c'è un profondo malinteso nella cultura italiana, dovuto al peso di formazioni come i comunisti e, a livello intellettuale, al peso del filosofo Bobbio
ovvero che il welfare state sia un mezzo per livellare la società e per favorire l'uguaglianza.

a me non risulta che la figlia di berlusconi sia allo stesso piano del figlio del disoccupato
e, neanche nel nord europa, mi risulta che i figli delle elite siano allo stesso livello di quelli dei poveri.

ma allora a cosa serve il welfare state?

non serve per livellare bensì per dare libertà.

libertà di studiare quel che si vuole e diventare un giorno un medico o un avvocato o un ingegnere.

libertà di non essere ricattato economicamente da banche e datori di lavoro avendo un sussidio statale

libertà di poter vivere sapendo che in caso di malattia si sarà curati.


se ci si pensa bene, il riconoscimento delle coppie di fatto o della pma eterologa o ancora della cannabis terepeutica (o anche ludica)
non serve al ricco.
perchè egli ha i soldi per andare all'estero e fare la pma o trovare la cura che gli serve a proprio spese, o pagare un notaio perchè stipuli il contratto privato con i controcoglioni.

queste cose servono al povero.

e non per raggiungere il livello del ricco,
lo vediamo tutti i giorni che non è vero questo nè nella mediterranea italia nè nel nord europa

serve perchè anche il povero, il malato, l'anziano, il giovane
abbia almeno una possibilità di cercare la propria felicità.

libertà.