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    Predefinito Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    1 novembre 2013
    Di ScenariEconomici Feed



    Riportiamo questo splendido articolo di Voci dall’estero, sito molto valido. Buona lettura.

    Sul Telegraph si possono trovare analisi e grafici attendibili sull’economia italiana in allarme rosso, ed è citato il rapporto di Mediobanca ove si parla del ciclo di Frenkel: siamo al capolinea.

    L’acrobata Andrea Loreni si esibisce davanti al Colosseo a Roma Foto: AFP

    Il cambio sta portando l’Italia al capolinea.
    L’Italia rimane bloccata nella depressione. Ora sappiamo che il picco spettacolare della fiducia dei consumatori nel mese di giugno è stato un inganno, una bugia a fin di bene per prospettare un futuro migliore e contenere la marea della deflazione da debito.

    Hedge fund, banche e investitori di tutto il mondo si sono riversati sugli asset italiani senza soffermarsi su dettagli. Hanno fatto soldi rapidamente, certo. I rendimenti dei bond italiani a 10 anni sono scesi di 40 punti base in una settimana. L’indice MIB della Borsa di Milano aveva toccato il fondo vicino a 14.860 poco prima del comunicato. E poi è salito, raggiungendo 19.496 punti.



    L’euforia era comprensibile. La componente economica dell’indice di fiducia era salita miracolosamente da 71,7 a 91,6 in un mese. Se l’Italia stava davvero svoltando così sensibilmente dopo un crollo del PIL del 9% e due anni di recessione, questo davvero avrebbe voluto dire che la crisi dell’Europa era ormai alle spalle. Avremmo potuto sentirci più sollevati sul debito italiano da 2.000 miliardi di € , il più elevato del mondo dopo Stati Uniti e Giappone.
    In realtà, l’istituto di statistica italiano Istat ha alterato il sondaggio. Ha preso in esame un diverso modello campionario e composizione socio-demografica di riferimento, rivelando tranquillamente alcuni dettagli solo un mese dopo, ma soltanto pochi economisti italiani vi avevano prestato attenzione. “Hanno giocato con i dati e sono scioccato“, ha detto uno di loro.



    L’economista ha descritto l’episodio come un tentativo di promuovere entusiamo e portare la crescita a una “velocità di fuga”. Le autorità italiane – in balia dei Bocconi Boys, i sostenitori del libero mercato dell’Università Bocconi di Milano – danno grande peso alle teorie per le quali solo la fiducia può vincere l’austerità fiscale, insieme a una moneta sopravvalutata e una restrizione monetaria.
    E la moneta è sicuramente in contrazione. L’aggergato monetario italiano M3 si è contratto negli ultimi cinque mesi (passando da 1.329 miliardi a 1.312 miliardi di €). Simon Ward di Henderson Global Investors, dice che l’aggregato monetario reale M1 a sei mesi è crollato: “La spia dell‘Italia è rossa lampeggiante“.
    E’ vero che in determinate circostanze la fiducia dei mercati può oliare gli ingranaggi dell’economia. Ma fare affidamento solo sul morale per far uscire l’ economia da una depressione conclamata è come una carica alla baionetta contro dei cannoni Krupp, o lo spirito dello “slancio vitale” di St Cyr nel 1914, ardito e vano nello stesso tempo. Il premio Nobel Paul Krugman deride questa sotto- branca dell’economia come la “fata fiducia”.
    In ogni caso, i dati concreti riportano abbastanza in fretta sulla strada giusta. La produzione industriale in agosto è scesa del 4.4pc, e i nuovi ordini sono scesi del 6.8pc . La Banca d’Italia ha dichiarato che il credito alle imprese non finanziarie è sceso del 4.6pc nel mese di agosto (su base annua), in peggioramento dal mese di luglio. La fiducia delle imprese è scesa al 79,3 a settembre ed è ora a livelli di crisi post- Lehman. Questa settimana l’Istat ha comunicato che l’economia è più debole di quanto si pensasse. Nel terzo trimestre il PIL si ridurrà ancora.



