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  1. #1
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    il sud rappresenta il maggiore importatore extrapatano delle schifosissime merci patane per un totale di sessantatre miliardi l'anno.
    Come sempre in prossimità delle feste di Natale, al sud c'è un picco delle importazioni di schifosissime merci dalla patana dovuto alla pessima abitudine radicata dadecnni tra la famiglie meridionali, di acquistare panettoni, pandori, ed altre ciofeche patane, sarebbe bello he il boicottaggio di tutte le merci patane cominciasse dal panettone e dal pandoro, al sud abbiamo una tradizione dolciaria di molto superiore quindi è molto meglio che i panettoni ed i pandori destinati ad essere venduti al sud, marciscano nei magazzini, e che le centinaia di milioni di euro spesi al sud per comprarli, vengano spesi per i dolci tradizionali, peraltro molto più buoni e fatti con materiali di maggiore qualità, peremettendo ad aziede e lavoratori locali di guadagnare e continuare la loro attività malgrado la crisi, ed evitando un'ulteriore fuga di capitali verso la patania

  2. #2
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Daccordissimo...tra l'altro i panettoni con quell'uvetta manco mi piacciono :sofico:

    Non dimentichiamo di boicottare anche questi http://forum.politicainrete.net/1439968-post1.html
    Ultima modifica di flender; 23-12-10 alle 23:11

  3. #3
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    questo boicottaggio del nord, mi sa tanto di vecchio revanscismo meridionale che non porta da nessuna parte.
    Non è neppure mediaticamente convincente... il consumatore ha l'effetto contrario. Se una cosa cerchi di negargliela o convincerlo a farsela negare, aumenta il desiderio.

    Se proprio vuoi boicottare, fallo in maniera furba, senza dirlo apertamente. Ad esempio in questo modo:

    Sequestro uova marce per panettoni. Verona, 10 mln di pezzi mal conservati - cronaca -Tgcom - pagina 1
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  4. #4
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito dedicato li zii tom meridionali, complessati ei confronti dei patani

    a tutti li zii tom meridionali, rincoglioniti dai mass media di regime tutti in mano patana, e convinti che i prodotti patani siano sinonimo di qualità e sottoposti a rigidi controlli, mentre quelli meridionali siano sinnimo di scarsa qualità e non sottoposti a controlli, in realtà le cose sono diverse, per quanto riguarda le frodi alimentari, al nord sono la norma e vengono fatte su scala molto maggiore, ma i mass media di regime in mano ai patani amplfiicano quelle che avvengono al al sud efano redere che siano la norma, anche quando sono marginali, mentre minimizano e danno pochissimo spazio a quelle commesse in patana, per esempio il caso delle mozzarlle alla diossina di due anni fa, riguardava solo chi campioni di mozzarelle irrilevante rispeto alla totalità delle mozzarelle prodott in Campania, che avevano una quantità solo legermente superiore ai limiti di legge, ma in quel caso i media di regime sputtanorono a livello intrnazinale questo prodotto, per favorire gli allevatori bergamaschi che da poco avvano incominciato ad allevare bufale ed a produrre mozzarelle, fino a quel momento con scarsi risultati commerciali, mentre contemporaneamene i mi tacevano, sulle quantità di diossina centinaia di vole superiore ai limiti di legge rilevata nel latte proveniente dagl allevamenti bresciani, che costrinse a chiudere questi allevamnti per mesi, gli stessi media di regime che dedicavno le prime pagine alla mozzarelladi bufala campana, relegavno queta notizia molto più grave alla cronaca locale di brescia.

    a chi volesse comprare pandori e panettoni ed altri cibi patani, perché li considera prodotti d buona qulità, consiglio di leggere questi articoli

    Verona, sequestrate 10 milioni di uova conservate tra topi ed escrementi - Corriere della Sera

    riscontrate «diffuse situazioni di sporcizia»
    Verona, sequestrate 10 milioni di uova
    conservate tra topi ed escrementi
    Operazione dei Nas nei magazzini di una ditta
    che riforniva note industrie dolciarie nazionali
    riscontrate «diffuse situazioni di sporcizia»

    Verona, sequestrate 10 milioni di uova
    conservate tra topi ed escrementi

    Operazione dei Nas nei magazzini di una ditta
    che riforniva note industrie dolciarie nazionali

    MILANO - Dieci milioni e 300 mila uova, per un valore commerciale di due milioni di euro, «conservate a temperature non idonee, con percolati di uova rotte, tra insetti, roditori e relativi escrementi», sono state sequestrate dal Nas dei carabinieri in un magazzino di una ditta di Verona specializzata nella fornitura di ovoprodotti destinati a note industrie dolciarie nazionali.

