Nonostante siano passati diversi giorni, vorrei fare alcune considerazioni (ancora attualissime) sul dibattito tenutosi il 20 agosto scorso alla Festa della Lega Nord di Marina di Ravenna tra l’onorevole del Carroccio, Gianluca Pini, ed il Segretario Provinciale del PD, Alberto Pagani, iniziativa che ho avuto modo di seguire direttamente.

In un’incredibile (e strana) atmosfera da “patto di non belligeranza”, si sono affrontate diverse analisi con una superficialità impropria per persone che comunque governano (chi a livello locale, chi a livello nazionale). Oltre alla solita retorica inconcludente su moschea, immigrazione e sicurezza, entrambi hanno criticato le spese “pazze e incontrollate” nella sanità e le differenze gestionali in merito tra Nord e Sud, dicendosi poi paradossalmente favorevoli a quel federalismo che ha prodotto proprio tali sprechi e anomalie multi-milionarie, visto che la sanità è da anni materia regionalizzata. Credo sia oramai assodato che il federalismo applicato su uomini secolarizzati e menti tendenzialmente affaristiche non produce quello che la Lega originaria sperava (ovvero un necessario ritorno alla “comunità di Popolo”, una riscoperta dei nostri valori ancestrali), ma genera solo parassitismo e depredazione di fondi pubblici da parte del clientelismo più becero…

Si è poi parlato di salari tra “gabbie” e potere d’acquisto: nessuno dei due però ha fatto cenno all’assurdità di un sistema bancario che divora soldi pubblici ma non sostiene le realtà produttive e, di conseguenza, non garantisce ai nostri lavoratori continuità salariale, condizione d’importanza tutt’altro che secondaria…

Mi vorrei però soffermare brevemente sulla questione royalties da estrazioni gas, argomento che ha tenuto banco nel dibattito politico ravennate per settimane. Quale persona che nel dicembre 2002 organizzò un partecipato incontro pubblico a Ravenna sulla subsidenza causata proprio da tali emungimenti dal sottosuolo, coinvolgendo il compianto ing. Mario Zambon, allora consulente tecnico del PM di Rovigo Manuela Fasolato nell’ambito del processo ai vertici ENI per “concorso in disastro doloso, tentata inondazione, distruzione o deturpamento di bellezze naturali” e quant’altro, mi chiedo: in questa delicata partita perché Pini non ha contestato a Pagani il fatto che gli Enti locali emiliano-romagnoli (su tutti la Regione) non si siano costituiti parte civile al procedimento giudiziario contro l’ENI, contrariamente a quanto deciso dalla Regione Veneto? Forse sul mancato aumento delle royalties per il ravennate (beneficio ottenuto invece da Galan) ha inciso anche questo “peccato di codardia”? La sinistra ha parlato di un piacere fatto dal Governo Berlusconi ai “poteri forti”: ma le istituzioni provinciali e regionali non hanno l’assurda pretesa di non voler disturbare il “manovratore” e pretendere ugualmente da lui vantaggi e privilegi? Mi aspettavo che l’on. Pini, oltre a dare al Pagani lezioni di dialettica parlamentare, evidenziasse almeno tale palese contraddizione, magari anche alla luce di quella famosa conferenza organizzata dal suo Movimento nel 2002… Nulla di tutto questo, solo reciproci “vezzeggiamenti”… Mah…

Federico Pattuelli
Commissario Provinciale “MS-Fiamma Tricolore” Ravenna
L'Identitario