamento illecito.
RENZIANI, BANCHE E SISTEMA SESTO
Facendo un salto geografico fino in Sicilia, il Responsabile welfare del Pd, Davide Faraone, renziano convinto, è indagato per peculato, mentre un po’ più su c’è il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, condannato per abuso d’ufficio ma in corsa per la presidenza della Regione Campania. Salendo fino in Piemonte, sotto inchiesta per gettoni relativi a giunte mai convocate quando era presidente circoscrizionale, c’è Paola Bragantini, attuale deputata Pd. In Lombardia è ancora aperta l’inchiesta sul «Sistema Sesto», che vede imputato l’ex presidente della Provincia di Milano, Filippo Penati. In Puglia, invece, nell’inchiesta sulla sanità, è sotto processo l’ex senatore Pd Alberto Tedesco. Nella stessa regione, l’ex vicepresidente della giunta, Sandro Frisullo, è stato condannato per turbativa d’asta. Tornando al Nord, va rammentata l’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena, che ha coinvolto la gestione della banca del Pd locale.
GRANDI OPERE
In Toscana, nell’inchiesta fiorentina sulle Grandi Opere, è indagato per induzione indebita Antonio Bargone, ex sottosegretario Pd nei governi Prodi e D’Alema, e anche l’ex consigliere regionale Vladimiro Fiammenghi, l’ex assessore Alfredo Peri e l’ex presidente della Provincia di Modena, Graziano Pattuzzi, tutti del Pd. Un mese fa la procura di Firenze ha chiesto il rinvio a giudizio anche per l’ex presidente della Regione Umbria, Maria Rita Lorenzetti, nell’ambito di un’inchiesta per associazione a delinquere finalizzata alla corruzione.
MOSE, TEATRI E SEMAFORI
Tornando al Nord, risale a meno di un anno fa il ciclone giudiziario che ha travolto l’ormai ex sindaco di Venezia, Giorgio Orsoni, accusato di finanziamento illecito nell’inchiesta sul Mose, ed è più o meno dello stesso periodo quella che ha coinvolto Francantonio Genovese, sotto processo per i «Corsi d’oro» e al quale si contesta anche il riciclaggio internazionale. Spostandoci in Sardegna, il sindaco di Cagliari, Massimo Zedda, è stato rinviato a giudizio per la nomina del sovrintendente del Teatro Lirico. Indagine collettiva a Imola, per un’inchiesta sugli apparecchi elettronici che segnalano le infrazioni ai semafori: indagato per abuso d’ufficio il sindaco Pd, Daniele Manca, e gli altri componenti della giunta: il vicesindaco Roberto Visani, e gli assessori Valter Galavotti, Raffaella Salieri, Ivan Vigna, Luciano Mazzini, Monica Campagnoli, Andrea Bondi e Daniele Montroni. Quest’ultimo attuale deputato Pd.
RIMBORSOPOLI
Il 17 marzo scorso la procura di Napoli ha chiesto il rinvio a giudizio per consiglieri regionali in carica ed ex, coinvolti in «rimborsopoli». Fra questi anche Mario Casillo, Angela Cortese, Corrado Gabriele, Nicola Marrazzo e Enrico Fabozzi, tutti del Pd. «Spese allegre» anche in Lombardia, dove Guido Galperti, ex capogruppo in Consiglio regionale e attuale deputato Pd, ha chiesto di essere processato con rito abbreviato. Così come l’ex consigliere Pd Angelo Costanzo e anche i democrat Luca Gaffuri e Carlo Spreafico (va aggiunto che il consigliere regionale Massimo D'Avolio è indagato per abuso d’ufficio per fatti risalenti a quando era sindaco di Rozzano). Un volo di nuovo al Sud, dove per la «rimborsopoli» in Calabria sono sotto inchiesta Sandro Principe, ex capogruppo Pd in Consiglio regionale, il consigliere Enzo Ciconte, l’ex consigliere Peppe Bova, l’assessore Nino De Gaetano. In Basilicata la Corte dei Conti ha condannato il sottosegretario De Filippo e il deputato Pd, Vincenzo Folino, a risarcire i soldi dei fondi di rappresentanza usati indebitamente. Spese pazze per il Pd anche in Liguria, dove sono indagati il consigliere regionale Nino Miceli e il tesoriere del partito, Mario Amelotti. Stessa musica nelle Marche, dove pochi mesi fa le indagini sono state prorogate e fra gli indagati per le spese illegittime dei gruppi, ci sono il governatore Gian Mario Spacca, il segretario regionale dei democrat, Francesco Comi, l’ex vice presidente della giunta e attuale deputato Pd, Paolo Petrini, il capogruppo Mirco Ricci, più cinque fra addetti a gruppi e segreterie.
