



mi raccomando John Orr ti chiedo di fare lo sforzo di guardarlo fino in fondo...iniziativa privata spinta al massimo dell'individualismo: 120.000 abitanti totali divisi in 1000 fabbriche e 12.000 artigiani in proprio (le aziende cedevano le macchine agli operai affinchè si mettessero in proprio)...nessun aiuto di stato o favore della politica mai richiesto, a parte le semplificazioni burocratiche...prima centro laniero mondiale, con una produzione di tessuto capace di fare ogni anno 5 volte la circonferenza della terra (ricchezza basata sulla produzione, non sulla rendita)


1000 anni di storia di capitalismo pratese, che ti devo dire? Ti devo dire che è commovente questo filmato? Che rispecchia quello che penso totalmente? Del Capitalismo vero, quello che ci ha resi forti nel mondo? Quello che ci ha portati, senza rompimenti di cazzo statali a primeggiare nel mondo e portarci a diventare negli anni 80 la terza potenza economica al mondo? E ora? Che è rimasto? Grazie del filmato. E' la dimostrazione in bianco e nero di quello che penso. Dal punto di vista politico, economico e culturale. Quanto era bella mia italia. Ora un cumulo di macerie voluto da Europeisti, da Berlino, dai burocrati francesi, dai magnaccia tedeschi, dai rossi di ogni paese, dai socialisti, dai criminali, dai radical chic, dai cani, dai negri, dai rom.
Che sforzo ci voleva? E' un documento formidabile da sbattere in faccia ai cani comunisti.
Un solo appunto: anche in quei anni esistevano le rendite, ma e rendite non sono mai a se stanti, c'è sempre comunque un servizio dietro, che risulta superusato solo perchè non si può più lavorare in Italia. Non ci fossero tasse e burocrazia i Capitali tornerebbero nella produzione industriale e nell'innovazione, nelle alte tecnoclogie, nella chimica, nel biotech.
Ultima modifica di John Orr; 28-12-13 alle 10:13
Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


Ma se all'epoca l'Italia era la Cina dell'europa, altroché vantarsi. Si produceva alla cinese appunto facendo concorrenza turbocapitalista. Senza controlli eccessivi sui diritti e la sicurezza nel lavoro.
Prima di eccitarsi vedendo solo un filmato bisogna ripassare un pò di storia e vedere le sofferenze della gente e anche la povertà che c'era allora. Sto parlando solo del nord perché il sud è stato ed è ancora un parassita che vive con i soldi del nord.
Ultima modifica di Kaizen; 02-01-14 alle 19:17


Sì certo, hai capito tutto.


Ahahahahahahahahahahahahahahahahahahhaha!!!
Rapidissimo, un autentico capolavoro di ingegnosità e fantasia, fu il decollo post-bellico delle industrie pratesi ormai sempre più orientate al tessuto, pur non mancando altre attività tradizionali nei settori artigianato artistico, alimentari, laterizi e ceramica, prodotti chimici per uso domestico; notevoli il progresso della metalmeccanica per la produzione di macchine tessili e il precoce affermarsi del nuovo settore della plastica. Riprese con forza l'azione dei sindacati (prima unitari, poi frazionati in CGIL, CISL, UIL, ecc.), che dovettero fronteggiare le immancabili crisi di crescita del sistema (ad esempio lo smantellamento delle tessiture nei grandi lanifici e la conseguente nascita di microimprese artigiane) e seppero assicurare ai lavoratori - per quei tempi - migliori condizioni salariali e sociali, con particolari innovazioni contrattuali per l'area pratese.
La città, culla dell'iniziativa privata più individualistica, punterà tuttavia politicamente a sinistra, verso le formazioni dette "di massa", dandosi amministrazioni social-comuniste (coi sindaci succedutisi dal 1944 ad oggi: Dino Saccenti, Alfredo Menichetti, Roberto Giovannini, Giorgio Vestri, Goffredo Lohengrin Landini, Alessandro Lucarini, Claudio Martini, Fabrizio Mattei, tutti PCI-PDS-DS). Ma anche senatori democristiani nel vasto collegio elettorale pratese, esteso per anni a comprendere i mandamenti di Empoli e Castelfiorentino (pratesi DC eletti furono Guido Bisori e Mario Santi). Alla Camera dei Deputati andranno invece da Prato i già citati sindaci Saccenti, Vestri, Giovannini e - sempre per il PCI - Rosanna Minozzi, Bruno Niccoli, Morena Pagliai, Mauro Vannoni, Silvano Gori (Ulivo); per la DC Luigi Caiazza, più recentemente (1994) Umberto Cecchi di Forza Italia. Negli anni '90 nei Comuni del Pratese e nella stessa Provincia si affermano giunte di centro-sinistra aperte anche a Popolari, Verdi ecc. Iniziativa privata, quindi, ma anche attenzione al sociale, come provava del resto il fervore del volontariato nelle istituzioni di pronto soccorso antiche o più recenti (Misericordia, Pubblica Assistenza "L'Avvenire", Croce d'Oro, cattoliche e laiche, con sedi diffuse nel territorio da Capalle e Calenzano a Montale, da Seano a Montepiano). E lo ribadiva il vivace associazionismo espresso in tutti i campi, dall'assistenza alla tutela dei diritti, dal canto corale allo sport, dalla musica al teatro ed al dibattito artistico, letterario, scientifico.
Dal dopoguerra ai giorni nostri