Ilva, interrogatorio fiume per Vendola
«Per me era un dovere , sono sereno»
Il governatore della Puglia sentito per sei ore nell’ambito dell’inchiesta per disastro ambientale
NASCONDI
[COLOR=#FFFFFF !important]Nichi vendola (Ansa)«Per me era un dovere e anche una necessità, una impellenza morale farmi interrogare da questa Procura. Non ho sinceramente nulla di cui vergognarmi per quello che ho fatto per amore della città di Taranto». È il commento del presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, uscendo dalla caserma della Guardia di finanza di Taranto dopo l’ interrogatorio di oltre sei ore a cui è stato sottoposto nell’ambito dell’inchiesta sull’Ilva per disastro ambientale.
«SONO SERENO» - «Gli equivoci - ha aggiunto Vendola, che è indagato per concorso in concussione aggravata ed è assistito dall’avv. Vincenzo Muscatiello - era giusto che fossero affrontati, guardati, che i sospetti potessero essere allontanati. Spero di essere stato all’altezza di un compito molto difficile qual è quello di esercitare, in una fase come questa, una difesa che, per quanto mi riguarda, non è solo la difesa di Nichi Vendola. È la difesa di nove anni di storia della Regione Puglia». Vendola non ha voluto entrare nel merito della contestazione mossagli dai magistrati, sottolineando invece il «garbo» mostrato dagli inquirenti e aggiungendo di aver depositato «tante cose». «Per me - ha detto ancora il governatore - il dolore che mi ha accompagnato in questa vicenda, e in passato per altre vicende da cui sono uscito sempre a testa alta, è un dolore che vivo per imparare ancora di più cosa debba essere il rispetto delle funzioni dello Stato e delle funzioni giudiziarie. Sono venuto qui senza lamentarmi, sono stato sottoposto ad una indagine per qualcosa che non ho fatto. Tuttavia, siccome sono il presidente della Regione Puglia, è giusto che chini il capo e venga a difendermi nelle sedi opportune, come fanno i normali cittadini». «Sono sereno - ha concluso - perché non ho mai fatto niente di male nella vita mia e non ho mai fatto niente di male a Taranto, che è una città meritevole di tanto amore e impegno. Mi sento gratificato dalla possibilità che ho avuto di dire fino in fondo la mia».
L’INCHIESTA - Il governatore pugliese e leader di Sinistra Ecologia Libertà, è iscritto nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di concorso in concussione aggravata nell’inchiesta per disastro ambientale a carico dei vertici dell’Ilva. Nella stessa caserma, ma separatamente, è stato sentito anche il direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, accusato di favoreggiamento personale nei confronti di Vendola. Sono stati gli stessi Vendola e Assennato a chiedere di essere interrogati dopo che il 30 ottobre scorso è stato loro notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari. Secondo la Procura, nel 2010 Vendola avrebbe esercitato pressioni sul direttore generale dell’Arpa Puglia, Giorgio Assennato, per «ammorbidire» una relazione sugli elementi inquinanti prodotti dall’Ilva, ipotizzando una mancata riconferma dello stesso Assennato ai vertici dell’Arpa regionale. Non è escluso che Vendola e Assennato abbiano consegnato ai magistrati anche memorie difensive. Assennato è accusato di favoreggiamento personale perché avrebbe negato, quando è stato sentito come teste dagli inquirenti, di aver ricevuto pressioni dal governatore per favorire l’Ilva. Stesso capo di imputazione contestato a Massimo Blonda, direttore scientifico di Arpa Puglia, che però all’ultimo momento ha rinunciato all’interrogatorio
24 dicembre 2013
Ilva, interrogatorio fiume per Vendola «Per me era un dovere , sono sereno» - Corriere.it
la solita marea di paraculismo, patetiche autodifese ded assoluzioni d'ufficio, retorica vuota e marcia a tonnellate, in puro stile tardodemocristiano d'accatto.
questo è indagato per CONCUSSIONE AGGRAVATA, ma col piffero che si è dimesso ( come urlava a squarciagola per i suoi avversari politici nelle stesse situazioni, anzi con accuse ben più risibili)
lui sta ben inchiavardato alla poltrona, ride e scherza sui malati di tumore, slinguazza il manager dell'ilva premurandosi di far sapere ai riva che il governatore non li dimentica ( come uno scendiletto , roba da vomito).
alla fine faremo un abella tavolata tra giudici amici e conoscenti, ed andrà tutto a posto, vero?
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