    La recessione si è appiattita, e questo è tutto“, dice Antonio Guglielmi di Mediobanca . “Il rapporto tra debito pubblico e PIL è aumentato di 15 punti percentuali [ al 133pc ] nel corso degli ultimi 15 mesi, perché non c’è crescita. E’ tutto a causa degli effetti dell’austerità e del moltiplicatore fiscale. Stiamo facendo lo stesso errore che hanno fatto in Grecia.”
    Mr. Guglielmi ha detto che il governo ha previsto per il prossimo anno una crescita dell’1% , passando dall’ 1.7pc , all’1.8pc all’1.9pc e così via. E’ una finzione. ( Citigroup ha detto che la crescita sarà più vicino allo zero sino al 2017) . “A mala pena siamo cresciuti dell’1% all’anno durante i migliori anni del boom globale. Come faremo a farlo ora in tempi molto più difficili?
    Prof. Giuseppe Ragusa della Luiss Guido Carli di Roma ha detto che il governo si sta arrampicando sugli specchi, sperando che la ripresa mondiale riuscirà in qualche modo a portare l’Italia fuori dal guado. “Loro non stanno facendo nulla. La politica è completamente passiva, non funzionerà, perché siamo in una trappola del debito, ed a differenza della Spagna abbiamo continuato a perdere competitività nei confronti della Germania negli ultimi tre o quattro anni.
    Prof. Ragusa calcola che il debito aumenterà ogni anno di un 5% del PIL, anche se la crescita tornasse ai livelli pre-crisi di circa lo 0.6%. Questo farebbe crescere in maniera esponenziale il rapporto debito Pil fino a quasi il 150%, al di là del punto di non ritorno per un paese senza moneta sovrana.
    Ragusa ha detto che le politiche di salvataggio della Banca centrale europea hanno indotto il Tesoro italiano a prendere in prestito su scadenze brevi, dal momento che il sostegno BCE copre solo il debito fino a tre anni. Questo ha ridotto la durata media del debito da 7,6 a 6,4 anni, con un maggior rischio di crollo. “Temo che i nodi verranno al pettine entro il primo trimestre del prossimo anno” ha detto.


    Il tasso di cambio sta portando alla resa dei conti. Da giugno l’euro è salito quasi dell’8% contro il dollaro – e quindi lo yuan cinese. E’ una situazione grottesca per una regione impantanata in una disoccupazione record che probabilmente anche il prossimo anno resterà indietro rispetto al resto del mondo di un ampio margine, secondo le stesse autorità comunitarie.
    Il governatore austriaco della BCE Ewald Nowotny dice che Francoforte può far poco a riguardo. Eppure, la Banca del Giappone ha appena fatto scendere lo yen del 22% grazie a una strategia massiccia di reflazione. La Banca nazionale svizzera sta tenendo il franco a 1,20 €, giurando di difenderlo contro il mondo intero. E’ molto facile indebolire una valuta. Ciò che il signor Nowotny intende è che l’ UEM è politicamente incapace di organizzare una tale politica.
    Per l’Italia questo è un massacro. Mediobanca dice che l’economia Italiana è molto sensibile al tasso di cambio a causa delle tipologie di prodotti fabbricati (price sensitive), più della Germania. Gli ultimi report segnalano come nel corso degli ultimi 40 anni ogni volta che l’Italia ha agganciato il cambio alla Germania la crescita della sua produttività e competitività si è indebolita, e come si è velocemente ripresa dopo ogni svalutazione.
    Il rapporto afferma che l’UEM ha permesso alla Germania di stabilizzare a proprio vantaggio un surplus commerciale in “stile cinese”, accumulando un surplus di 1.400 miliardi di €, il 50% del PIL tedesco, e che ciò equivale a ” un pericoloso ‘ beggar-thy -neighbor” (politica di “frega il tuo vicino”, ndt) , un gioco a somma zero per la zona euro”.
    Nel rapporto si dice che l’Italia è entrata in una “spirale negativa della produttività” solo dopo aver fissato i tassi di cambio prima dell’entrata nella UEM, nel 1996. Non riconoscerlo, “significa negare l’evidenza” . Ha accusato le autorità dell’UE di far pesare l’intero onere dell’aggiustamento post-crisi sugli Stati più deboli del Club Med, di rifiutarsi di vedere il rischio di una “spirale recessiva negativa” nel Sud, o di vedere che questi paesi non possono stabilizzare le loro traiettorie di debito con un minimo di crescita. Il Nord deve “incontrare la periferia a metà strada“.
    Il rapporto sostiene che il rischio è quello di un ripetersi del destino dell’Argentina, quando nel 2001 il suo ancoraggio al dollaro è crollato. E ha citato il cosiddetto “Ciclo di Frenkel” , quando arriva alla settima e ultima fase del “collasso”, il brutale epilogo di ogni sistema a cambi fissi e di ogni unione monetaria che non riesce a soddisfare le quattro condizioni di base di un’area valutaria ottimale. Che sono la mobilità del lavoro attraverso le frontiere, la flessibilità dei salari e dei prezzi, i trasferimenti fiscali e i cicli economici allineati. L’area dell’euro non ne soddisfa nessuna.