    LE ISPEZIONI - Oltre al magazzino, i militari di Padova hanno ispezionato anche «l'area di sgusciatura e lavorazione della ditta dove sono state riscontrate diffuse situazioni di sporcizia, risalenti alla precedente lavorazione» e hanno quindi richiesto all’Autorità sanitaria «l'inibizione all’uso dell'intera linea di lavorazione dell’azienda stessa fino all’adeguamento ai regolari criteri igienici». Il sequestro ha permesso di impedire l'eventuale utilizzo delle uova nella preparazione di sottoprodotti destinati quali ingredienti in prodotti dolciari da forno, come ad esempio i panettoni, i pandori, ma anche merendine di produzione industriale (fonte: Apcom).



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    Invece di essere distrutti, gli scarti degli incubatoi finivano in prodotti destinati all'alimentazione umana
    Due arresti anche nel vicentino: ai domiciliari tecnici di Nanto e di Noventa, dipendenti di un'azienda avicola.

    di Monica Andolfatto



    Vicenza - Frode e attentato alla salute umana: uova con larve, vermi, muffe, parassiti e persino con feti di pulcini, trasformate in merendine, panettoni, pandori, pasta, gelati e altri dolci. Tocca anche Vicenza la mega operazione dei Nas di Bologna, coordinata dalla procura felsinea, che ha smantellato un'organizzazione criminale che invece di smaltire come rifiuti pericolosi gli scarti degli incubatoi li vendevano ad aziende alimentari spesso inconsapevoli della reale provenienza dell'ovoprodotto acquistato. Dopo due anni di indagini, estese in tredici province, sono 61 gli iscritti nel registro degli indagati: fra le venti persone arrestate, due risiedono nel vicentino e ora sono ai domiciliari. Ieri mattina sono stati i carabinieri del nucleo operativo radiomobile del tenente Giovanni Blasutig a consegnare loro i provvedimenti restrittivi emessi dal giudice per le indagini preliminari Grazia Nari su richiesta del procuratore aggiunto Silverio Piro e del sostituto procuratore Lorenzo Gestri.

    Si tratta di Ettore Dall'Armellina, 53 anni, e di Fiorenzo Bassetto (44), direttore di stabilimento e responsabile dell'approvvigionamento dell'incubatoio, residenti a Noventa Vicentina e a Nanto, dipendenti di una grossa azienda veneta specializzata nell'allevamento di carne avicola in grado di controllare l'intera filiera produttiva, dall'incubazione delle uova, all'allevamento, alla macellazione. Numerosi i reati contestati fra cui l'associazione per delinquere nonché l'adulterazione e la contraffazione di sostanze alimentari destinate all'alimentazione umana.

    «L'utilizzo fraudolento di tali "materie prime" per la produzione di alimenti destinati al pubblico - hanno sottolineato gli investigatori del Nucleo anti sofisticazioni - comportava la formazione di cataboliti quali istamina, cadaverina e putrescina con grave rischio di insorgenza di inspiegabili patologie, non solo allergiche. Patologie che proprio per l'imprevedibile causa scatenante possono dimostrarsi difficilmente diagnosticabili, risultando quindi di complicata risoluzione terapeutica, il tutto a nocumento dell'ignaro consumatore».

    Tocca anche Verona, Vicenza e Treviso

    di Massimo Rossignati

    Tocca anche il Veneto, ed in particolare Verona, Vicenza e Treviso, il blitz dei Carabinieri dei Nas di Bologna che ieri mattina ha portato a smantellare una vera organizzazione malavitosa dedita al commercio di uova marce, alcune anche con muffe e parassiti ed in stato di putrefazione che venivano vendute e finivano per essere utilizzate nella produzione di prodotti alimentari. Un'operazione che ha visto impegnati un centinaio di uomini del Comando provinciale dei Nas di Bologna, coadiuvati da altrettanti carabinieri dei reparti territoriali interessati. Nell'operazione sono stati sequestrati anche 32 milioni di uova, 60 tonnellate e mezzo di ovoprodotto, 2500 tonnellate di sottoprodotti di origine animale e alcuni macchinari.Un giro incredibile di uova che dovevano finire in discarica o utilizzate per produrre fertilizzanti e invece riciclate da commercianti e aziende compiacenti. Un malaffare nel quale è finita coinvolta anche il fior fiore dell'Avicoltura italiana, nella maggior parte dei casi inconsciamente e spesso a sua volta truffata da fornitori infedeli.

