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Re: Democrazia
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Originariamente Scritto da
Paleo
Quello che dicevo. La preferenza per le istituzioni sovranazionali dipende sia dal livello di globalizzazione raggiunto dal capitalismo, sia dall'opportunità di rendere ancora meno diretta la sovranità popolare, e quindi più controllabile l'esercizio del potere. Però la democrazia rappresentativa, e mi ricollego all'osservazione di Cascista, non è solo lontana da quella diretta, ma è opposta, come dicevo, per fini e organizzazione. Quindi le elezioni sono solo un rito, come anticamente lo erano le investiture da parte dell'autorità religiosa, capace unicamente di confermare le tendenze di fondo della politica. Sono l'estrazione casuale di un campione di eletti da un campione di candidati, che i partiti hanno preventivamente selezionato.
La passività con cui viene accettato questo stato di cose, e qui mi ricollego alle tue osservazioni, è qualcosa di congenito. Ci sono meccanismi, come lo stato sociale e la cultura dell'individualismo, che hanno la funzione di disinnescare un'opposizione diffusa. L'aspetto decisivo però è che la cosiddetta plebe si è arricchita e gode di un relativo benessere, oltre a non avere differenze formali con i cosiddetti patrizi. Il risultato è che dominano la paura di perderci e l'illusione dell'inesistenza della piramide sociale. Vedo proprio un aspetto evoluzionistico nell'avvicendarsi della plutocrazia mercantile, con il capitalismo e la democrazia rappresentativa, all'aristocrazia guerriera, con l'economia curtense e il feudalesimo. Un passaggio del tutto irreversibile dal dominio fondato sulla miseria servile e l'autorità della gerarchia a quello fondato sulla soddisfazione materiale e la dissimulazione dell'oligarchia. In effetti è una visione dove la speranza non ha nessuno spazio.
Mi fai venire in mente il libro di massimo Fini "sudditi" (ho seguito per caso anche una suua conferenza su quel libro nel 2011) in cui afferma che la democrazia rappresentativa sarebbe in realtà non un sistema di scelta dei governanti da parte della maggioranza (quella sarebbe una finzione ) ma un sistema di legittimazione del governo che evita le guerre civili cosi come in passato c'era la legittimazione del monarca per diritto divino o dell'investitura feudale che avevano lo stesso scopo e secondo lui la stessa efficacia
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Re: Democrazia
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Originariamente Scritto da
C@scista
Mi fai venire in mente il libro di massimo Fini "sudditi" (ho seguito per caso anche una suua conferenza su quel libro nel 2011) in cui afferma che la democrazia rappresentativa sarebbe in realtà non un sistema di scelta dei governanti da parte della maggioranza (quella sarebbe una finzione ) ma un sistema di legittimazione del governo che evita le guerre civili cosi come in passato c'era la legittimazione del monarca per diritto divino o dell'investitura feudale che avevano lo stesso scopo e secondo lui la stessa efficacia
È questo, ma non è un motivo per rassegnarsi. La politica è un gioco a cui non si può decidere di non giocare. Chi non gioca perde e dovrà comunque pagare per intero la posta decisa dai giocatori.
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Re: Democrazia
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Originariamente Scritto da
Paleo
È questo, ma non è un motivo per rassegnarsi. La politica è un gioco a cui non si può decidere di non giocare. Chi non gioca perde e dovrà comunque pagare per intero la posta decisa dai giocatori.
Si ma qualcuno gioca con i dadi truccati. Si inizia a ragionare così e si arriva alla web democracy grillina.
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Re: Democrazia
Tutte queste discussioni alla fine servono solo a rispondere alle domande: come si può gestire la plebaglia? Come si può impedire che il più furbo o gruppi di furbi sfruttino la plebaglia? Non si può a mio avviso credere che la risposta definitiva la si possa trovare nel dare il potere alla plebaglia ma semmai nel come far cessare l' esistenza della plebaglia.
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Re: Democrazia
Comunque stiamo considerando solo l'aspetto politico-organizzativo del problema, la democrazia come forma di governo, che in realtà parte da presupposti generati da un'ideologia democratica e dalle trasformazioni che quest'ultima ha innescato in ogni ambito: sociale, economico, culturale, spirituale e cosi' via...