    Source: Mediobanca Securities, IMF, Goofynomics analysis

    Mediobanca è la seconda più grande banca Italiana. Non chiede un ritiro dall’UEM e un ritorno alla lira, accettando stoicamente la disciplina come l’unica strada percorribile. Eppure la logica del suo capolavoro è che l’Italia starebbe molto meglio fuori dall’UEM, e la minaccia implicita è che l’Italia dovrà farlo se le potenze creditrici del nord persistono nel loro regime distruttivo.
    L’Italia non è un caso disperato. La sua posizione patrimoniale netta sull’estero è – 30% del PIL, rispetto al – 92% per la Spagna , e – 100% per il Portogallo. Ha un debito ipotecario molto basso. La ricchezza mediana degli italiani è di € 173.500, che li rende quattro volte più ricchi dei tedeschi, a 51.400 €.
    L’Italia è il più virtuoso dei grandi Stati UEM, con un avanzo primario di 2.5% del PIL. Questo naturalmente significa che può lasciare l’euro quando vuole, senza incorrere in una crisi di finanziamento, ed è abbastanza grande da superare lo shock.
    Alla fine, tutto si riduce agli umori del paese. C’è stato un tempo in cui in Italia la causa dell’Europa era indiscussa, ma la lunga crisi ha avuto un prezzo. Un sondaggio Ipsos questa settimana ha rilevato che un record del 74% di italiani sono insoddisfatti dell’euro. Ormai si tratta di un matrimonio senza amore. Un altro battibecco con Berlino, e diventerà un aspro conflitto.
    I leader europei possono arrestare il deterioramento del paese in qualsiasi momento, intraprendendo una strategia di reflazione che cambierebbe completamente i contorni della crisi e metterebbe in salvo il sud. Ma se non lo fanno – e non vi è alcun segno, ancora – gli italiani saranno costretti a riprendere in mano il proprio destino nazionale.
    Carmen

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  2. #2
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    In sintesi, chessifotta ogni speranza di cambiamento, tranne che del tasso di cambio

    Mi piace come idea, per continuare a mantenere con 65 miliardi anno i pensionati d'oro, per continuare a spendere 40 miliardi anno in "pensioni precoci", butarre decine di miliardi anno i spese inutili ed ancora decine in corruzione ed evasione......bene, per poter tornare a fare tutto questo basta tornare alla lira.....


    Ma cazzo, facciamolo subito, no?

  3. #3
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    L?Italia sarà costretta a uscire dall?Euro. Il Telegraph cita Mediobanca - Economia - Investireoggi.it


    L’Italia sarebbe tutt’altro che vicina alla fine della recessione e fuori dalla crisi economica e finanziaria. Il quotidiano britannico “Telegraph”, ormai un habitué delle tesi anti-euro, snocciola parecchi dati, che dimostrerebbero la portata grave della crisi in cui si trova tutt’ora il nostro Paese. Se l’Istat ha limato ancora una volta al ribasso le stime del pil del 2013 (-1,8%), ad agosto la produzione industriale italiana è scesa del 4,4% su base annua e gli ordini del 6,8%, mentre la Banca d’Italia ha confermato che il credito alle imprese non finanziarie si è ridotto più che a luglio del 4,6%.

    Cita il rapporto di Mediobanca di Antonio Guglielmi, che prende atto di un debito pubblico salito al 133% del pil, il 15% in più in soli 15 mesi. Per assenza di crescita, spiega Guglielmi. Il quale non crede nelle previsioni di un pil a +1% nel 2014, in quanto queste percentuali negli ultimi anni sono state raggiunte dall’Italia, quando l’economia mondiale era in pieno boom, figurarsi adesso che le cose non vanno bene nemmeno altrove.



    Italia fuori dall’Euro è scenario inevitabile?

    Il rapporto di Mediobanca non lo dice esplicitamente, ma lo fa intendere: l’Italia starebbe meglio fuori dall’Eurozona. La Germania ha ormai accumulato un surplus commerciale di 1.400 miliardi di dollari, il 50% del pil tedesco, mentre l’Italia perde competitività dal 1996, anno in cui si sono fissati i tassi di cambio tra lira ed euro. I tedeschi crescerebbero, quindi, a nostre spese.

    L’Italia si troverebbe nella settima fase del “ciclo di Frenkel“, quella del collasso. Le ragioni risiedono in un’unione monetaria che non soddisfa nessuna delle quattro condizioni obbligatorie per la sua esistenza: perfetta mobilità del lavoro, flessibilità di prezzi e salari, trasferimenti fiscali e cicli economici allineati.

