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  1. #1
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    Arrow Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”


    Angelino Alfano, intervistato dal Corriere della Sera, alza la posta e risponde a Matteo Renzi e al suo ‘Job Act’.*Cavallo di battaglia della proposta del vicepremier e leader del Nuovo centrodestra è la cosiddetta “burocrazia zero” nei primi tre anni per chi vuole avviare un’attività imprenditoriale.
    “Incontro ovunque imprenditori e commercianti interessati a investire capitali e ostacolati dalla burocrazia. Gente che non ne può più di “conferenze dei servizi” e cose del genere. Da qui la nostra misura-choc : per tre anni chi abbia un’idea imprenditoriale, un’iniziativa commerciale o artigianale potrà realizzarla senza aspettare alcuna risposta dagli enti pubblici”. Una misura iperliberista, ma non è la sola.
    Secondo il ministro degli Interni, infatti, è giunto il momento di abbandonare l’istituto dei contratti collettivi nazionali di lavoro, da sempre strumento di contrattazione utilizzato dai sindacati. “Intendiamo spostare tutto su contratti aziendali e individuali. Datori di lavoro e lavoratori trovino all’interno di ciascuna azienda la modalità contrattuale più efficace”.
    Misura, questa, che creerebbe una contrapposizione fortissima col mondo sindacale ma Alfano non se ne cura e rilancia: “Ci preoccupiamo di creare posti di lavoro. Oppure si crede che davanti al dramma di milioni di persone, l’emergenza siano unioni civili e ius soli ? La sinistra è libera di proporre ciò che vuole, per noi l’emergenza delle famiglie italiane è il lavoro”.*Sempre sul tema lavoro, una stilettata viene riservata a Matteo Renzi: “Spero che Renzi riesca a superare i veti ideologici della sinistra sul mercato del lavoro, e a favorire la semplificazione. Fra breve lo vedremo alla prova dei fatti”.

    Altro nodo centrale dell’accordo di governo è l’immigrazione, sul quale si registrano opinioni divergenti tra il Pd e il Ncd, secondo cui non è possibile ridurre il tempo di permanenza nei Cie dei migranti: “Non possiamo, sull’onda di giustificata emotività, mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Nel 2013 il tempo di permanenza medio nei Cie è stato di 38 giorni. Attualmente nei Cie ci sono solo 445 stranieri. I ritardi nei rimpatri sono dovuti ai ritardi nel rilascio dei documenti da parte dei consolati. Aggiungo che dei nove immigrati che si sono cuciti la bocca a Ponte Galeria, tre sono ex detenuti per spaccio e uno, l’imam, ha precedenti per rapina, lesioni e tentato furto”.
    Per Alfano, dunque, della Bossi-Fini si “può discutere” ma bisogna “stare attenti a non fare arrivare dall’altra parte del Mediterraneo messaggi sbagliati del tipo: venite in Italia, qui c’è posto e lavoro per tutti. Non è così, abbiamo già grandi difficoltà ad assicurare un futuro ai giovani italiani”.
    Battuta finale sul capitolo legge elettorale: “Ho sempre più forte la speranza che si trovi un accordo dentro la maggioranza. Su quattro principi c’è piena sintonia: bipolarismo, scelta diretta dei parlamentari da parte dei cittadini, premio di maggioranza che assicuri la governabilità, superamento del bicameralismo e Senato a vocazione regionale”.


    Scritto da: Alessandro Genovesi
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  2. #2
    omnia Romae cum pretio
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    Predefinito Re: Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”

    Tradotto: "per tornare competitivi e rimanere nell'euro stipendi più bassi, per voi".

  3. #3
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”

    Credo che sul tema lavoro si debba essere quanto più chiari possibile. Non servono le mezze frasi, gli slogan che non dicono niente, le riforme annunciate e mai dettagliate. Ed è anche inutile, a mio parere, che si continui a battere il chiodo dei contratti di lavoro, che siano a tempo determinato o indeterminato e quanto debba essere il minimo contrattuale. Secondo me sono tutti dettagli ininfluenti sulla decisione di assumere; si assume solo se si prevede una crescita dell'attività e della necessità di incrementare le collaborazioni, altrimenti non assume nessuno, nemmeno a costo zero.