’NDRANGHETA E ANTIMAFIA
In Calabria il Pd, o politici ad esso vicino, sono coinvolti in inchieste «pesanti». L’ex sindaco di Melito Porto Salvo, Giuseppe Iaria, e il suo successore, Gesualdo Costantino, sono sotto processo nell’ambito di un’inchiesta contro la cosca Iamonte. Nel mirino dei pm sono finite anche due ex icone antimafia. Si tratta di Caterina Girasole, ex sindaco di Isola Capo Rizzuto, sotto inchiesta per abuso dei fondi destinati all’erosione costiera ma coinvolta anche in un’indagine per corruzione elettorale aggravata dalle modalità mafiose, e Rosy Canale, fondatrice del movimento «Donne di San Luca», sotto processo per truffa e malversazione. Mentre anche l’ex sindaco del piccolo centro aspromontano, Sebastiano Giorgi, è stato condannato per aver favorito le cosche locali. Sempre in Calabria è sotto processo il renziano ed ex consigliere regionale, Demetrio Naccari Carlizzi, accusato di aver favorito la moglie per un posto di dirigente in ospedale.
FIRME FALSE, TRUFFA E VOTO DI SCAMBIO
In Piemonte gli avvisi di garanzia riguardano presunte firme false nella presentazione delle liste. Due mesi fa sotto indagine, per il Pd, finiscono la consigliera regionale Nadia Conticelli e altri cinque esponenti democrat: gli ex consiglieri provinciali Umberto Perna, Pasquale Valente e Davide Fazzone, il presidente ed il vicepresidente della quinta circoscrizione di Torino, Rocco Florio e Giuseppe Agostino. Un mese dopo iscritti nel registro degli indagati risultano anche quattro dipendenti della sede piemontese del Pd di via Masserano: Gianni Ardissone, Mara Milanesio, Cristina Rolando e Carola Casagrande. Al Sud, in Sicilia, per la precisione a Patti, in provincia di Messina, Maria Tindara Gullo, deputata Pd è stata rinviata a giudizio, insieme ad altre 92 persone, per falso in atto pubblico, voto di scambio e truffa ai danni dello Stato. Il padre, anche lui a processo, è l’ex vicesindaco della cittadina. A Rimini, nell’indagine sulla società che gestisce il porto, sono indagati per associazione a delinquere e abuso d'ufficio, il presidente della Provincia Stefano Vitali, il sindaco di Rimini Andrea Gnassi, l'ex sindaco Alberto Ravaioli, l'ex presidente della Provincia Nando Fabbri. Ancora una volta, tutti del Pd. E sono sotto processo, questa volta in Sardegna, nell’inchiesta sul Piano urbanistico regionale, Gianfranco Ganau, ex sindaco di Sassari e attuale presidente del Consiglio regionale, l’ex vicesindaco e consigliere regionale, Valerio Meloni, e infine Dolore Lai, ex consigliere e assessore. Anche loro, tutti del Pd.
GOVERNATORI
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è indagato nell’ambito dell’inchiesta sul buco all’Asl di Massa, e l’Ente che guida si è costituito parte civile nel processo contro coloro che sono già imputati. Indagato, insieme all’ex pm Antonio Ingroia, è anche il governatore della Sicilia, Rosario Crocetta, e con lui sei assessori della giunta regionale. L’accusa della procura di Palermo è abuso d’ufficio per le assunzioni nelle partecipata “Sicilia e Servizi” di cui Ingroia è amministratore unico. A mettere nei guai il governatore della Basilicata, Marcello Pittella, è invece la Corte dei Conti, che lo ha condannato a risarcire più di 6mila euro per l’uso indebito dei fondi di rappresentanza. Ed è solo un ex governatore Vasco Errani, che ha guidato per anni l’Emilia Romagna per essere poi costretto a dimettersi dopo la condanna in appello per falso ideologico.
PRIMARIE E CAMORRA
Pochi mesi fa a Ercolano, in provincia di Napoli, si sono aperte le procedure per le consultazioni interne in vista delle elezioni comunali. Subito dopo carabinieri e procura partenopea hanno aperto un’indagine conoscitiva per fare luce su alcuni iscritti che sarebbero legati al clan del Vesuviano. I cognomi che hanno destato l’attenzione degli inquirenti sono vecchie conoscenze: Papale, Birra, Zirpoli, Durantini. Inoltre le indagini dovranno accertare il perché dell’impressionante aumento degli iscritti, passati da 300 della volta precedente agli attuali 1.213.
LA FOTOGRAFIA
Fabrizio Barca, esponente autorevole del Partito democratico, è a capo di un gruppo di lavoro che ha il compito di mappare sedi e circoli dei democrat. Al netto di qualche aspetto positivo segnalato nella sua relazione, dall’analisi dell’ex ministro viene fuori il profilo di «un partito non solo cattivo ma pericoloso e dannoso, dove non c’è trasparenza e neppure attività, che lavora per gli eletti anziché per i cittadini, e dove traspaiono deformazioni clientelari e una presenza massiccia di "carne da cannone" da tesseramento». Una rappresentazione impietosa che dovrebbe indurre chi ha teorizzato la “superiorità antropologica” della sinistra italiana e del Pd a farsi un bel bagno di umiltà.
Luca Rocca
TEMA DEL 3D: PER CHI VOTA LA TROTA ELNIKKO.





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