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Re: Putìn
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L’Ucraina cambia spesso confini...
Maurizio Blondet
Godiamoci questo momento alto della «espansione della democrazia», dove neonazisti pagati da un Governo non eletto sparano su gente in fila che vuole esprimere col voto la sua volontà. L’Ucraina è la fisarmonica della storia, i suoi confini si sono ristetti ed espansi più volte, inglobando gruppi umani e linguistici diversissimi. Difficile dire cosa sia l’Ucraina, e se è un’entità nazionale che merita la sovranità.
Parole sante.
Se riportate all'itaglia. |
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Re: Putìn
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Re: Putìn
Da memorizzare i metodi, un domani potrebbe tornare utile per ogni evenienza.
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Re: Putìn
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Re: Putìn
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Re: Putìn
Citazione:
Originariamente Scritto da
ventunsettembre
https://www.youtube.com/watch?v=mtx-...yer_detailpage
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Re: Putìn
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Re: Putìn
Ansa.
Si combatte a Kramatorsk, nella regione di Donetsk. Lo riferiscono i media russi e ucraini precisando che ci sarebbero morti e feriti
Mosca chiede all'Ucraina di pagare in anticipo, entro il 2 giugno, 1,66 miliardi di dollari per le forniture di gas del prossimo mese in base a "un volume di fornitura di 114 milioni di metri cubi di gas al giorno, previsto dal contratto". Lo ha detto il portavoce del gigante russo del gas Gazprom, Serghiei Kuprianov
Ue vara altre sanzioni anti Russia, ma resta divisa
Divisa tra falchi e colombe, una Ue sull'orlo della crisi di nervi si tiene ancora apparentemente unita e mentre vara una nuova lista di sanzioni rafforzate che colpiscono 13 individui (tra russi e separatisti dell'est, tra cui il vice capo dell'amministrazione del Cremlino e il comandante dei paracadutisti russi) e due società crimeane confiscate, sposta ancora il momento delle decisioni difficili e continua a sperare nel dialogo. Cosi' oggi i ministri degli esteri allargano la base legale delle "misure restrittive" per avere armi potenzialmente più forti, ma restano ancora lontani dalla 'fase 3' che avrebbe pesanti riflessi sull' economia europea. Intanto i 28 sperano che l'accordo di Ginevra, già dato per morto, possa essere resuscitato. E danno così la benedizione alla "roadmap" per la mediazione lanciata presentata dallo svizzero Didier Burkhalter, presidente della Confederazione rossocrociata ma anche leader di turno dell'Osce, ed affidata al governo di Kiev col sostegno dell'esperto negoziatore tedesco Wolfgang Ischinger. Tra le personalità russe aggiunte nella lista delle sanzioni spicca Viaceslav Volodin, vice capo di gabinetto del presidente Putin già colpito dalle misure americane, e il comandante dei paracadutisti, il generale Vladimir Shamanov. L'autoproclamato sindaco di Slaviansk, Viaceslav Ponomarev, figura tra i dirigenti separatisti, mentre le due società colpite sono la compagnia di gas Shernomornefytegaz e il terminal petrolifero Feodosia. I referendum plebiscitari di ieri a Donetsk e Lugansk sono marchiati dalla Ue, così come da Washington, come "illegittimi e illegali" ed i ministri avvertono che "non saranno riconosciuti" nè ora né mai.
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Re: Putìn
Citazione:
Originariamente Scritto da
Scarpon
Da memorizzare i metodi, un domani potrebbe tornare utile per ogni evenienza.
In queste cose, sono nato istruito :mad:, ma possibile che queste tragedie non tocchino mai i terrons, che squallore!
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Re: Putìn
ORCA PUTIN! - I BIG DELL'ECONOMIA TEDESCA, DA DAIMLER A BASF PASSANDO PER EON, SE NE FREGANO DELLE SANZIONI DI OBAMA: FANNO LE VALIGIE E VANNO ALLA DAVOS DI PIETROBURGO. E WASHINGTON SI INCAZZA
Non importa se verranno sanzioni occidentali dure alla Russia, non importa come continuerà l'escalation del confronto tra Occidente e Mosca e tra il Cremlino e Kiev sulla crisi ucraina. I big dell'economia tedesca andranno alla conferenza economica annuale di San Pietroburgo, che si terrà dal 22 al 24 maggio…
Andrea Tarquini per "La Repubblica"
Non importa se verranno sanzioni occidentali dure alla Russia, non importa come continuerà l'escalation del confronto tra Occidente e Mosca e tra il Cremlino e Kiev sulla crisi ucraina. I big dell'economia tedesca hanno deciso di accettare come ogni anno l'invito, e andranno al massimo livello alla conferenza economica annuale di San Pietroburgo, dal 22 al 24 maggio.
Un evento in grande stile, cui sarà presente anche il presidente della Federazione russa, Vladimir Vladimirovic Putin. E insieme, un evento che Washington cerca di boicottare con ogni mezzo. Sia con dichiarazioni ufficiali dell'amministrazione Obama, sia con pressing confidenziali dei consiglieri del presidente, che sono già riusciti a convincere le più importanti imprese e banche degli Stati Uniti a disertare l'appuntamento nella città natale di Putin, la splendida metropoli delle "notti bianche".
"La Davos russa", così la conferenza è chiamata da anni negli ambienti economici, è ritenuta la risposta del Cremlino al Forum economico internazionale che ogni inverno riunisce i big decision makers del mondo nella località montana svizzera resa nota tra l'altro dal romanzo "La montagna incantata" di Thomas Mann.
E come ogni anno, anche adesso, tra una decina di giorni, i tedeschi saranno gli ospiti più importanti. I rappresentanti di Daimler (cioè Mercedes), E.on (energia), Basf (chimica, lavora con Gazprom nei giacimenti siberiani), Metro (distribuzione), TUI (un enorme tour operator) e la filiale tedesca di Boston consulting, tra gli altri, hanno confermato ieri a Spiegel online la loro partecipazione.
Per il colosso dell'auto di Stoccarda, Daimler - che in Russia costruisce autocarri e tir tra l'altro - "conferenze di questo tipo, orientate a favore del dialogo, sono opportune specialmente in momenti come questo". La Daimler sponsorizzerà la conferenza, oltre a parteciparvi, e fornirà a tutti gli ospiti un servizio di limousine Mercedes. Viaggia sempre più spesso su una Mercedes (una classe S speciale superblindata) anche il presidente Putin, cui le limousines russe non piacciono.
Tanto che il Cremlino si prepara ad affidare alla Porsche la costruzione della futura auto ufficiale del presidente, ed è alle porte l'apertura di un grande impianto in Russia per produrre supersportive, suv, ma anche auto familiari adatte al mercato e alle condizioni atmosferiche locali.
Il governo di Angela Merkel ha scelto di mantenere la neutralità e non prendere posizione. Diversamente dall'amministrazione Obama che appunto ha chiesto con successo ai big del made in Usa di disdire la loro partecipazione alla "Davos russa". Così hanno infatti deciso aziende come Goldman Sachs, PepsiCo, Morgan Stanley, Conoco Phillips, Alcoa. Ma da tempo il mondo economico tedesco preme sul governo federale contro ogni ipotesi di sanzioni dure che possano colpire comparti interi. Il dilemma, partecipare o no al Forum economico internazionale di San Pietroburgo con Putin come protagonista, riguarda ovviamente in modo urgente anche le molte aziende italiane impegnate in Russia.