    Ieri mattina, alle prime luci dell'alba, i Carabinieri hanno bussato alle porte di casa degli amministratori e suonato ai cancelli di 13 aziende di sette diverse regioni italiane: Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Lombardia, Piemonte e Veneto. I militari hanno eseguito 36 ordinanze a carico di 27 indagati emesse dal gip di Bologna, su richiesta della Procura della Repubblica: alcune riguardano l'applicazione di misure cautelari (in carcere o agli arresti domiciliari), altre interdittive e altre ancora il sequestro di aziende. Gravissimi i capi d'imputazione, si va dall'associazione per delinquere, all'adulterazione e contraffazione di sostanze alimentari, al furto aggravato e ricettazione.

    Nel Veneto l'operazione ha coinvolto tre aziende storiche della filiera delle uova a Verona: l'"Uovador" della famiglia Pasquali, uno dei leader europei del mercato delle uova fresche con qualcosa come 4 milioni di uva al giorno; la "Agricola Tre Valli" del Gruppo Veronesi esistente da 30 anni e con 100 dipendenti, la "Volcar" di Sona. E la "Biovo" di Treviso.

    "È una inchiesta che ha accertato fatti molto gravi ma non un fenomeno. E comunque non c'è allarme. Al contrario abbiamo potuto apprezzare l'efficienza dei sistemi di controllo a tutela dei consumatori", ha detto il pubblico ministero di Bologna, Lorenzo Gestri, titolare insieme al procuratore aggiunto Silverio Piro dell'inchiesta condotta con i Nas dei carabinieri che ha portato alla scoperta dell'organizzazione che produceva "ovoprodotti" adulterati destinati poi all'industria alimentare per essere trasformati in merendine, panettoni, pandori, pasta, gelati, dolci di vario tipo. "Non bisogna criminalizzare - ha aggiunto Gestri - un settore che è quasi completamente sano".

    L'indagine è partita due anni fa attraverso pedinamenti, intercettazioni telefoniche, sequestri. E se i destinatari dei provvedimenti eseguiti oggi all'alba sono 27, in tutto sono 61 le persone indagate: si tratta dei responsabili di imprese di prodotti alimentari e di aziende per lo smaltimento di rifiuti, gestori di aziende che si occupano di incubazione di uova e mediatori commerciali con sede non solo in Italia, ma anche in Francia, Olanda, Spagna ed Inghilterra. Otto di loro sono finiti in carcere; 12 agli arresti domiciliari, sette sono stati interdetti dall'attività professionale e imprenditoriale; mentre nove aziende operanti nel settore alimentare sono state sequestrate. A emettere i provvedimenti è stato il Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Bologna, Grazia Nari. Costituita a Bologna, infatti, l'organizzazione si era sviluppata in tutto il centro-nord con ramificazioni e complicità anche all'estero. E contava sulla compiacenza di aziende specializzate nello smaltimento dei rifiuti pericolosi, che attestavano falsamente l'avvenuta distruzione delle uova putrefatte, che in realtà venivano riciclate per la produzione di alimenti. Il tutto con gravi rischi per la salute dei consumatori, come accertato dalle analisi scientifiche compiute dai Nas in collaborazione con l'Istituto superiore di Sanità e l'istituto Zooprofilattico sperimentale della Lombardia e dell'Emilia Romagna.Tutto sarebbe partito dal sequestro di alcune uova non in regola. Poi c'è stato il furto di 20 cisterne poi utilizzate per il trasporto dell'ovoprodotto adulterato. Altro fatto che ha stimolato le indagini. Gli accertamenti sono andati avanti - ha spiegato il tenente colonnello Marcello Galanzi del Comando gruppo As di Roma - e così si è scoperto che i prodotti di scarto degli incubatoi, dove vengono tenute le uova da pulcino, in realtà anziché essere smaltiti come rifiuti pericolosi venivano utilizzati per l'ovoprodotto".

