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    Predefinito Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Si parla di Classicismo socialista (o Gotico staliniano) l'architettura caratterizzante l'Unione Sovietica tra il 1933, anno dell'inaugurazione del Palazzo dei Soviet e il 1955 quando Nikita Kruscev decise di sciogliere l'Accademia Sovietica di Architettura condannandone gli eccessi precedenti.



    Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia


    Come parte della politica sovietica di razionalizzazione delle risorse e dello sviluppo del Paese le città iniziarono ad essere realizzate secondo una nuova pianificazione urbana. Ogni centro urbano venne riorganizzato in distretti, i nuovi progetti si interessarono non solo a singole zone ma a vere e proprie porzioni di città.
    La presenza dello Stato e l'interazione di questo con gli architetti fu un elemento caratterizzante di quest'epoca. Alcuni architetti integrarono un gusto architettonico standardizzato con elementi neoclassici e Art déco.
    Furono prediletti materiali costruttivi come murature in laterizio rivestite da intonaco, a volte addirittura calcestruzzo armato andando evidentemente contro i gusti generali dell'epoca in Occidente, l'uso di muratura portante contrastava con l'adozione della finestra a nastro, tanto in voga nell'architettura modernista.
    Dal 1948 furono migliorate le tecnologie costruttive, soprattutto nell'area moscovita, con l'introduzione di tecniche in grado di velocizzare il processo di realizzazione, che diminuirono i costi. Le case divennero più sicure con l'eliminazione definitiva del legno come materiale costruttivo. In epoca zarista avevano iniziato a diffondersi anche edifici in acciaio, ma tale tecnica costruttiva non fu presa in considerazione dagli architetti sovietici degli anni Trenta.
    Il Classicismo socialista sviluppatosi durante gli anni di governo di Stalin non va confuso con l'intera architettura sovietica realizzata a partire dagli anni Trenta, Quaranta e Cinquanta. Si trattava infatti di edifici concepiti per essere realizzati in muratura laterizia, quindi con una tecnica che non poteva essere applicata su larga scala, ma solo quelle necessarie alle esigenze del popolo. Questa impossibilità di estensione su vasta scala fu una delle principali motivazioni che portarono al declino del periodo classicista ed all'affermazione di tipologie edilizie standardizzate richieste da un'edilizia più moderna ed accessibile nella sua costruzione.



    Esempio di edificio classicista sovietico riservato all'élite socialista

    Le preferenze architettoniche di Stalin, seppur importanti, rimangono comunque forzatamente legate a un gioco di deduzioni, congetture ed aneddoti.
    Nel 1931 il Partito Comunista dell'Unione Sovietica autorizza tre mega progetti: la ricostruzione di Mosca, il Canale di Mosca e la Metropolitana di Mosca. Un anno dopo, nel 1932 il Partito scioglie le organizzazioni artistiche indipendenti, nasce l'Unione degli Architetti Sovietici.
    A differenza del Terzo Reich, in Unione Sovietica Stalin non scelse mai di essere rappresentato da un unico architetto, a differenza di ciò che fece Hitler con il suo fidato Albert Speer. In Russia nessuna cerchia culturale o artistica potrà affermare di aver trionfato come gusto artistico ed architettonico della nazione.



    Edificio residenziale moscovita



    Disegno di un'Ottava Sorella di Mosca, 1947 (mai costruita)



    A Mosca esistono gli Stalinskie Vysotki, ossia i "Grattacieli di Stalin" sono un complesso di grattacieli realizzati secondo i canoni del Classicismo socialista. Soprannominati "Sette Sorelle", realizzati tra il 1947 e il 1953, rappresentano un'elaborata fusione dell'architettura stalinista col Gotico, il Barocco elisabettiano e addirittura elementi novecenteschi riconoscibili nei grattacieli negli Stati Uniti. I sette edifici sono l'hotel Ucraina, gli appartamenti del Lungofiume Kotelniceskaya, il Palazzo su Piazza Kudrinskaya, l'hotel Leningradskaya, il Ministero per gli Affari Esterni, l'edificio principale dell'Università Statale di Mosca.

    Le singole repubbliche federate all'Unione Sovietica svilupparono proprie declinazioni del Classicismo socialista, successivamente i Paesi del Patto di Varsavia e la Cina Popolare.

    Il Palazzo della Cultura e della Scienza di Varsavia, opera di Lev Rudnev, è uno degli esempi più famosi di edificio classicista socialista al di fuori dell'Unione Sovietica. In Polonia una delle eredità più evidenti dell'architettura socialista è la città di nuova fondazione di Nowa Huta, ora quartiere di Cracovia, progettata e realizzata alla fine degli anni Quaranta.

