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Discussione: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

  1. #1
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    Predefinito Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    La motivazione Istituzionale (e Costituzionale) sarebbe quella che la legge che stava per essere votata era molto diversa dal decreto legge che Napolitano aveva firmato 2 mesi fa.

    Decreto Salva-Roma, Giannini: ''Un plauso per l'intervento di Napolitano''


    Il governo ha scelto di rinunciare alla conversione del decreto Enti locali, cosiddetto Salva Roma, in seguito a un colloquio, fra il premier Enrico Letta e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, da cui è emersa la forte perplessità espressa dal Quirinale sulla trasformazione del testo avvenuta in aula dopo gli emendamenti votati

    Salva Roma, stop del Colle e il governo rinuncia alla conversione

    Annuncio a sorpresa del ministro Franceschini: "Le sole situazioni indifferibili saranno regolate dal Cdm del 27 dicembre con il mille proroghe". La decisione dopo un colloquio tra Letta e Napolitano


    Il ministro Franceschini (ansa)ROMA - Giorgio Napolitano dice basta e il governo Letta deve fare marcia indietro sul "salva Roma". Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini ha informato questo pomeriggio i presidenti di Senato e Camera che il governo intende rinunciare alla conversione del decreto in scadenza il 30 dicembre. Il decreto milleproroghe che verrà approvato dal consiglio dei ministri del 27 dicembre, precisa una nota di Palazzo Chigi, regolerà "le sole situazioni indifferibili, a cominciare dalle norme sulla base delle quali il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio". Nello stesso decreto milleproroghe, conclude la nota, "sarà contenuta la correzione, annunciata in Parlamento, alla norma relativa agli affitti di immobili da parte della pubblica amministrazione".

    Fuori dal comunicato ufficiale, fonti del governo chiariscono che la scelta del governo di rinunciare alla conversione del dl è maturata dopo un consulto tra il presidente del Conisglio Letta e il capo dello Stato durante il quale al premier Napolitano ha espresso forti perplessità sull'appesantimento emendativo che in Parlamento aveva di fatto tarsformato il dl da lui firmato a suo tempo.

    Il decreto 'salva Roma' è stato nei giorni scorsi al centro di un durissimo scontro parlamentare che ha spinto infine il governo a porre ieri alla Camera la questione di fiducia. Il provvedimento, la cui approvazione finale era prevista a Montecitorio per il 27 dicembre, è finito in particolare nel mirino dell'ostruzionismo di Lega e Movimento 5 Stelle per via dell'articolo che impediva alle "amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali" di disdire contratti di affitto anche se particolarmente onerosi per i bilanci.

    A contestare i contenuti del "salva Roma", un calderone con provvedimenti di ogni genere, sono stati però anche Forza Italia e settori dello stesso Pd. "Non c'era francamente bisogno che, oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale del decreto 126/2013, venisse inserita anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio", lamentava ad esempio ieri il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, il democratico Ermete Realacci.

    "Nel dl 'salva Roma' c'è di tutto - rincarava la deputata di Forza Italia Elena Centemero - Una chicca: nella scorsa legislatura è stata votata l'incompatibilità tra la carica di sindaco in comuni tra i 5.000 e i 20.000 abitanti e il mandato parlamentare. Nel decreto fare, l'incompatibilità è stata eliminata; oggi, con un emendamento al 'salva Roma', si stabilisce addirittura che la modifica inserita nel fare è retroattiva".

    L'annuncio della marcia indietro ha scatenato il sarcasmo dell'opposizione. "Governo Letta sempre più in stato comatoso. Dopo l'ignobile figura fatta sulla legge di Stabilità e quella, altrettanto ignobile, sugli affitti d'oro, adesso, rossi di vergogna per le critiche ricevute relativamente alle marchette del decreto cosiddetto 'salva Roma', ripetiamo rossi di vergogna, fanno saltare il decreto stesso con un grottesco contrordine compagni", attacca il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta.

    "Apprendiamo con soddisfazione della decisione del governo di rinunciare alla conversione del decreto salva Roma. Si tratta di una vittoria politica di Scelta civica", afferma in una nota Stefania Giannini, segretario di Sc.

    Reclama vittoria anche la Lega: "Abbiamo costretto il governo a ritirare una delle peggiori leggi marchette della storia. Una nostra vittoria. Evidentemente Letta si è reso conto che il nostro promesso ostruzionismo avrebbe affossato comunque il provvedimento perché non c'è più una maggioranza. I 158 sì sulla legge di bilancio di ieri sera sono la dimostrazione che Letta non ha più i numeri per governare. Vada da Napolitano a dare le dimissioni", dichiara Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio al Senato.