    Così uova con larve, vermi, muffe, parassiti, e con all'interno già formati i feti dei pulcini, finivano ad industrie alimentari inconsapevoli della qualità dell'ovoprodotto che compravano. Perché l'ovoprodotto, a cui si arrivava dopo che le uova venivano centrifugate avesse il "ph" giusto, ad esempio, gli adulteratori utilizzavano cloro. C'era anche un processo di pastorizzazione per abbattere la carica batterica. Questo procedimento di produzione, però, porta alla formazione di sostanze come l'istamina, la cadaverina e la putrescina, nocive per la salute con la possibilità di patologie per l'uomo, anche allergiche.

    Le aziende sequestrate sono: Fattorie Caiconti di Forlì-Cesena; Biovo di Treviso; Uovadoro, Volcar, Agricola Tre Valli di Verona; Angonova di Cuneo; Fattorie Guglielmi, sede legale a Forlì e stabilimento in provincia di Mantova; Bionature Agroalimentare, con sede legale in provincia di Ravenna e due stabilimenti in provincia di Torino e Cuneo.

    Treviso

    di Antonio Borella

    Nell'ambito dell'operazione condotta a livello nazionale su ordinanza emessa dal Gip di Bologna, i Nas, coadiuvati dai Carabinieri di Montebelluna e Cornuda, nella prima mattinata di ieri hanno effettuato i sopralluoghi presso gli stabilimenti della Biovo Spa, azienda per la produzione di materia prima a base di uova per aziende dolciarie e commercializzazione, in via Callesella 10 a Maser. Il risultato dell'operazione ha portato ad un arresto, ed al sigillo di alcuni macchinari per la lavorazione delle uova.
    L'operazione è scattata all'alba di ieri ad opera degli uomini dell'Arma: sono da poco passate le sei, quando tre auto dei Carabinieri si presentano all'ingresso. Ad aprire loro i cancelli sono i primi operai e magazzinieri presenti in quel momento in azienda. La prima a varcare l'ingresso del piazzale è la Fiat Punto a bordo della quale ci sono gli investigatori dei Nas di Bologna. L'auto è seguita da altre due macchine, quelle dei Carabinieri di Montebelluna e Cornuda. Dietro le tre auto si chiudono le inferriate, le auto vengono parcheggiate davanti all'ingresso del reparto produzione. Nello stabilimento entrano solo i quattro ispettori del Nucleo Operativo Antisofisticazione.
    L'operazione, durata poco più di due ore, ha portato all'arresto di Stefano Balzan, 43 anni, amministratore delegato della Biovo. Oltre a questo i militari hanno posto sotto sequestro la filiera produttiva delle uova, mettendo i sigilli ai macchinari.
    Nessuno all'interno dell'azienda alimentare ha voluto fornire dichiarazioni, ed è stato lapidario anche il commento dell'avvocato Fabio Pinelli, dello studio legale Lodovico Fabris di Treviso, il quale contattato telefonicamente nel tardo pomeriggio di ieri ha dichiarato: "Ovviamente sto ancora studiano il caso. Posso solamente dire che la ditta che assisto respinge fermamente le ipotesi di reato che le vengono imputate, in riferimento ad una qualsiasi forma di collaborazione, partecipazione e commercializzazione di alimenti che non fossero a norma".