    Quello che va eliminato è l'ostacolo principe: la burocrazia, l'indeterminatezza degli adempimenti fiscali e di certificazioni, mentre va sostenuta la libertà di organizzare l'attività economica nel modo che si ritenga più opportuno, ovviamente all'interno di certe regole valide per tutti. L'istituto dell'autocertificazione va esteso, va eliminata la necessità di dover chiedere permessi e autorizzazioni, consentendo a tutti di dichiarare, sotto la propria responsabilità, che sono state rispettate tutte le norme in materia.

    Va eliminata altresì l'incertezza del diritto, e risolvere i contenziosi nel più breve tempo possibile, automatizzando al massimo il processo civile, eliminando possibilità di cavillare e boicottare l'iter dei procedimenti da parte di chi non ha interesse a chiudere le vertenze.

    E riguardo alle norme, vanno eliminate senza pietà tutte quelle leggi e leggine che rimandano, nel loro testo, ad altre leggi e leggine, codici e codicilli, secondo il tanto deprecato sistema delle scatole cinesi. Quando si apre una legge per sapere come comportarsi, quella legge deve essere chiara, esauriente, non discutibile, e occorre che dica esattamente in quale quadro legislativo si inserisce, senza dover fare la ricerca del tesoro per sapere quali siano tutte le norme da rispettare. In questo gli uffici pubblici devono poter dare tutto l'aiuto possibile, in maniera assolutamente gratuita e non condizionante.

    E, ultimo ma non ultimo, tutti gli adempimenti burocratici e economici che riguardano un dipendente o un collaboratore devono essere tolti dalle spalle di chi offre lavoro, assegnando tutto al lavoratore medesimo, che potrà, se vuole, organizzarsi insieme ad altri lavoratori per esaudire gli adempimenti necessari. Si badi bene, questo non è un voler scaricare sul povero lavoratore il peso ulteriore di costi e perdite di tempo, ma il prendere atto che oggi com'è oggi, le cose non vanno, e un datore di lavoro, piuttosto che assumere caricandosi del peso di dover "adottare" previdenzialmente e finanziariamente ogni suo dipendente, semplicemente non assume, o assume in nero. Al lavoratore resta solo la misera soddisfazione di come "avrebbero dovuto essere le cose" ma che invece non sono. In questo modo invece i lavoratori sarebbero consci di quanto costa in realtà il loro lavoro e i datori di lavoro si sentirebbero più liberi di assumere e licenziare.

    Alla base di tutto ciò, ovviamente (per me), un reddito minimo garantito per chi non lavora o perde il posto, in cambio di un lavoro o nel pubblico o in aziende convenzionate con il pubblico.

    Se vogliamo liberare le capacità creative degli italiani, che secondo me sono tante e di alta qualità, bisogna eliminare qualsiasi pastoia per chi fa impresa, compreso il singolo lavoratore autonomo.

    per la lotta all'evasione invece, tutte le operazioni economiche andrebbero svolte eliminando il contante, e le banche devono essere obbligate ad offrire c/c base, gratuiti per tutti.
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 25-12-13 alle 20:06

  4. #4
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    Predefinito Re: Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”