    Soddisfatto anche il Nuovo centro destra. "Quella del governo - dice Fabrizio Cicchitto - è una decisione saggia. Essa mette comunque in evidenza l'esistenza di un problema che deve riguardare sia il governo sia il Parlamento per cui i decreti - sia nella loro stesura originaria sia nel corso della loro conversione - non devono diventare lo strumento per essere riempiti del materiale più eterogeneo quasi che fossero, specie a fine anno, una sorta di "ultimo treno per Yuma". Si tratta, infatti, di una prassi che ha sempre provocato poi delle incredibili complicazioni nella gestione parlamentare come si è visto anche in questa vicenda. Tutto ciò riguarda sia la responsabilità del governo, sia quella della maggioranza, sia spesso anche quella delle opposizioni parlamentari".
    Ultima modifica di Dav. c. G.; 24-12-13 alle 21:31
    Meloni e Salvini, la destra burina che vuole la flat tax al 15% anche per i più ricchi e così dimostra di stare da una sola parte.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Il trionfo delle clientele piddine, vuoi dire?
    Metabo likes this.

  3. #3
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Il trionfo delle clientele piddine, vuoi dire?
    Sei ossessionato.

    Come il santone diffamatore.
    Meloni e Salvini, la destra burina che vuole la flat tax al 15% anche per i più ricchi e così dimostra di stare da una sola parte.

  4. #4
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Sei ossessionato.

    Come il santone diffamatore.

    Ah, ora governo e maggioranza xhe hanno creato questo gran casino sono si piddine, pero' il pastrocchio clientelare lo hanno fatto " a loro insaputa", giusto?

  5. #5
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Sarebbe interessante sapere se senza le proteste stelline e leghiste, Re Giorgio si sarebbe accorto di quel codicillo.
    Leviathan, atvar51, blobb and 2 others like this.
    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  6. #6
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Mi ha fatto ridere però Napolitano: "Avevo delle perplessità"

    Ma no dai!!! solo delle perplessità?! cazzo, per avere 90 anni di cui 70 circa in politica non sei molto sveglio Napisan, allora.
    bator, atvar51, diegol22 and 2 others like this.

  7. #7
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    La motivazione Istituzionale (e Costituzionale) sarebbe quella che la legge che stava per essere votata era molto diversa dal decreto legge che Napolitano aveva firmato 2 mesi fa.

    Decreto Salva-Roma, Giannini: ''Un plauso per l'intervento di Napolitano''


    Il governo ha scelto di rinunciare alla conversione del decreto Enti locali, cosiddetto Salva Roma, in seguito a un colloquio, fra il premier Enrico Letta e il Capo dello Stato Giorgio Napolitano, da cui è emersa la forte perplessità espressa dal Quirinale sulla trasformazione del testo avvenuta in aula dopo gli emendamenti votati

    Salva Roma, stop del Colle e il governo rinuncia alla conversione

    Annuncio a sorpresa del ministro Franceschini: "Le sole situazioni indifferibili saranno regolate dal Cdm del 27 dicembre con il mille proroghe". La decisione dopo un colloquio tra Letta e Napolitano


    Il ministro Franceschini (ansa)ROMA - Giorgio Napolitano dice basta e il governo Letta deve fare marcia indietro sul "salva Roma". Il ministro per i rapporti con il Parlamento, Dario Franceschini ha informato questo pomeriggio i presidenti di Senato e Camera che il governo intende rinunciare alla conversione del decreto in scadenza il 30 dicembre. Il decreto milleproroghe che verrà approvato dal consiglio dei ministri del 27 dicembre, precisa una nota di Palazzo Chigi, regolerà "le sole situazioni indifferibili, a cominciare dalle norme sulla base delle quali il Comune di Roma ha approvato il proprio bilancio". Nello stesso decreto milleproroghe, conclude la nota, "sarà contenuta la correzione, annunciata in Parlamento, alla norma relativa agli affitti di immobili da parte della pubblica amministrazione".

    Fuori dal comunicato ufficiale, fonti del governo chiariscono che la scelta del governo di rinunciare alla conversione del dl è maturata dopo un consulto tra il presidente del Conisglio Letta e il capo dello Stato durante il quale al premier Napolitano ha espresso forti perplessità sull'appesantimento emendativo che in Parlamento aveva di fatto tarsformato il dl da lui firmato a suo tempo.

    Il decreto 'salva Roma' è stato nei giorni scorsi al centro di un durissimo scontro parlamentare che ha spinto infine il governo a porre ieri alla Camera la questione di fiducia. Il provvedimento, la cui approvazione finale era prevista a Montecitorio per il 27 dicembre, è finito in particolare nel mirino dell'ostruzionismo di Lega e Movimento 5 Stelle per via dell'articolo che impediva alle "amministrazioni dello Stato, le Regioni e gli enti locali, nonché gli organi costituzionali" di disdire contratti di affitto anche se particolarmente onerosi per i bilanci.

