La discussione "Legge sull'omofobia" è stata chiusa perché è sfociata in un O.T. che riguarda argomenti di carattere filosofico.
Col permesso della moderazione, riprendo il filone del discorso da dove s'è interrotto riportando gli interventi di Aladar, postati come replica ai miei:
Originariamente Scritto da Aladar
Veramente sei tu che devi dimostrarne l'esistenza, è la regola prima dell'onere della prova.
E questo vale naturalmente anche per la questione ontologica, continui a dire che il matrimonio è ontologicamente finalizzato alla procreazione, ma questa proposizione è indimostrata (Ed indimostrabile), è un semplice ipse dixit, un assunto indimostrato.
Ma il punto è che è proprio questa tesi che dovresti dimostrare per confermare le tue tesi sul matrimonio gay. Insomma si tratta di una fallacia classica: petitio principii la tesi da dimostrare è già implicita nelle premesse.Originariamente Scritto da Aladar
Falso, la metafisica si fonda sul nulla, giacché il solo pnc (l'unico rimasto tra i principi che tu chiami inconfutabili), da solo non dice nulla sulla realtà che sia fisica o metafisica.
Kant e tutta la scienza moderna mostrano inequivocabilmente che la logica senza empirismo è un vuoto gioco lessicale. Difatti per il pnc la proposizione: "esistono gli elefanti rosa" non fa alcun problema. Questo è il valore di verità estensionale delle proposizioni metafisiche, cioè il nulla.
ps
vi è andata male, perché avete trovato qualcuno che conosce sia scienza che filosofia....Originariamente Scritto da Aladar
Oggi ho voglia di perdere un po' di tempo.
Cercherò di spiegare a Gio' perché con il suo pnc non può andare da nessuna parte.
Partendo da questa frase: “niente di logico si oppone all’idea che esista un essere che possa vincere la forza di gravità col pensiero”
Ho evidenziato la parola idea perchè è la parola chiave. Idea e Verità sono due concetti che vanno esplicitati per chiarire la questione.
Cosa è vero ? E' il caso di approfondire questa apparente dicotomia tra razionalismo puro e la mia posizione che comprende, in maniera inscindibile, razionalismo ed empirismo.
La verità è in sostanza il rapporto di relazione tra un enunciato, un'idea sulla realtà e la lo stato della realtà. Ergo per comprendere se si è nel vero non si può prescindere dal reale, non si può cioè rimanere nel mondo delle idee. Nulla si può opporre ad una idea. Se si rimane negli enunciati non si potrà mai capire cosa è vero e cosa non lo è.
Una proposizione dunque se vuole avere diritto ad un giudizio di verità, deve essere estensionale nel senso che la presunta verità di un enunciato deve dipendere dalla sua estensione nel reale cioè dagli enti a cui si riferisce e non quindi dal suo solo significato che alcuni logici chiamano “intensione”.
Le parole del linguaggio usualmente sono estensionali e rappresentano enti e/o proprietà degli stessi. Ne segue che la verità o falsità degli enunciati va vista in relazione diretta a tali enti e/o proprietà. Ordunque, l'enunciato “gli elefanti volano” è falso perché gli elefanti non volano anche se logicamente l'enunciato non sarebbe contraddittorio di per se. Stessa cosa per qualsiasi proposizione o ente che io possa immaginarmi, mondo metafisico compreso.
Ma cos'è reale ? Un'idea è reale ? Certo, l'idea è reale ma l'oggetto dell'idea è altrettanto reale ? non sempre, ed è questo il punto. L'ontologia del matrimonio è reale ? o è solo un'idea preconcetta derivata da una determinata visione religiosa ?
E' fantasia è invenzione finché per tale idea non si trovi un qualche riscontro coerente nella realtà osservata.
Sostenere che esiste un mondo metafisico pertanto è un'idea ed in quanto tale vera, ma l'oggetto dell'idea ovvero il mondo metafisico non è estensionale perché non ha alcuna corrispondenza nota con il reale.
Se fosse anche vero (e non lo potremo mai sapere) che può esistere qualcosa oltre la realtà fisica (ovvero tutto ciò per cui abbiamo esperienza diretta) di questo qualcosa non possiamo dire nulla, ogni speculazione in proposito è pura fantasia perché basata sul nulla giacché non abbiamo la minima idea di cosa ci sia, se c'è, oltre il mondo fenomenico a cui abbiamo accesso.
Siamo dunque nel paradigma dell'incertezza, ma in questo caso il grado di verità rimane ancora il grado di coerenza che esiste fra una proposizione sul reale e lo stato del reale.





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