  4. #4
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da dedelind Visualizza Messaggio
    Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    L’economista ha descritto l’episodio come un tentativo di promuovere entusiamo e portare la crescita a una “velocità di fuga”. Le autorità italiane – in balia dei Bocconi Boys, i sostenitori del libero mercato dell’Università Bocconi di Milano – danno grande peso alle teorie per le quali solo la fiducia può vincere l’austerità fiscale, insieme a una moneta sopravvalutata e una restrizione monetaria.

    Giusto! Lunedì mi vado a comprare la moto nuova da 20.000€, e gli dico che sono molto fiducioso di pagarla. Se quello traccheggia gli spiego le teorie bocconiane, e che pure lui deve avere fiducia.

    Oh, già mi ci sento sopra!


    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  5. #5
    Gianicolo, 1849
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    L?Italia sarà costretta a uscire dall?Euro. Il Telegraph cita Mediobanca - Economia - Investireoggi.it



    L’Italia si troverebbe nella settima fase del “ciclo di Frenkel“, quella del collasso. Le ragioni risiedono in un’unione monetaria che non soddisfa nessuna delle quattro condizioni obbligatorie per la sua esistenza: perfetta mobilità del lavoro, flessibilità di prezzi e salari, trasferimenti fiscali e cicli economici allineati.
    Concordo sul possibile collasso, ma se avessimo raggiunto le quattro condizioni obbligatorie il collasso sarebbe già avvenuto.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

  6. #6
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Concordo sul possibile collasso, ma se avessimo raggiunto le quattro condizioni obbligatorie il collasso sarebbe già avvenuto.
    hai qualche dato di previsione economica che dica il contrario?
    ne sarei felice..
    ma poi se l'uscita dall'euro non e' prevista dai trattati, di che stiamo parlando?
    a meno che in sede europea la germania non si renda conto che tra un po' le sue esportazioni si ridurrano sempre di piu' e allora ci potrebbere essere un'uscita non penalizzante per il paese del Mediterraneo
    Ultima modifica di adry571; 01-11-13 alle 16:17

  7. #7
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    hai qualche dato di previsione economica che dica il contrario?
    ne sarei felice..
    ma poi se l'uscita dall'euro non e' prevista dai trattati, di che stiamo parlando?
    a meno che in sede europea la germania non si renda conto che tra un po' le sue esportazioni si ridurrano sempre di piu' e allora ci potrebbere essere un'uscita non penalizzante per il paese del Mediterraneo

    Rimboccarci seriamente le.maniche e mettere a posto le.numerosissime storture e sprechi e latrocini del.sistema itaglia no, eh?

    E' del tutto impossibile, vero?

  8. #8
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da atvar51 Visualizza Messaggio
    Rimboccarci seriamente le.maniche e mettere a posto le.numerosissime storture e sprechi e latrocini del.sistema itaglia no, eh?

    E' del tutto impossibile, vero?
    assolutamte d'accordo nel tagliare gli sprechi ma e' questa classe politica che non e' pronta
    ma potrebbe anche non bastare, dunque perche' non anche una politca monetaria piu' favorevole?
    Ultima modifica di adry571; 01-11-13 alle 16:34

  9. #9
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    assolutamte d'accordo nel tagliare gli sprechi ma e' questa classe politica che non e' pronta
    Sai cosa vorrebbe dire farlo seriamente, vero?

  10. #10
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    Predefinito Re: Rapporto Mediobanca (Telegraph): “all’Italia conviene uscire dall’Euro”

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    hai qualche dato di previsione economica che dica il contrario?
    ne sarei felice..
    ma poi se l'uscita dall'euro non e' prevista dai trattati, di che stiamo parlando?
    a meno che in sede europea la germania non si renda conto che tra un po' le sue esportazioni si ridurrano sempre di piu' e allora ci potrebbere essere un'uscita non penalizzante per il paese del Mediterraneo
    Guarda, io entro gennaio devo decidere se riscattare le automobili della ditta o restituirle e prenderle nuove. Me le tengo così non pago più la rata.
    Per adesso ho il reddito assicurato fino a dicembre, e da campare fino a maggio 2014.

    Mi comporto di conseguenza, e se salta tutto vado a far carne come dopo la battaglia di Montaperti.
    Io sono al bando da circoli, logge e sagrestie.
    Ma col mio carattere e i miei gusti me ne consolo facilmente.

 

 
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