    A contestare i contenuti del "salva Roma", un calderone con provvedimenti di ogni genere, sono stati però anche Forza Italia e settori dello stesso Pd. "Non c'era francamente bisogno che, oltre alle tante norme del tutto estranee al testo iniziale del decreto 126/2013, venisse inserita anche una sanatoria indifferenziata per case in legno, cabine, bungalow, roulotte o altri manufatti non previsti dalle concessioni e realizzati in aree demaniali senza nessuna valutazione nel merito e a fronte di una aumento del canone francamente irrisorio", lamentava ad esempio ieri il presidente della Commissione Ambiente Territorio e Lavori Pubblici della Camera, il democratico Ermete Realacci.

    "Nel dl 'salva Roma' c'è di tutto - rincarava la deputata di Forza Italia Elena Centemero - Una chicca: nella scorsa legislatura è stata votata l'incompatibilità tra la carica di sindaco in comuni tra i 5.000 e i 20.000 abitanti e il mandato parlamentare. Nel decreto fare, l'incompatibilità è stata eliminata; oggi, con un emendamento al 'salva Roma', si stabilisce addirittura che la modifica inserita nel fare è retroattiva".

    L'annuncio della marcia indietro ha scatenato il sarcasmo dell'opposizione. "Governo Letta sempre più in stato comatoso. Dopo l'ignobile figura fatta sulla legge di Stabilità e quella, altrettanto ignobile, sugli affitti d'oro, adesso, rossi di vergogna per le critiche ricevute relativamente alle marchette del decreto cosiddetto 'salva Roma', ripetiamo rossi di vergogna, fanno saltare il decreto stesso con un grottesco contrordine compagni", attacca il presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta.

    "Apprendiamo con soddisfazione della decisione del governo di rinunciare alla conversione del decreto salva Roma. Si tratta di una vittoria politica di Scelta civica", afferma in una nota Stefania Giannini, segretario di Sc.

    Reclama vittoria anche la Lega: "Abbiamo costretto il governo a ritirare una delle peggiori leggi marchette della storia. Una nostra vittoria. Evidentemente Letta si è reso conto che il nostro promesso ostruzionismo avrebbe affossato comunque il provvedimento perché non c'è più una maggioranza. I 158 sì sulla legge di bilancio di ieri sera sono la dimostrazione che Letta non ha più i numeri per governare. Vada da Napolitano a dare le dimissioni", dichiara Massimo Bitonci, capogruppo del Carroccio al Senato.

    Soddisfatto anche il Nuovo centro destra. "Quella del governo - dice Fabrizio Cicchitto - è una decisione saggia. Essa mette comunque in evidenza l'esistenza di un problema che deve riguardare sia il governo sia il Parlamento per cui i decreti - sia nella loro stesura originaria sia nel corso della loro conversione - non devono diventare lo strumento per essere riempiti del materiale più eterogeneo quasi che fossero, specie a fine anno, una sorta di "ultimo treno per Yuma". Si tratta, infatti, di una prassi che ha sempre provocato poi delle incredibili complicazioni nella gestione parlamentare come si è visto anche in questa vicenda. Tutto ciò riguarda sia la responsabilità del governo, sia quella della maggioranza, sia spesso anche quella delle opposizioni parlamentari".
    leggere post come questi presentati da un galoppino piddino si resta sbalorditi.
    ma caro il nostro galoppino piddino, MA TU LO SAI O NON LO SAI CHI E' PRESIDENTE DEL CONSIGLIO ADESSO?

    CHI HA FATTO VOTARE LA FIDUCIA AL GOVERNO PER QUESTO?

    MA TI RENDI CONTO?

  8. #8
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Ma le stesse perplessità non gli sono venute quando ha firmato per il Lodo Alfano?

  9. #9
    a***ide
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Citazione Originariamente Scritto da Armonica Visualizza Messaggio
    Ma le stesse perplessità non gli sono venute quando ha firmato per il Lodo Alfano?
    ipotesi: tra 5 mesi ci sono le elezioni europee ed il giocattolo rischia di rompersi....speriamo
    ORA E SEMPRE NO TAV
    NO AI LAGER CHIAMATI CIE

  10. #10
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    Predefinito Re: Un plauso a Napolitano che ha bloccato il trionfo delle clientele.

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Ah, ora governo e maggioranza xhe hanno creato questo gran casino sono si piddine, pero' il pastrocchio clientelare lo hanno fatto " a loro insaputa", giusto?
    Sei ossessionato. Pensi sempre e solo al Pd.
    Meloni e Salvini, la destra burina che vuole la flat tax al 15% anche per i più ricchi e così dimostra di stare da una sola parte.

 

 
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