    Con la sconfitta del Nazismo, vennero eretti a Berlino diversi grandiosi monumenti celebrativi della vittoria, come il monumento nel Tiergarten realizzato col marmo della Cancelleria del Reich di Albert Speer, rasa al suolo dai sovietici. In tutta la zona orientale berlinese, a Lipsia, Dresda e Magdeburgo si trovano città di nuova fondazione sovietica, sul filone del classicismo socialista e monumenti che celebrano la Repubblica Democratica Tedesca.



    Strausberger Platz a Berlino costruita all'inizio degli anni Cinquanta,
    con la demolizione dei precedenti edifici imperiali dell'età guglielmina



    Sede del disciolto Partito Comunista Bulgaro a Sofia

    In Asia orientale sono riscontrabili alcuni esempi di Classicismo socialista in Corea del Nord, nella Cina Popolare, come Centri Esposizioni di Pechino e Shanghai.

    Alcuni edifici post-staliniani sul filone classicista socialista sono la Casa Bianca di Mosca durante l'era Breznev, mentre uno degli edifici classicisti socialisti più tardi è senza ombra di dubbio il Palazzo del Parlamento di Bucarest, costruito nel 1984, prima Palazzo Presidenziale del governo comunista rumeno e di Ceausescu.

    Immagini dal sito https://upload.wikimedia.org/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 04-07-13 alle 23:18

  2. #2
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    A differenza del Terzo Reich, in Unione Sovietica Stalin non scelse mai di essere rappresentato da un unico architetto, a differenza di ciò che fece Hitler con il suo fidato Albert Speer.
    ... e invece una sorta di "Speer in salsa staliniana" è esistito... si chiamava Boris Iofan, al quale si deve fra l'altro la Casa del Lungofiume di cui hai riportato la foto...

    Dopo aver intrapreso gli studi in patria, dal 1914 e per circa un decennio si formò a Roma sotto la guida di Armando Brasini (che, poco tempo dopo, si sarebbe distinto durante il Regime)... conseguendo la laurea in architettura ed eseguendo i primi lavori, per poi tornare in Russia dopo l'ascesa al potere del Fascismo... I suoi disegni (solo parzialmente realizzati) suscitavano l'entusiasmo di Stalin, poiché riflettevano e assecondavano a meraviglia i suoi intenti megalomani... esattamente come quelli di Speer rispecchiavano le monumentali ambizioni di Hitler...

    Iniziamo dallo strabiliante "Palazzo del Soviet"... progettando il quale Iofan vinse il relativo concorso nel 1932 (o meglio ci fu un ex aequo e poi Stalin scelse il suo), ma anche una medaglia d'oro a Parigi... Tale modesta casupola avrebbe dovuto stagliarsi per 400 metri... e la statua di Lenin per altri 100...


    Immagine tratta dal sito http://files.adme.ru/

    Ancora in esecuzione nel periodo bellico, non fu mai completato secondo il progetto originale.
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 05-07-13 alle 01:10
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  3. #3
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Diciamo che i "grattacieli staliniani" erano anche accettabili rispetto a quegli orrori in molte periferie delle città europee dell'Est.

  4. #4
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    Diciamo che i "grattacieli staliniani" erano anche accettabili rispetto a quegli orrori in molte periferie delle città europee dell'Est.
    Sì, sono d'accordissimo... avevano una loro maestosa imponenza, non priva di senso estetico-titanico... e perfettamente idonea a simboleggiare il rapporto fra il singolo individuo e quel modello di Stato, o almeno io l'ho sempre percepita così...

    Nelle periferie cui ti riferisci si son visti squallidi casermoni-dormitorio e basta...
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 14-07-13 alle 23:40
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  5. #5
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    Diciamo che i "grattacieli staliniani" erano anche accettabili rispetto a quegli orrori in molte periferie delle città europee dell'Est.
    Il punto è che gli edifici pubblici in genere venivano costruiti con tutti i criteri e materiali di qualità, ecco perchè ad esempio la metro di Mosca è la più bella del mondo e il palazzo di Bucarest viene usato ancora oggi, mentre gli edifici residenziali erano costruiti con materiali poveri, spesso di risulta, con servizi insufficienti, con metrature minuscole insomma cheap
    questo dà l'idea della enorme differenziazione sociale fra classe burocratica e semplice popolino.
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  6. #6
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Citazione Originariamente Scritto da Robert Visualizza Messaggio
    il palazzo di Bucarest
    Perdonami ma Ceausescu costruiva degli orrori.

  7. #7
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    Perdonami ma Ceausescu costruiva degli orrori.
    i palazzi che hai mostrato tu, monumentalismo neoclassico comunistico, assomigliano al Palazzo del Parlamento di Bucarest




    Immagine dal sito http://tripandtravelblog.com/

    gli interni rococò




    Immagine dal sito http://www.happytouring.com/
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 17-07-13 alle 23:12
    CLAUDIA CONTE, TI AMO!