    Citazione Originariamente Scritto da POL Visualizza Messaggio

    Angelino Alfano, intervistato dal Corriere della Sera, alza la posta e risponde a Matteo Renzi e al suo ‘Job Act’.*Cavallo di battaglia della proposta del vicepremier e leader del Nuovo centrodestra è la cosiddetta “burocrazia zero” nei primi tre anni per chi vuole avviare un’attività imprenditoriale.
    “Incontro ovunque imprenditori e commercianti interessati a investire capitali e ostacolati dalla burocrazia. Gente che non ne può più di “conferenze dei servizi” e cose del genere. Da qui la nostra misura-choc : per tre anni chi abbia un’idea imprenditoriale, un’iniziativa commerciale o artigianale potrà realizzarla senza aspettare alcuna risposta dagli enti pubblici”. Una misura iperliberista, ma non è la sola.
    Secondo il ministro degli Interni, infatti, è giunto il momento di abbandonare l’istituto dei contratti collettivi nazionali di lavoro, da sempre strumento di contrattazione utilizzato dai sindacati. “Intendiamo spostare tutto su contratti aziendali e individuali. Datori di lavoro e lavoratori trovino all’interno di ciascuna azienda la modalità contrattuale più efficace”.
    Misura, questa, che creerebbe una contrapposizione fortissima col mondo sindacale ma Alfano non se ne cura e rilancia: “Ci preoccupiamo di creare posti di lavoro. Oppure si crede che davanti al dramma di milioni di persone, l’emergenza siano unioni civili e ius soli ? La sinistra è libera di proporre ciò che vuole, per noi l’emergenza delle famiglie italiane è il lavoro”.*Sempre sul tema lavoro, una stilettata viene riservata a Matteo Renzi: “Spero che Renzi riesca a superare i veti ideologici della sinistra sul mercato del lavoro, e a favorire la semplificazione. Fra breve lo vedremo alla prova dei fatti”.

    Altro nodo centrale dell’accordo di governo è l’immigrazione, sul quale si registrano opinioni divergenti tra il Pd e il Ncd, secondo cui non è possibile ridurre il tempo di permanenza nei Cie dei migranti: “Non possiamo, sull’onda di giustificata emotività, mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Nel 2013 il tempo di permanenza medio nei Cie è stato di 38 giorni. Attualmente nei Cie ci sono solo 445 stranieri. I ritardi nei rimpatri sono dovuti ai ritardi nel rilascio dei documenti da parte dei consolati. Aggiungo che dei nove immigrati che si sono cuciti la bocca a Ponte Galeria, tre sono ex detenuti per spaccio e uno, l’imam, ha precedenti per rapina, lesioni e tentato furto”.
    Per Alfano, dunque, della Bossi-Fini si “può discutere” ma bisogna “stare attenti a non fare arrivare dall’altra parte del Mediterraneo messaggi sbagliati del tipo: venite in Italia, qui c’è posto e lavoro per tutti. Non è così, abbiamo già grandi difficoltà ad assicurare un futuro ai giovani italiani”.
    Battuta finale sul capitolo legge elettorale: “Ho sempre più forte la speranza che si trovi un accordo dentro la maggioranza. Su quattro principi c’è piena sintonia: bipolarismo, scelta diretta dei parlamentari da parte dei cittadini, premio di maggioranza che assicuri la governabilità, superamento del bicameralismo e Senato a vocazione regionale”.


    Scritto da: Alessandro Genovesi
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    Alfano é il vice di letta?
    Viste le capacità del direttore ti lascio immaginare quelle dell'usciere.

  5. #5
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    Predefinito Re: Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”

    ...potremmo copiare i salari/stipendi cinesi
    100 $ al mese x 16 ore di lavoro al giorno

  6. #6
    ascpe' mo' vengo!
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    Predefinito Re: Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”

    Citazione Originariamente Scritto da EURIDICE Visualizza Messaggio
    ...potremmo copiare i salari/stipendi cinesi
    100 $ al mese x 16 ore di lavoro al giorno
    Grazie al cielo stanno aumentando anche là: circa 300 euro al mese per i privati e 500 euro al mese nel settore pubblico.

    Certo, sempre bassi sono in rapporto ai nostri, ma non più 10 o 20 volte più bassi, come erano 10 anni fa. E già questo sta portando molte aziende che avevano delocalizzato in Cina, a trasferirsi in Paesi ancora più disgraziati, come Bangladesh, Cambogia o Vietnam

    Salario medio nel privato in Cina cresciuto del 17,1% nel 2012
    Ultima modifica di Roberto il Guiscardo; 26-12-13 alle 01:19

  7. #7
    Ghibellino
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    Predefinito Re: Alfano rilancia sul lavoro: “Abolire gli accordi collettivi”

    Tanto per par condicio: Alfano vaffankulo pure te!
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

 

 

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