L'Impero d'Europa
fondato sul tradimento dei popoli

Ida Magli



Sembra incredibile che alcuni fra i popoli più consapevoli di se stessi, della propria civiltà, della propria storia, salutino brindando la fine di tutto questo. Eppure, negli ultimi due giorni, abbiamo assistito alla rappresentazione più folle della sudditanza della ragione, da parte di cittadini apparentemente "liberi", nei confronti dei detentori del potere. Si sono visti alzare i calici, fare discorsi entusiasti per la perdita della sovranità monetaria; è stato dato in pasto alle televisioni di tutto il mondo l'esultanza di montagne di banconote, fino a ieri simbolo concreto dell'indipendenza delle Nazioni, mandate al macero. Qualcuno si è perfino permesso, dopo avere per tanti armi perseguito lo scopo di ucciderla, di esprimere qualche nostalgia per la vecchia lira finalmente andata fuori corso.
Ho visto con dolore un uomo che ammiravo, Alberto Sordi, sorridere in televisione dando l'addio alle povere lirette, delle quali aveva detto di voler edificare un monumento. Gli avevo chiesto di fare qualcosa, quando si era ancora in tempo, per salvarsi dal destino della moneta unica, ossia da quel destino di succubi che proprio lui ha tante volte rappresentato come attore e come regista geniale. Speravo che una volta sola, questa volta, volesse rinunciare alla filosofia del perdente davanti al Potere, facendo per amore dell'Italia il contrario del suo personaggio: combattere, opporsi. Come sarebbe stato bello che Lui, proprio Lui, avesse incitato gli Italiani a non consegnare la propria libertà, l'indipendenza, l'unità così faticosamente raggiunta ai governanti traditori, al dominio di stranieri! Chiudere la vita con un gesto di ribellione reale, in contraddizione la la vita rappresentata, sarebbe stata la prova, Alberto, della tua grandezza come Attore e come Uomo. Ci hai tradito anche tu, come tutti coloro che hanno governato gli Italiani nei tanti secoli della nostra storia. E' questa la storia degli Italiani: storia di tradimenti.

Se vogliamo trovare qualche briciola di consolazione in tanto sfacelo, possiamo farlo sottolineando come questa volta non siano stati soltanto gli Italiani, da sempre ritenuti pecoroni, ad essersi inginocchiati davanti alle armi dei potenti, fidando nelle meravigliose fortune e potenti destini che ci attendono. Ma il fatto che anche tanti altri popoli dell'Europa non si siano resi conto del tremendo disegno strategico che incombe sulla loro testa, è una prova ulteriore dell'astuzia, dell'inganno, della disinformazione con i quali li si è piegati ai progetti di coloro che da ieri - 28 Febbraio 2002 - possono senza mezzi termini essere definiti "dittatori". Ieri, infatti, i politici hanno fatto coincidere la fine della sovranità monetaria delle Nazioni con la fine della libertà politica. Il sequestro dei beni degli inquisiti in tutta l'Unione è appunto questo: la perdita del cardine della civiltà giuridica romana a fondamento della cittadinanza. Adesso non esiste più il cittadino di ogni singola nazione che risponde al propria magistrato. E' nata la magistratura dell'Impero.

E' talmente difficile chiarire l'intrico nel quale i popoli d'Europa si trovano avviluppati che perfino gli addetti ai lavori, tranne i pochissimi che si sono adoperati per la sua attuazione, non ritengono necessario individuarne il tracciato, scoprirne la trama, nascosta eppure evidente. Giornalisti e politici sono convinti che dell'unione Europea sia poco interessante parlare e che, al massimo, si possa lamentarsi della poca funzionalità delle monetine; anche queste, tuttavia, guardate scherzosamente come un ingombro del quale faremo presto a liberarci. L'hanno già fatto con disinvoltura i Finlandesi, concedendosi un "arrangiamoci da noi", remissivo e masochistico che,, se non si trattasse dell'Europa, avremmo facilmente riconosciuto come un gesto alla napoletana. Ma come? La Commissione, con tutta la sua prosopopea, e la Banca Centrale hanno studiato per anni, utilizzando oceani dei nostri soldi, la moneta unica e hanno fatto un clamoroso errore, dovuto senza alcun dubbio al fatto che non si sono curati di sperimentarla in un piccolo gruppo prima di coniarla, e nessuno protesta? Eppure è così. I governanti sono riusciti a far credere che l'Unione Europea sia opera dei cittadini: vi stiamo preparando un meraviglioso, potentissimo Impero, un Paradiso di Diritti Costituzionali quale nessuna epoca ha mai conosciuto. Fidatevi, e basta.
Ma per gli Italiani è stato preparato un Paradiso più inebriante di qualsiasi altro: non vi dovrete neanche disturbare a votarlo. L'inganno è stato predisposto nell'ultimo giorno del governo Amato, quando gli Italiani sono stati chiamati ad approvare con un referendum la modifica dell'art.117, astutamente presentata come modifica federalista. E' lì, invece, che, senza saperlo, gli Italiani hanno accettato nella Costituzione tutte le decisioni prese dall'Unione Europea, così che la sovranità dello Stato in pratica non esiste più. Per questo le riserve sulla questione del sequestro dei beni andavano sostenute con vigore, ossia bisognava impedire che fosse approvata a livello europeo. Adesso, invece, mentre gli altri Paesi possiedono il salvagente della necessaria approvazione da parte dei singoli Parlamenti, l'Italia per poterlo fare deve cambiare di nuovo la Costituzione, il che significa che la partita è già perduta.

La cosa più incredibile è che non si rendano conto della assoluta antidemocraticità europea gli amici della Sinistra. E' a loro che andrebbe spiegato il motivo delle sofferenze di Ulivi, Margherite e così via. La costruzione della Sinistra postcomunista è partita soltanto in funzione dell'Unione Europea - Prodi, D'Alema, Amato non servivano il potere della Sinistra in Italia, andando al governo, ma seguivano il piano preciso dell'Impero da edificare, mandando in prima linea Prodi, in quanto economista, al grido: vi porto in Europa! Poi D'Alema, che ha astutamente coperto lo spostamento di Prodi alla Commissione Europea lasciando credere alla piccola provincia d'Italia di avergli fatto lo sgambetto. Ma non vi rendete conto, cari amici della Sinistra, che degli Italiani non importa nulla ai detentori del potere? Per capire quello che è avvenuto dalla caduta del Muro in poi, ossia con il trattato di Maastricht, bisogna mettersi dalla prospettiva dell'Impero. Si vedrà così che quelli che contano hanno perseguito un solo scopo: distruggere i singoli Stati, calpestando la libertà dei popoli, per costruire un Impero da raccordare con l'Oriente musulmano. Se in Italia sono stati soprattutto i partiti della Sinistra a rimanere disgregati, il motivo è uno solo: l'operazione è stata volutamente affidata alla Sinistra, come dimostra il fatto che sono i suoi uomini ad occupare alcuni dei posti più importanti nell'Impero: Prodi, Amato…
Giustamente adesso D'Alema, adempiuto il suo compito se ne va in America: lui sa meglio di chiunque altro che, per salvarsi dalle conseguenze dell'Impero, l'unico posto sicuro è l'America.

Ida Magli