    La cadaverina nel piatto

    di Francesco Angelini

    E, soprattutto, non si sapeva ciò che si conosce oggi sulla nocività di alcuni alimenti e dei trattamenti a cui venivano sottoposti. Ai nostri giorni dovrebbe essere tutto diverso. Invece no. La sola differenza rispetto al film di Totò e Fabrizi è che, dopo aver ingerito le uova avariate, non arriva neppure il sintomo gastro intestinale che, perlomeno, ci dice che quell'alimento era nocivo. Ieri, infatti, sì è appreso che i Nas hanno smantellato un'organizzazione che aveva scoperto un ingegnoso sistema per liberarsi di decine di milioni di uova putrefatte, da smaltire come rifiuti pericolosi, non solo risparmiando la spesa per il trattamento, ma addirittura guadagnandoci sopra. Come? Facendocele mangiare. Già, chi ha visto le immagini diffuse ieri da tutti i telegiornali non avrà potuto trattenere oltre al disgusto, anche un senso di stupore. Uova dal colore marcio, con muffe, vermi e strane escrescenze; roba che farebbe schifo anche toccare per gettarla in pattumiera è probabilmente finita nello stomaco di migliaia di italiani, sotto forma di tagliatelle, torte, panettoni e pandori industriali, merendine e così via. Uova che, secondo le analisi dei Nas contenevano anche la "cadaverina", cioè la sostanza chimica che sviluppano i cadaveri in decomposizione: una vera leccornia. Ma c'è un aspetto ancora più inquietante: queste uova, pastorizzate e taroccate per annullarne l'apparenza nociva, non erano destinate a quelle piccole aziende misconosciute che dietro nomi accattivanti (e in questo caso di fantasia) tipo: «La pasta della nonna», «Il panettone del vecchio forno» e così via, celano lavorazioni industriali non sempre garantite e controllate. Da quanto emerge dall'indagine dei Nas, infatti, le uova putrefatte sarebbero finite nei prodotti di alcuni grandi marchi industriali, quelli cioè che di solito il consumatore sceglie magari rinunciando alla qualità in cambio della tranquillità data da un cibo che attraversa mille e più verifiche prima di finire sugli scaffali dei negozi e sui bancali dei supermercati. I nomi delle aziende non sono ancora stati resi noti, anche perché, forse, hanno acquistato le uova in buona fede. Sarebbe comunque opportuno che si conoscessero, se non altro per dar loro l'opportunità di garantire che, in futuro, non si faranno più sorprendere. Questa vicenda, che segue di poco quella della vernice nociva scoperta - casualmente - nelle etichette delle confezioni in cartone del latte per l'infanzia e di altri prodotti d'uso comune quali i succhi di frutta o la panna da cucina, fa sorgere più di un interrogativo. Il primo, ovviamente, riguarda i controlli. Ormai qualunque prodotto alimentare industriale reca etichette rassicuranti sull'assenza di questo o quel componente nocivo e sulle verifiche eseguite. A questo punto è lecito chiedersi quali e quanti siano questi controlli e anche se sono veramente efficaci, visto che, per parecchio tempo (l'inchiesta dei Nas è partita due anni fa), la presenza delle uova putrefatte seppure "camuffate" da sane è passata inosservata, così come quella della vernice tossica. L'altro, che sarebbe opportuno chiarire, è riferito alla responsabilità delle grandi industrie sulle contraffazioni degli alimenti. Il terzo riguarda gli effetti sulla nostra salute che ci saranno di sicuro, anche se magari diluiti nel tempo. Un'altra domanda, la più inquietante, si riferisce ai tanti altri casi di alimenti apparentemente sani ma probabilmente nocivi, che finiscono sulle nostre tavole. Difficile credere che i casi della vernice e delle uova siano episodi isolati. Può anche darsi che l'abilità di questi criminali che speculano sulla nostra salute sia tale da riuscire a gabbare i controlli, ma, chiaramente, non può essere la risposta giusta. Così come non è accettabile che queste situazioni siano inevitabili in una società che ha messo l'acqua minerale nella plastica, il vino nel cartone e i vari additivi che danno ai cibi che si preparano in cinque minuti un sapore gradevole. Il fatto che sia cambiata radicalmente la cultura alimentare non è una buona ragione per farci mangiare schifezze nocive. In attesa dei provvedimenti che, si spera, saranno assunti, da qui in avanti ogni volta che ci metteremo a tavola ci sarà un commensale in più: il dubbio che ciò che stiamo mangiando sia sano e genuino. Un dubbio nel piatto sempre più difficile da allontanare, alla luce di queste notizie, nonostante ieri, un esponente dei Nas ci abbia confermato che loro vegliano sulla nostra sicurezza alimentare. Grazie, ma sarebbe meglio anche prevenire.

    Fonte : Il Gazzettino On Line del 07-12-2005

  5. #5
    Ladro e Macellaio
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    questo boicottaggio del nord, mi sa tanto di vecchio revanscismo meridionale che non porta da nessuna parte.
    Non è neppure mediaticamente convincente... il consumatore ha l'effetto contrario. Se una cosa cerchi di negargliela o convincerlo a farsela negare, aumenta il desiderio.