  8. #8
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Più bella la facciata dietro, ma sotto il governo di Ceausescu Bucarest ha perso un patrimonio rococò e neoclassico immenso a causa della fissa del dittatore rumeno di modernizzare la città con palazzi anonimi e grattacieli.

  9. #9
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Citazione Originariamente Scritto da Cattivo Visualizza Messaggio
    Più bella la facciata dietro, ma sotto il governo di Ceausescu Bucarest ha perso un patrimonio rococò e neoclassico immenso a causa della fissa del dittatore rumeno di modernizzare la città con palazzi anonimi e grattacieli.
    Già per realizzare il Palazzo del Parlamento furono demoliti molti luoghi di culti e altri edifici a migliaia, anche di interesse storico.

    Effettivamente rientra nel filone del tardo eclettismo socialista, però qui le sue caratteristiche mi sembrano troppo esaltate... fino alla caricatura... e - quel che è peggio - in connubio con un gusto ciclopicamente pacchiano che i giganti di Stalin non rivelano...

    Per il resto, sì... "Modernizzare", per Ceausescu (e consorte), significava ingrigire.
    "Tante aurore devono ancora splendere" (Ṛgveda)

  10. #10
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    Predefinito Re: Classicismo socialista/Architettura stalinista

    Per associazione di idee...

    Arte da parata: così i sovietici rappresentavano lo sport

    di Nicol Degli Innocenti


    Sergey A. Luchishkin, Parata allo stadio Dynamo (1936)

    LONDRA - Arte e sport possono sempre essere utilizzati per la propaganda politica, ma nell'Unione Sovietica l'iconografia dello sport ha rappresentato uno strumento di importanza cruciale per promuovere e celebrare l'ideologia di Stato. Una nuova mostra a Londra esplora come lo sport, uno dei simboli più importanti del potere sovietico, sia stato rappresentato nell'arte socialista del Ventesimo secolo.
    In mostra da Sotheby's 35 opere tra dipinti, disegni e sculture, realizzate tra gli anni Trenta e gli anni Ottanta, provenienti dalla collezione dell'Institute of Russian Realist Art, un istituto privato fondato nel 2011 a Mosca.

    Le opere rispecchiano i due aspetti dello sport nell'era sovietica: il suo valore come propaganda di Stato, celebrando i successi olimpici e internazionali degli atleti russi o rappresentando parate e grandi eventi come dimostrazione della forza, coesione e organizzazione dello Stato. Ecco quindi immagini di propaganda da manuale come ‘Parata allo stadio Dinamo' di Sergey Luchishkin del 1936 con il suo tripudio di bandiere.
    L'altro aspetto è quello privato e quotidiano. A partire dal 1925 lo sport fu equiparato per importanza all'insegnamento dell'ideologia socialista nelle scuole, e tutti i cittadini dell'Unione sovietica tra i dieci e i sessant'anni avevano l'obbligo di partecipare a eventi sportivi, mentre in tutto il Paese in scuole, uffici e fabbriche la giornata iniziava con esercizi di ginnastica.

    L'artista Viktor Popkov, ad esempio, rappresenta lo sport come elemento essenziale della vita di tutti i giorni senza competitività o connotati politici, in quadri che mostrano bambini che giocano a pallavolo in un campo o pattinano su un lago ghiacciato.
    Il regime dettava legge su alcuni punti chiave - l'arte doveve essere figurativa e ‘ottimista' e non deviare dall'ideologia sovietica - ma lasciava liberi gli artisti di sperimentare sia con lo stile che con i contenuti. Molti dei quadri sono quindi non solo testimonianze di un'epoca ma opere d'arte con un valore intrinseco, afferma Jo Vickery, responsabile dell'arte russa di Sotheby's: «È possibile estrapolarle dal loro contesto e apprezzarle per la loro qualità, bellezza e capacità espressiva».

    Londra è la prima tappa per la mostra che approderà poi in diversi Paesi. L'inaugurazione alla sede di Sotheby's di New Bond Street era affollata di russi: «Fino a poco fa gli americani erano i più interessati all'arte sovietica, ma ora sono decisamente i russi i maggiori collezionisti, - spiega Vickery. – È una delle tante manifestazioni della grande nostalgia per l'era sovietica».

    Soviet Art Soviet Sport
    Fino al 14 gennaio 2014
    Sotheby's, Londra
    http://www.sothebys.com

    Arte da parata: così i sovietici rappresentavano lo sport - Il Sole 24 ORE
    Ultima modifica di Tomás de Torquemada; 28-12-13 alle 14:22
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