    Se proprio vuoi boicottare, fallo in maniera furba, senza dirlo apertamente. Ad esempio in questo modo:

    Sequestro uova marce per panettoni. Verona, 10 mln di pezzi mal conservati - cronaca -Tgcom - pagina 1
    Grazie per l'info...mi raccomando torna a trovarci presto :sofico::sofico::sofico:

    Cmq ciò che dici non è affatto condivisibile. Le associazioni dei consumatori americane, dal cui esempio poi nacquero anche quelle nostrane, son molto temute dall'industria USA proprio per la loro capacità di determinare le scelte dei consumatori....e proprio attraverso boicottaggi e class action.
    La Nestlè qualche anno fa smise di fare una campagna in Africa a favore del latte in polvere al posto del latte materno...proprio perchè le associazioni dei consumatori minacciarono un boicottaggio dei prodotti Nestlè.

    Per altre info ti aspettiamo presto iaociao:iaociao:
    Ultima modifica di flender; 23-12-10 alle 23:47

  6. #6
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Daccordissimo...tra l'altro i panettoni con quell'uvetta manco mi piacciono :sofico:

    Non dimentichiamo di boicottare anche questi http://forum.politicainrete.net/1439968-post1.html
    a me l'uvetta piace ed è usata anche nella cucina e nella pasticceria meridionale, comunque se chi sta leggendo questo messaggio non riesce a farne a meno del panettone, può benissino comprare un panettone artigianale fatto da qualche pasticciere o fornaio meridonale, spenderà un poco di più, ma potrà aiutare l'economia della propria nazione ed i suoi connazionali, senza avere il peso sulla coscienza di avere aiutato impreitori di una nazione nemica, appartenenti alla stessa razza dei due protagosti della telefonata diquesto video




    ricordo perl'ennesima volta ai tutti i meidionali, che ogni volta che acquistano prodotti importati dalla patana, arricchiscono gente come i due farabutti della telefonata che è possbile ascoltare all'inizio di questo video, ed i suoi soldi saranno investiti per continuare a mantenere il sud artificialmente sottosviluppato, affinché resti coma da centocinquanta anni a questa parte, un serbatoio di mano d'opera a basso costo ed il maggiore mercato extrapatano delle schifosisime merci patane, i sessantatremiliardi di euro di merci patane che il sud importa ogni anno dalla patana, molto difficilmente i patani riuscirebbero a rifilarlo all'estero avendo nella stragrande maggioranza dei casi un pessimo rapporto qualità prezzo

  7. #7
    emiro omofobo meridionale
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    questo boicottaggio del nord, mi sa tanto di vecchio revanscismo meridionale che non porta da nessuna parte.
    Non è neppure mediaticamente convincente... il consumatore ha l'effetto contrario. Se una cosa cerchi di negargliela o convincerlo a farsela negare, aumenta il desiderio.

    Se proprio vuoi boicottare, fallo in maniera furba, senza dirlo apertamente. Ad esempio in questo modo:

    Sequestro uova marce per panettoni. Verona, 10 mln di pezzi mal conservati - cronaca -Tgcom - pagina 1
    la prima e la più grande vittoria di Ghandi durane la sua lotta per l'indipendenza dell'India, fu quando convinse gli indiani a fare un grande falò in piazza con i vestiti importati dalla gran bretagna, e tornare a comprare i vestiti prodotti in India, da allora l'occupazione inglese che tra i suoi scopi proprio quell di utilizzare l'India come mercato per le proprie merci subì un colpo fortssimo dalla quale non riuscì a riprendersi

  8. #8
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Citazione Originariamente Scritto da flender Visualizza Messaggio
    Grazie per l'info...mi raccomando torna a trovarci presto :sofico::sofico::sofico:

    Cmq ciò che dici non è affatto condivisibile. Le associazioni dei consumatori americane, dal cui esempio poi nacquero anche quelle nostrane, son molto temute dall'industria USA proprio per la loro capacità di determinare le scelte dei consumatori....e proprio attraverso boicottaggi e class action.
    La Nestlè qualche anno fa smise di fare una campagna in Africa a favore del latte in polvere al posto del latte materno...proprio perchè le associazioni dei consumatori minacciarono un boicottaggio dei prodotti Nestlè.

    Per altre info ti aspettiamo presto iaociao:iaociao:
    Lasciam stare gli americani che hanno un senso patriottico elevato all'ennesima potenza... oltretutto quando boicottano qualcosa, lo fanno in nome del loro paese, contro una multinazionale e mai contro altri americani connazionali.

    Voi volete spingere gli italiani meridionali a boicottare i prodotti del nord in nome di che cosa? di un patriottismo meridionale?

    Ma prima devi crearlo questo patriottismo... non puoi pretendere di far leva su una cosa che al momento non esiste.

    Oppure vuoi forse far leva sulla frustrazione e l'odio? Cose vecchie, cose già trite e ritrite da centinaia di anni, che non hanno mai funzionato.
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
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  9. #9
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco I Visualizza Messaggio
    la prima e la più grande vittoria di Ghandi durane la sua lotta per l'indipendenza dell'India, fu quando convinse gli indiani a fare un grande falò in piazza con i vestiti importati dalla gran bretagna, e tornare a comprare i vestiti prodotti in India, da allora l'occupazione inglese che tra i suoi scopi proprio quell di utilizzare l'India come mercato per le proprie merci subì un colpo fortssimo dalla quale non riuscì a riprendersi
    mi parli dell'Italia come dell'India?
    Ma l'Italia quale? l'Italia meridionale che a tuo modo di vedere, sarebbe oppressa da un altro stato ?

    è una cosa senza capo ne coda. la maggior parte dei meridionali si sente Italiana e non riconosce la Padania come uno stato oppressore, ma come un'invenzione dei leghisti.

    Se non ti avessi visto partecipare in maniera intelligente e propositiva alla discussione su Terzigno, direi che questo simulacro di Duosicilianismo è la politica utilmente idiota, funzionale al leghismo per affermare se stesso.
    Ultima modifica di stefaboy; 24-12-10 alle 01:32
    Ferrara era comunista poi il comunismo è morto, allora è diventato Craxiano e Craxi è morto, poi è diventato Berlusconiano. PORTA SFIGA
    (brunik - 25/09/2011)

  10. #10
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    Predefinito Rif: meridionali boicottate il pandoro ed il panettone e tutte le merci patane

    Citazione Originariamente Scritto da stefaboy Visualizza Messaggio
    Lasciam stare gli americani che hanno un senso patriottico elevato all'ennesima potenza... oltretutto quando boicottano qualcosa, lo fanno in nome del loro paese, contro una multinazionale e mai contro altri americani connazionali.

    Voi volete spingere gli italiani meridionali a boicottare i prodotti del nord in nome di che cosa? di un patriottismo meridionale?

    Ma prima devi crearlo questo patriottismo... non puoi pretendere di far leva su una cosa che al momento non esiste.

    Oppure vuoi forse far leva sulla frustrazione e l'odio? Cose vecchie, cose già trite e ritrite da centinaia di anni, che non hanno mai funzionato.
    Infatti trasciamo gli americani che in questo momento non ci interessano e veniamo a noi.
    E' vero quello che dici...non esiste (ancora) un patriottismo meridionale almeno nel senso di una sua diffusione ampia. Solo perchè l'identità di popolo è stata artatamente e preordinatamente cancellata...con ogni mezzo possibile...lecito e più spesso illecito. Ah se Luigi Settembrini potesse parlare.... da valente avversario dei Borbone dovette poi ricredersi a causa dell'orda savoiarda...ma non potè mai esplicitarlo..altrimento avrebbe perso la sua cattedra....sai così usavano i savoiardi all'epoca. E su questo tipo di "campagna" c'è un thread proprio in questa pagina del forum.
    Con ciò però non puoi far torto a quanti invece dedicano il loro tempo libero ed a volte non solo quello per far emergere queste verità... prima o poi qualcuno deve pur prendersela la briga di farle venire fuori ste cose...e questi sono i pionieri del terzo millenio duosiciliano....che sarà duosiciliano!

    Resta inaccettabile il fatto che ogni azione che viene intrapresa al Sud deve essere sempre vista in funzione di un'utilità altrui. Noi lo facciamo per noi...e della lega non ci importa nulla. Non solo non siamo loro fratelli (d'italietta) ma non siamo nemmeno loro cugini...e tantomeno loro amici.

    Noi non facciamo leva sulla frustrazione e sull'odio...quella la lasciamo ai legaioli ed a tutti quelli che un giorno sì e l'altro pure riversano bile sui meridionali (forse per questo hanno le camicie verdi?:sofico...però ti ricordo che il nazismo sull'odio e la frustrazione ci stava vincendo la 2° guerra mondiale...e se non l'ha vinta è solo colpa delle follie, anche strategico-militari del fuhrer.
    Ultima modifica di flender; 24-12-10 alle 01:59

 

 
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